Tanti auguri

E’ attribuita a Winston Churchill la frase: “Gli uomini mentono in due occasioni, dopo una partita di pesca e prima delle elezioni”.

Meglio quindi metterci una toppa evitando che le menzogne siano rivelate da una stampa non compiacente; a questo scopo è già pronta una proposta di legge ( di cui trovate qui ampia disamina:

https://www.maurizioblondet.it/lalgoritmo-verita-dei-padroni-della-menzogna/)

e salatissime multe:

https://www.lagazzettadilucca.it/politica/2017/11/laura-boldrini-chiede-250-mila-euro-alla-gazzetta-di-lucca/

Ministero della verità

Fonte: Maurizio Blondet

Abbiamo  individuato che questo link: “maurizioblondet.it/accelera la dittatura delle tecnocrazie inette” potrebbe essere dannoso. Per proteggere il tuo account e dispositivo, segui  solo link affidabili”.img_20170103_201346

Decine di lettori mi hanno avvisato che,  nel cercare di condividere il mio articolo, hanno ricevuto da Facebook questo messaggio. Che dire? Mi pare impagabile l’umorismo involontario: apprendere che le  tecnocrazie  non-votate sono inette e girano le viti dell’oppressione, “potrebbe essere dannoso”.  A  loro, beninteso, ma soprattutto a voi: avete bisogno di  essere protetti dalle idee dannose di maurizioblondet.it .  Impagabile anche la minaccia sottintesa: “Per proteggere il tuo account [che ti possiamo azzerare, espellendoti dalla ‘comunità”], e il tuo dispositivo [ti ci mettiamo un virus distruttivo, tanto poi diciamo che sono stati gli hacker russi], segui solo link affidabili”: che, immagino,  sono quelli approvati da Paolo Attivissimo. Uno di quelli che ancora sostengono che l’11 Settembre l’ha fatto Bin Laden, e per  questo piace a Boldrini & Mogherini.

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E’ la democrazia fa un altro passo avanti. La democrazia è come il sistema delle tecnocrazie insindacabili e inamovibili chiama la propria dittatura, dovremo ormai averlo imparato.

D’altra parte, ci tengo a scagionare Facebook:  ha cominciato ad eccedere in prudenza, perché la Cassazione italiana ha appena sancito che il provider è responsabile penalmente  e civilmente (paga i danni) per i commenti diffamatori dei partecipanti.  “I siti sono responsabili per i commenti dei lettori”, come ha riassunto Repubblica, che ha dato la notizia martedì.  Era il caso di un lettore di un sito che aveva lasciato un commento contro Carlo Tavecchio, diffamatorio: benchè il diffamatore si fosse firmato, il sito è stato considerato responsabile in solido e quindi condannato a pagare a Tavecchio 60 mila euro.

Questa sentenza,  sia chiaro, rovescia una quantità di precedenti sentenze, compresa una della mitica Corte di Giustizia europea: secondo la quale, i provider di servizi ‘social’ come Facebook non sono chiamati a rispondere di quello che ci scrivono i milioni di utenti; persino se anonimi.  Ma la “democrazia”    sovrannazionale squadra e compasso  può sempre far conto sulla nostra magistratura nei momenti cruciali della storia, come dimostrò incriminando  due altissimi intoccabili,  il governatore di Bankitalia Polo Baffi, e arrestando  il direttore Sarcinelli, per “favoreggiamento e mancata vigilanza”,  probabilmente perché  si  opponevano al “divorzio” fra Tesoro e Banche Centrali,   che doveva avvenire in tutti gli stati occidentali, e che  è alla base dell’asservimento di tutti alla finanza speculativa.  Poi i due furono prosciolti perché nulla c’era che concretasse l’accusa; ma ormai l’auspicato divorzio era avvenuto.

