In difesa degli alberi

Via Pironi

A fronte di ambienti urbani sempre più intensamente popolati e cementificati e a fronte di tutte le conseguenti problematiche che questo comporta, vi spieghiamo perché oggi è sempre più importante piantare alberi in città. E lo facciamo con l’aiuto dello studio di progettazione Architettura Etica.

> Un accurato posizionamento degli alberi nelle aree urbane può raffreddare la temperatura dell’aria dai 2°C agli 8°C;

> Alberi posizionati in maniera appropriata attorno agli edifici possono ridurre l’utilizzo del condizionatore del 30% e far risparmiare dal 20% al 50% sui costi per il riscaldamento;

> L’introduzione di spazi verdi, specialmente se dotati di alberi, aumenta il valore immobiliare almeno del 20%;

> Un albero può assorbire fino a 150kg di CO2 all’anno e i grandi alberi, all’interno delle aree urbane, sono eccellenti filtri di agenti inquinanti;

> La vegetazione incrementa la permeabilità dei terreni con la conseguente attenuazione del run-off, lo scivolamento dell’acqua su superfici impermeabili, e la diminuzione di dissesti;

> Passare del tempo nel verde migliora la salute fisica e mentale, poiché diminuisce la pressione sanguigna e lo stress;

> Gli alberi forniscono cibo agli animali e protezione alle piante, con il conseguente aumento della biodiversità;

> Gli alberi forniscono cibo anche all’uomo (frutta, bacche, noci, semi…).

Naturalmente, poi, occorre evitare di intervenire successivamente con capitozzature o potature selvagge (come purtroppo spesso succede, con grande scempio delle piante che soffrono così moltissimo) che non fanno altro che mettere a rischio la vita stessa degli alberi messi a dimora. Anche questo dovrebbe essere un punto fermo di presa di coscienza delle tante amministrazioni pubbliche che ancora in questo ambito agiscono senza criteri ragionevoli e di competenza.

http://www.ilcambiamento.it//articoli/piantiamo-alberi-in-citta-e-importantissimo-e-vi-spieghiamo-perche

 

La fine della sovranità alimentare

la lista degli Ogm autorizzati da Juncker: sui 19 approvati, 17 sono per l’alimentazione umana e animale e 2 riguardano specie di garofani. Ben 11 sono brevetti dell’americana Monsanto (soia, mais, colza e cotone), gli altri 8 sono prodotti della statunitense Dupont e dei gruppi tedeschi Bayer e Basf. Tutto indica un’attenzione speciale delle istituzioni europee per gli interessi delle multinazionali a danno della biodiversità e della libera scelta. Ricordiamo infatti che sementi non incluse in una lista della Ue sono vietate. Lista i cui criteri privilegiano le sementi industriali ed escludono varietà antiche e tradizionali.

A riprova, associazioni senza fini di lucro che come Kokopelli promuovevano la biodiversità sono state punite con multe astronomiche e la cessazione dell’attività per aver diffuso semenze tradizionali secondo una sentenza della Corte Europea del 2012. Una sentenza che rovesciava la posizione dell’Avvocatura Generale della stessa Corte Europea, la quale stimava che «il divieto di commercializzazione di sementi (…) è non valido in quanto viola i principi di proporzionalità e di libera impresa secondo l’articolo 16 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, la libera circolazione delle merci secondo l’articolo 34 Tfue così come il principio di uguaglianza di trattamento secondo l’articolo 20 della detta carta». Dunque la Corte ribalta il parere dell’Avvocatura e vieta le sementi tradizionali. Il terreno è pronto per la mossa successiva. E qui interviene Juncker, che motu proprio autorizza gli Ogm su tutto il territorio europeo.  [

 

http://www.stopeuro.news/juncker-autorizza-gli-ogm-nella-ue-e-la-fine-della-sovranita-alimentare/

 

Effetto Seneca

Quasi tutte le contese politiche, fino a tempi recenti, si sono basate su un principio scoperto per primo da Harold Hotelling negli anni ’20 (si chiama Hotelling-Downs model): chi controlla il centro, vince (funziona così anche in economia e con gli scacchi).

Ma c’è un problema con questo modello: funziona solo quando esiste un centro-politico.  Come ho spiegato su un precedente post,  questo non è più vero: oggi esistono due centri-politici ed il modo per vincere le elezioni è occuparne uno dei due, come ha perfettamente compreso Donald Trump. Hillary Clinton non l’ha capito e la sua sconfitta è stata inevitabile.

Una volta che si è capito che la questa distribuzione ha due cime, diventa chiaro il motivo per cui demonizzare l’uomo che ne comanda una non funziona: più viene demonizzato da sinistra, più viene visto come un eroe da destra. Questa è una cosa che Donald Trump capisce perfettamente, ma che evidentemente non capiscono i Dem.

E ora, cosa sta per succedere? In un  precedente post, ho sostenuto che la polarizzazione politica è una reazione necessaria nelle società in tempo di carestia. Qui posso aggiungere che Berlusconi e Trump sono i sintomi di transizione di una gigantesca fase politica appena iniziata.

