Scacco matto all’Occidente

Dapprima l’avvicendamento delle relazioni di forza tra occidente e oriente è frutto di avidità. Negli anni ‘90, il capitalismo euro-americano finanzia la trasformazione della Cina comunista: de-localizza l’industria in quel paese per beneficiare di salari bassi, sindacati inesistenti, incuranza dell’ambiente. Gli imprenditori occidentali massimizzano i ritorni immediati e non badano al futuro: credono di trattare con una razza inferiore, capace al massimo di clonare i prodotti (come fece il Giappone, a suo tempo). Non è così. In un quarto di secolo la globalizzazione aiuta un miliardo di orientali a uscire dalla povertà, e crea un mezzo miliardo di nuovi poveri in occidente. Al contempo, la Cina diventa la maggiore potenza economica al mondo in termini di produzione industriale ed esportazione. Nel 2015 raggiunge il primato del reddito nazionale in termini di potere d’acquisto (PPP: $23,2 mila miliardi Cina; $20,8 mm EU; $19,4 mm USA), il terzo paese al mondo in termini di PIL nominale ($13,4 mila miliardi Cina; 18,2 mm EU; 19,5 mm USA).

La Tavola Rotonda odierna introduce questa seconda ipotesi: invece di discutere il declino della cultura occidentale, esamina lo scaccomatto che stiamo subendo. Il risultato di una sfida basata su impegno, sacrificio, studio, lavoro e risparmio – che stiamo perdendo, perché nessuna di queste 5 virtù ci caratterizza oggi giorno.
Antonio Maria Costa
http://www.lafinanzasulweb.it/2017/il-declino-delloccidente-la-supremazia-cinese-non-e-un-destino-segnato/

UE#9

BRUXELLES, 23 GIU – L’Ue estenderà di sei mesi, a partire da Luglio, le sanzioni economiche contro la Russia per il conflitto in Ucraina. Lo aveva annunciato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, via Twitter, già mentre era ancora in corso la sessione del vertice Ue dedicata alla politica estera. “D’accordo. L’Ue estenderà le sanzioni economiche contro la Russia per la mancata attuazione degli accordi di Minsk”. La decisione fa seguito alla presentazione ai 28 della valutazione della situazione da parte della cancelliera tedesca, Angela Merkel, e del presidente francese, Emmanuel Macron, i quali naturalmente, decidono tutto loro e gli altri si accodano. Il pretesto delle sanzioni? Le presunte violazioni degli accordi di Minsk da parte della Russia, ove non si considera che la Russia è uno dei garanti dell’accordo ed il Governo di Kiev è in realtà il primo ad aver violato in modo palese gli accordi (come hanno verificato gli osservatori sul campo) ma questo non è stato neanche preso in considerazione dai funzionari della UE e dai rappresentanti dei governi europei che sono concordi ad accusare sempre e comunque la Russia.

http://www.controinformazione.info/si-chiude-il-vertice-della-ue-con-la-merkel-e-macron-che-tutto-decidono-e-accusano-i-paesi-dellest-di-non-conformarsi-ai-valori-europei/

UE#7

In questo vecchio articolo del 2000 del Telegraph, a firma di un giovane Ambrose Evans Pritchard, veniva portato in superficie quanto è sempre più evidente nella crisi europea: l’Unione Europea è fin dall’origine, nell’immediato dopoguerra, un progetto pensato, finanziato e diretto dagli USA per creare un’Europa politicamente ed economicamente vassalla. All’epoca questo progetto serviva a cementare l’Europa occidentale nella sfera d’influenza americana minacciata dal comunismo sovietico; oggi è usato come grimaldello per esportare le politiche economiche e sociali USA in Europa in modo da accelerarne la “statiunitizzazione” in attesa della ratifica del TTIP.
http://vocidallestero.it/2015/11/01/telegraph-i-federalisti-europei-finanziati-dalla-spionaggio-usa/

