Le ville di Riccione


Le ville di Riccione

Le ville di Riccione
Autori Vari

Riccione (RN)

presso
Biblioteca comunale
Via Lazio, 10
Riccione (RN)

vernissage
22 dicembre 2010, ore 11.00

biglietti
ingresso libero

a cura di
Andrea Speziali

22-31 Dicembre 2010

Foto di Autori Vari

La mostra è dedicata alle antiche ville di Riccione. Si potrà ammirare attraverso una serie di fotografie moderne e d’epoca, i villini della cittadina riccionese. Sono presenti le antiche dimore estive di nobili famiglie forestiere che soggiornavano al tempo della Belle Epoque.

Questa mostra presenta ai fruitori alcuni esempi dell’ architettura balneare e dell’ambiente urbano di Riccione tra il XIX e XX secolo. Alcune dimore come Villa Antolini (ubicata in Viale Milano), Pensione Florence (Angolo Viale Trento Trieste e Cesare Battisti), Villino Levi (conosciuto come Conte Rosso), Villa Franceschi, Villa Mussolini, Villa Pullè e Villa Lodi Fè sono ancora visitabili a differenza di altri ”gioiellini” come Villa Lampo (Arch. Mirko Vucetich) e Villa Zelma andati distrutti.
Il titolo “Le ville di Riccione” sta ad indicare, ancor più che una tipologia di edifici, uno stile di vita e di vacanza caratteristico della cittadina balneare al suo nascere. Stile di cui sono testimonianza le ville con i loro bei giardini, I “villini”. I luoghi della vita sociale di allora, gli alberghi che ne hanno accompagnato le vicende.

Sin dalla fine dell’Ottocento i villini d’epoca caratterizzano il tessuto urbano di Riccione, tracciandone di riflesso la sua storia.
Il vecchio borgo marinaro, che ha il suo fulcro in quel tratto della Flaminia rinominato Corso Fratelli Cervi, si espande in fretta sino alle dune, lambite dal mare. Tant’è che nel 1905 vengono censite duecento ville. Un patrimonio edilizio che trova la forza di propulsione nelle facoltose famiglie del Centro-Nord, attratte dalla gradevolezza della ridente località balneare, dal suo clima salubre e dalla sua atmosfera vivace, allegra e ospitale. Un processo che, escluse le parentesi dei tristi eventi bellici, prosegue nei decenni, registrando un ulteriore sviluppo negli anni Venti e Trenta. Periodo in cui il Duce con la sua famiglia trascorre le vacanze a Riccione.

Avere una residenza estiva a pochi passi da quella di Donna Rachele Guidi e di Benito Mussolini, diventa appannaggio di gerarchi, imprenditori e professionisti. Riccione si arricchisce così di un considerevole patrimonio urbanistico, in buona parte cancellato nel tempo da quel processo d’innovazione che tuttora lo mette a repentaglio. Sono centinaia i villini demoliti nel dopoguerra per lasciare spazio a pensioni e alberghi che hanno segnato il boom del turismo popolare.
In questo contesto s’inserisce la storia di Villa Antolini sulla quale il giovane autore Andrea Speziali ha svolto una certosina e meticolosa ricerca, che guida il lettore negli ambienti di quel “monumento” in stile Liberty, a Riccione davvero raro.
Tra dettagli architettonici, interni ed esterni, attraverso una serie di rare immagini e una puntuale descrizione, turisti e residenti potranno così visitare idealmente le stanze di quel simbolo della Bella époque riccionese che resiste all’evoluzione urbanistica della città.

Al nostro autore va dato merito di questo studio e soprattutto di aver scoperto che a firmare il progetto del fabbricato, autentico “gioiellino” incastonato tra il boulevard del Lungomare della Repubblica e Viale Milano, è stato Mario Mirko Vucetich, illustre architetto, nonché scrittore, scenografo e scultore di origine dalmata che operò soprattutto tra Friuli, Veneto, Emilia – Romagna e Lazio.

