Il momento robotico

Il Future Film Festival di Bologna è orgoglioso di annunciare che la XVI edizione, in programma dal 1° al 6 aprile 2014, ospiterà – tra i numerosi film – anche il vincitore dell’Oscar per il miglior cortometraggio animato: MR. HUBLOT di Laurent Witz, premiato  al Dolby Theatre di Los Angeles, è infatti tra i titoli in concorso nella sezione Future Film Short.

“Siamo molto orgogliosi di poter ospitare un film che ha incantato i membri dell’Academy – spiegano Giulietta Fara e Oscar Cosulich, direttori artistici del FFF – e che arriverà a Bologna dopo aver raccolto il più importante riconoscimento dell’industria cinematografica mondiale. E siamo felici che l’Oscar abbia voluto premiare anche in questa categoria la “grande bellezza” del cinema europeo: Mr. Hublot è infatti una coproduzione franco-lussemburghese, che dimostra la capacità del vecchio continente di stare al passo con il meglio dell’animazione internazionale”.

Mr. Hublot, il protagonista del film, vive in un mondo di personaggi costruiti tutti con pezzi meccanici, dove regnano sovrani la scala gigante delle macchine e l’uso incessante dei materiali di recupero: alle prese con mille idiosincrasie, il nostro “eroe” teme il cambiamento e il mondo esterno, al punto da non uscire mai dal proprio appartamento.  Fino all’arrivo di un cane robot destinato a cambiare la sua vita.

“In un’edizione dedicata al tema Futuropolis – continunano Fara e Cosulich – Mr Hublot ci porta in una città del futuro che a prima vista non sembra lasciare molto spazio ai sentimenti, ma dove invece sa ancora farsi strada la tenerezza. Siamo davvero felici che il pubblico italiano possa scoprire questo gioiello qui al Future Film Festival. E in una sezione, il concorso Future Film Short, che si conferma una volta di più come una competizione di altissimo livello, mai come quest’anno aperta anche ad autori già affermati o di cui sentiremo parlare a lungo.”

Il concorso Future Film Short nel 2014 ospiterà inoltre opere di grandi autori quali Patar e Aubier, Gianluigi Toccafondo, Stefano Bessoni, Alvise Avati, Alessandro Rak, Bill Plympton, PES, Masaki Yuaasa, Mischa Rozema di Postpanic e tanti altri.

Per informazioni

www.futurefilmfestival.org

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Ricostruzione post-sisma

A seguito del sisma del maggio 2012, nei comuni di quello che si definisce il cratere sismico emiliano sono stati controllati 39.000 edifici. Di questi, oltre 25.000 sono a uso abitativo. Sul totale degli edifici controllati circa 14.000 sono risultati inagibili: 1.338 in classe C (parzialmente inagibili), 4.714 in classe B (temporaneamente inagibili), 7.930 in classe E (totalmente inagibili).

Numeri che intrinsecamente portano in evidenza come anche il mondo della cultura e il patrimonio artistico e monumentale dei comuni del cratere emiliano siano stati gravemente feriti dal sisma.

Dopo il doveroso dibattito scaturito in seno alla passata edizione circa la ricostruzione post-sisma del maggio 2012, quest’anno Restauro torna a farsi promotore e occasione d’incontro per tutti gli attori coinvolti nelle attività di ricostruzione, a partire dal MiBACT, passando per la Regione Emilia-Romagna, fino agli ordini professionali direttamente coinvolti nei progetti di recupero e alle aziende produttrici.

1.Sant’Agostino (Ferrara), Municipio e Chiesa Parrocchiale lesionati dal simsa, Meridiana Immagini, Andrea Samaritani

