Raccontare una radio

La maison de la radio

(Francia, Giappone/2013/99′) di Nicolas Philibert

Anteprima Italiana

Sinossi

Come si racconta una radio? È la sfida stilistica che Nicolas Philibert raccoglie in questo originale documentario. Come si rende per immagini un universo che vive di suoni e di parole? Con umiltà, è la risposta: mettendosi in ascolto. Philibert lo fa “abitando” per molti mesi la sede di Radio France: ne percorre i corridoi, ne spia gli animatori e gli ospiti maneggiando con sensibilità una camera mobile ma mai invasiva. Dal più anonimo dei presentatori a star internazionali come Umberto Eco, tutti coloro che danno vita all’esperienza di Radio France diventano così protagonisti, parte di un affresco collettivo ricco di sorprese, professionalità, umanità e molta ironia.

Nicolas Philibert is one of the documentary cinema ‘s maestro and he has become that thanks to the tenacious will in front of the challenges of his job. As this one: How to tell about the history of a radio? How to express visually a world made up with sounds and words? With deference, that’s the answer: listen up to everything around you. Philibert tries to ‘ do it’ by going everyday for several months to Radio France: he walks in the hallway, he spies the animators and the guests, capturing all this with a moving camera but never invasive. He meets from the less famous host to international celebrity as Umberto Eco, so every guests of the Radio France automatically become guests of the documentary, enriching with joy, irony and surprises.

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Programma

Sezione

Future Film Festival


Che cosa possiamo consigliare per il week-end, all’interno del programma, per uno spettatore adulto? Per la giornata di oggi, sabato 13, sicuramente la consueta rassegna di corti (rigorosamente in 2D) alle 14 alla sala Mastroianni; poi, alle 20, stessa sala, il documentario A Liar’s Autobiography: The Untrue Story of Monty Python’s Graham Chapman .

Realizzato con un mix di diversi stili di animazione ed inframmezzato da materiali d’archivio live action, il film adatta con la libertà tipica del gruppo l’autobiografia di Chapman, più conosciuto come “il Monty Python morto”.

Per farla breve, “Graham Chapman è nato, è andato a Cambridge e ha incontrato John Cleese, ha fumato la pipa, è diventato dottore, è diventato un Python, ha deciso di essere gay (al 70%, secondo una diagnosi fatta su se stesso), si è ubriacato un bel po’, ha smesso di essere ubriaco,  ha fatto qualche film, ha fatto un po’ di sesso (un bel po’, a dire il vero), e si è trasferito a Los Angeles. Infine, è stato rapito dagli alieni e portato nello spazio (uhm, questo forse è successo in un film).

Tutti i Monty Python doppiano se stessi più altri personaggi: in particolare Michael Palin interpreta la Regina Madre e Terry Gilliam Aleister Crowley. Guest star Cameron Diaz nella parte di Sigmund Freud.

Per la giornata di domani, in omaggio alle tematiche Cyberfest, imperdibile, alle 12, 009 Re: Cyborg, e, alle 20, Consuming Spirits.

Tutti i fim citati saranno proiettati al Cinema Lumière, in via Azzo Gardino 65, Bologna

Storia del cinema ad episodi

Dalle origini ai giorni nostri: in Europa, in America, e poi in tutto il mondo. Questo è il viaggio realizzato da Mark Cousins. Anzi, l’odissea. Sì, perché così si intitola la sua The Story of Film: an Odyssey, fatta di 15 episodi, dal 1895 agli anni Duemila, visitando i luoghi chiave della storia del cinema – da Hollywood a Mumbai, dalla Londra di Hitchcock al villaggio indiano in cui fu girato Pather Panchali di Satyajit Ray – e intervistando registi e attori leggendari come Stanley Donen, Kyoko Kagawa, Gus van Sant, Lars Von Trier, Claire Denis, Bernardo Bertolucci, Robert Towne, Jane Campion e Claudia Cardinale.

E con la scommessa di portare quest’odissea in sala! Cinema da vedere al cinema, insomma, per 7 appuntamenti settimanali, ogni martedì, a partire dal 25 settembre.

Ma, nel frattempo, sarà lo stesso Mark Cousins (accompagnato dal direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli e dal critico Roy Menarini) a presentare la sua monumentale opera, per una serata (a ingresso gratuito) in anteprima al Cinema Lumière della Cineteca di Bologna (via Azzo Gardino, 65), venerdì 21 settembre, alle ore 22.15.
E quale migliore occasione di una storia del cinema per “testare” il pubblico? Ecco allora che gli estratti più belli di The Story of Film saranno intervallati da cinequiz che verranno premiati con i prodotti editoriali della Cineteca di Bologna e abbonamenti al ciclo completo dei sette appuntamenti.