Le origini di ciò che stiamo vedendo risalgono al 18° secolo, quando i combustibili fossili – il carbone all’epoca – generarono una rapida espansione economica. La risposta politica alla prosperità appena acquisita fu la rivoluzione francese, che diede vita al movimento politico che chiamiamo “sinistra”. La Rivoluzione francese introdusse il concetto di diritti umani e, tradizionalmente, la sinistra ha sempre enfatizzato i diritti, mentre la destra ha enfatizzato i doveri.

Avere diritti è meglio che avere doveri, ma il problema è che i diritti umani hanno un costo e che questo costo è stato pagato, finora, dai combustibili fossili. Ora che i combustibili fossili stanno per finire, chi dovrà pagare questi costi?

Su questo punto, la sinistra non ha niente da proporre, se non vuote promesse e la gente sta cominciando a capirlo. Questo è il motivo per cui la destra politica sta riprendendo fiato in tutto il mondo. È una transizione di una fase politica che ci sta allontanando dal nostro familiare mondo fossile e ci sta catapultando verso un mondo diverso.

Le transizioni da una fase all’altra normalmente sono brusche e spesso violente (parte del concetto del “Effetto Seneca“). Sicuramente, la rivoluzione francese fu violenta e improvvisa e sarebbe un miracolo se tutti i problemi che dovremo affrontare in futuro dovessero essere gestiti da leader come Berlusconi, Trump o dai loro eredi. Verbalmente sono aggressivi ma, finora, non lo sono abbastanza in termini fisici. Fanno parte della transizione, ma non sono loro che la stanno causando e la transizione non finirà con loro.

Dove  ci porterà questa transizione  non è possibile saperlo. Ciò che possiamo dire è che una persona che ha solo diritti ma non doveri è un mostro mentre una persona che ha solo doveri e nessun diritto è uno schiavo. Nessuna delle due condizioni è allettante e, alla fine, troveremo un compromesso e ci accontenteremo di una via di mezzo. Ma ci vorrà del tempo.

Ugo Bardi*

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60075

Veleni quotidiani

A fronte della virtualità dell’economia, diventata finanza, sta la materialità del cibo, la cui modalità di produzione e distribuzione è però così profondamente cambiata da avere eliminato la precedente cultura dei rapporti umani.

Lo testimoniano gli articoli precedenti e anche il calendario “Gente di Bondeno”, dedicato quest’anno ai macellai, ne fornisce un esempio ulteriore:

Agro-business

Dopo gli anni ’50, negli USA l’allevamento di maiali, vacche, bovini e pollame diventò gradualmente industrializzato. I pulcini vennero confinati in spazi così minuscoli che potevano appena stare in piedi. Per farli crescere più in fretta vennero riempiti di antibiotici e nutriti di mais e soia OGM. Secondo il Consiglio per la Difesa delle Risorse Naturali, l’80% degli antibiotici venduti negli Stati Uniti viene usato negli allevamenti animali, non dagli esseri umani. Gli antibiotici vengono somministrati agli animali mescolati al cibo o all’acqua, per accelerare la crescita. Dopotutto, il tempo è denaro. Gli agricoltori tradizionali, com’era stato mio nonno in Nord Dakota, vennero in gran parte fatti lasciare la terra dalle politiche del ministero per l’agricoltura, che hanno favorito l’industrializzazione senza curarsi della qualità del cibo risultante. I trattori diventarono macchine mastodontiche computerizzate, guidate dal GPS. Un trattore così poteva essere telecomandato e fare il lavoro di molti agricoltori. Il risultato finanziario è stato favoloso… per gli industriali come ADM, Cargill, Monsanto e per i venditori come Kraft, Kelloggs, Nestle, Unilever, Toepfer e Maggi. Il modello americano di agrobusiness Rockefeller-Harvard venne globalizzato a partire dai negoziati del GATT tenutesi in Uruguay a fine anni ’80 per la liberalizzazione del commercio, nei quali l’Unione Europea abbandonò la tradizionale protezione degli agricoltori locali per favorire il libero commercio. Mentre i negoziati del GATT stavano per dare ai giganti statunitensi dell’agrobusiness quello che volevano (ovvero la libertà di violentare l’UE e altri mercati agricoli con i loro prodotti industriali, e di distruggere milioni di agricoltori europei che avevano coltivato la terra con passione per generazioni) mi recai a Bruxelles per intervistare da giornalista un burocrate UE di alto livello, responsabile per l’agricoltura. Sembrava ben istruito, era multilingue, danese di nascita. Ebbene, questi argomentò in difesa del libero commercio, dichiarando: “Perché dovrei pagare tasse in Danimarca per permettere agli agricoltori bavaresi di restare sul mercato con i loro appezzamenti minuscoli?” La risposta, che allora tenni per me, è: semplicemente perché l’agricoltore familiare tradizionale è il solo adatto a fare da intermediario tra noi e la natura e a produrre cibo sano per gli uomini e gli animali. Nessuna macchina può sostituire la devozione e passione personale che ho visto ogni volta in tutti gli agricoltori che ho incontrato, i quali davvero si prendono cura del loro bestiame e raccolto. Ora la stessa gente molto ricca e molto arida, quelli che io chiamo gli “oligarchi americani”, sta sistematicamente facendo tutto il possibile per distruggere la qualità del cibo.

