Identità paesana

Tutti ormai avranno una copia dei “Quaderni di Bondeno” presentato il 10 maggio al Centro 2000 e avranno avuto modo di valutarla; qui riporto solo due notazioni che mi hanno subito colpito.

La prima a pag.56 dove si legge: “Negli anni della contestazione e delle agitazioni sindacali, Bondeno entra nello spazio nazionale della cronaca quando la Società Eridania Z.N.,subentrata alla Società Saccarifera Lombarda nella direzione del locale zuccherificio alla fine della campagna 1968 decide il ridimensionamento del personale e la chiusura dello stabilimento.

A difesa dei lavoratori e degli agricoltori si pose l’Amministrazione comunale che il 5 dicembre 1968, a firma del sindaco Enzo Borsari, ordinò la requisizione del complesso notificandolo alla società ed assumendo di fatto il controllo dell’intero impianto industriale, sottoposto al controllo della polizia municipale ed al personale della società stessa.

Dopo diverse settimane la società decise di recedere dai suoi propositi, la situazione si normalizzò e vide la completa ristrutturazione dello stabilimento, portato alla potenzialità di 200.000 q.li/giorno di prodotto lavorato”.

Questo episodio non può che far rilevare la differenza d’epoca con la seconda, più recente e definitiva,  chiusura e demolizione.

La seconda notazione è la consueta rimozione del “ventennio”, dove qualcosa sarà pure successo…

Come saremo nel 2020?

Proseguendo più nel dettaglio la carrellata degli eventi al festival letteratura di Mantova, troviamo venerdì 9 settembre, alle 10.45. nella chiesa di San Maurizio (34) un incontro con Domenico De Masi. Ingresso €4.50.

La posta in gioco della passata società industriale consisteva nell’accaparrarsi la maggiore fetta di ricchezza. La posta in gioco dell’attuale società postindustriale consiste nella capacità di progettare il futuro. Se non siamo capaci di progettare il nostro futuro, altri lo progetteranno per noi o contro di noi. Ma, per progettare il futuro, occorre prevederlo, descrivendone lo scenario. E lo scenario 2020 è quello che Domenico De Masi, docente di Sociologia del Lavoro all’Università “La Sapienza” di Roma, contribuirà a delineare facendo riferimento ai risultati di una sua ricerca condotta in Brasile, in Cina e in Italia, per individuare come evolveranno la demografia, la tecnologia, l’economia, il lavoro, il tempo libero, l’etica, la cultura.
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Stesso giorno, alle 14.30, al Conservatorio “Campiani” (37) Francesco Sylos Labini e Giorgio Peruzzi si chiedono “Perché dobbiamo pagare uno scienziato (quando facciamo le migliori scarpe del mondo)? Ingresso € 4.50

Rispondono alle 17.30 al Teatro Ariston (32), Gian Antonio Stella con Luca Molinari con “Rovine d’Italia”: L’Italia, il paese con più siti Unesco “patrimonio dell’umanità”, sta distruggendo la sua vera ricchezza: l’arte e il paesaggio. Al danno culturale va sommato quello economico: eravamo i primi al mondo nel turismo, siamo scivolati al 28˚posto.

Alle 18, Chiesa di San Maurizio (34) torna Gillo Dorfles, centenario molto vitale a spiegarci i guai del conformismo. Ingresso €4.50

Sabato 10, alle 11, presso il chiostro del Museo Diocesano (20) un argomento che esula dalla letteratura in senso stretto: le cellule dell’afro-americana Henrietta Lacks – prelevate a sua insaputa nel 1951, mentre si trovava in fin di vita in un reparto ospedaliero “per soli neri” – furono alla base di alcune tra le più rivoluzionarie scoperte mediche del XX secolo. Affiancata dal filosofo Armando Massarenti, la scrittrice e divulgatrice scientifica Rebecca Skloot, autrice del commovente e pluripremiato La vita immortale di Henrietta Lacks, partirà dall’incredibile storia di una donna e della sua famiglia per spiegare una delle pagine più oscure della sperimentazione genetica e dei pregiudizi razziali.