2. Finale Emilia (Modena), Torre dei Modenesi crollata, Meridiana Immagini ph. Giorgio Benvenuti

Fondamentale e significativa la presenza in fiera della Regione Emilia-Romagna con uno spazio-evento ed un importante convegno nel quale verrà illustrato, il Progetto Re-Building, che prevede iniziative integrate a supporto dei Comuni emiliani colpiti dal sisma, un sostegno culturale alla pianificazione degli interventi. Diciannove Comuni del cosiddetto “cratere del sisma” saranno ospitati in fiera dalla Regione, che farà da vetrina e darà voce alle esperienze, esigenze e problematiche affrontate dalle comunità colpite dal sisma. Re-building è progetto integrato finalizzato ad ampliare le conoscenze tecniche e culturali di tutti coloro che, professionalmente, sono coinvolti nel processo della ricostruzione: amministratori locali, dirigenti e funzionari pubblici dei Comuni e delle Province colpite, liberi professionisti operanti nei territori del cratere, ma anche gli Ordini professionali e le rappresentanze delle categorie produttive (Confindustria, CNA e Lega delle Cooperative). Il progetto, su mandato della Regione, è coordinato dal Centro Ricerche Urbane, Territoriali e Ambientali (CRUTA) dell’Università di Ferrara.

In particolare, la Federazione Ordini Architetti dell’Emilia-Romagna, con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, e il concorso degli Ordini degli Architetti PPC delle province emiliane ricomprese nell’area di quelle danneggiate dal sisma, (Ferrara, Bologna, Reggio Emilia e in particolare Modena), partecipa attivamente all’edizione 2014 del Salone del Restauro. Obiettivo è l’approfondimento dei temi della ricostruzione post terremoto, per intraprendere un percorso di recupero e valorizzazione del territorio fondato su un sistema di valori coerente con la storia e l’identità locale, finalizzato anche a perseguire obiettivi di qualità del territorio tutto.

1.Rivara, frazione di San felice sul Panaro (Modena), la chiea lesionata e parzialmente crollata. L’orologio del campanile è fermo sull’ora del sisma 4,03.Meridiana Immagini, ph Paolo Righi.

2.Cento (Ferrara), sopralluogo dei vigili del fuoco e degli ispettori della Soprintendenza per valutare i danni del sisma all’interno della Chiesa del Rosario. Meridiana Immagini, ph Andrea Samaritani.

Con il titolo Ricostruire l’Identità, due in particolare sono gli eventi messi in campo.

Uno è la prima edizione di una rassegna dei progetti degli architetti, realizzati, da realizzare o in corso, nell’area del cratere sismico, per il ripristino e la ricostruzione degli edifici e dei contesti danneggiati dal sisma del maggio 2012. Obiettivo della rassegna è quello di far conoscere e fare emergere il lavoro degli architetti e il loro contributo nella salvaguardia, nella conservazione, nel recupero e nella ricostruzione degli elementi che concorrono, nel loro insieme, a ricostruire l’identità di un territorio che gli eventi calamitosi hanno stravolto in pochi minuti, cancellando di colpo i luoghi della vita quotidiana, dalle abitazioni ai luoghi di lavoro, ed anche gli elementi identitari che hanno segnato il tempo e la storia delle nostre comunità.

L’altro riguarda in particolare la ricostruzione delle chiese, un patrimonio che ha subito danni ingentissimi, e che merita un’attenta cura del progetto di restauro, da condividere con le Comunità e con la Committenza, e che non può essere semplicisticamente affrontato e risolto.

Le aspettative della Federazione sono di grande attenzione, partecipazione e coinvolgimento sia dei tecnici sia delle istituzioni alle iniziative proposte, che vanno viste come start-up per un percorso di ricostruzione condiviso, etico, che persegue obiettivi di rigenerazione di alta qualità.

Non ultime le aziende del settore hanno implementato la produzione di prodotti e tecnologie utili alla ricostruzione che presenteranno in fiera sullo stand e attraverso seminari tecnici.

Su questa tematica molto attuale e complessa vi segnaliamo una selezione di convegni e appuntamenti correlati.

GIOVEDì 27 MARZO

Ore 9.45 – 13.30 Sala ARIOSTEA

RESTITUIRE L’EMILIA IN QUALITÀ

Innovazioni, tecnologie e materiali per il restauro

Convegno di aggiornamento tecnico

Organizzato da “La città del secondo rinascimento”

Patrocinio: Ordine degli Architetti delle Province di Modena, Bologna, Reggio Emilia e Ferrara

Ore 10.00 – 14.00 Sala Castello

Prevenire l’emergenza: le verifiche di vulnerabilità sismica come strumento di conoscenza e salvaguardia del patrimonio culturale

Promosso da: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee – Servizio II “Tutela del

Ore 14.30 – 18.30 Sala ARIOSTEA

RICOSTRUIRE L’IDENTITA’: IL CONVEGNO

IL CONTRIBUTO DEGLI ARCHITETTI NELLA RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO

CFP 3

Soggetti promotori: Federazione Architetti Emilia Romagna, Ordine e Fondazione Architetti PPC Modena, Ordine e Fondazione Architetti PPC Reggio Emilia, Ordine Architetti PPC Ferrara, Ordine Architetti PPC Bologna.

