Appartenenza

In altri tempi vi era un senso superiore di appartenenza alla comunità, nel quale l’individuo si identificava non tanto rivendicando diritti ma soprattutto adempiendo a doveri, e cioè seguendo scrupolosamente delle regole collettive di comportamento.

Il processo del progetto cosmopolitico al quale siamo stati e siamo sottoposti ha l’effetto implicito di investire le civiltà e le culture, cioè i popoli e gli Stati, privandoli della loro identità e della loro dignità. Confutare questo, semplicemente vedendo lo stato attuale delle cose, è impossibile. Una società, una collettività privata dello spirito comune è semplicemente una massa di individualità che non si sente legata a nulla se non a ogni proprio particolare. Estranei uno all’altro. Sperare che possano unirsi per una causa comune che necessita di mettere in campo tutto se stessi (non si penserà mica che ci lascino fare una rivoluzione pacata e democratica, vero?) è una speranza vana se prima non ci si riprenderà – o rifonderà – lo spirito della collettività.

estratto da: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=10498

Echi dal Medio Oriente

Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi , Bahrain e Yemen hanno annunciato lo stop dei rapporti diplomatici col Qatar accusato di sostenere e proteggere numerosi gruppi terroristici che minano a destabilizzare la regione. E proprio il Qatar è lo Stato che con una corposa donazione è stato tra i principali finanziatori della ristrutturazione post sisma della moschea di Mirandola. C’è qualche legame? Ora l’opposizione vuole vederci chiaro

“Ci chiediamo se a Mirandola, dove è stata prima realizzata e poi ricostruita a seguito del terremoto una delle più importanti moschee della Regione finanziata con i soldi del fondo sovrano del Qatar, il Sindaco Maino Benatti, continuerà, come fece un anno fa rispondendo ai giornalisti, a non interessarsi dei finanziamenti e, anzi, continuerà a paragonare il Qatar a qualsiasi altro paese occidentale?”, commenta in una nota Antonio Platis di Forza Italia.

“Gli appelli lanciati ai tempi della realizzazione della moschea affinché si controllasse sull’origine dei finanziamenti celebrati direttamente dal principe del Qatar Nasser Al Thani a capo della Qatar Charity Foundation e che attraverso l’Ucooi sono arrivati in Italia e a Mirandola, sono rimasti inascoltati – prosegue Platis – Il Sindaco Benatti, interpellato sulla questione, accusò i giornalisti di generare loro terrore e paura rimandando ad altri la verifica sulle ragioni, sulla provenienza e sull’utilizzo dei finanziamenti. Oggi, di fronte alla realtà che lo stesso paese che ha finanziato la moschea di Mirandola sia lo stesso messo al bando anche dai paesi arabi per il sostegno all’isis ed ai gruppi terroristici esige risposte chiare dal Sindaco ma anche dalla Regione i cui finanziamenti sono andati in parallelo con quelli del Qatar, contribuendo alla realizzazione della moschea.

Senza chiarezza su questi punti la soluzione è una: il Ministero dell’Interno dovrebbero valutare la chiusura di tutte le moschee finanziate dal Qatar.

Non possiamo dimenticare quanto rilevato ai tempi, ovvero che il Qatar, ponendosi come stato guida dei fedeli di Maometto anche in Italia, avrebbe sostenuto direttamente le associazioni ed i centri di preghiera da loro gestiti.

Non è accettabile di fronte a questi nuovi scenari del terrore che si continui a fare finta di nulla e a fare finta che il problema non esista. Il tempo dei rimandi è finito”

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L’elefante nella cristalleria degli inganni

Ora, gli accordi di Parigi erano un’occasione unica per tinteggiare di buona volontà un cattivo razzolare: innanzitutto proponevano azioni tardive e del tutto insufficienti a frenare il riscaldamento climatico sotto i 2 gradi, ma erano anche un capolavoro di ambiguità perché erano formalmente vincolanti, ma non proponevano controlli, né tantomeno sanzioni, non facevano nessun riferimento alla riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili, carbone compreso e nemmeno dicevano qualcosa in merito all’azzeramento progressivo dei 5300 miliardi di dollari annui di sussidi alle fonti fossili.

Il simplicissimus

Trump-2Amo quest’uomo che ogni fibra del mio corpo respinge. Ogni giorno che passa mi si conferma la straordinaria capacità di Trump di mandare all’aria la cristalleria di rappresentanza che costituisce la facciata spendibile e sostenibile delle neo oligarchie, quella che nasconde dietro i luccichii la messa in mora della democrazia e dell’uguaglianza: l’elefante in salotto questa volta ha mandato all’aria gli accordi di Parigi sul clima, suscitando l’immediata reazione degli ambientalisti e anche di quei progressisti a voucher che sono il miglior alleato della reazione. Trump ha semplicemente abbattuto a martellate il muro che separa l’America reale da quella con i graffiti delle buone intenzioni che campeggia in facciata.

