Salvini a Mosca

EDWARD CHESNOKOV Pur essendo una visita non ufficiale a Mosca , il vice primo ministro d’Italia Matteo Salvini ha portato condoglianze alle vittime del massacro nella Kerch Polytechnic College. Il vicepresidente del governo di Roma ha dichiarato a Mosca che l’Italia ha perso 20 miliardi di euro dalle sanzioni e ha promesso di adoperarsi per revocare le sanzioni “Esprimo la mia compassione per le famiglie delle vittime che sono cadute vittime dell’attacco di oggi al Kerch Polytechnic College”, ha detto il politico di 45 anni, parlando all’incontro di Mosca dell’associazione degli industriali italiani in Russia “Confindustria”. Salvini ha anche criticato duramente l’attuale ordinamento europeo e la politica di Bruxelles , che continua la sua inimicizia con Mosca: Vice Primo Ministro d’Italia Salvini – “KP”: I bambini sono pronti per essere ammessi a Kerch e in Italia, penserò a visitare la Crimea “. – È una situazione assurda. Ci sono pubblicazioni che scrivono che “Salvini viene in Russia perché è pagato”. Cazzate! Vengo in Russia per causa della vicinanza culturale dei nostri popoli. Noi [l’ Unione europea ] negli ultimi anni abbiamo finanziato l’ Ucraina per 15 miliardi di euro. Ora leggo con orrore che è possibile una guerra religiosa tra Russia e Ucraina. Quando le autorità secolari cercano di subordinare la chiesa a se stesse, non succede nulla di buono. Quando nel nome della promozione dei tuoi interessi commerciali inciti alla guerra religiosa, non succede nulla di buono. Sono stupito del fatto che la stampa italiana non ne scriva. L’Italia negli ultimi anni ha perso 20 miliardi di euro a causa della guerra delle sanzioni. Allo stesso tempo, altre – e non nostre – le imprese europee stanno aumentando la loro presenza nel mercato russo. L’Europa deve parlare in modo costruttivo! Nel 2018, tutti i problemi dovrebbero essere risolti dai negoziati, non dai carri armati. Ma ho avuto l’impressione che la dirigenza dell’UE sia pronta a proseguire sulla via delle sanzioni. Non mi va bene! Non c’è alcun senso nelle sanzioni. Da parte mia, farò di tutto per togliere le sanzioni più rapidamente “, ha promesso Salvini. – Gli italiani non hanno mai voltato le spalle alla Russia. Ora in questa sala ci sono rappresentanti di 500 imprese italiane che operano nella Federazione Russa . Quest’anno, in termini di scambi reciproci, speriamo di raggiungere l’importo di 30 miliardi di euro, il doppio rispetto a quello [immediatamente dopo l’inizio della guerra delle sanzioni] nel 2015 “, ha detto un altro ospite dell’evento, l’Ambasciatore della Repubblica in Russia, Pasquale Terracciano. Nota: Salvini ed il nuovo governo italiano potrebbero imprimere una svolta nelle relazioni tra la UE e la Russia e sottrarsi al ricatto degli ambienti anglo USA che perseguono una politica di ostilità e di distanza dalla Russia. L’occasione sarà quella di votare contro il rinnovo delle sanzioni da parte della UE. Se il governo italiano sarà compatto nel pronunciarsi, potrà finalmente rompere il fronte atlantista che persegue interessi estranei a quelli delle nazioni dell’Europa, come l’Italia, che vogliono ristabilire un rapporto di cooperazione con il grande paese euroasiatico. Fonte: Kp.ru/daily Traduzione e nota: Luciano Lago

https://www.controinformazione.info/salvini-a-mosca-basta-con-le-sanzioni-abbiamo-gia-perso-troppi-miliardi-per-seguire-la-ue/

Leghe (Sec.XII)

Lega Anseatica

I coloni tedeschi costruirono numerose città anseatiche sul Baltico, come Reval (Tallinn), Riga e Dorpat (Tartu). Alcune di queste sono ancora piene di edifici e dello stile dei giorni della Lega Anseatica. La Livonia (le odierne Estonia e Lettonia) ebbe il suo parlamento Anseatico (dieta) e tutte le sue principali città erano membri della Lega.

Alla fine, la capitale dell’Hansa venne spostata a Danzica, che era il principale porto per le mercanzie polacche (all’epoca tedesche) trasportate lungo la Vistola. Altre importanti città membri della Lega furono Thorn (l’odierna Toruń), Elbing, Königsberg e Cracovia.

La Adler von Lübeck, nave della Lega Anseatica

La Lega aveva una natura fluida, ma i suoi membri condividevano alcuni tratti. In primo luogo, gran parte delle città anseatiche vennero fondate o come città indipendenti, o ottennero l’indipendenza attraverso il potere di contrattazione collettivo della Lega.

