Distrazioni di massa

Ricalcoliamo le pensioni, alziamo la “soglia” del contributo previdenziale per diventare conteggiabile, portiamo l’età della pensione a 70 anni, raddoppiamo – in un solo anno – le tasse a favore degli Enti Locali (2016), mettiamo 100 euro di tasse sulla bolletta dell’ENEL e chiamiamolo “canone RAI” poi, sul metano mettiamo CIP6, 5, 4, 8, 9…20 euro di metano ed 80 euro di tasse. Non sai più se ti conviene entrare dal gioielliere o in Comune, per pagare la spazzatura: forse oro e brillanti costano meno.

Non è poi così difficile, ed otterremo un risultato clamoroso: gli italiani, dopo essere emigrati ovunque, diventeranno razzisti e si dimenticheranno di noi, che li fottiamo alla grande tutti i giorni! Basterà far blaterare un Salvini qualunque per ottenere che la loro rabbia si scarichi su di loro, mica su di noi! Poi Salvini, come già Bossi, passerà all’incasso.

La febbre del voto contagerà tutti, da Grillo fino a Renzi, bisogna far fruttare tutto! Da destra a sinistra bisognerà raccontare che l’Europa è cattiva non perché ci fotte con l’euro tutti i giorni, ma perché non si vuole prendere i migranti! Così loro confonderanno l’Europa ed i migranti, dicendo: vadano tutti affanc…Così ci (li n.d.r.)lasceranno in pace.

estratto da http://carlobertani.blogspot.com/2017/08/migranti-e-cervelli-migrati-allammasso.html

Responsabilità

Pilastri (Stato Libero dei Pilastri) – Terzo Millennio

Ieri sera ennesima bruciatura di “teli” di plastica.

Chiamati i Carabinieri che mi hanno detto di chiamare i Pompieri.

Chiamati i Pompieri che mi han detto di chiamare i Carabinieri o i Vigili Urbani.

Interventi ottenuti zero, senza polemica, entrambi sono stati molto corretti e gentili nello spiegarmi le ragioni.

Chiamata dunque l’Arpae questa mattina che ha registrato la mia mozione e mi terrà informato. A un certo punto la Signora dell’Arpa mi ha chiesto se mi sono rivolto al Comune, al che io le ho detto:

“per le questioni importanti per davvero il comune di Bondeno pressoché non esiste”

Sfido, non in senso stretto, chiunque a dimostrarmi il contrario.

I teli bruciavano in una zona molto vicina al Campo Sportivo (lo è ancora???), non c’era un filo d’aria, pertanto è improbabile che la nube tossica venisse da molto lontano, così come è altrettanto improbabile che un cittadino privato, visto anche il servizio di differenziata, abbia interesse ad avere e bruciare così tanto materiale.

E’ ASSAI PROBABILE CHE I TELI BRUCIATI APPARTENGANO A UN’AZIENDA AGRICOLA LOCALE.

Tu che bruci, beh, mi fai pena, tutto qui.

Ecco…

Augusto Verri

Il cavallo di Troia dei vitalizi

Allora vediamo un po’: 18,8 meno 4,2 (ossia la somma delle due sovrastime principali) fa 14,6 ovvero un incidenza della spesa pensionistica inferiore alla media europea. Oltretutto fin dal 1998 il saldo fra le entrate dei contributi e le uscite delle prestazioni previdenziali al netto delle imposte è sempre stato attivo e l’ultimo dato certo che risale 2011 parla di 24 miliardi di attivo.

Il simplicissimus

pensioneSono assolutamente certo che la maggioranza degli italiani è strafelice per l’approvazione della legge che abolisce i vitalizi pregressi dei parlamentari e dei consiglieri regionali: finalmente anche per i privilegiati della politica è arrivato il momento di assaggiare almeno in parte le delizie della Fornero e di farsi una pensione con i criteri a cui sono inchiodati i poveracci. Ora non c’è dubbio che questo risultato  porti a una forma di elementare giustizia perequativa, allo sfoltimento di situazioni di privilegio, ma nel complesso si tratta di una sconfitta della quale pochissimi si accorgono perché ci si compiace di un’adeguamento al peggio e non si fa assolutamente nulla per cercare di migliorare quel peggio, di intervenire quanto meno su alcuni aspetti della mannia neo liberista che si è abbatuta sulle pensioni.