Patrimonio Architettonico”

Ore 15.00 – 17.00 Sala Massari

Gestire l’emergenza – Tavola Rotonda

Promossa da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna

Ore 9.30 – 18.30 Sala SCHIFANOIA

Mettere in sicurezza: verso la ricostruzione

I Sessione: Beni Architettonici

Promosso da Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna con la collaborazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia

Le chiese nel sisma

Tra il patrimonio e i siti architettonici che sono stati parzialmente o totalmente distrutti dal sisma del maggio 2012 in Emilia, in grande misura e per ragioni storiche connaturate al patrimonio tipicamente italiano, si trovano le chiese.

  1. Buonacompra di Cento (Ferrara), Lavori di smantellamento del campanile parzialmente crollato, Maggio 2012, ph. Andrea Samaritani
  2. San Carlo (Padova), Oratorio di Ghislieri, intervento dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza dell’altare, Maggio 2012, ph. Andrea Samaritani

Sono ben 555 le chiese che hanno subito danni e richiedono o attendono lo sviluppo dei progetti di restauro e riqualificazione. L’edizione 2014 del Salone del Restauro, rivolta ai progetti con danni stimati fino al 25% o completamente crollati, presenterà due importantissimi convegni che affronteranno proprio il tema delle Chiese coinvolte nel sisma.

Distruzione del Simbolo. La Spiritualità dei luoghi e il ruolo della religione nella loro salvaguardia e il mantenimento della continuità in seguito ad un evento catastrofico” è il titolo del convegno che si terrà Giovedì 27 Marzo, alla ore 14.30 presso Sala Castello, e che vedrà  la partecipazione in qualità di relatori del Direttore dei Musei Vaticani Prof. Antonio Paolucci e di S.E. Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, delegato del Pontificio Consiglio della Cultura.

Una giornata di studio che vedrà per la prima volta studiosi di diverse discipline insieme al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, al Pontificio Consiglio della Cultura e ai Musei Vaticani, e che tenterà di capire e spiegare da molteplici punti di vista il tema universale delle “memorie interrotte” e quindi del cambiamento della storia.

Si tratterà di un dibattito scientifico che farà convergere dentro al patrimonio culturale il simbolo, la memoria e il ricordo, l’identità, la religione e la spiritualità, la ricostruzione.

La seconda parte del convegno si sposterà invece dall’ambito scientifico al dialogo diretto col territorio e i suoi protagonisti su argomenti che riconducono al senso di identità e di appartenenza, che rischiano di essere scardinati con il disfacimento della grammatica urbana che sussegue a episodi catastrofici come il sisma.

Rifacendoci alla tradizione sociologica che risale a Durkheim, all’importanza dell’identità come pietra angolare della costruzione del senso, la cui ricerca è connaturata nell’uomo, diventa importante “aggregarsi attorno ad un progetto comune e scommettere su di esso con coraggio: gli edifici, le cose che li abitano, le strade, le abitudini, i gesti, le rovine sono tutti simboli universali dell’esistenza e di ogni esistenza” dice Letizia Caselli, storica dell’arte e Responsabile Scientifico della giornata di studio, e “guardare alla memoria per rinvigorire il sentimento identitario di una comunità”.

Un altro importante contributo alla tematica della ricostruzione dell’identità verrà dato, con un profilo più tecnico, dal convegno “Ricostruire le Chiese” che si terrà Venerdì 28 Marzo alle ore 9.30 in Sala Massari. Promosso dalla Federazione Architetti Emilia Romagna, vede il coinvolgimento degli iscritti agli Ordini degli Architetti, a cui verranno rilasciati crediti formativi, e un programma di vari interventi sul tema della ricostruzione dei luoghi di culto proposti tanto da figure professionali di settore che da antropologi.

