Ospedale di Cona

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’On.Vittorio Ferraresi (M5S), deplorando ancora una volta i tagli alla sanità che hanno portato alla chiusura dell’ospedale di Bondeno e al ridimensionamento di quello di Cona:

La struttura infatti – prosegue Ferraresi – fin dalla sua apertura, avvenuta nel 2012 dopo 21 anni di lavori, ha presentato da subito aspetti problematici, tra cui quello non marginale di essere stata inaugurata, dopo un rinvio iniziale di 5 mesi, pur essendo, come riportato dal maresciallo dei carabinieri di Ferrara Buccheri, fuorilegge, perché priva delle certificazioni di vulnerabilità sismica e prevenzioni incendi (Dlgs 81 2008) e con un’autorizzazione sanitaria parziale.

 

Inoltre tredici persone sono state imputate, durante il processo per la maxitruffa legata alla costruzione dell’edificio, di reati come falso ideologico, omissione e abuso d’ufficio per aver gonfiato le spese (lievitate di 25 milioni, rispetto ai 137 preventivati inizialmente) e risparmiato sui materiali, con evidente rischio per i lavoratori della struttura e i pazienti. Sarebbe infatti stato utilizzato calcestruzzo depotenziato, che garantisce una durata di 50 anni, rispetto ai 100 previsti per le opere pubbliche, cosa per la quale sono stati imputati, con l’accusa di abuso d’ufficio, il direttore dei lavori Carlo Melchiorri e tre componenti della commissione collaudo.

 

L’utilizzo del calcestruzzo depotenziato avrebbe fatto risparmiare 117.000 euro e sarebbe stato possibile grazie Mario Colombini, amministratore delegato di Calcestruzzi Spa, impresa che ha fornito al Consorzio Cona 1.300 tonnellate del materiale.

 

A fare da contorno a questa situazione che definire vergognosa è un evidente eufemismo, si aggiungono l’emorragia di pazienti verso le strutture del Veneto e della provincia di Bologna, l’insufficiente incremento e turnover del personale, medico e di comparto, che rappresenta una problematica grave e strutturale per l’efficienza del nosocomio e per la sua possibilità di erogare i servizi sanitari previsti; la diminuzione del numero dei posti letto, che nell’ottica della razionalizzazione delle risorse è passato dai 1807 posti del 2012 ai 1363 del 2017, con conseguente intasamento; il blocco degli interventi chirurgici non prioritari; il commissariamento della struttura da parte del Ministero, diventata il primo caso di Piano di Rientro nella storia della sanità regionale; la possibilità da parte del personale di gestire 15 ricoveri a notte, cui si aggiungono 16 posti letto internistici ad alta rotazione; la presenza di diverse unità operative all’interno di uno stesso spazio, con il rischio di infezioni, come nel caso della vicinanza di pazienti internistici e pazienti sottoposti a interventi chirurgici, e in assenza di dati di letteratura in materia, si impone il monitoraggio del rischio infettivo dall’avvio di ogni pratica sanitaria.

 

nel 2015 l’ospedale di Cona ha pagato a Progeste 34,3 milioni di euro (4,4 per l’ammortamento e 29,8 per i servizi). Rispetto al 2014 c’è stato un aumento di 1,3 milioni di euro (+4,21 per cento con un aumento scorporato del 4,53 per cento per il corrispettivo per i servizi e del 2,16 per cento per l’ammortamento. Ritornando all’offerta base del 2006, l’Aou ha pagato 10,7 milioni di euro in più (+45,63 per cento, con un incremento del 51,49 per cento per i soli servizi e del 15,53 per cento per l’ammortamento, uno scostamento tra costi e ricavi di 13,138 milioni di euro nel 2015 rispetto alla media delle altre strutture regionali, oltre dieci in più rispetto a quanto consentito, grazie soprattutto alla spropositata lievitazione del contratto di concessione dei servizi stipulato con Progeste nel 2006;

 

Tutto questo non ha potuto evitare l’ennesimo scandalo annunciato in assemblee plenarie agli operatori sanitari la settimana trascorsa in merito ai gravi deficit progettuali della struttura. L’ultima gravissima criticità denunciata dal DG Carradori è l’impossibilità all’ulteriore utilizzo dei sistemi di smaltimento dei presidi di raccolta delle deiezioni dei pazienti, meglio noti come “tritura-padelle”. L’impianto sarebbe stato costruito –come riferito agli operatori sanitari- sottodimensionato e pertanto non fruibile. Questo riporta il nosocomio indietro nel tempo in termini di strumentazione assistenziale di più di 20 anni, costringendo gli operatori ad una prestazione di pulizia di “padelle” pluriuso. Ci chiediamo quali saranno le ricadute igienico sanitarie sui pazienti ricoverati, sul carico di lavoro che si sta prospettando indecoroso e scandaloso per i lavoratori impiegati nella loro assistenza. Pretendiamo di sapere chi ha progettato l’impianto e il responsabile del collaudo, e se della vicenda sono stati informati i magistrati inquirenti. La nostra richiesta di intervento dei NAS diventa più che mai appropriata.