L’indipendenza era comunque limitata; significava che le città dovevano lealtà diretta al rispettivo Imperatore, senza alcun legame intermedio alla nobiltà locale. Un’altra similitudine consisteva nel fatto che le città erano tutte collocate in posizione strategica lungo le rotte commerciali. Infatti, al vertice del loro potere, i mercanti della Lega Anseatica erano talvolta in grado di usare il loro potere economico (e in alcuni casi anche la loro forza militare – le rotte commerciali necessitavano di protezione, le navi della Lega erano bene armate) per influenzare la politica imperiale. L’imbarcazione anseatica tipica era la Cocca, un tipo di nave con una sola vela quadrata capace di trasportare grandi carichi.

Lega Longobarda

Il Carroccio, che ha origine longobarda, era inizialmente utilizzato dagli arimanni come carro da guerra[3]. La sua funzione diventò prettamente simbolica[4], con l’aggiunta della croce, delle insegne cittadine, dell’altare e con la sua conservazione nella chiesa principale della città[5] in un momento individuabile tra il 1037 ed il 1039 grazie all’arcivescovo di Milano Ariberto da Intimiano, che ne impose l’uso in uno degli assedi che Corrado II il Salico fece a più riprese a Milano[6]. In altre parole, il Carroccio, da mezzo bellico, diventò strumento prettamente politico[5]. Da Milano il suo uso si diffuse in molti comuni dell’Italia settentrionale, in Toscana e fuori d’Italia, fino alla decadenza nel secolo XIV. Sui documenti medievali il Carroccio è chiamato carochium, carozulum, carrocerum ocarrocelum, mentre in dialetto milanese dell’epoca era probabilmente denominato caròcc ocaròz[7].

Chi non vuole governare?

Ne discutevano anche stamattina gli esperti di turno alla TV partendo da quella proposta dei 5 stelle di governare con la Lega.

In effetti i numeri ci sono (anche se politicamente questa sembra più una mossa per rompere la coalizione di centro destra).

Ma il vero problema è che la risoluzione dei problemi dell’Italia non si può avere all’interno degli accordi europei ed internazionali .

“Un popolo non può essere libero se non ha sovranità. Non accettiamo che il nostro destino sia deciso da organismi burocratici non eletti e da banche internazionali che sfruttano i popoli. Noi esigiamo il ripudio di tutti i debiti da usura verso le banche centrali, la creazione di una Moneta di Popolo, dichiarata proprietà dei cittadini che non viene prestata e quindi non crea debito o inflazione e la nazionalizzazione della Banca d’Italia. Noi invochiamo il ritorno in mani italiane di aziende storiche svendute a stranieri, una politica contraria alle delocalizzazioni e che favorisca il ritorno in Italia delle aziende già delocalizzate. Noi auspichiamo un rilancio dell’IRI che possa ridare slancio a tutta l’economia italiana…
(omissis)
Il nostro popolo deve essere padrone della sua moneta, della sua casa, della sua sicurezza e delle sue strade o non sarà mai libero!
Noi esigiamo l’uscita dell’Italia da UE, EURO e NATO e l’affermazione di una politica di amicizia e collaborazione con la Russia”.

Come avrete capito il brano citato è tratto dal programma elettorale di Italia agli italiani che ha ottenuto lo 0.49% di voti e nessun seggio.

Ma Roberto Fico temo diventi subito una Boldrini che propone lo jus soli e  simili piddiate, al solo scopo di far divergere le due formazioni populiste che  possono e devono governare insieme su un programma minimo di riforme e unite di fronte alla UE.  C’è il rischio che  l’Italia perda una occasione storica – la propria liberazione –  che non si ripresenterà.(1)


  1. https://www.maurizioblondet.it/guardate-governa-sempre-gentiloni/
  2. Leggi anche https://bondenocom.wordpress.com/2018/03/27/di-maio-sa-cosa-sono-i-costi-della-politica/

La prova del nove

Il tratto conteso

Non è casuale la data del 21 marzo 2018, non lo è proprio. La vicenda era nota da tempo: non si sa come e perché, sulla base di uno sconosciuto “Trattato di Caen” la Francia aveva deciso d’acchiapparsi 400 Km2 di mare italiano, da sempre italiano, prima e dopo le guerre mondiali, ossia fino a ieri. Per quello che si sa, questo sconosciuto “Trattato di Caen” è il solito ludibrio europeo che ha solo un senso: dopo essersi prese le industrie e la distribuzione italiana (due nomi: Thyssen e Parmalat, tanto per ricordare), il nuovo Asse Franco-Tedesco aveva concesso alla Francia aree molto ambite per la pesca del gambero (Liguria) e del Tonno Pinna Rossa in Sardegna, che sul mercato di Tokyo è battuto all’asta a peso d’oro. Pare anche che ci sia, nelle aree che letteralmente ci volevano rubare, un giacimento di gas.