Tra i convegni correlati:

GIOVEDì 27 MARZO

Ore 14.30-17.00 Sala CASTELLO

Distruzione del Simbolo. La Spiritualità dei luoghi e il ruolo della religione nella loro salvaguardia e il mantenimento della continuità in seguito ad un evento catastrofico

Organizzato da Acropoli; coordinato da Letizia Caselli, storica dell’arte.

Introduce: Carla Di Francesco, Direzione Regionale Emilia-Romagna MiBACT

Relatori: Spirito della ricostruzione ed identità spirituale – S.E. Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, Delegato del Pontificio Consiglio della Cultura; Marco Soglia, R.U.P della Diocesi di Carpi; Dall’alluvione di Firenze del 1966 all’Aquila 2009: il recupero della memoria – Antonio Paolucci, Musei Vaticani; Luoghi della memoria e memoria dei luoghi – Alberto Melloni, Fondazione per le scienze religiose religose, Bologna;

Ore 14.30 – 18.30 Sala ARIOSTEA

RICOSTRUIRE L’IDENTITA’: IL CONVEGNO

IL CONTRIBUTO DEGLI ARCHITETTI NELLA RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO

CFP 3

Soggetti promotori: Federazione Architetti Emilia Romagna, Ordine e Fondazione Architetti PPC Modena, Ordine e Fondazione Architetti PPC Reggio Emilia, Ordine Architetti PPC Ferrara, Ordine Architetti PPC Bologna.

VENERDì 28 MARZO

Ore 9.30 – 13.30 Sala MASSARI

RICOSTRUIRE L’IDENTITA’: IL CONVEGNO

LA RICOSTRUZIONE DEGLI EDIFICI DI CULTO

CFP 3

Soggetti promotori: Federazione Architetti Emilia Romagna, Ordine e Fondazione Architetti PPC Modena, Ordine e Fondazione Architetti PPC Reggio Emilia, Ordine Architetti PPC Ferrara, Ordine Architetti PPC Bologna.

Ore 9.30 – 11.00 Sala D

Sisma 2012: dal rilievo del danno alla messa in sicurezza delle chiese dell’area Mantovana

Land repair: I temi e le attenzioni per il governo del territorio

Organizzato da: Polo Territoriale di Mantova, Politecnico di Milano

ORE 14.00 – 15.30 SALA ERMITAGE

Così rinasce il municipio di Finale Emilia

Il progetto del FAI fa rivivere il cuore della comunità

Organizzato da Comune di Finale Emilia in collaborazione con FAI Emilia Romagna

Intervengono: Carla di Francesco – Direttore della Direzione Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna

Fernando FerioliSindaco di Finale Emilia

Marco Magnifico Vice Presidente Esecutivo FAI Fondo Ambiente Italiano

Marina Senin Forni Presidente Regionale FAI Emilia Romagna

Vincenzo Vandelliarchitetto, progettista opere architettoniche e di restauro conservativo

Giorgio Serafini ingegnere, progettista opere di consolidamento strutturale e miglioramento sismico

Ore 14.00- 18.30 Sala BELRIGUARDO

La reintegrazione delle lacune urbane: indirizzi operativi e realizzazioni tra presente e passato

A cura di Riccardo Dalla Negra

Salone del restauro

Ferrara Fiere, 26-29 Marzo

Al Salone del Restauro 2014

spazio ai progetti dedicati alla ricostruzione post-sisma

Dopo il dibattito scaturito in seno alla passata edizione circa la ricostruzione post-sisma del maggio 2012, quest’anno Restauro torna a farsi promotore e occasione d’incontro per tutti gli attori coinvolti nelle attività di ricostruzione.

Fondamentale e significativa la presenza in fiera della Regione Emilia-Romagna con uno spazio-evento ed un importante convegno nel quale verrà illustrato, alla presenza del Commissario delegato alla ricostruzione Vasco Errani, il Progetto Re-Building, che prevede iniziative integrate a supporto dei Comuni emiliani colpiti dal sisma, un sostegno culturale alla pianificazione degli interventi. Il progetto, su mandato della Regione, è coordinato dal Centro Ricerche Urbane, Territoriali e Ambientali (CRUTA) dell’Università di Ferrara.

La “Comunità dei Comuni” del cratere direttamente coinvolti, non solo emiliani ma anche di Lombardia e Veneto sono stati quindi invitati, come lo scorso anno, ad essere presenti in fiera con un proprio spazio, per meglio evidenziare le problematiche relative al proprio territorio.

