Comunità

Le strade sono sempre più colme di un assordante silenzio, interrotto solo dal rumore di qualche televisore, baby-sitter e governante insieme per gente trincerata in casa e isolata dal resto del mondo. Non esiste più l’abitudine della passeggiata in piazza, della convivialità e del ritrovarsi insieme; non esistono più i tanti negozi davanti ai quali soffermarsi, triturati nei vortice della grande distribuzione, o della sconsolante abitudine ad acquistare fuori dal paese; tante attività, anche storiche, hanno chiuso i battenti e altre sono sul punto di farlo, senza essere rimpiazzate. Il paese, così, sta gradualmente trasformandosi in un demoralizzante dormitorio, che sembra risvegliarsi solo in alcune occasioni in cui si cerca di rinverdire, senza riuscirci, momenti non solo felici e indimenticabili della vita di Finale, ma anche di un certo spessore culturale e comunitario. Mai un’iniziativa pubblica, mai una proposta ad hoc degna delle nostre migliori memorie. Solo, occasionalmente, qualche sprazzo di luce dovuto all’indefesso sforzo e alla strenua determinazione di volontari incalliti. Non esistono più in paese luoghi di aggregazione deputati e adatti ad una vita di socialità e di ritrovo, depauperato improvvidamente anche di quel “tendone”, un po’ scomodo e bruttino a dire il vero, che tuttavia svolgeva il suo ruolo primario e fondamentale, consentire cioè ai Finalesi di godere di una qualche forma di spettacolo senza dover andare nei paesi limitrofi, tutti attrezzati al riguardo; o di utilizzare la struttura per incontri o eventi di vario genere. Che fare allora? lo credo sia necessario che i cittadini tutti si risveglino da questo torpore e attivino le loro indiscusse qualità – fantasia, concretezza, impegno, determinazione-che, unite ad un maggiore coinvolgimento dei giovani, possano infondere nuova linfa alla rinascita del paese. Ma ancor più fermamente credo che serva la convinta e caparbia volontà di chi si è assunto l’onere e l’onore di governare la nostra cittadina per uscire da questo sconveniente stallo, che dura ormai da troppo tempo e che da troppo tempo avvilisce e mortifica il nostro Finale!

Isa Guidetti in Piazza Verdi, marzo 2018

Inaugura il MAF a Finale E.

Domenica 30 marzo, Finale Emilia vivrà una giornata di grande festa per l’inaugurazione del MAF – MULTIAREA FINALESE, la struttura che ospita la nuova Biblioteca intitolata a Giuseppe Pederiali, il nuovo archivio storico dedicato a Cesare Frassoni, gli uffici scuola, sociale e cultura, una sala polivalente a disposizione della città e delle attività del Consiglio Comunale.

Nell’occasione è prevista anche la presentazione del nuovo libro di Giuseppe PederialiIl monastero delle consolatrici, pubblicato da Garzanti a un anno esatto dalla scomparsa.

I festeggiamenti inizieranno alle ore 10 con l’esibizione della Banda della Fondazione Andreoli; sempre dalle ore 10, annullo e cartolina postale dedicata a Giuseppe Pederiali, a cura del Circolo Filatelico Numismatico Finalese.

Alle ore 11, la cerimonia inaugurale con il saluto delle autorità e l’intervento musicale di Paolo Fresu, compositore e trombettista di fama internazionale.

Dalle ore 15, laboratorio per bambini e ragazzi con Alessandro Sanna, artista e illustratore che alle 16 presenterà la sua opera “Mattoni di libri”, realizzata sulla balaustra interna della nuova biblioteca e illustrata anche in un volume edito da Franco Cosimo Panini.

Dalle ore 17, open Maf, visite libere all’edificio con letture e accompagnamenti musicali: alle 17, nella Sala Polivalente, esibizione dell’orchestra di chitarreLavori in Corsodella Fondazione Scuola di Musica Andreoli; sempre alle ore 17,L’Archivio della Comunitàraccontato dal Gruppo Fluttuanti 2012; alle 17,30 nella Sala dei Laboratori, concerto per pianoforte con gli allievi del corso della Scuola di Musica.

Alle 18, nella sezione ragazzi della biblioteca, “Finale Fantastica: il mondo magico di Giuseppe Pederiali”, letture e interventi artistici a cura del gruppo “Bassa Manovalanza”.

Alle 18,30 nella Sala Polivalente, lo scrittore Roberto Barbolini e il giornalista finalese Stefano Marchetti, ricorderanno la figura di Giuseppe Pederiali, presentando il suo ultimo libro, uscito da pochi giorni, “Il monastero delle consolatrici”, edito da Garzanti.

