Centro Maria Regina della Pace

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“Il Pallone è rotondo! Il Razzismo è quadrato”
Dissertazioni, testimonianze ed esperienze sulla Giornata della Memoria:
Dallo Scudetto ad Auschwitz – Vita e morte di Arpad Weisz: allenatore ebreo di origine ungherese
Interventi di:
Stefano Salmi, docente e ricercatore universitario di Storia contemporanea – Università de Coimbra in Portogallo.
Presidente e fondatore del Club Intemazionale Bologna F,C intitolato ad Arpad Weisz.
Luciano Brigoli, collezionista e storico ufficiale dei Bologna F,C. Autore della storia dei club rossoblù sul sito www.percorsodellamemoriarossoblu.it.
Ha curato l’allestimento, di mostre e l’organizzazione di eventi.
Stefano Dalloli membro del consiglio direttivo e responsabile sito ufficiale dei Centro Bologna Clubs. co-ideatore e
Co-responsabile del progetto “Percorso della Memoria Rossoblu”.

Bondeno, 28 gennaio 2014

Via Vittime dell’11 settembre (dietro al supermercato Famila)

Nuova testata giornalistica

FERRARAITALIA, L’INFORMAZIONE VERTICALE – Presentazione del nuovo quotidiano glocal indipendente
Assieme al direttore Sergio Gessi intervengono redattori e opinionisti
La nascita di una testata giornalistica indipendente rappresenta sempre un fatto positivo per l’informazione e per la democrazia. A pochi mesi dal battesimo, “FerraraItalia” (www.ferraraitalia.it) presenta alla cittadinanza ferrarese la propria filosofia editoriale. “Ferraraitalia” si propone come osservatorio giornalistico indipendente che orienta lo sguardo sull’attualità più che sulla cronaca in senso stretto. Attraverso opinioni, inchieste, interviste e vicende emblematiche cerca di fornire chiavi di comprensione e strumenti di interpretazione per capire la realtà in cui viviamo, in una prospettiva che considera l’inscindibile interazione fra particolare e generale, centrale e periferico, micro e macrocosmo. Un nuovo quotidiano online che, attraverso minuti fatti o marginali accadimenti, tenta di rivelare la realtà più ampia della quale tali vicende sono espressione, scegliendo il caso particolare come estrinsecazione di una attitudine generale o riflesso di un orientamen to diffuso. Il punto di osservazione è Ferrara, l’orizzonte di riferimento è il mondo, nella consapevolezza che locale e globale rispecchiano dimensioni assolutamente complementari.

Giovedì 30 gennaio, ore 17, presso Biblioteca Ariostea, Via Scienze 17, Ferrara

Centro sport e cultura

“Ammontano a 7.765.672,40 euro i fondi raccolti da lavoratori e imprese per la ricostruzione dei paesi dell’Emilia Romagna colpiti dal terremoto nel maggio 2012.

BondenoGli interventi previsti sono una struttura residenziale per portatori di handicap a San Felice sul Panaro (Modena), una palestra a Concordia (Modena), una struttura ricettiva e una sala danza a Reggiolo (Reggio Emilia), un centro per lo sport e la cultura a Bondeno (Ferrara), un auditorium per la scuola media ad indirizzo musicale a Cento (Ferrara) e un altro per un’altra scuola di musica a Pieve di Cento (Bologna).

Leggi la notizia sul Sole24ORE

La politica del carciofo

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Ancora 7 anni fa scrivevamo:

La notizia è la “sospensione” del servizio di day hospital dell’ospedale di Bondeno (per ora dall’8 al 12 gennaio). Già più volte anche noi avevamo messo in guardia da una politica di spoliazione progressiva delle risorse del nostro territorio. Quali le cause?

Crediamo di potere identificare la causa remota già nelle parole di un ignoto commentatore delle cronache di Campanile Sera (1960) che definisce il carattere dei cittadini di Bondeno profondamente marcato dal ciclo delle acque che ci circondano (una volta paludi) che “si traduce in una particolare apatia per cui ogni avvenimento è accettato quasi fatalisticamente, come fosse conosciuto ancor prima del suo accadere”; da cui la nomèa di paes dal capirissim.

Infatti la chiave di tutto sta proprio in quell’ «accettazione» che ci conserva certo la tranquillità d’animo e l’appetito, ma ci priva di tutto il resto.

10 gennaio 2007 in http://www.bondeno.com/bondeno_old/modules.php?name=News&file=article&sid=482

Adesso, complice il terremoto, il Borselli è stato smantellato definitivamente e ci si appresta a smantellare anche quello di Comacchio; quello che non cambia è l’apatia dei bondenesi.

Appello al popolo

In democrazia, non diversamente che negli stati autoritari o totalitari, i partiti occupano lo Stato. In democrazia lo Stato è occupato da più partiti (eventualmente in forma alternata). Negli stati autoritari o totalitari spesso da un solo partito e talvolta da più partiti.
Questo va considerato un dato di fatto, che soltanto menti ingenue possono contestare. Non esiste nessuna esperienza storica nella quale l’occupazione dello Stato da parte dei partiti non si sia verificata.