Architetti, ingegneri, geometri e relativi ordini professionali, ma anche le imprese specializzate presenti in fiera, saranno quest’anno chiamati ad una partecipazione attiva attraverso l’organizzazione di workshops e corsi di formazione che rilasceranno ai partecipanti iscritti crediti formativi.

In particolare la Federazione Ordini Architetti dell’Emilia-Romagna, con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, e il concorso degli Ordini degli Architetti PPC delle province emiliane ricomprese nell’area di quelle danneggiate dal sisma, (Ferrara, Bologna, Reggio Emilia e in particolare Modena), in occasione del Salone lancia una prima edizione di Ricostruire l’Identità: i progetti degli architetti, rassegna di progetti realizzati o da realizzare nell’area del cratere sismico per il ripristino e la ricostruzione degli edifici e dei contesti danneggiati dal sisma del maggio 2012. Obiettivo della rassegna è quello di far conoscere e fare emergere il lavoro degli architetti e il loro contributo nella salvaguardia, nella conservazione, nel recupero e nella ricostruzione degli elementi che concorrono, nel loro insieme, a ricostruire l’identità di un territorio che gli eventi calamitosi hanno stravolto in pochi minuti, cancellando di colpo i luoghi della vita quotidiana, dalle abitazioni ai luoghi di lavoro, ed anche gli elementi identitari che hanno segnato il tempo e la storia delle nostre comunità.

Sulla medesima tematica la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna del MiBACT, attraverso l’Unità di Crisi Regionale nella quale confluiscono tutti gli istituti periferici coinvolti, si vede impegnata nel passaggio tra una prima fase preliminare di attività conoscitive sul territorio, finalizzate al rilievo ed alla quantificazione dei danni ed alle operazioni di messa in sicurezza, ed una seconda fase di impegno per una matura e ponderata riflessione sui futuri interventi di restauro definitivo del patrimonio danneggiato.

In questa prospettiva, il Salone del Restauro di Ferrara rappresenta un’opportunità di riflessione comune sulle attività svolte finora, di confronto sui temi affrontati e di scambio di esperienze anche con gli Istituti lombardi e le altre Amministrazioni coinvolte per definire proposte operative stabili e utili nella gestione delle fasi emergenziali.

La necessità di testimoniare quanto fin qui svolto dalle Strutture ministeriali si articolerà essenzialmente su tre filoni: gli aspetti organizzativi e logistici legati alla gestione dell’emergenza, gli interventi sui beni architettonici danneggiati e le operazioni finalizzate alla salvaguardia dei beni storico artistici e archivistici.

Due importantissimi convegni affronteranno il tema delle Chiese coinvolte nel sisma, ben 555, che hanno subito danni e richiedono e attendono lo sviluppo dei progetti di restauro e riqualificazione. Uno dei due convegni dal titolo “Distruzione del Simbolo. La Spiritualità dei luoghi e il ruolo della religione nella loro salvaguardia e il mantenimento della continuità in seguito ad un evento catastrofico” vedrà  la partecipazione in qualità di relatori, del Direttore dei Musei Vaticani Prof. Antonio Paolucci e di S.E. Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, delegato del Pontificio Consiglio della Cultura.

I Restauri tra antico e contemporaneo

Numerosi gli appuntamenti proposti dal MiBACT, che offre una panoramica dei restauri realizzati, o in corso d’opera, su tutto il territorio nazionale, come quello della Cappella della Sindone di Torino, il restauro della Pietà di Giovanni Bellini, che sarà al centro della mostra dedicata all’autore in apertura presso la Pinacoteca di Brera di Milano, e  la presentazione preliminare degli ultimi restauri dei Bronzi di Riace.

Sullo stand istituzionale al padiglione 3 saranno in mostra tre affreschi del XV secolo, due originali di Guido di Piero detto il beato Angelico, il Cristo pellegrino accolto da due domenicani e il San Pietro martire che invita al silenzio, ed un originale di Paolo di Dono, detto Paolo Uccello, Madonna col Bambino

Nella tavola rotonda dal titolo “Il restauro del contemporaneo: arte e spazi urbani” verrà invece affrontato più in generale il tema del restauro dell’arte contemporanea ed in particolare di quelle opere che hanno trovato una loro collocazione all’interno degli spazi urbani della città contemporanea.