Le cosiddette opposizioni che cercano visibilità sul piano della consolatoria quanto impotente schadenfreude degli italiani, dovrebbero cercare di tirare su…

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Il dito e la diga

il mitico eroe che salvò l’Olanda dall’inondazione tappando col suo dito una falla nella diga che protegge il paese dal mare soprastante.

La metafora ci è venuta in mente pensando al mare di idiozie che ci sommerge ogni giorno dai social-network, dai talk-show televisivi e dai media in genere e dal nostro ambizioso tentativo di contrastarlo col piccolo lavoro che svolgiamo con bondeno.com e con i blog collegati al portale.

Fermo restando che qualcuno potrebbe non essere d’accordo, una cosa però è certa: la diga proprio non c’è e qualcuno dovrebbe seriamente pensare a costruirla!

Assalto “costituzionale” alle pensioni

Tuttavia si tratta di calcoli del tutto disomogenei perché nella spesa pensionistica italiana figura anche la liquidazione che non è affatto una prestazione pensionistica, ma un prestito forzoso dei lavoratori e questo incide per l’ 1,7% del pil. C’è poi il fatto che la spesa pensionistica italiana viene considerata al lordo delle ritenute fiscali che in altri Paesi come la Germania nemmeno esistono o sono molto basse, mentre da noi le aliquote fiscali sono le stesse di quelle applicate ai redditi da lavoro. Questo “aggiunge” un altro 2,5% sul pil. Allora vediamo un po’: 18,8 meno 4,2 (ossia la somma delle due sovrastime principali) fa 14,6 ovvero un incidenza della spesa pensionistica inferiore alla media europea. Oltretutto fin dal 1998 il saldo fra le entrate dei contributi e le uscite delle prestazioni previdenziali al netto è sempre stato attivo e l’ultimo dato non stimato , ma certo che risale 2011 parla di 24 miliardi attivo.

Il simplicissimus

prestito-pensionati-cessione-del-quinto-prestiti-pensionati-online-finanziamenti-pensionati-online-1030x438Ve lo dico all’inizio dell’estate così che l’autunno non colga nessun impreparato: si sta preparando una nuova stangata sulle pensioni come dimostrano i ben due disegni di legge costituzionale a firma di una cinquantina di deputati che vanno dal Pd (capofila Mazziotti di Cl) a Fratelli d’Italia in un abbraccio corale della destra reazionaria, sotto qualunque etichetta vera o fasulla militi. Dentro questo sciocchezzaio legislativo troviamo tutte le deprimenti considerazioni del liberismo più ottuso, riprese a pappagallo da gente che non sa quello che dice, ma sa benissimo quello che fa. In poche parole le pensioni per via costituzionale dovrebbero essere improntate a criteri “di equità, ragionevolezza e non discriminazione tra le generazioni”, una frasetta che forse all’uomo della strada potrà apparire innocua e persino di buon senso, ma che in sostanza annuncia una stagione di totale arbitrio sulla consistenza dei trattamenti pensionistici, sugli anni necessari a conseguirli e…

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Ci riprovano

Il Parlamento italiano si appresta a ratificare il Ceta, un accordo internazionale che, come spiegato da Monica Di Sisto, vice presidente di “Fair Watch” e portavoce della campagna “Stop TTIP”, «decreterà la vittoria delle multinazionali e schiaccerà i diritti e la voce di cittadini e Stati». Il 5 luglio mobilitazione nazionale per dire no.

In che modo gli effetti di questo accordo si sentiranno sulla nostra vita quotidiana, sui nostri acquisti, il nostro stile di vita e sulla nostra salute?