 

Occorre intervenire – aggiunge Ferraresi – per porre fine a questa macchina che ruba soldi al cittadino e mette a rischio l’incolumità delle persone e la possibilità di garantire cure adeguate attraverso una riorganizzazione dei vertici aziendali, l’ulteriore potenziamento del personale sanitario annunciato e il monitoraggio dell’utilizzo di risorse nuove e svincolate dalle deleterie logiche di partito che in questi anni tanti danni hanno prodotto.

 

Per questo motivo – conclude il deputato – ho deciso di presentare un’interrogazione a risposta in Commissione per sapere se i ministri interrogati, il Ministro della Salute e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, considerino sufficienti le problematiche indicate per intervenire con tempestività affinché i livelli essenziali di assistenza siano garantiti e le risorse pubbliche gestite in maniera corretta e trasparente, anche intervenendo in sede di Conferenza Stato-Regioni, sbloccando il turnover e verificando il rispetto degli standard igienico sanitari della struttura.

 

Normalità

Come richiesto diffondiamo questo appello diffuso su http://www.ferrarabynight.com/lo-sfogo-un-ragazzo-ferrarese-non-ce-la-piu/

Daniele Botti ha ventidue anni, frequenta la facoltà di Comunicazione qui a Ferrara e vive nel quartiere denominato “Barco”.

È il più grande di cinque fratelli, figli di un padre fisioterapista e una madre impiegata, ma la loro famiglia non si ferma ai legami di sangue: spesso si prendono cura dei bambini in affido famigliare, attualmente con loro vive una bambina che ha trovato una casa temporanea nella periferia di Ferrara.

Le parole di rabbia di Daniele arrivano dopo tre anni di fuoco che hanno visto una lunga serie di furti a partire dalla macchina svaligiata, così anche il garage e la loro casa.

Quello che segue è il testo integrale delle parole del giovane che in breve tempo è stato premiato dal popolo di Facebook con una larga condivisione e una gara di solidarietà.

Sono rammaricato, stanco, deluso e pieno di rabbia.

Vivo in una famiglia la cui vocazione è la famiglia stessa. Nessuno viene abbandonato, il debole viene aiutato, il povero sfamato, e il maltrattato coccolato.

Eppure è successo ancora.

Ferrara, quartiere “Barco”, e per l’ennesima volta veniamo svaligiati.
Negli ultimi 3 anni ci viene aperta la macchina tre volte, due volte aperto il garage, e questa volta chiudiamo con il furto di tutti gli ori di famiglia grazie ad uno scasso da manuale: scuri forzati, vetro della porta finestra spaccato e casa messa sotto sopra.

Non è populismo, né un manifesto politico: semplicemente vedo mio padre lavorare e spaccarsi la schiena esattamente come mia madre, mantenere 5 figli propri e due di altre famiglie di tossico-dipendenti/delinquenti, e mi sono stancato di vedere il loro sudore disonorato da atti come questo.

Sono stanco delle mie sorelle piccole che chiedono compagnia di notte perché “ma se tornano i ladri?!”.

Sono stanco di tornare spesso alle 3 di notte e di vedere navigare nella più assoluta tranquillità spacciatori in bicicletta come se vendessero frutta e verdura.

Sono stanco di vedere mio padre in lacrime per il furto di ori ricevuti in dono da familiari scomparsi troppo presto dalle sue braccia.

Sono stanco di vedere mia madre in lacrime mentre guarda mio fratello furibondo perché gli hanno rubato le canne da pesca comprate con i risparmi delle paghette, o regalate da amici.
E sono stanco di vederla in lacrime perché le sono stati rubati gli orecchini ricevuti da mio padre nel giorno del loro fidanzamento.

Sono stanco di sentirmi dire “eh ma in un quartiere così sarebbe il caso di mettere tecnologie anti-furto più avanzate”.

NO.

Io in Italia, nel 2016, nella cultura occidentale, nel welfare-state, non dovrei sentirmi costretto ad avere in casa dei sistemi di sicurezza da membro dell’FBI o da AREA51.

Ferrara ora ascolta bene il grido di una famiglia onesta, anzi di tante famiglie oneste: BASTA.

Decenni di politiche comuniste false, ipocrite e relativiste hanno fatto e stanno facendo dei danni incommensurabili.
Non esiste integrazione, multiculturalismo e politically correct a fronte della delinquenza.

Mi sto sforzando di non sfociare nel razzismo, fateci caso, tenterò di rimanere obiettivo seppur sia accecato dalla rabbia.

Un campo nomadi nel quartiere confinate con il mio va debellato perché quella non è cultura, quello è un cancro dell’umanità.
Non voglio né “ruspe” né molotov.
Esigo solo che vengano investiti fondi per educare queste persone scellerate, e se queste persone non vorranno lasciarsi educare, che siano cacciate per sempre dalla mia terra frutto del sacrificio del mio popolo.