https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Baffi

Anche adesso   la nostra Giustizia, sempre all’avanguardia, ha  anticipato  augusti auspici transnazionali, facendo un passo in più verso la “democrazia”    nel senso auspicato da 1) Obama che nel novembre scorso, nel suo commovente incontro con Merkel e  altri esponenti “democratici” a Berlino, ha appunto auspicato una riduzione dei blog che avevano provocato  la vittoria di Trump con le loro “notizie false” (come le mail di Podesta, il Pizzagate pedofilo…).  2) da Mogherini, che fin dal 2015 ha creato una “task force” per lottare contro la disinformazione proveniente da ottimi notiziari di Mosca, Russia 24, Russia Today, Sputnik – che da quando sono diffusi in inglese, danneggiano il pubblico europeo instillando qualche dubbio sulla legittimità delle menzogne lanciate contro la Russia dalle tecnocrazie, da Mogherini, Stoltenberg  e dai loro media ufficiali.  3) da Pitruzzella dell’Antitrust, a cui è  venuto  in mente  che sia una direttiva UE a   ordinare la creazione di “autorità indipendenti” in ogni Stato per verificare   le notizie false e punire i falsari; 4) da Boldrini  che, giustamente preoccupata delle informazioni incontrollate che  avrebbero portato al Brexit e alla vittoria di Trump, temendo (giustamente) che prossime elezioni in Europa finiscano per dare il potere ai “populisti”, ha rilanciato la battaglia di Obama  “ contro la diffusione di notizie false che istigano all’odio, per promuovere il “diritto a essere informati correttamente”  – aggiungendo: “Sono in contatto con esperti, i cosiddetti debunkerSono Paolo Attivissimo (Il Disinformatico), Michelangelo Coltelli (Bufale un tanto al chilo), David Puente (Davidpuente.it) e Walter Quattrociocchi del CSSLab dell’IMT di Lucca e consegneremo l’appello ai grandi social network che devono essere seri“.

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Eccola lì la minaccia: “I grandi social network devono essere seri”. Subito attuata dalla nostra valorosa magistratura  con la condanna al pagamento danni di un blog per un commento di un suo lettore. Un  avvertimento che gli avvocati italiani di Facebook hanno subito capito.  Realizzando la censura preventiva, o almeno segnalandola “dannosità” di certi blog e impedendone la “condivisione”, ossia la diffusione.

In un regime diverso questo si chiama Censura. Nella tecnocrazia  burocratica, si chiama “diritto dei cittadini ad essere informati correttamente”.  Il bello è che gli stessi processi sono in corso, del tutto spontaneamente, in  tutta Europa.  Pensate che in Francia, Libération, il giornale della sinistra intelligente (e dei Rotschild)  ha addirittura inaugurato una rubrica per smascherare le notizie false diffuse dal blog sgraditi.  E che magari sono più letti di Libé, che credo non arrivi a 10 mila copie vendute. La rubrica si chiama DESINTOX,    perché in francese la disinformazione si chiama “intox”. Recentemente il debunker  del  giornale  s’è provato a sbugiardare un sito che aveva smascherato la complicità oggettiva coi trafficanti delle ONG, munite di apposite navi,  nel “salvataggio”  dei migranti, ossia nel loro trasporto industriale dalla Libia  all’Italia (ne ho parlato qui: http://www.maurizioblondet.it/ong-fanno-contrabbando-industriale-clandestini/). Mal gliene  è incolto, perché il fact checking ha confermato puntualmente i dati del traffico, Libé ha dovuto sorvolare attaccando invece  “i fascisti su Internet” (la fachosphère) che “disinformano riciclando i dato pubblici”…

