Appello ai giovani

Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra patria. Traditi dalla frode, dalla violenza, dall’ignavia, dalla servilità criminosa, voi insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell’Italia e costituire il popolo italiano. Non frugate nelle memorie o nei nascondigli del passato i soli responsabili di episodi delittuosi; dietro ai sicari c’è tutta una moltitudine che quei delitti ha voluto e ha coperto con il silenzio e la codarda rassegnazione; c’è tutta la classe dirigente italiana sospinta dalla inettitudine e dalla colpa verso la sua totale rovina.

Studenti: mi allontano da voi con la speranza di ritornare a voi maestro e compagno, dopo la fraternità di una lotta assieme combattuta. Per la fede che vi illumina, per lo sdegno che vi accende, non lasciate che l’oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l’Italia dalla schiavitù e dall’ignominia, aggiungete al labaro della vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo[6].

Concetto Marchesi

[1] Il testo del discorso inaugurale dell’anno accademico 1943 – 1944 dell’Università di Padova, di cui il prof. Marchesi era Rettore, può essere letto qui: http://www.anpivittoria.it/docs/marchesi.pdf

Cuius regio, eius religio

Cuius regio, eius religio (“Di chi [è] la regione, di lui [si segua] la religione“, cioè i sudditi seguano la religione del proprio governante) è un’espressione latina che ebbe grande rilevanza all’epoca della riforma protestante e anche nei secoli successivi. Indica l’obbligo del suddito di conformarsi alla confessione del principe del suo stato, sia essa protestante o cattolica[1]. Comunemente si intende riferito alla storia europea del XVI e XVII secolo.

Venne definito nel trattato conseguente alla Pace di Augusta del 1555 dall’imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V e dalle forze della Lega di Smalcalda per determinare la religione dell’Impero come coesistenza tra il luteranesimo e il cattolicesimo. Il principio sancito ad Augusta significava che i prìncipi e le città libere avevano la facoltà di introdurre la fede luterana (lo jus reformandi) nel loro territorio, pur godendo degli stessi diritti degli stati cattolici all’interno dell’Impero. La popolazione di confessione diversa da quella del principe, sia che fosse cattolica oppure protestante, doveva adattarsi alla confessione del principe oppure emigrare (grassetto nostro n.d.r.).

Esiste anche la variante “Cuius regio, eius et religio”, nella quale il termine et ha in questo caso funzione rafforzativa (nel senso di “anche”).

In senso lato, il principio del “cuius regio eius religio” implica l’inviolabilità della sovranità nazionale (una nuova concezione di sovranità, che emerge in seno al processo di territorializzazione di un popolo e della sua cultura) e la non ingerenza nella domestic jurisdiction degli stati-nazione[2]

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Cuius_regio,_eius_religio

Ricerca soldati dispersi in Russia

Dall’avvio della sciagurata campagna di Russia dell’esercito italiano sono ormai trascorsi più di 70 anni e, appena un anno fa, una mostra che racchiudeva documenti inediti, immagini e materiali fu aperta a Bondeno per celebrare la triste ricorrenza. Oggi sarà finalmente possibile fare anche luce sulla sorte dei 65 soldati matildei caduti o scomparsi in Russia, attraverso un minuzioso lavoro di ricerca promosso da Comune e Lions Club di Bondeno. Sabato 12 aprile (alle 16.30 in pinacoteca) i parenti delle persone non più tornate dalla campagna dell’Armir (Armata militare italiana in Russia) sono stati invitati dalle autorità cittadine a un incontro in cui riceveranno, in busta chiusa, le ultime informazioni che è stato possibile raccogliere relative ai propri congiunti. Grazie «Ad una ricerca svolta in questi anni da Domenico Morandi e Associazione Unirr (Unione nazionale italiana reduci in Russia), sono state compiute verifiche incrociandoi dati di archivi ex sovietici e quelli nazionali, ed anagrafici locali – scrivono ai cittadini interessati il sindaco Alan Fabbri e il presidente del Lions, Marco Maffiolini -; verifiche che hanno consentito di acquisire ulteriori informazioni sui militari bondenesi caduti o dispersi in Russia, durante il secondo conflitto mondiale».

Nella busta che sarà consegnata o fatta recapitare ai parenti, vi saranno tutte le informazioni note riguardanti ogni giovane militare  disperso/caduto, comprese le foto del campo o del cimitero in cui sono stati sepolti i resti mortali e su cui, eventualmente, sarà possibile portare un fiore.