Non voglio nessun “negri di merda” e nessun “chiudere le frontiere”.
Esigo solo che le forze dell’ordine setaccino zone della città (come la mia), e nelle ore notturne perquisiscano senza misericordia alcuna.
Me compreso.
A quel paese le ridicole norme sulla tutela della privacy, perché chi è onesto non ha nulla da nascondere. Che vengano a setacciarmi le tasche, e se sarò nel giusto potrò proseguire in un batter d’occhio a fare quello che stavo facendo.

Nessuna politica del terrore. Semplicemente sicurezza.

Vie della città disseminate di prostitute, “grattacieli” disseminati di spacciatori e persone armate pronte a derubare gli indifesi, quartieri con parchi per bambini che ricevono il buongiorno con cadaveri di eroinomani.

NON È QUESTA LA CITTÀ CHE VOGLIO PER I MIEI FIGLI E PER LA MIA FAMIGLIA.

La colpa è solo di una gestione territoriale imbarazzante, e domani sera le mie sorelle terrorizzate le porterò a dormire a casa dei politici ignoranti che di “integrazione” non sanno nulla, tuttavia riempiendosene la bocca come arroganti benpensanti.

Condividete questo post, fatene quello che volte, ma questa volta esigo spiegazioni da qualcuno.

E le avrò, a costo di andare a bussare alla porta di qualcuno che conta.

Non ho usato un’offesa nè una volgarità, non sono Salvini e tutt’al più non mi ritengo una persona ignorante.
Tutti i giorni mi sveglio e con i miei genitori e i miei fratelli accudiamo anche i figli di tossici, delinquenti, spacciatori e balordi.

LE PERSONE ONESTE VANNO TUTELATE.
I BAMBINI VANNO TUTELATI.
IL SUDORE DEL LAVORO VA TUTELATO.
GLI AFFETTI VANNO TUTELATI.

“Per fortuna nessuno si è fatto del male.”
“L’importante è che stiate tutti bene.”
“Beh dai almeno c’è l’assicurazione.”

L’altra notte se ci fosse stato qualcuno in casa durante il furto sarebbe potuto morire.
Una persona della mia famigli sarebbe potuta morire sotto le mani di delinquenti che violavano la nostra proprietà privata.

Questo post spero che arrivi sotto gli occhi di qualcuno che si sentirà in colpa, e se non ci arriverà, ci penserò io a farglielo reperire.

Nessuna cifra di denaro e nessun risarcimento colmerà il dolore e la paura.
Questi verranno solo colmati dalle chiacchiere da bar gettate nell’immondizia, e da cose concrete messe in atto per cambiare questa situazione imbarazzante.

Le chiese nel sisma

Tra il patrimonio e i siti architettonici che sono stati parzialmente o totalmente distrutti dal sisma del maggio 2012 in Emilia, in grande misura e per ragioni storiche connaturate al patrimonio tipicamente italiano, si trovano le chiese.

  1. Buonacompra di Cento (Ferrara), Lavori di smantellamento del campanile parzialmente crollato, Maggio 2012, ph. Andrea Samaritani
  2. San Carlo (Padova), Oratorio di Ghislieri, intervento dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza dell’altare, Maggio 2012, ph. Andrea Samaritani

Sono ben 555 le chiese che hanno subito danni e richiedono o attendono lo sviluppo dei progetti di restauro e riqualificazione. L’edizione 2014 del Salone del Restauro, rivolta ai progetti con danni stimati fino al 25% o completamente crollati, presenterà due importantissimi convegni che affronteranno proprio il tema delle Chiese coinvolte nel sisma.

Distruzione del Simbolo. La Spiritualità dei luoghi e il ruolo della religione nella loro salvaguardia e il mantenimento della continuità in seguito ad un evento catastrofico” è il titolo del convegno che si terrà Giovedì 27 Marzo, alla ore 14.30 presso Sala Castello, e che vedrà  la partecipazione in qualità di relatori del Direttore dei Musei Vaticani Prof. Antonio Paolucci e di S.E. Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, delegato del Pontificio Consiglio della Cultura.

Una giornata di studio che vedrà per la prima volta studiosi di diverse discipline insieme al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, al Pontificio Consiglio della Cultura e ai Musei Vaticani, e che tenterà di capire e spiegare da molteplici punti di vista il tema universale delle “memorie interrotte” e quindi del cambiamento della storia.

Si tratterà di un dibattito scientifico che farà convergere dentro al patrimonio culturale il simbolo, la memoria e il ricordo, l’identità, la religione e la spiritualità, la ricostruzione.

La seconda parte del convegno si sposterà invece dall’ambito scientifico al dialogo diretto col territorio e i suoi protagonisti su argomenti che riconducono al senso di identità e di appartenenza, che rischiano di essere scardinati con il disfacimento della grammatica urbana che sussegue a episodi catastrofici come il sisma.