estratto da http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=58025

Tutto quello che sai è falso

di Sergio Di Cori Modigliani

L’uso del termine “cui prodest”, tempio assoluto dei complottisti e dietrologi di ogni età, ceto, genere e ideologia, nei tempi attuali non ha più alcun senso. La manipolazione dell’opinione pubblica, la conseguente falsificazione della realtà e dei dati oggettivi, ha raggiunto un tale livello per cui diventa sempre più arduo ottenere o comunicare informazioni, dato che l’opinione personale ha sostituito i fatti oggettivi. Di conseguenza è difficile comprendere il quadro reale degli eventi, chi c’è dietro, davanti, a fianco. Anche perché la realtà è diventata sempre più intricata e soltanto la complessità (l’analisi, la discussione e il confronto) può aiutare a comprendere il teatro reale sul quale va in scena lo spettacolo socio-politico planetario. A questo bisogna aggiungere il nefasto contributo dei social, basati su un dispositivo geniale quanto diabolico: l’emotivizzazione radicale dei contenuti. Qualunque sia l’argomento preso in esame, dopo un iniziale scambio (apparentemente) civile e contenutistico, si finisce sempre a pesci in faccia, slogan, annunci di partito, frotte di tifosi contrapposti che si scannano insultandosi. Il disagio sociale (collettivo) e quello psicologico (privato e individuale) hanno trasformato le piazze virtuali in giganteschi contenitori delle turbe (consce o inconsce che siano) di tutti noi che vi partecipiamo. Lo sfogo del pollaio ha preso il posto dell’agorà che si scambia informazioni e contenuti. L’autentico scambio, ormai, avviene in altre sedi: dentro la realtà. Facebook e twitter sono un matrix.   Per questo funzionano a meraviglia. E forse per questo è stato creato.

Leggi tutto: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.com/2016/07/brexit-presenta-il-conto-dopo-la-fuga.html

Per cui, come abbiamo sempre detto, credete solo in ciò che potete verificare personalmente (sul territorio di Bondeno è ancora possibile) e evitate di giudicare per “partito preso” o secondo “la comune opinione” ampiamente diffusa dai media.

 

Informare

Personalmente non mi piace il termine “contro-informazione” (sa di pre-giudizio e lascia il tempo che trova); è vero però che non adeguarsi al coro della stampa “di regime” (per chi ama l’inglese mainstream o embedded) è un esercizio sicuramente sfiancante.

Un esempio di questi giorni è la chiusura del sito “Comedonchisciotte” (e, prima ancora, quella de “L’olandese volante”): Non conosco i reali motivi della chiusura del sito Comedonchisciotte.
Non posso ardire di scoprirli (ignoro, peraltro, chi siano i suoi validi amministratori, di cui solo ora ho appreso i nomi in codice: Tao e Truman).
Forse le cause di tale decisione, drastica, sono banali. Chissà.
La vicenda, però, stimola a qualche breve, seppur incompleta, riflessione.
Sulla controinformazione in generale, e su me stesso; io non sono nessuno, ma, ostinandomi a interpretare la realtà alla modesta luce della mia intelligenza e delle mie conoscenze, mi reputo parte di questo mondo.
1. L’improvviso e brutale messaggio con cui uno dei due amministratori comunicava a tutti l’intenzione di lasciare non mi sorprende. Lo trovo, anzi, ragionevole. Umano. La corda si tira, si tira sin allo spasimo, e poi si rompe. Noi rimaniamo scioccati dall’ultimo evento solo poiché ignoriamo ciò che lo ha preceduto. Come quel personaggio di Hemingway a cui domandano: “Ma come hai fatto a ridurti così?”. E lui: “Prima un po’ alla volta e poi tutto insieme”.
Lo stress e le disillusioni lavorano interiormente, senza soste. Una malinconia nera avvelena lenta il sangue. D’un tratto la corda si rompe. Improvvisamente sentiamo che tutto ciò che è stato edificato è un nulla, una sciocchezza. Si cerca di perseverare per un po’, a fatica, quindi si lascia. Definitivamente. Si prova persino disgusto per tutto ciò che, una volta, occupava e dava senso alla nostra esistenza: di qui la volontà di annientare tutto in una sorta di novello “Muoia Sansone con tutti i filistei!” (pare che Comedonchisciotte andrà offline, annientando, in tal modo, dieci anni di materiale)”.