Una scoperta di notevole rilevanza, destinata a traghettare il nome di Riccione oltre i confini nazionali. Questa pubblicazione, attraverso la parte monografica, dedicata al futurista che ebbe contatti con Carlo Emilio Gadda, diventa così occasione anche per conoscere e rivalutare il poliedrico artista, nel tempo abbandonato.
(Tratto dalla Presentazione del catalogo di Nives Concolino)

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

tel: 054 1600504
fax: 054 1698182
biblioteca@comune.riccione.rn.it
cultura@comune.riccione.rn.it
www.comune.riccione.rn.it

Gianni Cestari in mostra

In occasione dell’Open Day di biblioteche, musei ed archivi della Romagna e di San Marino 2009

AFFAMATI DI CULTURA

L’ALTRA DOMENICA: APERTURE STRAORDINARIE ED INIZIATIVE SPECIALI

la Fondazione Tito Balestra presenta la mostra

GIANNI CESTARI

VIAGGIO SENZA MAPPA, tra Ariosto, Coronelli e Rosen

tema del libro e del viaggio

A cura di Marialivia Brunelli e Paul Bright

 

Longiano, Fondazione Tito Balestra – Castello Malatestiano, ex chiesa Madonna di Loreto

18 ottobre – 29 novembre 2009

Orari: 10-12 / 15-19  tutti i giorni escluso il lunedì.

INAUGURAZIONE DOMENICA 18 OTTOBRE 2009 ORE 10

sarà presente l’artista

L’esposizione raccoglie disegni e dipinti realizzati da Gianni Cestari su tema del viaggio. Per trascrivere in termini pittorici le emozioni che questo stato di ricerca fisica e spirituale può dare, Cestari ha scelto tre personaggi che hanno scritto di viaggi.

Si tratta di tre autori diversissimi, come ambiente culturale, spaziale e temporale: uno scrittore del Cinquecento, Ludovico Ariosto, un cartografo del Settecento, Vincenzo Coronelli, e un artista contemporaneo, James Rosen.

Cestari si è fatto ispirare dalle pagine del cantore degli Estensi Ludovico Ariosto ed ha realizzato una serie di lavori dedicati al viaggio di Astolfo sulla luna raccontato nell’Orlando furioso, e alle creature alate citate nel poema.

Il secondo narratore di viaggi in cui si è casualmente imbattuto Cestari è Vincenzo Coronelli, un cartografo del Settecento. In un mercatino dell’antiquariato un amico ha trovato un volume antico, l’Atlante Veneto, che narra di viaggi per mare, mancante però delle tavole illustrate: allora l’artista ha deciso di rifarle lui, con una serie di acrilici su carta ispirati agli evocativi titoli di ogni immagine perduta.

Il terzo narratore che ha sollecitato l’immaginazione di Cestari è un amico artista americano, James Rosen, che ha scritto invece una favola per i suoi bambini, il racconto del viaggio di un angelo caduto dal cielo sulla terra. L’artista in questo caso ha deciso di illustrare il racconto con trenta piccoli preziosi libri di una pagina ciascuno.

“Chi vede questa mostra si può aggirare per le sale ricercando il filo delle peregrinazioni mentali di questi tre autori. Oppure può anche perdersi senza bussola in questo suggestivo apparato iconografico di viaggi, lasciandosi permeare dalle immagini e dal turbine emozionale che provocano” (Maria Livia Brunelli).

“I miei viaggi sono desiderio, ansia, piacere e preoccupazione, voglia di progettare, fermento interiore e tante emozioni. Fascino e paura, due aspetti che credo comuni a molte persone che si preparano per un viaggio.

Senza la presenza di un paesaggio nuovo, la concentrazione si fa più forte: percorro un viaggio quasi quotidiano dove sento nascere le emozioni. Poi, quasi improvvisamente, avverto il desiderio di prendere il volo. Vedere con una prospettiva diversa, perdere l’orientamento ed affrontare l’imprevisto. Allora, lentamente, aiutato dalla lettura, desidero partire, cercare suoni, parole, segni ed incrociare altri percorsi. Al ritorno poi, la quantità di segnali ricevuti lascia uno stordimento mentale difficile da riordinare. Solo dopo un po’ di tempo, quando ritrovo l’accoglienza del mio percorso quasi quotidiano, riesco ad espormi ancora alla fragilità delle emozioni”.

Gianni Cestari