L'anomalia di Bondeno

Di qualsiasi parte si sia,  bisogna dire che, dal punto di vista elettorale, Bondeno costituisce un unicum.

Se si pensa che la vicina Ferrara (e la provincia in genere) non si schioda da un totale predominio del PCI-PD fin dal dopoguerra, da noi il cambiamento di rotta è avvenuto nel 1999 (complice ovviamente la vicenda “ospedale”.

La nostra destra poi, da un tradizionale inizio berlusconiano, ha poi virato decisamente in direzione leghista nel 2009, ma  in queste elezioni il sindaco si è smarcato verso una lista civica (ampiamente ripagato dall’elettorato).

Credo però che la maggiore anomalia, ancora non sufficientemente rimarcata dagli organi di informazione, (Bondeno non fa notizia) sia l’evento che ha visto il giorno 25 maggio il 37% dell’elettorato PD (che aveva votato come da copione alle europee) passare subito dopo dall’altra parte, alle amministrative.

Quelli che si domandano quanto durerà Renzi, prima di essere rottamato a sua volta, farebbero bene a tenerne conto.

Ma c'è un liceo a Bondeno?

Clicca il link di seguito per rassegna fotografica:https://flic.kr/s/aHsjYryttZ

Quando nel 1978 girammo un film sul liceo il tormentone era chiedere alla gente se sapeva dell’esistenza di un liceo a Bondeno e la risposta che ricevevamo era invariabilmente quella del titolo.

Da allora si spera sia entrato nella consuetudine di Bondeno  e dei paesi limitrofi, visto che per il prossimo anno ci saranno due classi al liceo e una all‘IPSGE.

Nel frattempo, dopo il terremoto, sono stati fatti molti lavori e rinnovati e messi in sicurezza gli ambienti (lo potete vedere nel servizio fotografico).

C’è anche un servizio navetta dedicato per il trasporto degli alunni residenti nei comuni di Vigarano, Mirabello, Sant’Agostino,Casumaro; il pullman di linea per Burana e Pilastri; il treno (con navetta dalla stazione) della linea Suzzara-Ferrara.

Nel dicembre 2014 il liceo di Bondeno ha ottenuto un importante riconoscimento di cui parliamo nell’articolo : http://www.bondeno.com/2014/12/02/la-buona-scuola/

Polo scolastico superiore (ex-scuole medie) Via Manzoni, 2

44012 BONDENO (FE)
Tel.0532/893919
Fax.0532/893934

Comunali 2014

Bondeno confronto comunali, europee, politiche

Certo è che il passeggio, gli spettacoli, e le Chiese sono le principali occasioni di società che hanno gl’italiani, e in essi consiste, si può dir, tutta la loro società (parlando indipendentemente da quella che spetta ai bisogni di prima necessità), perché gl’italiani non amano la vita domestica, né gustano la conversazione o certo non l’hanno. Essi dunque passeggiano, vanno agli spettacoli e divertimenti, alla messa e alla predica, alle feste sacre e profane.

Europee 2014

http://www.risultati-elezioni2014.eu/it/widget-country-it-2014.html
PPE : Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratici-Cristiani)
S&D : Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo
ADLE : Alleanza dei Democratici e Liberali per l’Europa
Verdi/ALE : I Verdi/Alleanza libera europea
ECR : Conservatori e Riformisti europei
GUE/NGL : Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica
EFD : Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia
NI : Non iscritti – Membri non apparentati ad alcun gruppo politico
Altri : Neoeletti senza appartenenza a un gruppo politico del Parlamento uscente

Scheda:

PD : Partito Democratico aderisce al S&D
M5S : Movimento Cinque Stelle aderisce al EFDD
FI : Forza Italia aderisce al PPE
LN : Lega Nord (non iscritti)

http://www.risultati-elezioni2014.eu/it/country-results-it-2014.html

Ricchi e poveri

I 10 uomini più ricchi d’Italia dispongono di un patrimonio di circa 75 miliardi di euro, pari a quello di quasi 500mila famiglie operaie messe insieme. Poco meno di 2mila italiani ricchissimi, membri del club mondiale degli ultraricchi, dispongono di un patrimonio complessivo superiore a 169 miliardi di euro (senza contare il valore degli immobili): cioè lo 0,003% della popolazione italiana possiede una ricchezza pari a quella del 4,5% della popolazione totale.