Continua a leggere http://pauperclass.myblog.it/2016/04/20/sulla-chiusura-comedonchisciotte-alceste/

Quanto a noi, come sapete, abbiamo sospeso dopo 13 anni le pubblicazioni di bondeno.com (continuano però i blog collegati), ma abbiamo trasferito qui il materiale dal 2009: la buona informazione diventa storia invecchiando.

Non tutti i punti formano un disegno

A chi non ha tempo per dedicarsi alla ricerca certosina delle notizie, cioè al 99, 9 periodico della popolazione, la grande informazione dedica tuttavia uno spazio di riflessione per evitare che qualcuno senta la mancanza di un pensiero più libero, meno condizionato dal potere e così abbiano grandi affreschi di sociologismi domenicali come quello dipinto da Vattimo sul Fatto: il filosofo si chiede e se per caso questi attacchino per noia o perché sono esclusi.

Il fatto è che con questi pensamenti trascina il gregge dei dubbiosi nel recinto delle pensose banalità, purché ci si allontani dagli arcani imperii, da politiche e geopolitiche contraddittorie e artificiali che le elites mettono in piedi per radicare il loro potere, per depistare le opinioni pubbliche occidentali orientandole alla guerra santa e alla distruzione della democrazia reale per meglio rapinarle di diritti e di futuro.

estratto da https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/11/23/ou-je-suis-testa-di/

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6 Responses to “Non tutti i punti formano un disegno”

  1. L’aria che si respira è quella di un conflitto di vaste proporzioni, che lambirà anche il vecchio continente, futuro campo di battaglia fra la coalizione del male, che si vale dei mercenari ucraini come di quelli jihadisti sunniti, e la Russia che resiste e combatte quasi da sola, anche per la nostra salvezza.

    http://pauperclass.myblog.it/2015/11/25/il-regime-turco-erdogan-la-nato-la-jihad-eugenio-orso/

    #1400
  2. Adesso però mi chiedo se non sia stato eccessivamente complottista a cercare di comprendere gli eventi e dar loro un senso. Forse sì, dopotutto l’unico vero complotto è il “magna e tasi” della grande informazione che fa la sua guerra al cervello.
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/11/27/dalla-siria-alla-guerra-al-cervello/

    #1401
  3. Per fortuna che la Francia ospita il summit sul clima. Del resto una vastissima zona attorno al luogo dell’incontro è stata completamente interdetta e blindata per emarginare qualunque manifestazione. Insomma si ha la sensazione per non dire l’evidenza che ogni protesta sociale e ogni posizione critica venga ormai assimilata al terrorismo.
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/11/29/la-francia-sospende-i-diritti-delluomo/

    #1402
  4. Clima, migranti, Europa, terrorismo, guerre, corruzione, ambiente, economia: tutti questi problemi (finora trattati separatamente) stanno convergendo , in questo periodo, a formare proprio quel disegno di cui finora si è taciuto (accusando di complottismo e domani di terrorismo chi ne parlava).
    https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto_del_Nuovo_ordine_mondiale

    #1403
  5. Questa strategia è stata enunciata in maniera esemplare da George Friedman, il fondatore del centro di analisi strategiche Stratfor, nel discorso che ha tenuto presso il Council on Foreign Relations il 4 febbraio 2015. “Per gli Stati Uniti – ha sottolineato Friedman – la paura primordiale è il capitale tedesco, la tecnologia tedesca, unita con le risorse naturali russe e la manodopera russa: è la sola combinazione che ha fatto paura agli USA per secoli […]. La nostra incognita è la Germania. Che cosa farà? Non lo sa nemmeno lei. Gigante economico e nano politico, come sempre nella storia. […]. Soltanto l’integrazione Germania-Russia può minacciarci, non lo permetteremo mai”.
    Paolo Sensini in http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=52706

Come educare le masse

I video incorporati nell’articolo li trovate al link originario:

http://www.oltrelacoltre.com/?p=15604

La Televisione e dopo il Web, hanno sostituito negli anni l’altare religioso, diventando il nuovo tempio oracolare…