I “galletti” hanno subito fatto marcia indietro:

“…essa (la riunione dove si doveva decidere la “combine”, del 25 marzo 2018 N.d.A.), come informa l’ambasciata di Francia a Roma, riguarda semplicemente ‘una consultazione pubblica nel quadro della concertazione preparatoria di un documento strategico sul Mediterraneo che si riferisce al diritto ed alle direttive europee esistenti e che non è volta in alcun modo a ‘modificare le delimitazioni marittime nel Mediterraneo’.” (1)

Concorda la Farnesina:

A sentire il sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, l trattato non è operativo perché il Parlamento non l’ha ancora ratificato. Per Gozi “nessuno intende modificare i confini marittimi tra Italia e Francia”. (2)

Sono tutti d’accordo, non si tocca nulla ma – chiediamo – come mai le carte marittime francesi erano già state aggiornate a nuovi confini e perché un peschereccio italiano fu sequestrato dalla Guardia Costiera Francese?

nel gennaio 2016 il peschereccio italiano Mina era stato fermato dalla gendarmeria marittima francese e scortato fino al porto di Nizza, con l’accusa di praticare la pesca del gambero in acque francesi. Solo dopo il pagamento di una cauzione di 8300 euro era stato rilasciato. Dunque, quelle che sembravano essere acque italiane erano diventate francesi.”(1)

La vicenda non è conclusa:

Ad oggi, spiega l’ammiraglio De Giorgi (ex Capo di Stato Maggiore della Marina Militare dal 2013 1l 2016) i confini tra acque italiane e francesi rimangono incerti.

La faccenda è oscura. E poi: in cambio di che cosa? Non ci sono indicazioni di contropartite diplomatiche: forse, erano “contropartite” su “fondazioni” private? La Francia ci ha abituati a comportamenti del genere, si veda l’affaire Sarkozy/Gheddafi.

Questa vicenda è singolare, e ci precipita direttamente nell’attuale Parlamento Italiano laddove, seppur con i tempi ed i modi della schermaglia parlamentare, si nota che gli schieramenti che hanno tentato la cessione delle acque italiane alla Francia, ovvero gli “svenditori”, sono il “blocco” che sosteneva Gentiloni, ossia il centro sinistra e quello berlusconiano, gli stessi che oggi tentano disperatamente di bloccare la nascita di un governo Lega-5Stelle. (corsivo nostro N.d.R.)

Va dato atto a Giorgia Meloni d’essersi battuta più di tutti contro questo vero e proprio furto: adesso, Fratelli d’Italia scelga: o con chi vuole svendere tutto all’UE oppure con chi desidera mantenere la sovranità nazionale, anche in un quadro d’accordi europei, ma di accordi, non di furti.

I furbetti del quartierino – Renzi e Berlusconi – non s’aspettavano una simile débacle elettorale e contavano di rimettere insieme il solito governicchio prono ai desiderata di Bruxelles: ci spiace -))) ma non è andata così. E’ stato costretto ad ammetterlo addirittura Napolitano, l’uomo che più “lavorò” alla sporca faccenda.

Adesso, dopo le necessarie fasi iniziali, ancor prima del Governo, il Parlamento metta all’ordine del giorno questa lercia faccenda e chiuda la porta con un no, sonoro e deciso. Questa volta vogliamo sentirlo tutti, “chiaro e forte”, mi raccomando.

 

(1) http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/italia-francia-farnesina-italia-non-h-aceduto-acque-territoriali-meloni-continueremo-a-vigilare-e810e296-323d-4d8e-9e5d-fcf69fcc0f78.html?refresh_ce

(2) http://www.ilgiornale.it/news/cronache/mare-ceduto-francia-si-fa-dietrofront-non-modifichiamo-1507763.html

Carlo Bertani in

http://carlobertani.blogspot.com/2018/03/il-primo-effetto.html

Editoriale

In questa nuova veste di bondeno.com non c’è più lo spazio per gli editoriali, quindi lo scriviamo qui: che gli italiani amino lamentarsi lo sappiamo, però ascoltate un po’ questa testimonianza, firmata e raccolta su FB.

