Crisi fiscale?

Quindi, ecco un’immagine che probabilmente non avete visto: le stime del FMI dei saldi primari corretti per il ciclo dei paesi della zona euro nel 2014

Tradotto in soldoni il grafico significa che sia la Grecia che l’Italia stanno spremendo i contribuenti all’osso, ma, come abbiamo detto più volte, il problema non è assolutamente il debito, ma tutta una serie di misure attuate a partire dalla privatizzazione della Banca d’Italia fino all’ingresso nell’Euro.

Ogni misura è buona per far soldi: a titolo di esempio citerei anche la recente legge sui cookies che, con la solita scusa della privacy, commina multe assolutamente sproporzionate (dai 6000 ai 120.000 euro) per quello che, fino a ieri, nessun fruitore di internet sapeva neanche esistesse.

Vedi anche: https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/06/22/aspettando-la-grecia-aspettando-noi/

Anno nuovo, imposte nuove

di Italo Romano

La Tares, così si chiama la nuova imposta sui rifiuti, sostituirà la vecchia Tarsu, ovvero la tassa sui rifiuti solidi urbani. Il debutto della Tares avverrà ad Aprile 2013, dopo le elezioni politiche nazionali, in modo da non influenzare la deficienza di voto. Meglio stare tranquilli, dopo la batosta dell’Imu, anche quella sullo smaltimento dei rifiuti sarebbe stata troppo, forse.

Anche la Tares prende come base imponibile la superficie degli immobili, un’unità di misura convenzionale per stabilire le “quantità e qualità medie ordinarie” di rifiuti prodotti. Il calcolo verrà fatto sull’80% della superficie catastale ma non da subito: non essendo ancora un dato disponibile per i comuni, all’inizio l’applicazione della Tares si baserà sulle superfici dichiarate ai fini Tarsu o Tia, in attesa che l’Agenzia del territorio trasferisca i dati catastali alle amministrazioni comunali.

La Tares sarà più alta rispetto alla Tarsu.

Ma il maggior peso della Tares non è dovuto a questo, bensì ad altri due fattori:

• si tratta di una “tariffa” e non di una tassa, cioè di un prelievo che copre per intero un costo dell’amministrazione e non solo di un contributo parziale com’è ad esempio l’attuale Tarsu (ma non la Tia, che è già una tariffa);
• copre anche altri costi oltre allo smaltimento dei rifiuti.

“Tares” sta infatti per “tributo comunale sui rifiuti e sui servizi” e finanzia due tipi di spese comunali:

• la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni;
• i cosiddetti “servizi indivisibili” (illuminazione pubblica, manutenzione strade ecc.) attualmente non compresi nella Tarsu né nella Tia.

La Tares si pagherà in 4 rate: gennaio (ma nel 2013 la prima rata slitta), aprile, luglio e dicembre. Le prime rate saranno ancora commisurate agli import di Tarsu o Tia nel 2012 ma entro dicembre i comuni decideranno i conguagli.

E’ assurdo come nell’epoca del vanaglorioso progresso, produciamo immensi quantitativi di rifiuti, snaturando con efficacia e distaccandoci sempre più dalla nostra vera natura.

Ci propongono la merda e ce la fanno pagare due volte: quando la compriamo e quando la buttiamo.

Sono dei geni. Siamo degli idioti. Una civiltà senza senso.

Fonte: http://www.oltrelacoltre.com/?p=14983

Il secchio senza fondo

http://www.lulu.com/shop/araba-fenice/quaderni-di-terzapaginainfo/paperback/product-20214310.html?showPreview=true

Ci permettiamo di aggiungere una piccola nota al falso problema di uscita o no dall’Euro: anche dentro hanno trovato il modo di tartassarci con l’invenzione dello spread;  finché non ci libereremo della finanza, ci giostreranno come vogliono e solo la politica (da non confondersi con i politici) può farlo.