La TV è un sacerdote domestico che fa messa 24 ore al giorno, un tempo faceva una lunga pausa notturna, annunciata dalla sigla “Fine delle trasmissioni”, oggi la persuasione è aumentata massivamente e replica news, spot e vecchi film a oltranza senza alcuna interruzione, come se l’ipnosi da alimentare non fosse mai abbastanza, come se ci fosse sempre più bisogno di alzare il tiro…

La compressione dei suoni e dei colori è decisamente più invasiva diventando oltremodo la realtà alternativa a quella reale, sostituendosi ad essa e trasformandosi nell’unica REALE POSSIBILE, in quanto ufficializzata dal sistema, perché se non appari non esisti.

Questo concetto globalista ed effimero di volere, dover necessariamente APPARIRE per ESISTERE, ha poco alla volta nei decenni consacrato la civiltà odierna al nuovo CULTO tecnocratico, evoluzione logica e aggiornata dei vecchi CULTI religiosi, in realtà ancora presenti come controllori dell’oracolo.

La trasmutazione da altare a televisore è avvenuta in 60 anni di RI-EDUCAZIONE generazionale al gusto, creando quei legami sottili che hanno permesso al nuovo MEDIA di affermarsi come nuovo sacerdote virtuale, liquido ma anche percepito come reale in una realtà non più tale.

Il TG, il Meteo sono due esempi concreti di questa rieducazione quotidiana, ma anche la tipologia dei programmi, il bombardamento pubblicitario e i film sono diventati il palinsesto della nostra SECOND LIFE non interattiva.

Una tecno-messa dove l’ancestrale richiesta salvifica o di preghiera/richiesta all’idolo, è stata sostituita dall’offerta sacerdotale che oggi incarna il mercante in fiera dell’imposizione valoriale a possedere e/o essere quell’oggetto, persona, smettendo di desiderarlo ma accettando che qualcuno ce lo imponga dall’alto… Oggi l’oracolo ti regala il sogno, non c’è più bisogno di sognare l’oggetto del desiderio chiedendolo a DIO.
E’ la TV che ti impone/invoglia a desiderare il nuovo telefonino della Mac con vibratore annesso o la nuova Playstation 13 punto e capo, è sempre lei che ti indottrina a rincorrere la moda e il superfluo, creando falsi bisogni da soddisfare per allontanare le persone dalla natura delle cose, spostando l’attenzione dal reale al virtuale, dal significante al non sense del vivere…
Questa scatola nera, oggi forse diremmo più quadro da biennale post-atomica, ha superato e traslato il sapere scolastico divenendo lei stessa nuova scuola di massa, nuovo modello sociale, rendendo obsoleta qualsiasi forma di educazione classica e familiare, potendo entrare in tempo reale in ogni casa a qualsiasi ora del giorno, meglio e più di un tempo, dove il TEMPO aveva ancora quella funzione naturale da rispettare, nonostante fossero fin dall’inizio stabili i ruoli in campo, sacerdote e fedele, presentatore e telespettatore…

Una volta alfabetizzata la civiltà globale al video e quindi parallelamente, costruita anche una volontà uguale/contraria di interazione, assente precedentemente, il sistema ha creato la sua evoluzione attraverso la RETE che ci regala la bolla di un’apparente libertà d’azione, ma sempre concessa perché consona al potere costituito, una sorta di valvola di sfogo che funge da metabolizzatore di un naturale desiderio di andare oltre le apparenze ma sempre dentro un macro schema precedentemente imposto e voluto…
Un pò come quando le forze dell’ordine lasciano oasi felici per lo spaccio libero, all’interno di un sistema proibizionista, per potere controllare meglio un tessuto urbano mutevole, complesso e variegato come quello moderno…