Ecco plasticamente rappresentate le disuguaglianze di oggi in Italia. Le distanze nella ricchezza sono cresciute nel tempo. Oggi, in piena crisi, il patrimonio di un dirigente è pari a 5,6 volte quello di un operaio, mentre era pari a circa 3 volte vent’anni fa. Il patrimonio di un libero professionista è pari a 4,5 volte quello di un operaio (4 volte vent’anni fa). Quello di un imprenditore è pari a oltre 3 volte quello di un operaio (2,9 volte vent’anni fa).

Le diseguaglianze dei redditi: chi più aveva, più ha avuto. I redditi familiari hanno avuto negli ultimi anni una dinamica molto differenziata tra le diverse categorie sociali. Rispetto a dodici anni fa, i redditi familiari annui degli operai sono diminuiti, in termini reali, del 17,9%, quelli degli impiegati del 12%, quelli degli imprenditori del 3,7%, mentre i redditi dei dirigenti sono aumentati dell’1,5%. L’1% dei «top earner» (circa 414mila contribuenti italiani) si è diviso nel 2012 un reddito netto annuo di oltre 42 miliardi di euro, con redditi netti individuali che volano mediamente sopra i 102mila euro, mentre il valore medio dei redditi netti dichiarati dai contribuenti italiani non raggiunge i 15mila euro. E la quota di reddito finita ai «top earner» è rimasta sostanzialmente stabile anche nella fase crisi.

L’austerity non è per tutti. Negli anni della crisi (tra il 2006 e il 2012), i consumi familiari annui degli operai si sono ridotti, in termini reali, del 10,5%, quelli degli imprenditori del 5,9%, quelli degli impiegati del 4,5%, mentre i consumi dei dirigenti hanno registrato solo un -2,4%. Distanze già ampie che si allargano, dunque, compattezza sociale che si sfarina, e alla corsa verso il ceto medio tipica degli anni ’80 e ’90 si è sostituita oggi una fuga in direzioni opposte, con tanti che vanno giù e solo pochi che riescono a salire. In questa situazione è alto il rischio di un ritorno al conflitto sociale, piuttosto che alla cultura dello sviluppo come presupposto per un maggiore benessere.

Leggi tutto: http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=120955

Festival dell'Archeologia

Di seguito l’intero programma che interesserà il territorio bondenese nelle prossime settimane

Festival dell’Archeologia

1 e 2 giugno dalle 19,00 Pilastri – Campo sportivo
“Terramara in Tavola”, dall’archeologia alla gastronomia in attesa della riapertura dello scavo a fine settembre

14 giugno ore 10.30 Centro 2000 – Bondeno
Inaugurazione della mostra “Aquae. La gestione dell’acqua oltre l’Unità d’Italia nella pianura emiliana”, a cura del Consorzio della Bonifica Burana e del Museo Archeologico Ambientale di S. Giovanni in Persiceto
con una sezione dedicata ai reperti archeologici, a cura del GAB di Bondeno

14 giugno ore 17,00 Museo archeologico di Stellata –
Conferenza di Erika Berto “Safety & security nella Roma imperiale: la guarnigione urbana dei Vigiles

“Archeologia al LocalFest”

19 giugno dalle 17,30 alle 19,00 Viale Repubblica –
Laboratorio didattico per i bambini “Come si facevano oggetti  in ceramica nell’età antica”

21 giugno ore 15,30-16,30 Cortile della Pinacoteca Civica  – Bondeno
“Laboratorio didattico per i bambini” (prenotazione obbligatoria 0532-899245)

21 giugno ore 16,30 Pinacoteca Civica-
Mostra fotografica “Archeologia a Pilastri ieri e oggi” a cura di Stefano Tassi e Giulio Pola

21 giugno ore 17,00 Pinacoteca Civica –
Convegno “Ambiente, Territorio e Archeologia della Bassa Valle del Po dalla Preistoria all’Età romana”

Benedetto Sala (Università di Ferrara)
“La fauna di Settepolesini di Bondeno nel quadro del popolamento faunistico della Val Padana degli ultimi 50 mila anni”