Infatti nè Clinton, né Bush, né Obama hanno mai accettato di firmare il protocollo di Kyoto che costituisce il prototipo di questo tipi di accordi e a cui hanno aderito praticamente tutti i Paesi del mondo tranne appunto Stati Uniti e Canada, quest’ ultimo indotto nel…

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Europeizzazione

Se all’inizio poteva esserci qualche dubbio o resistenza, con le elezioni francesi l’élite ha dimostrato di poter fare meglio di Caligola (di cui si narra facesse senatore il proprio cavallo).

Ovviamente i media hanno plaudito all’evento e hanno voltato pagina (come al solito); noi invece vogliamo rimanerci su e vi proponiamo la rilettura dell’ articolo citato in calce e dei relativi commenti (che ripubblicheremo nei prossimi giorni).

In sunto il concetto di fondo è espresso dal cardinal Bergoglio (non ancora papa) che dice:

Se dunque il cittadino è qualcuno che è convocato e obbligato a contribuire al bene comune, per ciò stesso fa politica, che, secondo il magistero pontificio, è una forma alta della carità.

Quindi il cittadino è chi è obbligato a perseguire il bene comune, ma l’allora cardinal Bergoglio dice di più:

Non basta l’appartenenza alla società per essere pienamente cittadino, la persona sociale acquisisce la sua piena identità di cittadino nell’appartenenza ad un popolo. Non c’è identità senza appartenenza.

https://bondenocom.wordpress.com/2016/03/09/moriremo-europei/

L’Italia diversamente democratica

Con il decreto legge votato in Parlamento il 14 maggio scorso, si fa un passo  in più nel nuovo regime di Stato che chiamerò  regime del P e  che impone a Regioni e  Comuni le decisioni in merito,  mettendoli davanti ai fatti compiuti che sia in siti di parchi regionali, o vicino a beni paesaggistici tutelati dallUnesco (vedi val dOrcia, parco Curone, Val dAgri) come spiega bene la DOrsogna nellarticolo sotto.

La trasversalità del programma 2P sembra coinvolgere Scajola, già ex Ministro dello Sviluppo economico; Marzano, quello del divieto di servire acqua minerale da bottiglie di vetro al bar (solo plastica derivante dal petrolio!) e naturalmente il duo Bersani/Bubbico, questultimo brevemente indagato nel luglio del 2007  prima che lindagine Toghe Lucane fosse avocata a De Magistris,  per le seguenti  ipotesi di reato:  abuso dufficio, associazione per delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. E Bersani suo strenuo difensore al momento dei fatti. Bisogna però rendergli atto che ha tentato dintrodurre un emendamento che avrebbe dato una piccola voce in capitolo alle Regioni, emendamento bocciato in aula al Senato dalla maggioranza il 12 maggio scorso.

Se si può ragionevolmente presupporre che la sovranità di una nazione si misuri nella percentuale dei canoni che riesce a fmporre alle multinazionali per le ricchezze del suo sottosuolo, allora dobbiamo constatare che lItalia è tra le meno sovrane al mondo, dietro solo (immagino) a paesi come Irak, Bosnia o Pakistan. Nel paradiso dei  petrolieri, i canoni versati ammontano appena al  7% (aumentati al 10% con questa legge) rispetto a (fonte: http://www.olambientalista.it/petrolioart91.htm, DOrsogna) rispetto a canoni del 50% in Canada e Gran Bretagna.

Infine si rifletta a questi dati: la pianura padana rappresenta il secondo maggiore giacimento di gas dEuropa (con una stima di 27 tcf  ad oggi) mentre la Val dAgri è diventata il maggiore giacimento petrolifero dEuropa secondo i dati della PoValley!

Se rifiutiamo i canoni vessatori, lItalia diventa come lIraq?

Altri documenti:

http://www.nonlasciamolifare.org/download/dossier_idrocarburi.pdf

http://merateonline.it/Finestra_Zoom.asp?ID=65055Sezione=MAIN

http://www.marelibero.net/wp-content/uploads/2008/07/dossier-piattaforme-def.pdf

fonte: http://dorsogna.blogspot.com/2009/05/la-non-democrazia-italiana.html ]

C’era una volta la Siria

C’era una volta la Siria, paese che godeva di una relativa pace, di un relativo benessere, di una ragionevole convivenza tra le minoranze, della possibilità di mangiare, curarsi, muoversi, lavorare, studiare, viaggiare, pregare. Un paese senza debiti e senza emigrazione. Il tutto grazie anche a un uomo forte, Bashar al-Assad, che aveva imposto il pugno di ferro sull’islamismo radicale. Oggi la Siria è un paese distrutto e affamato, con 400.000 morti e milioni di sfollati.