Rifacendoci alla tradizione sociologica che risale a Durkheim, all’importanza dell’identità come pietra angolare della costruzione del senso, la cui ricerca è connaturata nell’uomo, diventa importante “aggregarsi attorno ad un progetto comune e scommettere su di esso con coraggio: gli edifici, le cose che li abitano, le strade, le abitudini, i gesti, le rovine sono tutti simboli universali dell’esistenza e di ogni esistenza” dice Letizia Caselli, storica dell’arte e Responsabile Scientifico della giornata di studio, e “guardare alla memoria per rinvigorire il sentimento identitario di una comunità”.

Un altro importante contributo alla tematica della ricostruzione dell’identità verrà dato, con un profilo più tecnico, dal convegno “Ricostruire le Chiese” che si terrà Venerdì 28 Marzo alle ore 9.30 in Sala Massari. Promosso dalla Federazione Architetti Emilia Romagna, vede il coinvolgimento degli iscritti agli Ordini degli Architetti, a cui verranno rilasciati crediti formativi, e un programma di vari interventi sul tema della ricostruzione dei luoghi di culto proposti tanto da figure professionali di settore che da antropologi.

Tra i convegni correlati:

GIOVEDì 27 MARZO

Ore 14.30-17.00 Sala CASTELLO

Distruzione del Simbolo. La Spiritualità dei luoghi e il ruolo della religione nella loro salvaguardia e il mantenimento della continuità in seguito ad un evento catastrofico

Organizzato da Acropoli; coordinato da Letizia Caselli, storica dell’arte.

Introduce: Carla Di Francesco, Direzione Regionale Emilia-Romagna MiBACT

Relatori: Spirito della ricostruzione ed identità spirituale – S.E. Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, Delegato del Pontificio Consiglio della Cultura; Marco Soglia, R.U.P della Diocesi di Carpi; Dall’alluvione di Firenze del 1966 all’Aquila 2009: il recupero della memoria – Antonio Paolucci, Musei Vaticani; Luoghi della memoria e memoria dei luoghi – Alberto Melloni, Fondazione per le scienze religiose religose, Bologna;

Ore 14.30 – 18.30 Sala ARIOSTEA

RICOSTRUIRE L’IDENTITA’: IL CONVEGNO

IL CONTRIBUTO DEGLI ARCHITETTI NELLA RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO

CFP 3

Soggetti promotori: Federazione Architetti Emilia Romagna, Ordine e Fondazione Architetti PPC Modena, Ordine e Fondazione Architetti PPC Reggio Emilia, Ordine Architetti PPC Ferrara, Ordine Architetti PPC Bologna.

VENERDì 28 MARZO

Ore 9.30 – 13.30 Sala MASSARI

RICOSTRUIRE L’IDENTITA’: IL CONVEGNO

LA RICOSTRUZIONE DEGLI EDIFICI DI CULTO

CFP 3

Soggetti promotori: Federazione Architetti Emilia Romagna, Ordine e Fondazione Architetti PPC Modena, Ordine e Fondazione Architetti PPC Reggio Emilia, Ordine Architetti PPC Ferrara, Ordine Architetti PPC Bologna.

Ore 9.30 – 11.00 Sala D

Sisma 2012: dal rilievo del danno alla messa in sicurezza delle chiese dell’area Mantovana

Land repair: I temi e le attenzioni per il governo del territorio

Organizzato da: Polo Territoriale di Mantova, Politecnico di Milano

ORE 14.00 – 15.30 SALA ERMITAGE

Così rinasce il municipio di Finale Emilia

Il progetto del FAI fa rivivere il cuore della comunità

Organizzato da Comune di Finale Emilia in collaborazione con FAI Emilia Romagna

Intervengono: Carla di Francesco – Direttore della Direzione Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna

Fernando FerioliSindaco di Finale Emilia

Marco Magnifico Vice Presidente Esecutivo FAI Fondo Ambiente Italiano

Marina Senin Forni Presidente Regionale FAI Emilia Romagna

Vincenzo Vandelliarchitetto, progettista opere architettoniche e di restauro conservativo

Giorgio Serafini ingegnere, progettista opere di consolidamento strutturale e miglioramento sismico

Ore 14.00- 18.30 Sala BELRIGUARDO

La reintegrazione delle lacune urbane: indirizzi operativi e realizzazioni tra presente e passato

A cura di Riccardo Dalla Negra

Salone del restauro

Ferrara Fiere, 26-29 Marzo

Al Salone del Restauro 2014

spazio ai progetti dedicati alla ricostruzione post-sisma

Dopo il dibattito scaturito in seno alla passata edizione circa la ricostruzione post-sisma del maggio 2012, quest’anno Restauro torna a farsi promotore e occasione d’incontro per tutti gli attori coinvolti nelle attività di ricostruzione.

Fondamentale e significativa la presenza in fiera della Regione Emilia-Romagna con uno spazio-evento ed un importante convegno nel quale verrà illustrato, alla presenza del Commissario delegato alla ricostruzione Vasco Errani, il Progetto Re-Building, che prevede iniziative integrate a supporto dei Comuni emiliani colpiti dal sisma, un sostegno culturale alla pianificazione degli interventi. Il progetto, su mandato della Regione, è coordinato dal Centro Ricerche Urbane, Territoriali e Ambientali (CRUTA) dell’Università di Ferrara.