La rete è quindi uno zuccherino che il sistema è costretto a somministrare per eteroguidare e soddisfare la richiesta popolare a esistere, a interagire e credere di essere liberi all’interno di una più ampia prigione invisibile, compresi eventuali antagonismi e non percepita come tale ma accettata come REALE, incondizionatamente da tutti o quasi tutti…
All’interno di questo scenario plagiante modernista, il NEO oracolo della matrice ha una sua scaletta parallela e subliminale, composta per modellare la mente e la psiche della popolazione, rappresentata  cronologicamente nell’ordine delle notizie di un TG, trasmesse per indirizzare il pensiero verso una specifica strada e non su altri percorsi che potrebbero prevedere diverse visioni critiche del sistema ed eventuali prese di coscienza individuali e collettive.
L’annichilimento causato dalle cosiddette brutte notizie e dalla cronaca nera, svolge quel caro monito sociale, quell’ adagio religioso che ricorda l’antico MEMENTO MORI medioevale, oggi rinfrescato in chiave hi-tec.
La distrazione di massa del gossip, di notizie create ad arte e anche di omicidi di stato inseriti in telenovelas infinite e veicolate come striscia quotidiana, sigillano la Matrix ri-educazionale determinando forme pensiero, egregore e modelli comportamentali assimilati in anni di lezioni neo-alchemiche digitali… La PROPAGANDA “neo-fascista”, nell’accezione orwelliana del sistema e assolutista del termine, ha trovato nuove forme di vita e di veicolazione per alimentare quel cordone ombelicale evanescente che ci lega all’oracolo demiurgo nero…

Il sacerdote è servito, il menù offerto gentilmente dal convento, il capro insanguinato è al centro del tavolo grondante e pulsante di vita rapita, donato in pasto alla pancia del fedele utente che aspetta di esorcizzare il suo sacrificio in cambio di 11 minuti di gloria, dove poter giudicare ed essere grande al cospetto del suo simile, replicando le stesse dinamiche che i suoi padroni esercitano su di lui…
Un po’  come il villano che osservava il rogo in piazza di una povera vittima sacrificale, eccitato e spaventato al tempo stesso, ma contento di essere dall’altra parte delle fiamme purificatrici…
Un sistema ri-educazionale che ha cooptato un po’  tutti, facendo accettare le regole del gioco, i ruoli in campo e i dogmi da osservare…
La TV è un po’  così, un MESSAGGIO nella bottiglia che dall’etere quantica naufraga nei nostri salotti oramai unti di grasso di coccodrillo, o sono solo le sue lacrime???

fonte: Maestro di Dietrologia

Il grido

http://www.youtube-nocookie.com/embed/fDSQIJrHPtY?rel=0

E voi così innocenti colpevoli d’esser nati
in giro per le strade gli sguardi vuoti i gesti un po’ sguaiati
si vede da lontano che siete privi di ideali
con quello spreco di energia dei giovani normali.

E voi che pretendete che tutto vi sia dovuto
con la scusa infantile che nessuno mi ha mai capito
siete così velleitari come artisti improvvisati
con quella finta libertà dei giovani viziati.

È un gran vuoto che vi avvilisce e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.
Come se fosse un grido in cerca di una bocca.

E voi che rincorrete, decisi e intraprendenti
l’idea di una carriera tipo imprenditori sempre più rampanti
disponibili a tutto, all’occorrenza anche disonesti
con tutta la meschinità dei giovani arrivisti.

E voi così randagi sempre sull’orlo del suicidio
covate ben racchiusa dentro al vostro petto un’implosione d’odio
l’eroico vittimismo da barboni finti e un po’ frustrati
e col cervello in avaria dei giovani scoppiati.

È una rabbia che vi stravolge e che vi blocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.
Come se fosse un grido in cerca di una bocca.

E voi che brancolate in un delirio tra il male e il bene
col rischio di affondare nella totale degradazione
aggrappatevi al sogno di una razza che potrebbe opporsi
per costruire una realtà di giovani diversi.

C’è nell’aria un’energia che non si sblocca
come se fosse un grido in cerca di una bocca.
Come se fosse un grido in cerca di una bocca.
Come se fosse un grido in cerca di una bocca.