In mezzo c’è stata la guerra dell’islamismo radicale contro l’ordine e contro il benessere. Nel remoto inizio ci furono manifestazioni per avere “più democrazia” (come se uno Stato a maggioranza islamica potesse davvero avere una democrazia). Ma la regìa occidentalista (quel mix dove USA, Francia e Gran Bretagna collaborano con paesi dittatoriali della Penisola Arabica) aveva già concepito l’apparizione dei “ribelli moderati” in armi, che cominciarono subito a uccidere e distruggere. Moderati a uso mediatico, islamisti radicali nella realtà.

In Siria gli stanchi sceneggiatori occidentalisti ci ripropongono le solite cose usate per la Libia: il dittatore contro il suo popolo, bombardamenti di ospedali, generici orrori attribuiti ad Assad. E quando la popolazione festeggia la liberazione di Aleppo da parte dell’esercito di Assad, ecco che non sanno più cosa dire e ci propinano la bambina senza famiglia che corre tra le macerie (hashtag #Save_Aleppo). Poco importa che l’immagine sia tratta da un video del 2014 di una cantante libanese. Arriva poi l’attacco “chimico” da 70 morti, ridicolo sia rispetto ai morti totali della guerra di Siria, sia rispetto alla realtà di un vero attacco chimico. Ma ovviamente la responsabilità di Assad è “certa” e Trump tira i missili. Solerte si accoda il nostro Alfano dicendo che la reazione è “proporzionata”: affermazione basata sul nulla, visto che anche Alfano dipende solo da informazioni digitali.

Avendo poi cessato l’uso della logica, per lui l’unica cosa certa è che “Assad se ne deve andare”. Perché mai? Forse la Siria creata da Assad era peggiore della Siria creata da questo orrendo conglomerato di occidentalismo e islamismo?

Nel 2011 un ministro libico commentava: «Una commissione ONU che fosse venuta a vedere cosa stava davvero accadendo il Libia vi sarebbe costata meno del lancio di un solo missile». Vale anche per la Siria.

Ma, perbacco, perché muoversi, studiare, indagare? E’ così comodo stare in poltrona, dipendere da “informazioni digitali”, e ripetere le cose che gli stanchi sceneggiatori hollywoodiani ci dicono di credere.

«La presidenza siriana sostiene che quanto fatto dall’America è un atto irresponsabile che riflette una cecità politica e militare frutto di una frenetica campagna di propaganda.» (Asma, moglie di Assad, cittadina britannica, su Instagram). «Se Asma continuerà a difendere le azioni del regime di Assad, il peso della responsabilità del governo britannico sarà quello di privarla della sua cittadinanza per garantire che le sue azioni non provochino gravi danni agli interessi del Regno Unito» (lettera di deputati britannici al Ministero dell’Interno).

Buffo vero? Una persona dice la verità, e i “democratici” britannici le vogliono togliere la cittadinanza.  Però almeno adesso sappiamo che il Regno Unito in Siria ha degli “interessi”. Quali saranno mai?  Credo che si possano sintetizzare così: «Un paese che non si indebita fa rabbia agli usurai». La finanza  internazionale vuole sempre degli “Stati mendicanti” che hanno bisogno dei loro soldi. Uno Stato che riesce a farcela da solo prima o poi finisce male. Non so se è una regola generale, di certo è accaduto in Libia e in Siria.

L’articolo è tratto dalla rubrica “Taglio Laser” che Giovanni Maria Lazzaretti tiene su “La Voce di Reggio”.

I Diòscuri

Dioscuri

Di recente Bondeno si è arricchita di un nuovo monumento: lo potete trovare sui giardini di fronte alla “carlotta”; il fatto di essere gemelli mi ha ricordato il mito del titolo che trovate su Wikipedia:

Càstore (in greco antico: Κάστωρ, -ορος, in latino: Castōr, -ŏris) e Pollùce o Polideuce (in greco antico: Πολυδεύκης, -ους, in latino: Pollūx, -ūcis) sono due personaggi della mitologia greca e romana, figli gemelli di Zeus e di Leda, conosciuti soprattutto come i Diòscuri[1], ossia “figli di Zeus

Moneta romana di Massenzio con i Diòscuri sul retro