Si suol credere che in democrazia i partiti che occupano lo Stato possano essere scalzati con le elezioni. Ma questa è una GRANDE INGENUITA’. I partiti esistenti, esclusi i partiti nuovi, momentaneamente antisistemici, non si fanno la guerra. Anche questo è un dato, almeno nelle democrazie moderne. Essi combattono una battaglia tattica. Ciò avviene in due forme.
Talvolta, chi vince occupa il 70% e lascia il 30% ai partiti avversari. Quando lo Stato è dotato di autonomie regionali, accade che nello stesso lasso di tempo un determinato partito vinca, oltre alle elezioni nazionali, alcune elezioni regionali ma ne perda altre. Questo fenomeno rende più utile e frequente la divisione: chi vince (a livello nazionale o regionale) prende il 70% e chi perde il 30%.
Questa tendenza universale è rafforzata dai sistemi elettorali che promuovono il bipolarismo (con decine di gruppi o correnti di potere che formalmente prendono il nome di partiti ma che non sono parti autonome). Il bipolarismo è sempre unipolarismo dal punto di vista dei contenuti; sicché non esistono mai remore ideologiche ad attribuire ai perdenti il 30% dell’occupazione dello Stato; mentre possono esistere convenienze tattiche. Inoltre, quanto più i due poli (pluripartitici nel senso di composti da più gruppi di potere) sono identici, tanto più potrà accadere che in certi casi o istituzionalmente chi vince prenda tutto: la probabile alternanza, entro 4-8 anni, sarà in questo caso alternanza totale nell’occupazione dello Stato ma sempre di divisione del potere si sarà trattato.

Non è l’occupazione dello Stato in sé il problema, posto che si tratta di un dato costante nella dimensione diacronica e sincronica.

l problemi sono due:

1) quali sono le idee i valori e i principi affermati dal partito che occupa lo Stato;

2) il livello della classe dirigente, sotto il profilo della austerità (non l’onestà, che tutti a chiacchiere possono rivendicare ma l’austerità), serietà, capacità.

La parte del popolo che non condivide le idee, i principi e i valori espressi dalla attuale classe dirigente DEVE IMPEGNARSI A COSTITUIRE ALTRI PARTITI CHE PROPONGANO ALTRE IDEE, VALORI E PRINCIPI. Ma non bastano le idee. Le idee camminano o si arrestano con gli uomini chiamati ad attuarle. Perciò la parte del popolo che non condivide le idee, i principi e i valori espressi dalla attuale classe dirigente DEVE IMPEGNARSI ANCHE A PARTORIRE LA NUOVA CLASSE DIRIGENTE.

Il compito del popolo non è soltanto quello di protestare. E non basta che il popolo protesti in modo autonomo e spontaneo e non voglia la partecipazione alla protesta di partiti, sindacati e associazioni. SE IL POPOLO NON E’ STUPIDO (talvolta capita che lo sia), esso AVVERTE IL DOVERE DI COSTITUIRE PARTITI CON NUOVE E OPPOSTE – SOTTOLINEO OPPOSTE – IDEE, RISPETTO ALLE DOMINANTI MA ANCHE IL DOVERE DI PARTECIPARE ALLA GENERAZIONE DI UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE.

In modo molto confuso il M5S ha cercato di proporre nuove idee. Personalmente credo che le idee siano confuse, contraddittorie e prive di base materiale, sicché anche quelle buone risultano campate in aria e irrealizzabili. Però ho apprezzato il tentativo.
Dove il M5S è assolutamente deficiente, direi strutturalmente malato, è nell’aver creduto che “uno vale uno” e che il compito dei militanti non fosse quello di generare una nuova classe dirigente.

Perciò serve (almeno) un altro nuovo partito, che proponga idee opposte a quelle dominanti, più limpide, coerenti, vigorose e materialisticamente fondate rispetto a quelle del M5S, e che muova dal presupposto che se il popolo non è in grado di partorire dal proprio ventre una buona, ottima o eccellente classe dirigente, non tanto “merita” di essere schiavo e comunque di vivere in una civiltà decadente, quanto “sarà” schiavo e vivrà una civiltà decadente.

Stefano D’Andrea

http://www.appelloalpopolo.it/?p=10280

Befana

Epifania

Vocabolario on line

epifanìa s. f. [dal lat. tardo epiphanīa, gr. ἐπιϕάνεια, in origine agg. neutro pl., «(feste) dell’apparizione» e quindi «manifestazione (della divinità)», da ἐπιϕανής «visibile», der. di ἐπιϕαίνομαι «apparire»]. – 1. La festività, che ricorre il 6 gennaio, in cui si commemora la visita dei re Magi a Gesù in Betlemme; è lo stesso che befana, che ne è la forma popolare; prov., epifania tutte le feste porta via

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