Alle 20, nella sala d’attesa del nuovo municipio, aperitivo blues con gli insegnanti della Fondazione Scuola di Musica Andreoli.

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Domenico Difilippo

Patrocinio Regione Emilia Romagna – Provincia di Modena


Accademia di Belle Arti di Bologna


Comune di Finale Emilia – Assessorato alla Cultura

Evento installativo di


Domenico Difilippo


PRESENZE

al Castello delle Rocche

21 dicembre 2013 – 26 gennaio 2014


Inaugurazione dell’installazione sabato 21 dicembre 2013 alle ore 17.00

Castello delle Rocche Finale Emilia

In occasione del Cinquantennale dellattività artistica di Domenico Difilippo, verrà inaugurato sabato 21 dicembre 2013 alle ore 17.00 al Castello delle Rocche levento installativo:Presenze al Castello delle Rocche 20 Icone Difilippiane per la futura rinascita del monumento estense, quasi una provocazione, dopo i tragici episodi sismici del maggio 2012.

L’artista, di origine finalese, assieme all’Amministrazione Comunale e all’assessorato alla Cultura di Finale Emilia, hanno promosso e caldeggiato l’iniziativa, con il vivo intento di creare il giusto interesse nel fulcro del centro storico della città, attraverso un’esposizione nel Castello, luogo in passato di mostre e convegni che hanno contraddistinto Finale, per il loro altissimo livello.

Lintenzionespiega Difilippo è quella di sensibilizzare il senso di appartenenza di una comunità che si identifica col il suo passato e la sua storia, che hanno espresso valori irrinunciabili come il Castello delle Rocche e la Torre dei Modenesi.

Durante il periodo espositivo è prevista la presentazione del volume: DIFILIPPO Il fascino della rappresentazione. Lopera libraria, pubblicata dalle Edizioni Baraldini e curata dal critico pisano Nicola Micieli, ripercorre, attraverso numerose testimonianze, le tappe fondamentali dell’attività di pittore, scultore e docente, a partire dalla sua prima mostra avvenuta alletà di diciassette anni 1963 sino ad oggi 2013.

La mostra, come la pubblicazione, è patrocinata e promossa dallassessorato alla Cultura e dallAmministrazione Comunale di Finale Emilia, da Regione Emilia Romagna, Provincia di Modena, Accademia di Belle Arti di Bologna, Magi900 (Museo delle eccellenze artistiche storiche) di Pieve di Cento e Provincia di Rovigo.

DOMENICO DIFILIPPO è nato a Finale Emilia nel 1946, vive e lavora a San Felice sul Panaro, in Provincia di Modena. Ha studiato allIstituto dArte di Modena, allIstituto dArte di Castelmassa (Rovigo) e allAccademia di Belle Arti di Firenze. Nel 1991 a Brema (Germania), redige il Primo manifesto dellAstrattismo Magico; e nello stesso anno, per la prima volta,La nuova Pittura di Difilippo, viene proposta in Italia, a Ferrara, a Palazzo dei Diamanti, su invito del direttore Franco Farina. Dal 1996, per meriti artistici ha avuto diversi incarichi per linsegnamento nelle Accademie di Belle Arti di: Firenze, Sassari, Venezia, Carrara e a Brera, Milano. Dal 2001 è a Bologna dove ha insegnato Cromatologia e ha, inoltre, ricoperto lincarico di Vicedirettore dal 2011-2013. Dal 2003 la sua ricerca e le sue esposizioni vertono esclusivamente a soluzioni installative:Lisola dArcadia, Rocca Possente di Stellata, 2003;Loro dei Pepoli, Palazzo Pepoli di Trecenta, 2007;La lancia di Ulisse, Torrione Farini, Russi, 2012;Grandi Icone, Villa Badoer, Fratta Polesine, 2012.

Intensa la sua attività espositiva: dal 1963 ad oggi, oltre a rassegne per invito, nazionali ed internazionali, si contano più di sessanta personali in varie città italiane e allestero (Parigi, Londra, Brema, Lussemburgo, Zagabria, New York e San Francisco), spesso presentate o introdotte da illustri critici darte, poeti o scrittori.