La “Comunità dei Comuni” del cratere direttamente coinvolti, non solo emiliani ma anche di Lombardia e Veneto sono stati quindi invitati, come lo scorso anno, ad essere presenti in fiera con un proprio spazio, per meglio evidenziare le problematiche relative al proprio territorio.

Architetti, ingegneri, geometri e relativi ordini professionali, ma anche le imprese specializzate presenti in fiera, saranno quest’anno chiamati ad una partecipazione attiva attraverso l’organizzazione di workshops e corsi di formazione che rilasceranno ai partecipanti iscritti crediti formativi.

In particolare la Federazione Ordini Architetti dell’Emilia-Romagna, con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, e il concorso degli Ordini degli Architetti PPC delle province emiliane ricomprese nell’area di quelle danneggiate dal sisma, (Ferrara, Bologna, Reggio Emilia e in particolare Modena), in occasione del Salone lancia una prima edizione di Ricostruire l’Identità: i progetti degli architetti, rassegna di progetti realizzati o da realizzare nell’area del cratere sismico per il ripristino e la ricostruzione degli edifici e dei contesti danneggiati dal sisma del maggio 2012. Obiettivo della rassegna è quello di far conoscere e fare emergere il lavoro degli architetti e il loro contributo nella salvaguardia, nella conservazione, nel recupero e nella ricostruzione degli elementi che concorrono, nel loro insieme, a ricostruire l’identità di un territorio che gli eventi calamitosi hanno stravolto in pochi minuti, cancellando di colpo i luoghi della vita quotidiana, dalle abitazioni ai luoghi di lavoro, ed anche gli elementi identitari che hanno segnato il tempo e la storia delle nostre comunità.

Sulla medesima tematica la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna del MiBACT, attraverso l’Unità di Crisi Regionale nella quale confluiscono tutti gli istituti periferici coinvolti, si vede impegnata nel passaggio tra una prima fase preliminare di attività conoscitive sul territorio, finalizzate al rilievo ed alla quantificazione dei danni ed alle operazioni di messa in sicurezza, ed una seconda fase di impegno per una matura e ponderata riflessione sui futuri interventi di restauro definitivo del patrimonio danneggiato.

In questa prospettiva, il Salone del Restauro di Ferrara rappresenta un’opportunità di riflessione comune sulle attività svolte finora, di confronto sui temi affrontati e di scambio di esperienze anche con gli Istituti lombardi e le altre Amministrazioni coinvolte per definire proposte operative stabili e utili nella gestione delle fasi emergenziali.

La necessità di testimoniare quanto fin qui svolto dalle Strutture ministeriali si articolerà essenzialmente su tre filoni: gli aspetti organizzativi e logistici legati alla gestione dell’emergenza, gli interventi sui beni architettonici danneggiati e le operazioni finalizzate alla salvaguardia dei beni storico artistici e archivistici.

Due importantissimi convegni affronteranno il tema delle Chiese coinvolte nel sisma, ben 555, che hanno subito danni e richiedono e attendono lo sviluppo dei progetti di restauro e riqualificazione. Uno dei due convegni dal titolo “Distruzione del Simbolo. La Spiritualità dei luoghi e il ruolo della religione nella loro salvaguardia e il mantenimento della continuità in seguito ad un evento catastrofico” vedrà  la partecipazione in qualità di relatori, del Direttore dei Musei Vaticani Prof. Antonio Paolucci e di S.E. Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo, delegato del Pontificio Consiglio della Cultura.

I Restauri tra antico e contemporaneo

Numerosi gli appuntamenti proposti dal MiBACT, che offre una panoramica dei restauri realizzati, o in corso d’opera, su tutto il territorio nazionale, come quello della Cappella della Sindone di Torino, il restauro della Pietà di Giovanni Bellini, che sarà al centro della mostra dedicata all’autore in apertura presso la Pinacoteca di Brera di Milano, e  la presentazione preliminare degli ultimi restauri dei Bronzi di Riace.

Sullo stand istituzionale al padiglione 3 saranno in mostra tre affreschi del XV secolo, due originali di Guido di Piero detto il beato Angelico, il Cristo pellegrino accolto da due domenicani e il San Pietro martire che invita al silenzio, ed un originale di Paolo di Dono, detto Paolo Uccello, Madonna col Bambino

Nella tavola rotonda dal titolo “Il restauro del contemporaneo: arte e spazi urbani” verrà invece affrontato più in generale il tema del restauro dell’arte contemporanea ed in particolare di quelle opere che hanno trovato una loro collocazione all’interno degli spazi urbani della città contemporanea.