Lo stesso abbonamento sarà acquistabile (secondo una formula distributiva che concepisce The Story of Film come un unico grande affresco, da vedere dal primo all’ultimo minuto) alle casse del Cinema Lumière a € 21.

Questo il calendario delle proiezioni al Cinema Lumière:

martedì 25 settembre, ore 20.15 e 22.15, Cinema Lumière
EPISODIO 1
1895-1918 – Il mondo scopre una nuova forma d’arte
1903-1918 – Il brivido diventa racconto
EPISODIO 2
1918-1928 – Il trionfo del cinema americano e i suoi primi ribelli

martedì 2 ottobre, ore 20.15 e 22.15, Cinema Lumière
EPISODIO 3
1918-1932 – I grandi registi ribelli nel mondo
EPISODIO 4
Gli anni ’30. I grandi film americani di genere e la brillantezza dei film europei

martedì 9 ottobre, ore 20.15 e 22.15, Cinema Lumière
EPISODIO 5
1939-1952 – La devastazione della guerra e un nuovo linguaggio filmico
EPISODIO 6
1953-1957 – Il racconto enfatico. Il cinema mondiale sul punto di esplodere

martedì 16 ottobre, ore 20.15 e 22.15, Cinema Lumière
EPISODIO 7
1957-1964 – La scossa del Nuovo. Forme moderne di cinema nell’Europa occidentale
EPISODIO 8
1965-1969 – Le “Nouvelles Vagues”. Nuove ondate si propagano nel mondo

martedì 23 ottobre, ore 20.15 e 22.15, Cinema Lumière
EPISODIO 9
1967-1979 – Il Nuovo Cinema Americano
EPISODIO 10
1969-1979 – I registi radicali negli anni ‘70 raccontano lo stato della Nazione

martedì 30 ottobre, ore 20.15 e 22.15, Cinema Lumière
EPISODIO 11
Gli anni ’70 e oltre. Nuovi linguaggi nel cinema popolare
EPISODIO 12
Gli anni ’80 – Cinema e protesta in giro per il mondo

martedì 6 novembre, ore 20.15 e 22.15, Cinema Lumière
EPISODIO 13
1990-1998 – Gli ultimi giorni della celluloide prima dell’arrivo del digitale
EPISODIO 14
Gli anni ’90. I primi giorni del digitale.
La realtà perde la concretezza in America e in Australia
EPISODIO 15
Gli anni 2000 e oltre. Il cinema completa il giro: il futuro dei film

The Story of Film: an Odyssey
Dal 25 settembre al 6 novembre, due episodi ogni martedì
Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65 – Bologna)
Venerdì 21 settembre, ore 22.15: serata speciale di presentazione con Mark Cousins

Informazioni
Cineteca di Bologna
(+39) 0512194826
www.cinetecadibologna.it

Verso il Cinema Ritrovato

Ecco le sezioni della 26ª edizione del festival Il Cinema Ritrovato: sotto il cappello del Paradiso dei cinefili troviamo: Ritrovati & restaurati (dall’evento C’era una volta in America di Sergio Leone a La grande illusione di Jean Renoir, da Lawrence d’Arabia di David Lean al Film di Samuel Becket con Buster Keaton); il cinema di John Boorman, regista di Un tranquillo week end di paura e Excalibur ospite in Piazza Maggiore per presentare il suo lungometraggio del 1967 Senza un attimo di tregua; e poi La ricerca del colore nei film o i Muti musicali (sabato 23 giugno Prix de Beauté di Augusto Genina, ultimo film europeo interpretato da Louise Brooks, risplenderà in Piazza Maggiore accompagnato dalla nuova partitura di Timothy Brock eseguita dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna; secondo appuntamento all’insegna della comicità, con le avventure e le disavventure del vagabondo Charlot: tre cortometraggi di Charles Chaplin, The Immigrant, The Rink e Easy Street, saranno accompagnati dal vivo, ancora dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, con le nuove partiture di Timothy Brock, Neil Brand e Antonio Coppola); quindi il cinema al femminile della regista americana Lois Weber o di Alma Reville (moglie di Alfred Hitchock e autrice a sua volta); la Francia di Jean Grémillon e l’Unione Sovietica di Ivan Pyr’ev.

La macchina del tempo ci porterà invece nel 1912, alla scoperta del Cinema di cento anni fa; “ascolteremo” poi i primi film sonori dal Giappone; un viaggio negli anni Trenta è invece al centro di una retrospettiva che coglie la Grande Crisi del 1929 e trova le radici di quella contemporanea.