Come operatore culturale ha realizzato importanti pubblicazioni e rassegne, alcune ormai storicizzate. Ha ricoperto dal 1980 al 2003 l’incarico di Direttore artistico della “Biennale Aldo Roncaglia” e della Galleria Civica d’Arte Moderna di San Felice sul Panaro, per la quale realizza, tramite donazioni da lui stesso sollecitate, un’importante raccolta d’arte contemporanea permanente di noti maestri e artisti emergenti, dalla seconda metà del ‘900 italiano e non solo.

www.domenicodifilippo.it

Vito a Finale

Saranno i personaggi e le storie raccontate in “Vito recital” a dare ufficialmente il via alla stagione teatrale di Finale, che si terrà nel Teatro Tenda presso il Campo Robinson, struttura messa a disposizione da Emilia Teatro Fondazione e allestita dal Comune nell’ambito del progetto Scena solidale, in attesa di poter ridare vita al Teatro Sociale seriamente danneggiato dal sisma.

Domani, 4 dicembre, alle 21, il poliedrico Vito porterà in scena il testo di Maurizio Garuti, coinvolgendo gli spettatori in un mondo irresistibile che parla di infanzia e di “emilianità”. Donne e uomini padani, personaggi zavattiniani legati alla terra e quindi al buon cibo e all’amore, partendo da Bertoldo, passando per Zavattini e approdando al Fellini, di Amarcord e delle sue donne enormi. Storie vere e storie inventate; personaggi fantastici e personaggi reali. Tutti accumunati dall’essere surreali, dal vivere nel confine dell’assurdo.

Vivere in quel mondo dove la fame faceva i bambini e dove i circhi miseri di provincia erano costretti, durante le permanenze a cucinare i leoni che, essendo magrissimi, non sfamavano nessuno. La cucina dell’Artusi; quella delle città della bassa, ossia quella stessa pianura che Zavattini amava descrivere con una riga e che quando c’è la nebbia diventa un tutt’uno tra cielo e terra.

Vito, come  gli altri artisti in cartellone, riceverà per la serata un compenso dimezzato, sostenendo così il lavoro portato avanti da Scena solidale nei territori emiliani colpiti dal terremoto.

Biglietto: 8 euro.

Abbonamenti a 7 spettacoli: 45 euro

Per informazioni:
ERT Fondazione: 059/2136045
teatri@emiliaromagnateatro.com
masina@comunefinale.net

Comitato per Finale

A BOLOGNA CONFERENZE PER FINALE EMILIA
“Fluttuanti per Finale Emilia”, è il nome che si è dato un gruppo di studiosi e ricercatori – finalesi, ex finalesi e non solo che –  nell’anno del terremoto e nel trecentesimo della nascita di Cesare Frassoni – hanno dato vita ad un Comitato di ricerche storico-artistiche, coordinato da  Giovanni Paltrinieri, Alessandro Pisa e Galileo Dallolio. Già a dicembre hanno organizzato una riuscita giornata di studi dedicata a Cesare Frassoni, storico finalese e rifondatore dell’Accademia dei Fluttuanti nel 1744, presso l’Accademia delle Scienze a Modena e ora si presentano con un calendario di 4 conferenze dedicate al terremoto che ha colpito in particolare Finale Emilia e i comuni della Bassa Modenese.
Per questa occasione, sarà la Sala del “Lapidarium” del Museo Medievale di Bologna, Via Porta di Castello n.3,  ad ospitare gli interventi che si svolgeranno di mercoledì dalle 17 alle 18,30 il 23 e il 30 gennaio e il 30 e 6 febbraio 2013.
UN GUASTO MONUMENTALE E CULTURALE è il tema del primo incontro il 23 gennaio; partecipano: Carlo De Angelis (presidente del Comitato per Bologna Storica Artistica), in veste di moderatore, al quale spetta il compito di descrivere “Finale Emilia e quanto il terremoto ha inciso sulle persone e sul patrimonio storico-artistico”;
Massimiliano Righini (assessore alla Cultura di Finale Emilia), porta i saluti del sindaco e in veste di studioso locale mette a confronto “Il patrimonio storico-architettonico prima e dopo l’evento sismico”, soffermandosi in particolare sui collassi della Torre dei Modenesi e della Rocca Grande;
Alessandro Pisa (architetto finalese e studioso di storia locale) pone l’attenzione su: “Le distruzioni del centro storico e le ragioni dei crolli: un danno paesaggistico globale”;
Galileo Dallolio (finalese , storico della cultura ) interviene su un patrimonio culturale da riscoprire e raccontare: “La cultura a Finale nel Settecento ”.
UNA COSTANTE VOLONTA’ ARTISTICA è il tema del secondo incontro che si svolgerà Mercoledì 30 Gennaio sempre con Carlo De Angelis in veste di moderatore, che riassume le problematiche trattate nel primo incontro, introducendo le nuove tematiche;
Giovanni Paltrinieri (del Consiglio direttivo del Comitato per Bologna Storica e Artistica, anch’egli di origine finalese), tratta il tema: “Persone, cose e monumenti: una cultura del territorio che non è mai venuta meno”;
Antonio Buitoni e Giuliana Ghidoni ( studiosi di Storia dell’Arte), intervengono su: “Una città in forma di Museo: un crocevia di cultura da salvare”.
Gli incontri di Febbraio, a partire da Mercoledì 6, hanno per tema:  PERCORSI DI VARIE CULTURE, con Carlo De Angelis in veste di moderatore;
Maria Pia Balboni (nota studiosa finalese di storia locale) presenta un tema a lei molto caro, al quale ha dedicato tanta parte della sua vita e sul quale ha scritto diversi libri: “La presenza degli Ebrei a Finale Emilia”;
Marina Calore (Studiosa di Storia del Teatro e dello Spettacolo) parla invece di “Tradizione teatrale a Finale Emilia”;
Giorgio Galeazzi (Architetto, Segretario del Comitato per Bologna Storica e Artistica-BSA), interviene su: “La ricostruzione possibile: aspetti normativi e volontà progettuale”.
Infine il 13 FEBBRAIO, l’ultimo incontro è incentrato su:  L’AQUILA, LA CITTA’ DEI TERREMOTATI: AGGIORNAMENTO DI UNA REALTA’. Questo tema, già affrontato recentemente dal Comitato BSA, riscuotendo notevole interesse, a seguito del terremoto del 20 e 29 maggio 2012 si ripropone con problematiche vecchie e nuove.