Domenica 11, alle 10.30 al Teatro Bibiena (10) Jean-Jacques Sempé , illustratore francese che per il periodico letterario The New Yorker ha firmato memorabili copertine – di cui è recentemente uscito in Italia Sempé a New York – ripercorrerà le tappe (e le vignette) della sua formidabile carriera.

Quel che resta del futuro

Eccoci di nuovo ad un’altra edizione del Festivaletteratura di Mantova, quest’anno da mercoledì 7 settembre a domenica 11.

La formula è sostanzialmente invariata rispetto allo scorso anno (vedi nostro articolo), il che significa che valgono le stesse critiche: troppi eventi (circa 300) concentrati in soli 5 giorni; un sistema di prenotazione assolutamente inadeguato, un sito web ingestibile e code ovunque.

Come al solito, per districarci nell’arduo percorso, partiamo dagli eventi liberi e poi vediamo anche i collaterali, utilizzando per questo anche gli altri nostri spazi nelle colonne laterali.

Anzitutto muniamoci di una mappa, e partiamo dall’evento che dà il titolo all’articolo:

Biblioteca di Fantascienza“: tutti i giorni a Palazzo San Carlo – Gruppo Squassabia (ingresso libero). Orari di apertura al pubblico: mercoledì 7 settembre, dalle 16.30 alle 23.00; giovedì 8 venerdì 9 e sabato 10 dalle 10.00 alle 23.00; domenica 11, dalle 10.00 alle 18.00.

In questa sede sarà allestita una biblioteca contenente circa un migliaio di volumi dedicati alla fantascienza e si terranno anche 4 incontri illustrativi.

Tracce si svolge nella Tenda Sordello, nella piazza omonima(11) ogni giorno su temi diversi il cui  calendario lo trovate a questo link; anche questo è a ingresso libero.

Lavagne, problemi scientifici all’aria aperta, si svolge in Piazza Mantegna (2): in mezz’ora invitati scientifici del festival spiegano con figure e schizzi il significato della loro formula, teorema, problema o legge preferita.

La novità di quest’anno è che viene trattata anche la musica

Anche qui l’ingresso è libero.

Teatreno, vicino alla stazione (29) ogni giorno vengono proiettati documentari su autori letterari; per fare un esempio apre alle 21.30 di mercoledì 7 con la biografia del cileno Roberto Bolano. Ingresso 3 euro, ma i biglietti sono in vendita sul luogo.

La raccolta dei quaderni di scuola.Festivaletteratura lancia una campagna straordinaria di raccolta di quaderni per aiutare a consolidare questo prezioso patrimonio. Sempre al Liceo Classico (8), durante i giorni del festival, sarà possibile portare i propri quaderni scolastici o quelli compilati in epoche diverse dai vari membri della propria famiglia, contribuendo così a trasformare i propri ricordi privati e familiari in memoria collettiva e a consentire agli studiosi di lavorare questi materiali.

Le pagine della cultura. Ogni mattina, presso la tenda di piazza Alberti (1) ci sara la lettura e la possibilità di consultazione delle pagine culturali dei giornali.

Fuoricatalogo. Sotto il portico di Piazza Sordello (11), da giovedì a domenica, 5 librerie antiquarie esporranno i loro libri.

Tutte iniziative lodevoli che valgono da sole il viaggio;  il punto dolente della manifestazione è non solo l’ingresso a pagamento, ma anche che i biglietti vanno ritirati due ore prima presso la biglietteria, il che significa che chi viene da fuori, anche per un solo evento, deve fare una coda qui e un’altra nel luogo della manifestazione, anche se prenota on-line. Meglio sarebbe poter stampare la prenotazione e presentarsi con quella per ritirare il biglietto direttamente dove si svolge l’evento.

In successivi articoli segnaleremo temi specifici