Ma non ci sono solo i film: da quest’anno, una “striscia” quotidiana dedicata alla Cinefilia ritrovata (incontri e proiezioni per riflettere sull’amore per il cinema come fenomeno storico, come attitudine intellettuale e sentimentale). Come ogni anno, Il Cinema Ritrovato chiamerà a raccolta i più autorevoli critici e studiosi di cinema internazionali per discutere, ascoltare e confrontarsi sulla cinefilia del passato e del presente, interrogandosi su cosa stia diventando il nostro antico amour du cinéma nell’era della copia digitale.; torna la Film Restoration Summer School che raccoglie i professionisti del restauro che arrivano a Bologna per svolgere la loro alta specializzazione.
E infine le mostre: gli scatti di Mario Dondero sui set cinematografici; Il cinema di carta, con i manifesti di Maurizio Baroni, la cui infinita collezione accompagnerà per otto giorni i cinefili di tutto il mondo: in esposizione nei luoghi della Cineteca le affiche di Lola di Jacques Demy con Anouk Aimée, Lawrence d’Arabia e I giorni contati di Elio Petri, il cui restauro è stato recentemente presentato al Cinema Lumière in questo cammino di avvicinamento al Cinema Ritrovato.

E poi Il Cinema Ritrovato Bimbi: tutti i giorni del Festival sono previste attività per bambini, laboratori sul rapporto tra l’immagine e il sonoro e sui giochi ottici che hanno preceduto e accompagnato la nascita del cinema.

Il Cinema Ritrovato
XXVI edizione
Bologna, 23 – 30 giugno

Luoghi
Piazza Maggiore
Cinema Lumière (via Azzo Gardino, 65)
Cinema Arlecchino (via Lame, 57)
Cinema Jolly (via Marconi, 14)
Biblioteca Renzo Renzi (via Azzo Gardino, 65)
Sala Cervi e Sala espositiva (via Riva di Reno, 72)

Informazioni
tel: (+39) 0512194814
ilcinemaritrovato@comune.bologna.it
www.cinetecadibologna.it/cinemaritrovato2012

Roger Corman a Bologna

È l’uomo che non conosce lo spreco: avanzano uno scampolo di pellicola, due pezzi d’attrezzeria, tre battute di sceneggiatura o quattro ore di contratto? Diventano un film.
Il genio registico e produttivo di Roger Corman è diventato leggenda e oggi – che sta per compiere 86 anni, il prossimo 5 aprile – nulla è cambiato di una vulcanica creatività, premiata nel 2009 con l’Oscar alla carriera.

Roger Corman
Corman alla Cineteca di Bologna

Roger Corman in persona sarà protagonista di un viaggio in Italia promosso dal Museo Nazionale del Cinema di Torino (dove sarà il 16 aprile), dalla Cineteca di Bologna (17 aprile) e dal Palazzo delle Esposizioni di Roma (18 aprile), in occasione della retrospettiva – promossa nelle tre città – che offrirà una panoramica della sua immensa produzione, oltre al documentario Corman’s World: Exploits of a Hollywood Rebel, realizzato nel 2011 da Alex Stapleton.

Re del B-movie, e la fama conquistata con le trasposizioni cinematografiche dei racconti di Edgar Allan Poe, Roger Corman ha diretto e prodotto centinaia di film “senza perdere un dollaro” (come ha detto egli stesso), scoprendo e lanciando molte grandi star del firmamento holywoodiano: registi come Martin Scorsese (di cui ha prodotto il giovanile America 1929: sterminateli senza pietà nel 1972), Francis Ford Coppola (per il film d’esordio Terrore alla 13ª ora nel 1963) o Jonathan Demme (altro esordio, Femmine in gabbia, nel 1974), attori come Robert De Niro (quasi esordiente nel Clan dei Barker del 1970), Jack Nicholson (giovanissimo nella Piccola bottega degli orrori del 1960 o nel supercast con Vincent Price, Peter Lorre e Boris Karloff del film I maghi del terrore, firmato dallo stesso Corman nel 1963) o Charles Bronson (al suo primo ruolo da protagonista, nei panni di una “star” del proibizionismo come il criminale Machine Gun, in La legge del mitra del 1963).