Per informazioni:
Giovanni Paltrinieri gpaltri@tin.it
Alessandro Pisa alessandro.pisa0404@gmail.com
Galileo Dallolio galileo@bottegadellaformazione.it

Scuolabus donato da Vasco Rossi

Vasco Rossi e Finale Emilia,un legame sempre vivo che oggi si manifesta con la donazione di uno scuolabus per gli alunni delle scuole finalesi, a seguito della perdita di un mezzo finito sotto le macerie provocate dal terremoto. Ovviamente sarà uno scuolabus fuori dal coro: porterà la scritta Albachiara e la firma autografa di Vasco.
La cerimonia di consegna dello scuolabus avverrà alla presenza dei dirigenti di Giamaica Srl – società che fa capo a Vasco e che ha materialmente provveduto alla donazione – e si terrà Lunedì 10 dicembre  2012 alle ore 11.00 presso l’Istituto comprensivo “Castelfranchi” (nuovo Polo scolastico di Finale Emilia) in Via Comunale Rovere. Il cantante – già giovane e promettente dj al Jeans Club di Finale Emilia – saluterà i ragazzi delle scuole attraverso un video messaggio, mentre alla cerimonia ci sarà la moglie Laura.

Celebrazione di Frassoni

SI CELEBRA FRASSONI ALL’ACCADEMIA DELLE SCIENZE

Sarà la prestigiosa sede dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena,  in Corso Vittorio Emanuele 59, ad ospitare mercoledì 5 dicembre alle 16.00, la celebrazione del finalese Cesare Frassoni (1712-1801), Accademico Dissonante, a 300 anni dalla nascita.  In collaborazione con L’Accademia, l’Assessorato alla Cultura di Finale Emilia e il Comitato ‘Fluttuanti 2012’, costituitosi dopo il terremoto del 20 maggio, saranno proposti aspetti della cultura a Finale, ricavando idee dall’attività dello storico Frassoni, da alcune biografie degli Accademici  Fluttuanti e dall’edilizia finalese del settecento. Cesare Frassoni, su indicazione di Ludovico Antonio Muratori, assieme al medico finalese Morando Morandi, rinnovò l’Accademia dei Fluttuanti nel 1744, che fu attiva a Finale per oltre 50 anni e alla quale furono iscritti oltre 100 illustri personalità della cultura: dallo stesso Muratori al veronese Scipione Maffei, dalla bolognese Laura Bassi al veneziano Francesco Algarotti. L’Assessore alla Cultura Righini illustrerà il concetto e la pratica del Museo diffuso, in un territorio che ha subito danni enormi al patrimonio e che vede attivi diverse gruppi di volontariato,  associazioni culturali quali R616, Carc, Cinquedea e una tradizione di pubblicazioni sulla storia del territorio e della comunità ebraica di Finale Emilia.
Gli altri relatori sono Galileo Dallolio, pubblicista, Giovanni Paltrinieri, gnomonista e ricercatore e Alessandro Pisa architetto. L’incontro è aperto al pubblico ed è presieduto dal Prof. Elio Tavilla, Presidente della Sezione di Scienze Morali, Giuridiche e Sociali dell’Accademia Nazionale di Scienze Lettere a Arti di Modena.