L’Opificio delle Pietre Dure, altro importante serbatoio di esperienze e conoscenze nel campo della conservazione e del restauro, dedica anche quest’anno un’intera giornata ai suo casi più recenti: Da Donatello a Piero Manzoni. I restauri dell’Opificio tra antico e contemporaneo che, oltre a rendere conto dei principali restauri che sono ancora in corso o che si sono conclusi di recente, dal Pulpito della Resurrezione di Donatello nella basilica di San Lorenzo in Firenze, al dipinto Venere e Amore di Agnolo Bronzino, per citarne solo alcuni, affronterà anche il tema innovativo e complesso del restauro di opere di arte contemporanea.

Altro argomento funzionale al tema del restauro sarà la conversione di un edificio storico a sede museale, affrontato attraverso il caso esemplare del MUDI – Museo degli Innocenti di Firenze, oggetto di una mostra e relativo convegno: dalla misura di Brunelleschi nel cuore di Firenze, al progetto di recupero e riqualificazione che si sviluppa da un importante concorso internazionale, per approdare ora al completamento della prima fase di chiusura dei lavori di restauro. Il progetto ha utilizzato in modalità innovative le tecnologie laser scanner 3D che sono anche oggetto di ricerche sugli aspetti gestionali e manutentivi ed è stato realizzato con il contributo della Regione Toscana, l’Istituto degli Innocenti di Firenze e il coordinamento scientifico del DIAPReM/TekneHub dell’Università Ferrara.

Restauro del Novecento, Sostenibilità & Conservazione

Esperienze e proposte dal panorama internazionale

Un significativo brano dell’architettura del ‘900 in Italia è rappresentato dal Villaggio ENI di Borca di Cadore, fortemente volute da Enrico Mattei per i dipendenti dell’ENI e realizzato da Edoardo Gellner a metà degli anni Cinquanta.

Un convegno dedicato, coordinato da Labora/TekneHub Università di Ferrara, prevede  la proiezione di immagini tratte dal film-documentario Villaggio ENI. Un piacevole soggiorno nel futuro, ma anche appositamente rielaborate da materiale inedito, in grado di evidenziare da un lato la grande qualità di queste architetture (dal loro inserimento territoriale, alla scala architettonica, fino al dettaglio di design della mobilia componibile) e dall’altro di mostrare le problematiche conservative alle diverse scale, dal contesto ambientale al particolare.

Dal panorama internazionale ancora una volta l’India con una mostra sul percorso di lettura critica del tessuto urbano di Jodhpur, ma soprattutto il Brasile, che con una rappresentanza di circa 20 delegati sarà protagonista di una grande mostra e diversi convegni a cura del centro DIAPReM/TekneHub dell’Università di Ferrara. Verrà così presentata l’esperienza di ricerca di Marlene Milan Acayaba, importante esponente della cultura paolista, per sviluppare, attraverso un’integrazione didattica realizzata nel Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, oltre 45 modelli di edifici abitativi costruiti dopo la Seconda Guerra Mondiale, che oggi sono oggetto di restauro, ricerca e riscoperta. Alcuni sono già stati distrutti, altri hanno cambiato destinazione. La tecnologia costruttiva è quella del cemento armato (concreto) ma la concretezza della vita e dei luoghi della stessa è anche un’altra esperienza che queste abitazioni (progettate da maestri come Oscar Niemeyer, Lina Bo Bardi, Paulo Mendes da Rocha, Vilanova Artigas, ecc.) sanno comunicare. Per la tematica Sostenibilità e Conservazione conosceremo il lavoro di Marcos Acayaba, importante architetto brasiliano, ed i suoi “progetti ecologici”. A cura Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara, verrà presentato al pubblico uno studio di mercato sulla filiera del restauro in Brasile, dal livello della formazione a quello delle imprese specializzate, dalle competenze scientifiche fino a quelle del cantiere, analizzando il mercato immobiliare e le quantità in gioco in termini di aree urbane storiche che necessitano di interventi di restauro.

Tra le altre esperienze e proposte internazionali case histories da Polonia, Croazia e Serbia. In particolare il Dipartimento Italiano per lo Sviluppo e la Coesione Economica, presente in fiera con uno stand istituzionale, illustrerà i risultati delle attività di studio, tutela e promozione del patrimonio culturale in Serbia attraverso i più importanti progetti di cooperazione tra Patti territoriali italiani e istituzioni serbe della Vojvodina realizzati negli ultimi anni. Nell’ambito dei Programmi di Cooperazione Territoriale Europea verranno inoltre presentati i progetti, specificamente dedicati al tema della cultura e del dialogo interculturale per la salvaguardia del patrimonio delle regioni italiane e delle nazioni affacciate sul’Adriatico, Stati dell’Ex-Jugoslavia, fino ad Albania e Grecia.

Numerosi delegati ICE provenienti da Russia e Turchia saranno invece in fiera in virtù della rinnovata collaborazione tra il Salone e ASSORESTAURO, l’Associazione Italiana per il Restauro Architettonico, Artistico e Urbano impegnata per il 2014 in progettazione di percorsi formativi e assistenza tecnica finalizzati a interventi di restauro conservativo di importanti siti dei due Paesi.