Valentino Nizzo (Soprintendenza archeologica dell’Emilia Romagna)
“Millecinquecento anni di storia tra terra e acqua: la provincia di Ferrara dalle terramare ai Romani”

Mauro Calzolari (Università di Ferrara)
“L’area del corso medio del Po in età romana: bilancio delle conoscenze e prospettive di ricerca”

Livio Zerbini (Università di Ferrara)
“I saltus dell’antico delta padano: studi e prospettive di ricerca”

22 giugno ore 10,00“Due passi nel castello: visita guidata ai luoghi perduti della Bondeno medioevale, a cura del Gruppo Archeologico di Bondeno
(ritrovo presso la Pinacoteca Civica; prenotazione obbligatoria 0532-899245; eventuale 2° turno alle 16,00)

22 giugno ore 15,00-16,00 Cortile della Pinacoteca Civica
“Laboratorio didattico per i bambini” (prenotazione obbligatorio 0532-899245)

22 giugno ore 17,00 Pinacoteca Civica –
Seminario sul DNA antico
Francesca Tassi (Università di Ferrara)
“DNA antico: origine ed evoluzione del popolo Etrusco”

23 giugno ore 18,00 Pinacoteca Civica –
Conferenza sul tema “La carta archeologica medievale del centro di Bondeno”
con Simone Bergamini e Daniele Vincenzi

24 giugno ore 18,00 Pinacoteca Civica –
Conferenza sul tema “La storia dell’archeologia a Bondeno”
con Daniele Biancardi

Il 23 e 24 giugno dalle 17,00 alle 18,00 Cortile della Pinacoteca Civica –
Laboratori didattici: per bambini (prenotazione obbligatoria 0532-899245)

Organizzazione:
Città di Bondeno
Soprintendenza archeologica dell’Emilia Romagna
Gruppo Archeologico di Bondeno
Associazione Bondeno Cultura

Identità paesana 2

Nei”Quaderni di Bondeno” abbiamo notato che non è stato dato molto rilievo a Monsignor Guerrino Ferraresi; in occasione del trentennale della sua scomparsa abbiamo trovato una testimonianza su FB che qui riportiamo:

“Avevo 6 anni quando i miei traslocarono dalla campagna di Ponte Rodoni in Canonica a Bondeno, con le povere masserizie sopra un carro agricolo trainato da un cavallo, in una calda giornata estiva del 1960. Pur così giovane sapevo già come si scuoiava un coniglio, avevo vissuto più volte la drammatica esperienza delle diverse fasi per “disfare” un maiale, dall’uccisione al cotechino, parlavo correttamente e fluidamente il dialetto ferrarese, poco l’italiano. Ed in quell’assolato pomeriggio di di fine estate, mi accolse in Canonica con l’invitante offerta di un ghiacciolo, che rese buona la partenza. Per diverso tempo i miei occhi ingenui rimasero impegnati a scoprire cose mai viste prima, come il trinciapollo, il moderno cavatappi e persino il vater, che a lungo ritenni un’apposita invenzione per evitare ai sacerdoti di sporcarsi la tonaca.
Solo più avanti in età mi resi conto che quella persona, spesso schiva e scontrosa, era buona d’animo, generosa, altruista, e forse solo per l’eccessiva timidezza e riservatezza poteva sembrare distaccato, freddo e scostante, ma che racchiudeva una sensibilità ed una umanità immensa e spesso affiorava affabilità e buona dose di spirito. Lo ricordo uomo di estrema cultura: un artista in cui poesia, pittura e musica formavano un trittico intellettuale.
Molti i pomeriggi da adolescente trascorsi in canonica, mia madre spesso in ospedale, mio padre al lavoro, ed ebbi la fortuna di averlo come insegnante in un forzato doposcuola; quante lezioni di ogni materia che altri avrebbero pagato profumatamente e quanti compiti fatti insieme: fu il mio mèntore, arricchendomi di discrete capacità linguistiche, ma soprattutto trasmettendomi il gusto dell’arte, la passione per il latino ed una curiosità a 360°.
Ma fu un maestro di un esagerato altruismo; la Canonica, sempre aperta, ospitava tutti coloro che chiedevano aiuto e spesso era contrastato in questa sua estrema “misericordia” dalla sua cognata e perpetua, che non vedeva di buon occhio la sua benevolenza. Oggi si direbbe che aveva le “mani bucate” e molti, compreso alcuni sacerdoti allora in difficoltà, attinsero dalla sua generosità. Spesso mi mandava di nascosto dalla sua famiglia a portare aiuti a persone in difficoltà, fossero alimenti, vestiti o denaro, sempre poca la riconoscenza che ne riceveva.
Negli ultimi anni mi confidò che accoglieva ed aiutava tutti perché era il Cristo che lo metteva alla prova, confermando la sua devozione alla Divina Provvidenza, e ripeteva che ogni volta che dava qualcosa a qualcuno, gli ritornava sempre in “numero, peso, misura e tempo opportuno”. Ma gli devo qualcosa anche come insegnante di religione, la trasmissione del senso dello Spirito Santo, la capacità di comprendere con semplicità il catechismo di Pio X, che mi valse anche alcune medaglie del premio “Veritas”; ma oggi apprezzo quei suoi insegnamenti che, in un mondo sempre più povero di valori, definirei veri e propri “fondamentali” di vita.
Tante le serate estive trascorse nel cortile assieme alla mia famiglia ed a un gruppo di fedeli amici, e lui, ogni tanto e con non poco imbarazzo, si toglieva la tonaca rimanendo con il clergiman che ne cambiava la fisionomia. Spesso intratteneva noi ragazzi nascondendo alcune monete sotto vasi o nei pertugi e poi iniziava con una serie di “acqua , acqua” e “fuoco, fuoco” finchè non scoprivamo quelle 50 lire, che noi accettavamo con estremo piacere perché erano le uniche che avremo potuto possedere.
Per diversi anni la sua televisione era la sola nostra possibilità di vederne i programmi; molte le serate d’inverno trascorse guardando i programmi di Mike Buongiorno, un’ occasione per lui di mettersi alla prova e dare sfoggio di cultura e di memoria, anticipando sistematicamente ogni risposta.
Col trascorrere degli anni appresi aneddoti a lui riferiti (sempre però da ambienti extra canonica) come l’episodio del novembre 1948, che lo fece benvolere da molti anticlericali, in quanto intervenne in soccorso di alcuni dimostranti feriti nei pressi della Canonica, raccogliendo anche il corpo esanime del povero Ferdinando Ercolei, sfortunato manifestante troppo duramente caricato dalla polizia.
E ricordo anche intere serate passate a sfogliare libri e manoscritti per scrivere la storia di Bondeno, quattro volumi di ricerca che hanno dato lustro alla cittadina. Che la gente gli volesse bene, lo dimostrano le foto scattate dal suo grande amico fotografo Grechi alla sua entrata come Parroco in Bondeno, e testimoniano di una folla interminabile che lo accompagnò alla Chiesa Arcipretale, partendo dalla Chiesa di San Giovanni. Vi rimase fino alla morte, prima Arciprete poi Monsignore. Anche l’Amministrazione Comunale ne riconobbe il valore, conferendogli la terza “cittadinanza onoraria” della storia di Bondeno, dopo personaggi come Giuseppe Garibaldi ed Arrigo Minerbi, il (poco conosciuto) scultore del monumento ai caduti della prima guerra mondiale.
Gli ultimi anni lo videro insofferente verso tutto e tutti, indebolito e trasformato dalla sua malattia; diverse volte io e mia moglie gli abbiamo proposto di lasciare la Parrocchia e ritirarsi a vita privata. L’avremmo ospitato con noi a Piacenza, accolto come uno di famiglia, ma la sua “missione” e testardaggine era più forte della nostra logica.
E così, come uno di famiglia, mi piace ricordarlo il 19 maggio di ogni anno; rivivo il disagio di quel sabato, in cui, arrivato a Bondeno, appresi dalla piazza che se n’era andato in maniera silenziosa. L’affetto del paese si era già spento alla sua morte, che forse sopraggiunse anche perché non accettava il nuovo mondo, che si affacciava anche in canonica, creando il vuoto, che lo aiutò a spegnersi…
Roberto Marchetti