Omaggio a Lucio Dalla

Fu proprio lui, Lucio Dalla, a presentare l’anteprima di Quijote al Cinema Lumière, in quello che appare ormai come un lontano gennaio, quello del 2006, per le iniziative che la Cineteca di Bologna da tempo promuove in occasione di Arte Fiera.
Perché quel Quijote porta una firma importante dell’arte, quella di Mimmo Paladino, alla sua prima prova registica, mentre per Lucio sarebbe stata l’ultima prova d’attore.
Ora, questo donchisciottesco confronto con il temibile caposaldo di Cervantes, affidato a un assortito e stralunato cast fatto da Peppe Servillo, Alessandro Bergonzoni, Marco Alemanno, Edoardo Sanguineti, e – naturalmente – da Lucio Dalla nei panni di Sancho Panza, riemerge in sala e la Cineteca di Bologna, a poco più di un mese dalla scomparsa del poeta di Piazza Grande, lo propone per tre giorni al Cinema Lumière, venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 aprile, sempre alle ore 20.
E per la proiezione di venerdì 6 aprile ci sarà al Cinema Lumière Alessandro Bergonzoni, che in Quijote interpreta il Mago Frestone.

Ma non si esaurisce qui l’omaggio della Cineteca a Lucio Dalla: dall’attore al jazzista, ecco che in occasione del concerto celebrativo per i sessant’anni della Doctor Dixie Jazz Band che si terrà il giorno seguente, ripercorreremo per un pomeriggio al Cinema Lumière (domenica 15 aprile, alle ore 18) immagini e racconti di una band unica al mondo, che ha fatto di un mito la chiave di lettura della propria stessa esistenza: il mito del Dixieland, musica le cui stesse origini si perdono, dall’altra parte dell’Oceano, nelle acque della leggenda. E, perché, già leggenda non è quell’avvicendamento tra clarinettisti, quando Pupi Avati dovette malvolentieri inchinarsi all’estro di Lucio Dalla?

Quijote
Ho sempre pensato che un film non si sostituisca alla pittura, non vi si sovrapponga, è semplicemente un’altra cosa. Nello stesso tempo però se guardi nell’obiettivo, nel rettangolo della macchina da presa puoi immaginare che quello sia lo spazio della tela.
Ma non solo questo. Quello che conta non è solo il momento delle riprese o della regia. Non è l’unico momento creativo. Molto avviene durante il montaggio, o la composizione delle musiche…
È una forma che prende vita lentamente.
Per molti versi, il cinema è paragonabile alla scultura.
Quando modelli una forma in creta o in gesso hai appena cominciato. Dopo c’è la fusione, la limatura, la patina…Non solo. I tempi di attesa, i tempi tecnici, tra un film e una scultura sono simili. E nel momento in cui ti fermi accade che poi rivedi il lavoro con occhi nuovi. E magari ricominci. Creare un film è qualcosa di analogo alla scultura ma è come plasmare la luce. Questo è quello che mi ha affascinato. Lavorare con la luce che si materializza, che diventa immagine, movimento, parola, suono.
Probabilmente è stato proprio il confronto con la figura di Cervantes, e con i tratti sincronicamente confusi che l’hidalgo riunisce in se – utopia, sogno, fantasia, sentimento, nobiltà, fierezza, coraggio – a mostrarmelo come possibile soggetto del mio primo film.
Così nasce il
Quijote costruito con un sistema simile a quello delle scatole cinesi, una struttura capace di restituire all’infinito innumerevoli suggestioni.
La magica scena del gran teatro dell’hidalgo dalla nera figura è l’antica e remota terra del Sannio, un luogo ricomposto nelle luci e nella fotografia di Cesare Accetta, geometricamente pura ed esatta.

Mimmo Paladino


Omaggio a Lucio Dalla

Venerdì 6 aprile, ore 20, Cinema Lumière
QUIJOTE (Italia/2006) di Mimmo Paladino (75’)
Mimmo Paladino, protagonista della scena artistica italiana (pittore, scultore, incisore), approdava alla regia nel 2005, in un confronto ardimentoso e visionario con l’opera di Cervantes. Nel Sannio natale dell’autore, incrocio ultrarealista di scenografie naturali e di segni d’artista, Peppe Servillo è l’hidalgo in lotta con le pale eoliche, Lucio Dalla il suo Sancho ballonzolante, dialettale, splendidamente musicale, Edoardo Sanguineti il Poeta, Alessandro Bergonzoni il Mago. Un film presentato e ammiratissimo alla Mostra di Venezia, che arriva oggi in sala grazie alla coraggiosa Distribuzione Indipendente.
Introduce Alessandro Bergonzoni

Repliche:
sabato 7 aprile, ore 20, Cinema Lumière
domenica 8 aprile, ore 20, Cinema Lumière