UE#6

A chi risponde in Europa l’Oligarchia della Commissione Europea ed a quali interessi fa riferimento? Le decisioni prese dalla Commissione (costituita dai 28 membri) sono unilaterali e non prevedono alcuna consultazione con il Parlamento Europeo nè tanto meno con i governi dei vari paesi europei, da cui i commissari sono autonomi. Tutto si svolge riservatamente negli uffici della Commissione e le decisioni della stessa Commissione muovono interessi miliardari nei settori finanziari, delle Banche, dell’Energia, delle imprese farmaceutiche, dell’alimentazione, ecc..
Sarà un caso ma i commissari, quando terminano il loro mandato, ottengono prestigiosi incarichi da grosse multinazionali e da grandi banche o da organismi finanziari e questo fa capire come sia importante per i commissari prendere le decisioni “giuste”.
http://www.controinformazione.info/le-porte-girevoli-la-sfilata-degli-ex-commissari-europei-verso-le-lobbies-delle-multinazionali/?lang=it

UE#5

E’ noto che in Turchia sono stati creati anche dei campi di addestramento per i mercenari arruolati dai servizi di intelligence turchi e sauditi, per inviarli a combattere in Siria, sotto il controllo dell’Esercito turco e dei servizi di USA e Turchia. I salari vengono pagati dai sauditi, le armi fornite dalla NATO attraverso le basi presenti nel paese ottomanno, il tutto sotto il coordinamento del Dipartimento di Stato USA.
http://www.controinformazione.info/il-turco-erdogan-ricatta-bruxelles-e-berlino-se-non-accettate-le-mie-richieste-vi-sospingo-in-europa-altri-due-milioni-di-profughi/?lang=it

UE#4

Real-World Economics Review Blog ci aggiorna sull’Islanda, il paese in cui qualcosa di diverso è successo. Anche se i contribuenti islandesi hanno pagato il buco lasciato dalle banche fallite, però le banche sono state nazionalizzate, i mercati sottoposti a stretta vigilanza da parte di un’autorità pubblica e i banchieri responsabili della bancarotta sono stati incarcerati. E a quanto pare il paese è in ripresa.
http://vocidallestero.it/2015/10/28/in-islanda-i-banchieri-non-sono-intoccabili-e-questo-e-un-bene-per-il-paese/

UE#2

Certo sarebbe stata tutt’altra storia se la socialdemocrazia europea non si fosse fatta coinvolgere in modo così completo e servile ai disegni di Bruxelles e se la sinistra non avesse barattato gli interessi concreti delle persone, le visioni alternative con le lenticchie europee in nome di un internazionalismo astratto e di dubbia anzi, contestabile origine, che separato da ciò che è stato via via abbandonato per strada, fa tanto Adam Smith.

Così adesso quel po’ di stato e di senso della cittadinanza che resiste viene gestito dalla destra tradizionale in opposizione a quella di osservanza economico – finanziaria, mentre le sinistre balbettano e non sanno che pesci pigliare. Si è arrivati, tanto per fare un esempio italiano, alla nuova grande e rivoluzionaria proposta che viene da ciò che resta della Lista Tsipras: una riedizione dell’Ulivo di Prodi. Un ritorno al passato che fra l’altro si appoggia idealmente all’uomo che ha le maggiori responsabilità nell’aver trascinato il Paese nella logica infernale dell’euro e di conseguenza nella mutazione drammatica che ha subito l’Europa. Dentro un’esperienza che si è ben presto risolta, coperta dal sipario dell’antiberlusconismo, a manipolare i diritti del lavoro, a ridurre il welfare, a por mano alle pensioni in nome dei precetti liberisti. Non si tratta dunque di nuove prospettive, ma solo di tentativi di suicidio per l’impossibilità di concretizzare un altrove ormai puramente narrativo e smentito ogni giorno dalla pratica.

https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/10/27/dalla-polonia-allulivo-sconfitta-su-tutti-i-fronti/