Su quasi 1600 pagine di un accordo che è coinvolto in molti settori legati all’ambiente, alla salute e alla sicurezza alimentare, che contiene un capitolo su “commercio e ambiente” e stabilisce una Commissione competente per tali questioni, il CETA non una volta fa riferimento al principio di Precauzione, perla della legislazione europea, né riguardo agli obblighi delle parti o sotto le eccezioni ammissibili, o addirittura rispetto alle riserve dell’Unione europea e dei suoi Stati membri. Il principio di precauzione impone alle autorità pubbliche di garantire l’attuazione delle “Procedure di valutazione del rischio e l’adozione di provvedimenti provvisori proporzionati per escludere il verificarsi del danno ” ma l’articolo 24.8.2 del CETA prevede soltanto che una tale ipotesi “non sia usata come pretesto per rinviare l’adozione di misure efficaci per la prevenzione del degrado ambientale”. Non dice nulla sulla sicurezza alimentare, la salute pubblica, la sicurezza: ambiti invece coperti dal principio di Precauzione. L’articolo 24.8.2 per di più non impone alcun altro obbligo per le parti, anche in presenza di rischi gravi e irreversibili. Questa disposizione del Trattato non li obbliga a sospendere alcuni dei loro obblighi derivanti dal trattato, cioè l’accelerazione degli scambi, per prendere in considerazione il verificarsi di rischi gravi e irreversibili. Una mina sulla nostra salute.

Come possiamo difenderci a questo punto? Cosa si può fare?

Noi crediamo che sia importante informarsi e prendere la parola in Europa, fermando le ratifiche nazionali per lanciare un segnale di problematicità alla Commissione europea, che continuerebbe, altrimenti, imperterrita a moltiplicare questo tipo di accordi. Mercoledì 5 luglio dalle ore 10 Stop TTIP Italia sarà in piazza con Coldiretti, CGIL, Greenpeace, Slow Food e molte altre realtà della società civile che si oppongono alla ratifica dell’accordo con il Canada e chiedono un confronto ampio e pubblico con cittadini e parti sociali.

Chi non potrà partecipare direttamente, potrà fare tante cose anche da casa:

– diffondendo suoi suoi social e ai suoi contatti email il rapporto “Ceta: attacco al cuore dei diritti“;
– diffondendo suoi suoi social e ai suoi contatti email il libro bianco sul CETA, redatto a più mani da Coldiretti, Fairwatch, CGIL e molte altre realtà della società civile;
– partecipando al tweetstorm sui principali parlamentari interessati dalla ratifica (dalle ore 11.00 di mercoledì 5 luglio). Aderendo e partecipando alla campagna si potrà restare in contatto con la rete per tutte le altre iniziative. E fare la propria parte da cittadini responsabili e pensanti. Siamo già più di quanti si potesse immaginare, ma per fermare una macchina da interessi come questa ci vuole davvero l’aiuto di tutte e tutti.

http://www.ilcambiamento.it//articoli/ecco-cosa-si-rischia-con-il-ceta-il-5-luglio-mobilitazione-per-dire-no

La gestione delle acque dolci

In Italia, non esiste il concetto di gestione delle acque dolci: nei paesi dell’Europa Centrale, le merci viaggiano per il 30% su fiumi e canali, da noi meno dell’1%. Il “pianeta acqua” incrocia anche il mondo del trasporto, e dove lo fa i risparmi sono evidenti: in Germania il passaggio delle merci dalla produzione alla distribuzione costa circa il 2% in meno che in Italia, proprio l’aggravio che comprende il trasporto.

L’UE, nel suo libro bianco La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle sceltericordava che il bacino del Po è sotto-utilizzato per le sue potenzialità di trasporto, ed era disposta a finanziare fino al 50% della fase di progetto e fino al 10% delle opere per rendere navigabile il Po, dal Delta a Piacenza con diramazione verso Milano. I costi? Il Consorzio Navigare sul Po li stimò nel 2000 in circa 400 miliardi di vecchie lire: circa 200 milioni di euro che, con il contributo europeo, si sarebbero ridotti probabilmente a 100.

Inoltre, risistemando i fiumi, s’otterrebbero fondi attivi dalle cadute d’acqua (un tempo, le utilizzavano i mulini ad acqua): la Russia è il primo Paese al mondo per lo sfruttamento delle cadute d’acqua delle chiuse.

Qualcuno ne ha sentito parlare? Si è fatto qualcosa? Purtroppo, manca in Italia una visione politica che sia vicina alle necessità del Paese, che guardi alla soluzione dei problemi senza verificare, prima, se “tangenziale” fa rima con “tangente”. Sorella acqua è d’animo gentile e ci sta mandando innumerevoli segnali: la stiamo sottovalutando, ingiuriando, violentando. Non sia mai che passi ai fatti.

Non m’era mai capitato di ri-pubblicare un articolo e di trovarlo così attuale. Per chi volesse legger l’articolo integralmente, l’indirizzo è: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=18621

Carlo Bertani

siccità
foto Marco Dondi