L’amaro in bocca

dimissioni mamma, coma vigile, ormai irreversibile, attaccata al respiratore, con sondino naso gastrico e catetere. sei settimane di ospedale: due a rianimazione, tre a medicina 1.due. criticita’ durante la degenza: bronchite c/febbre e intestinali. viene dimessa con tutto il macchinario del caso per la sopravvivenza a casa, che ha stazionato per circa tre settimane in reparto. nessuno mi dice se portarli a casa o no, ma visto che sembra sia sempre tra la vita e la morte ( si fa per dire) penso sia meglio lasciarli in ospedale, in caso infausto li dovrei comunque restituire. mi comunicano che finalmente e’stabile per poter essere dimessa. e’ meglio che mi presenti lunedi’ verso le 13,00 cosi’ i medici hanno finito il giro e mi danno conferma. alle 14,00 di lunedi’ ho la lettera di dimissioni con la lista dei farmaci da prendere alla farmacia interna e la bombola di ossigeno a quella esterna. vado tranquilla, credo di avere un po’ di tempo, e comunque faccio presto, prima delle 14,30 sono in camerata. trovo gli addetti dell’ambulanza tutti affaccendati e incavolati: oltre alla malata c’e’ troppo da caricare. non ci va! (furgone sei metri per circa 2). io sono sorpresa per tanta celerita’, investita dal trattamento brusco e dai modi discutibili, e comunque bercino sono a piedi, oltre al borsone e le medicine umanamente altro non posso portare. la badante sta aspettando a casa. finalmente un tizio si fa avanti e dice “il macchinario si carica non si preoccupi” mentre l’altra continua a bubbolare. zeppo tutto nel borsone e m’incammino veloce. chi se ne frega, l’importante e tornare a casa.sistemata la malata si comincia a preparare tutto per il sopralluogo dell’infermiere e per le medicazioni obbligatorie giornaliere. triste sorpresa: del materiale di consumo (50 cannule e due tubini di ricambio) e’ rimasta solo una cannulina (ce ne vogliono almeno tre – quattro al giorno e di tubi uno al di’, intercambiabili). chiamo il reparto: non lo sanno, comunque volendo qualcuna me la danno loro. torno in ospedale, vado dall’infermiera e faccio presente che e’ strano che manchino tutti quei pezzi, cavoli due o tre ci sta ma svuotare una scatola intera, e’ sciocco a casa con che facciamo? in un attimo mi chiudono la bocca: mi pongo male, mi ficca in mano una scatola iniziata mentre un’altra cerca di mettermi in ulteriore difficolta’ con un sacchetto chiuso di panni sporchi dicendo che me li sono dimenticati. (chissa’ dove l’ha raccattati meno male che lo faccio aprire e verifico che non sono miei) la prima infermiera riprende la parola: non dovevo lasciarli in camerata ma portarli a casa. perche’ in camerata e’ lecito rubare? e poi chi mai avrebbe mai avuto interesse a prenderli, visto che non servono ad altro? e poi sarei io che mi pongo male?

Laura Gronchi

Non volete sentir parlare di complotto, però è almeno dal 1980 che cercano (chi?)  in tutti i modi di mettere i bastoni tra le ruote all’Italia.

 

UE#3

Moriremo Europei, ma viviamo da Italiani.

Credo che siamo davvero messi abbastanza male. Ma ho anche qualcosa più di un sospetto in merito alla scarsa “vocazione pedagogica” dei quotidiani nel nostro paese. Che sono nettamente schierati con specifiche parti politiche o che – anche se indipendenti – indulgono alla notizia sensazionale, allo scandalo, al pettegolezzo. Si cercano forsennatamente lettori (e clic sul Web per placare la fame degli sponsor) e quindi eccovi serviti:

“La fame ci fa sentire irritati”: una ricerca spiega perché quando siamo affamati “non siamo in noi” (L’Huffington Post);
Natalie Portman e Joaquin Phoenix i vegetariani più sexy del mondo (La Repubblica);
Beyoncé fulmina la sua assistente: «Smettila di sistemarmi il vestito» (Il Corriere della Sera);
Si sbottona: assunta. L’imbarazzante provino della conduttrice di Tg: “Mondo competitivo” (Il Fatto quotidiano);
Dayane Mello, foto hot nuda davanti alla finestra (Libero).

Mi fermo, ma questi splendidi esempi di giornalismo parlano da soli.

http://ilsaltodirodi.com/2015/10/28/hellzapoppin-e-qui-ma-non-fa-ridere/

Come nascondere la polvere sotto il tappeto

https://twitter.com/Rinaldi_euro/status/867630528001970176

Come abbiamo fatto rilevare altre volte, ci sono le bugie, le verità e le statistiche! Per renderci il compito di interpretazione più facile l’ISTAT ha cambiato ancora una volta il criterio di accorpamento e raccolta dati: http://www.neodemos.info/articoli/classi-e-gruppi-sociali-nel-rapporto-istat-2017/

Il risultato, lo dice lo stesso articolista è che: “Per avere risposta ad altre domande che pure sono state poste, ad esempio dove stiano e che caratteristiche abbiano le famiglie in povertà assoluta, se facciano differenza il numero di percettori di reddito, il loro genere, la regione o la tipologia comunale di residenza, è sufficiente (ma anche necessario) leggere le 270 pagine del Rapporto ed eventualmente scaricare dal web i dati che lo accompagnano”.