Tra le altre associazioni presenti in fiera si ricordano: ARI Associazione Restauratori d’Italia, Restauratori Senza Frontiere, Associazione La Ragione del Restauro, Associazione Centro Studi Sisto Mastrodicasa, ASS.I.R.C.C. Associazione Italiana Recupero e Consolidamento Costruzioni, ANA Associazione Italiana Archeologi, ALA Assoarchitetti, il Forum Italiano Calce e la CNA Nazionale, settore Artistico e Tradizionale.

Di casa a Restauro il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo che festeggia quest’anno i 250 anni dalla sua fondazione; sullo stand durante le quattro giornate del Salone si terranno workshop sulla tecnica di realizzazione e restauro di commesso in lapislazzulo e malachite, nel corso dei quali verranno presentati i processi di lavorazione della malachite e del lapislazzulo ricostituiti secondo la tecnica storica oggi perduta del mosaico russo.

Giunto alla sua IV edizione, torna il Premio Internazionale Domus Restauro e Conservazione Fassa Bortolo. Dopo un difficile quanto interessante dibattito, i membri della commissione hanno deciso all’unanimità di premiare, vista la grande omogeneità qualitativa delle migliori proposte nella sezione progetti realizzati, tre contributi come medaglie d’oro ex aequo e due come medaglie d’argento.

I riconoscimenti più preziosi vanno allo studio spagnolo Sergio Sebastián architects per la valorizzazione di uno scavo archeologico a Daroca, Saragozza, (uno spazio ipogeo dedicato a funzioni culturali, hall per conferenze, sale riunioni, piccolo museo), all’ architetto Leonardo Angelini per il restauro del mulino di Baresi (che si dimostra un intervento che ha avuto un forte impatto sociale e che lo qualifica per la potenzialità di offrire spunti all’identificazione col patrimonio locale), e allo studio dell’arch. Patrizia Valle per il restauro delle mura di Cittadella, Padova, (un’opera di restauro volta al recupero degli elementi significativi delle mura urbane nella loro attuale consistenza materica, e valorizzata da  due interventi ‘reintegrativi’).

La XXI edizione inoltre, che si svilupperà in quattro giorni come sempre densi di eventi, discussioni e workshop, può vantare un concept espositivo completamente rinnovato, in cui le dimensioni culturale, scientifica e commerciale della manifestazione saranno integrate e connesse tra loro. Si riconfermano anche per questa edizione le iniziative collaterali di Ferrara Aperta per Restauro, che vedono l’apertura straordinaria gratuita, anche serale, di musei, pinacoteche e palazzi storici cittadini durante tutti i quattro giorni di manifestazione.

Il programma completo e costantemente aggiornato sul sito http://www.salonedelrestauro.com

Nuova testata giornalistica

FERRARAITALIA, L’INFORMAZIONE VERTICALE – Presentazione del nuovo quotidiano glocal indipendente
Assieme al direttore Sergio Gessi intervengono redattori e opinionisti
La nascita di una testata giornalistica indipendente rappresenta sempre un fatto positivo per l’informazione e per la democrazia. A pochi mesi dal battesimo, “FerraraItalia” (www.ferraraitalia.it) presenta alla cittadinanza ferrarese la propria filosofia editoriale. “Ferraraitalia” si propone come osservatorio giornalistico indipendente che orienta lo sguardo sull’attualità più che sulla cronaca in senso stretto. Attraverso opinioni, inchieste, interviste e vicende emblematiche cerca di fornire chiavi di comprensione e strumenti di interpretazione per capire la realtà in cui viviamo, in una prospettiva che considera l’inscindibile interazione fra particolare e generale, centrale e periferico, micro e macrocosmo. Un nuovo quotidiano online che, attraverso minuti fatti o marginali accadimenti, tenta di rivelare la realtà più ampia della quale tali vicende sono espressione, scegliendo il caso particolare come estrinsecazione di una attitudine generale o riflesso di un orientamen to diffuso. Il punto di osservazione è Ferrara, l’orizzonte di riferimento è il mondo, nella consapevolezza che locale e globale rispecchiano dimensioni assolutamente complementari.

Giovedì 30 gennaio, ore 17, presso Biblioteca Ariostea, Via Scienze 17, Ferrara

Province Danubiane – Convegno

venerdì 22 novembre ore 10 – CONVEGNO INTERNAZIONALE
2nd International Conference on the Roman Danubian Provinces
RELIGION AND ACCULTURATION IN THE DANUBIAN PROVINCES –
4a sessione plenaria del secondo Convegno Internazionale sulle Province Romane Danubiane, organizzato dal LAD (Laboratorio di studi e ricerche sulle Antiche Province Danubiane) del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara.
È prevista la partecipazione di ottanta studiosi provenienti da diciotto diverse nazioni.
La Conference, che si svolge per la seconda volta a Ferrara (20-21 novembre, Castello Estense, Salone degli stemmi; 22 novembre, Biblioteca Comunale Ariostea, Sala Agnelli e Museo Archeologico Nazionale, Salone delle Carte geografiche), costituisce uno dei più significativi appuntamenti di studio e ricerca a livello internazionale sul mondo balcanico-danubiano e del Mar Nero nell’antichità. Essa si propone di favorire e promuovere i contatti tra studiosi di diversi paesi, la presentazione, la discussione e diffusione dei risultati delle loro indagini, concentrandosi su un’ampia regione del mondo antico dalle peculiari caratteristiche, per molteplici ragioni (politiche, culturali, linguistiche, ecc.) non sempre accessibile.
Con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e i patrocini del Ministero degli Affari Esteri, dell’Association Internationale d’Épigraphie Grecque et Latine (AIEGL), del Centro di studi interdisciplinari sulle Province Romane dell’Università degli Studi di Sassari, della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia e Romagna, della Amministrazione Provinciale di Ferrara e di Forma Urbis.