L’Opificio delle Pietre Dure, altro importante serbatoio di esperienze e conoscenze nel campo della conservazione e del restauro, dedica anche quest’anno un’intera giornata ai suo casi più recenti: Da Donatello a Piero Manzoni. I restauri dell’Opificio tra antico e contemporaneo che, oltre a rendere conto dei principali restauri che sono ancora in corso o che si sono conclusi di recente, dal Pulpito della Resurrezione di Donatello nella basilica di San Lorenzo in Firenze, al dipinto Venere e Amore di Agnolo Bronzino, per citarne solo alcuni, affronterà anche il tema innovativo e complesso del restauro di opere di arte contemporanea.

Altro argomento funzionale al tema del restauro sarà la conversione di un edificio storico a sede museale, affrontato attraverso il caso esemplare del MUDI – Museo degli Innocenti di Firenze, oggetto di una mostra e relativo convegno: dalla misura di Brunelleschi nel cuore di Firenze, al progetto di recupero e riqualificazione che si sviluppa da un importante concorso internazionale, per approdare ora al completamento della prima fase di chiusura dei lavori di restauro. Il progetto ha utilizzato in modalità innovative le tecnologie laser scanner 3D che sono anche oggetto di ricerche sugli aspetti gestionali e manutentivi ed è stato realizzato con il contributo della Regione Toscana, l’Istituto degli Innocenti di Firenze e il coordinamento scientifico del DIAPReM/TekneHub dell’Università Ferrara.

Restauro del Novecento, Sostenibilità & Conservazione

Esperienze e proposte dal panorama internazionale

Un significativo brano dell’architettura del ‘900 in Italia è rappresentato dal Villaggio ENI di Borca di Cadore, fortemente volute da Enrico Mattei per i dipendenti dell’ENI e realizzato da Edoardo Gellner a metà degli anni Cinquanta.

Un convegno dedicato, coordinato da Labora/TekneHub Università di Ferrara, prevede  la proiezione di immagini tratte dal film-documentario Villaggio ENI. Un piacevole soggiorno nel futuro, ma anche appositamente rielaborate da materiale inedito, in grado di evidenziare da un lato la grande qualità di queste architetture (dal loro inserimento territoriale, alla scala architettonica, fino al dettaglio di design della mobilia componibile) e dall’altro di mostrare le problematiche conservative alle diverse scale, dal contesto ambientale al particolare.

Dal panorama internazionale ancora una volta l’India con una mostra sul percorso di lettura critica del tessuto urbano di Jodhpur, ma soprattutto il Brasile, che con una rappresentanza di circa 20 delegati sarà protagonista di una grande mostra e diversi convegni a cura del centro DIAPReM/TekneHub dell’Università di Ferrara. Verrà così presentata l’esperienza di ricerca di Marlene Milan Acayaba, importante esponente della cultura paolista, per sviluppare, attraverso un’integrazione didattica realizzata nel Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, oltre 45 modelli di edifici abitativi costruiti dopo la Seconda Guerra Mondiale, che oggi sono oggetto di restauro, ricerca e riscoperta. Alcuni sono già stati distrutti, altri hanno cambiato destinazione. La tecnologia costruttiva è quella del cemento armato (concreto) ma la concretezza della vita e dei luoghi della stessa è anche un’altra esperienza che queste abitazioni (progettate da maestri come Oscar Niemeyer, Lina Bo Bardi, Paulo Mendes da Rocha, Vilanova Artigas, ecc.) sanno comunicare. Per la tematica Sostenibilità e Conservazione conosceremo il lavoro di Marcos Acayaba, importante architetto brasiliano, ed i suoi “progetti ecologici”. A cura Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara, verrà presentato al pubblico uno studio di mercato sulla filiera del restauro in Brasile, dal livello della formazione a quello delle imprese specializzate, dalle competenze scientifiche fino a quelle del cantiere, analizzando il mercato immobiliare e le quantità in gioco in termini di aree urbane storiche che necessitano di interventi di restauro.