leggi tutto su https://www.controinformazione.info/perche-i-rockefeller-cercano-di-distruggere-gli-agricoltori/

*F. William Engdahl è un consulente e docente di rischi strategici; laureato in politologia alla Princeton University e autore di best-seller sul petrolio e la geopolitica. Fonte: Journal-neo Traduzione: Anacronista

Overshoot day

Il 2 agosto abbiamo avuto l’overshoot day cioè la data che ogni anno cade sempre prima e che è il simbolo della rapida erosione delle risorse non rinnovabili del pianeta e della sua capacità di assorbire i nostri rifiuti, il nostro inquinamento. Una data simbolo che è la certificazione anche scientifica, che chi parla di crescita infinita in un pianeta dalle risorse finite è un autentico pazzo. Stiamo erodendo ogni risorsa come se i nostri figli e nipoti non esistessero.

Le conclusioni sono assai facili da trarre, ci stiamo suicidando.  O per meglio dire, un sistema basato sulla crescita e il capitalismo selvaggio ci sta sterminando tutti. E cosa ci facciamo con le mirabolani scoperte della nostra scienza e tecnologia se stiamo distruggendo le basi della vita stessa e della possibilità di esistere su questo pianeta? Ci illudiamo poi che con un po’ di energie rinnovabili e una riverniciatina di verde si possa continuare imperterriti a produrre quantità infinite di merci superflue.

Ma la crescita, la modernità, non dovevano regalarci prosperità e benessere? E dove è questa prosperità e benessere se ci stiamo regalando un futuro da incubo? Dove è questa prosperità e benessere se stiamo esaurendo tutte le risorse non rinnovabili del pianeta e rendendolo una discarica? Se stiamo arrostendo nell’effetto serra e stiamo provocando la sesta estinzione di massa, la prima della storia della terra determinata da una sola specie la più crudele sanguinaria di tutte, l’uomo, assai stupidus e niente sapiens?

Chi è il selvaggio, il sottosviluppato fra chi distrugge il suo habitat e chi lo preserva?  Fra chi elimina le stesse fonti della sua esistenza e chi cerca di mantenerle?

Era inevitabile che dopo aver devastato tutto, l’uomo si rivolgesse contro se stesso. Un cancro distrugge il corpo che lo ospita e poi muore lui stesso,  drammatica analogia con quello che l’uomo che si considera civile, evoluto, moderno, tecnologicamente avanzatissimo, sta facendo.

Ma una volta sbarazzatosi di questo stupido e presuntuoso uomo moderno che non conosce nulla, né della sacralità della natura, né delle sue inviolabili leggi, la terra proseguirà la sua vita senza più quell’essere che gli indiani d’America avevano già avvertito: una volta abbattuto l’ultimo albero, prosciugato l’ultimo fiume e mangiato l’ultimo pesce, vi accorgerete che il denaro non si può mangiare.

http://www.ilcambiamento.it//articoli/cambiamenti-climatici-esaurimento-risorse-sesta-estinzione-di-massa-siamo-alla-resa-dei-conti

 

Responsabilità

Pilastri (Stato Libero dei Pilastri) – Terzo Millennio

Ieri sera ennesima bruciatura di “teli” di plastica.

Chiamati i Carabinieri che mi hanno detto di chiamare i Pompieri.

Chiamati i Pompieri che mi han detto di chiamare i Carabinieri o i Vigili Urbani.

Interventi ottenuti zero, senza polemica, entrambi sono stati molto corretti e gentili nello spiegarmi le ragioni.

Chiamata dunque l’Arpae questa mattina che ha registrato la mia mozione e mi terrà informato. A un certo punto la Signora dell’Arpa mi ha chiesto se mi sono rivolto al Comune, al che io le ho detto:

“per le questioni importanti per davvero il comune di Bondeno pressoché non esiste”

Sfido, non in senso stretto, chiunque a dimostrarmi il contrario.

I teli bruciavano in una zona molto vicina al Campo Sportivo (lo è ancora???), non c’era un filo d’aria, pertanto è improbabile che la nube tossica venisse da molto lontano, così come è altrettanto improbabile che un cittadino privato, visto anche il servizio di differenziata, abbia interesse ad avere e bruciare così tanto materiale.

E’ ASSAI PROBABILE CHE I TELI BRUCIATI APPARTENGANO A UN’AZIENDA AGRICOLA LOCALE.

Tu che bruci, beh, mi fai pena, tutto qui.

Ecco…

Augusto Verri