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Una notte al museo

L’ultimo sabato di ogni mese fino a dicembre, apertura straordinaria del Museo Archeologico Nazionale, dalle 20 alle 24.

28 settembre, 26 ottobre, 30 novembre, 28 dicembre 2013

Museo Archeologico Nazionale – Via XX Settembre 122 – Ferrara

Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara è uno dei 38 luoghi d’eccellenza della cultura italiana selezionati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per l’iniziativa “Una notte al Museo”

Fino alla fine dell’anno, l’ultimo sabato di ogni mese, il museo riapre anche dalle 20 alle 24 con tante iniziative per rendere la fruizione della cultura la più ampia possibile e per offrire ai turisti che visitano il nostro Paese un’opportunità indimenticabile.
Dopo la normale apertura dalle 9.30 alle 17, il Museo Archeologico Nazionale riapre dalle 20 a mezzanotte (ingresso € 5,00) per ospitare performance musicali e  visite guidate.

SABATO 26 OTTOBRE, alle ore 21.00 il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara invita tutti a un evento unico: SPINA RIVIVE! Le sale di Palazzo Costabili diventano il palcoscenico di alcune performance rievocative offerte dalla Moroeventi.com e dal gruppo storico “Figli del sole”.

L’archeologo Valentino Nizzo accompagnerà i visitatori fra le spire del tempo in quella che è stata l’età dell’oro dell’antica città di Spina mentre i materiali esposti nelle vetrine del Museo diventeranno strumenti e oggetti della vita quotidiana nelle mani dei rievocatori.
La serata sarà allietata dalla musica del Duo Avalokiteshvara, composto da Patrizia Boniolo all’arpa e Guido Facchin alle percussioni. Come in una fiaba, Spina, la bella addormentata, si sveglierà dunque al
suono delle voci degli Etruschi e dei Greci che la abitavano.

Le prossime “Notti al Museo” sono in programma sabato 30 novembre, 28 dicembre 2013.

Orari

Dalle ore 20.00 alle 24.00.

Tariffe

Ingresso: euro 5,00 intero; ridotto  euro 3,00

Gratuito

  • Fino a 18 anni
  • Over 65

Fino alla fine dell’anno, l’ultimo sabato di ogni mese, il museo riapre anche dalle 20 alle 24 con tante iniziative per rendere la fruizione della cultura la più ampia possibile e per offrire ai turisti che visitano il nostro Paese un’opportunità indimenticabile.
Dopo la normale apertura dalle 9.30 alle 17, il Museo Archeologico Nazionale riapre dalle 20 a mezzanotte (ingresso € 5,00) per ospitare performance musicali e  visite guidate.

SABATO 26 OTTOBRE, alle ore 21.00 il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara invita tutti a un evento unico: SPINA RIVIVE! Le sale di Palazzo Costabili diventano il palcoscenico di alcune performance rievocative offerte dalla Moroeventi.com e dal gruppo storico “Figli del sole”.

L’archeologo Valentino Nizzo accompagnerà i visitatori fra le spire del tempo in quella che è stata l’età dell’oro dell’antica città di Spina mentre i materiali esposti nelle vetrine del Museo diventeranno strumenti e oggetti della vita quotidiana nelle mani dei rievocatori.
La serata sarà allietata dalla musica del Duo Avalokiteshvara, composto da Patrizia Boniolo all’arpa e Guido Facchin alle percussioni. Come in una fiaba, Spina, la bella addormentata, si sveglierà dunque al
suono delle voci degli Etruschi e dei Greci che la abitavano.

Le prossime “Notti al Museo” sono in programma sabato 30 novembre, 28 dicembre 2013.L’archeologo Valentino Nizzo accompagnerà i visitatori fra le spire del tempo in quella che è stata l’età dell’oro dell’antica città di Spina mentre i materiali esposti nelle vetrine del Museo diventeranno strumenti e oggetti della vita quotidiana nelle mani dei rievocatori.La serata sarà allietata dalla musica del Duo Avalokiteshvara, composto da Patrizia Boniolo all’arpa e Guido Facchin alle percussioni. Come in una fiaba, Spina, la bella addormentata, si sveglierà dunque alsuono delle voci degli Etruschi e dei Greci che la abitavano.