Tra le altre esperienze e proposte internazionali case histories da Polonia, Croazia e Serbia. In particolare il Dipartimento Italiano per lo Sviluppo e la Coesione Economica, presente in fiera con uno stand istituzionale, illustrerà i risultati delle attività di studio, tutela e promozione del patrimonio culturale in Serbia attraverso i più importanti progetti di cooperazione tra Patti territoriali italiani e istituzioni serbe della Vojvodina realizzati negli ultimi anni. Nell’ambito dei Programmi di Cooperazione Territoriale Europea verranno inoltre presentati i progetti, specificamente dedicati al tema della cultura e del dialogo interculturale per la salvaguardia del patrimonio delle regioni italiane e delle nazioni affacciate sul’Adriatico, Stati dell’Ex-Jugoslavia, fino ad Albania e Grecia.

Numerosi delegati ICE provenienti da Russia e Turchia saranno invece in fiera in virtù della rinnovata collaborazione tra il Salone e ASSORESTAURO, l’Associazione Italiana per il Restauro Architettonico, Artistico e Urbano impegnata per il 2014 in progettazione di percorsi formativi e assistenza tecnica finalizzati a interventi di restauro conservativo di importanti siti dei due Paesi.

Tra le altre associazioni presenti in fiera si ricordano: ARI Associazione Restauratori d’Italia, Restauratori Senza Frontiere, Associazione La Ragione del Restauro, Associazione Centro Studi Sisto Mastrodicasa, ASS.I.R.C.C. Associazione Italiana Recupero e Consolidamento Costruzioni, ANA Associazione Italiana Archeologi, ALA Assoarchitetti, il Forum Italiano Calce e la CNA Nazionale, settore Artistico e Tradizionale.

Di casa a Restauro il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo che festeggia quest’anno i 250 anni dalla sua fondazione; sullo stand durante le quattro giornate del Salone si terranno workshop sulla tecnica di realizzazione e restauro di commesso in lapislazzulo e malachite, nel corso dei quali verranno presentati i processi di lavorazione della malachite e del lapislazzulo ricostituiti secondo la tecnica storica oggi perduta del mosaico russo.

Giunto alla sua IV edizione, torna il Premio Internazionale Domus Restauro e Conservazione Fassa Bortolo. Dopo un difficile quanto interessante dibattito, i membri della commissione hanno deciso all’unanimità di premiare, vista la grande omogeneità qualitativa delle migliori proposte nella sezione progetti realizzati, tre contributi come medaglie d’oro ex aequo e due come medaglie d’argento.

I riconoscimenti più preziosi vanno allo studio spagnolo Sergio Sebastián architects per la valorizzazione di uno scavo archeologico a Daroca, Saragozza, (uno spazio ipogeo dedicato a funzioni culturali, hall per conferenze, sale riunioni, piccolo museo), all’ architetto Leonardo Angelini per il restauro del mulino di Baresi (che si dimostra un intervento che ha avuto un forte impatto sociale e che lo qualifica per la potenzialità di offrire spunti all’identificazione col patrimonio locale), e allo studio dell’arch. Patrizia Valle per il restauro delle mura di Cittadella, Padova, (un’opera di restauro volta al recupero degli elementi significativi delle mura urbane nella loro attuale consistenza materica, e valorizzata da  due interventi ‘reintegrativi’).

La XXI edizione inoltre, che si svilupperà in quattro giorni come sempre densi di eventi, discussioni e workshop, può vantare un concept espositivo completamente rinnovato, in cui le dimensioni culturale, scientifica e commerciale della manifestazione saranno integrate e connesse tra loro. Si riconfermano anche per questa edizione le iniziative collaterali di Ferrara Aperta per Restauro, che vedono l’apertura straordinaria gratuita, anche serale, di musei, pinacoteche e palazzi storici cittadini durante tutti i quattro giorni di manifestazione.

Il programma completo e costantemente aggiornato sul sito http://www.salonedelrestauro.com

Inaugura il MAF a Finale E.

Domenica 30 marzo, Finale Emilia vivrà una giornata di grande festa per l’inaugurazione del MAF – MULTIAREA FINALESE, la struttura che ospita la nuova Biblioteca intitolata a Giuseppe Pederiali, il nuovo archivio storico dedicato a Cesare Frassoni, gli uffici scuola, sociale e cultura, una sala polivalente a disposizione della città e delle attività del Consiglio Comunale.

Nell’occasione è prevista anche la presentazione del nuovo libro di Giuseppe PederialiIl monastero delle consolatrici, pubblicato da Garzanti a un anno esatto dalla scomparsa.

I festeggiamenti inizieranno alle ore 10 con l’esibizione della Banda della Fondazione Andreoli; sempre dalle ore 10, annullo e cartolina postale dedicata a Giuseppe Pederiali, a cura del Circolo Filatelico Numismatico Finalese.

Alle ore 11, la cerimonia inaugurale con il saluto delle autorità e l’intervento musicale di Paolo Fresu, compositore e trombettista di fama internazionale.

Dalle ore 15, laboratorio per bambini e ragazzi con Alessandro Sanna, artista e illustratore che alle 16 presenterà la sua opera “Mattoni di libri”, realizzata sulla balaustra interna della nuova biblioteca e illustrata anche in un volume edito da Franco Cosimo Panini.

Dalle ore 17, open Maf, visite libere all’edificio con letture e accompagnamenti musicali: alle 17, nella Sala Polivalente, esibizione dell’orchestra di chitarreLavori in Corsodella Fondazione Scuola di Musica Andreoli; sempre alle ore 17,L’Archivio della Comunitàraccontato dal Gruppo Fluttuanti 2012; alle 17,30 nella Sala dei Laboratori, concerto per pianoforte con gli allievi del corso della Scuola di Musica.

Alle 18, nella sezione ragazzi della biblioteca, “Finale Fantastica: il mondo magico di Giuseppe Pederiali”, letture e interventi artistici a cura del gruppo “Bassa Manovalanza”.

Alle 18,30 nella Sala Polivalente, lo scrittore Roberto Barbolini e il giornalista finalese Stefano Marchetti, ricorderanno la figura di Giuseppe Pederiali, presentando il suo ultimo libro, uscito da pochi giorni, “Il monastero delle consolatrici”, edito da Garzanti.

Alle 20, nella sala d’attesa del nuovo municipio, aperitivo blues con gli insegnanti della Fondazione Scuola di Musica Andreoli.

Scarica il programma in PDF

Basta tasse!

In realtà, la causa dell’elevato debito pubblico, attualmente di circa 2.100 miliardi, sta nel fatto che negli ultimi trenta anni lo Stato italiano ha pagato più di 3.000 miliardi di interessi.
La soluzione del problema è quindi ridurre il costo degli interessi sul debito ad un livello pari o inferiore all’inflazione, come accade in Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone, Cina o come si faceva anche in Italia fino al 1981.

Il problema del debito pubblico non è, quindi, un problema di deficit eccessivi, ma di interessi eccessivi.

Dal 1992 lo Stato italiano ha applicato politiche di austerità, cioè di aumento delle tasse, aumentando le sue entrate in modo da avere sempre un avanzo di bilancio (differenza tra spese ed entrate prima degli interessi). Nonostante più di venti anni di politiche di austerità, cioè di imposizione fiscale crescente iniziate con i governi Ciampi e Dini nei primi anni ’90, lo Stato non è poi più riuscito a ridurre il debito pubblico a causa della “rincorsa” degli interessi che si cumulavano. La ragione di questa esplosione di spesa per interessi è che nel 1981 è caduto l’obbligo della Banca d’Italia di comprare debito pubblico calmierandone gli interessi (e dal 1989 si è vietato formalmente, nel Trattato di Maastricht ogni finanziamento dello Stato da parte della sua banca centrale).

Detto in parole semplici, lo Stato italiano è stato obbligato a farsi prestare denaro a costi di interessi dettati dalle banche estere (diciamo dal mercato finanziario estero), quando invece avrebbe potuto continuare a farsi finanziare a costo zero dalla Banca d’Italia.

Gli italiani devono rendersi conto che non è vero che “non si può fare niente” contro il peso del debito pubblico e delle tasse a causa dei trattati firmati e delle posizioni degli altri governi all’interno delle istituzioni europee.
In realtà, un governo italiano competente e che abbia a cuore gli interessi degli italiani invece che del “mercato finanziario” può muoversi anche all’interno dei trattati europei. Il nostro, oltre che un articolo, è anche un appello ai cittadini italiani che trovino convincenti i fatti che abbiamo esposto e diffondano, ovunque possano, questa soluzione pratica al problema del debito, allo scopo di mettere la parola fine alle politiche di austerità che stanno soffocando l’economia italiana.