Province Danubiane – Convegno

venerdì 22 novembre ore 10 – CONVEGNO INTERNAZIONALE
2nd International Conference on the Roman Danubian Provinces
RELIGION AND ACCULTURATION IN THE DANUBIAN PROVINCES –
4a sessione plenaria del secondo Convegno Internazionale sulle Province Romane Danubiane, organizzato dal LAD (Laboratorio di studi e ricerche sulle Antiche Province Danubiane) del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara.
È prevista la partecipazione di ottanta studiosi provenienti da diciotto diverse nazioni.
La Conference, che si svolge per la seconda volta a Ferrara (20-21 novembre, Castello Estense, Salone degli stemmi; 22 novembre, Biblioteca Comunale Ariostea, Sala Agnelli e Museo Archeologico Nazionale, Salone delle Carte geografiche), costituisce uno dei più significativi appuntamenti di studio e ricerca a livello internazionale sul mondo balcanico-danubiano e del Mar Nero nell’antichità. Essa si propone di favorire e promuovere i contatti tra studiosi di diversi paesi, la presentazione, la discussione e diffusione dei risultati delle loro indagini, concentrandosi su un’ampia regione del mondo antico dalle peculiari caratteristiche, per molteplici ragioni (politiche, culturali, linguistiche, ecc.) non sempre accessibile.
Con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e i patrocini del Ministero degli Affari Esteri, dell’Association Internationale d’Épigraphie Grecque et Latine (AIEGL), del Centro di studi interdisciplinari sulle Province Romane dell’Università degli Studi di Sassari, della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia e Romagna, della Amministrazione Provinciale di Ferrara e di Forma Urbis.

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D'Annunzio a Bologna

Dopo Lugano e Budapest, dove due importanti mostre sono state inaugurate nei giorni scorsi, le celebrazioni del 150° anniversario dannunziano approdano a Bologna: dall’11 ottobre al 19 novembre l’intera città si prepara a festeggiare l’importante compleanno del Vate.

Si parte dunque l’11 ottobre, con l’inaugurazione della mostra – la più importante realizzata su d’Annunzio nell’anno in cui si celebrano i 150 della nascita – D’Annunzio a Bologna – E séguito a vivere, studiosamente voluttuosamente… curata da Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, storico e biografo dannunziano. Organizzata in collaborazione con la Fondazione Carisbo e allestita negli spazi di Palazzo Saraceni, in via Farini 15, la mostra sarà suddivisa in sezioni e realizzata attraverso l’esposizione di manoscritti e materiali autografi, immagini fotografiche, edizioni rare e alcuni significativi cimeli provenienti da collezioni private e dal Vittoriale.

Nell’ambito della mostra , inaugurata a Casa Saraceni venerdì 11 ottobre fino al 10 novembre, sarà esposta una preziosa dedica autografa
di Gabriele d’Annunzio a Quirino di Marzio.

Quirino di Marzio, nato a Spoltore (Pescara) il 6 luglio 1883, fu uno dei più brillanti oculisti del primo novecento.
Dopo il primo conflitto mondiale – nel corso del quale fu organizzatore e direttore di un grande ospedale oftalmico – fu direttore del settore di ricerche istologiche, batteriologiche e radiologiche della clinica oculistica universitaria di Roma. Nel 1931 si trasferì a Bologna per ricoprire la prestigiosa cattedra universitaria, ove operò alacremente per oltre un ventennio rendendola uno tra i più progrediti centri di studio e di cura delle malattie oculari esistenti in Europa.
Lo studio scrupoloso e attento che condusse per anni, l’acume di scienziato e le più straordinarie innovazioni tecnologiche che portò nella clinica universitaria bolognese, gli permisero di sperimentare con successo interventi sino a quel momento mai collaudati dai maggiori rappresentanti dell’oftalmochirurgia internazionale, rendendolo meritatamente famoso in tutto il mondo scientifico.

Tra i suoi illustri pazienti, riconoscente e amico, fu Gabriele d’Annuzio, che si rivolse a Quirino di Marzio a seguito della menomazione patita all’occhio destro il 16 gennaio 1916, durante un incidente aviatorio. La preziosa fotografia di Gabriele d’Annunzio con dedica autografa al suo amico medico è testimonianza del profondo legame che si instaurò tra lo scienziato e il poeta. L’opera appartiene oggi a collezione privata bolognese.

Dall’8 al 10 novembre nell’atrio di Palazzo Saraceni verranno esposti i dipinti di Antonio Saliola ispirati al gusto dannunziano e alle stanze del Vittoriale, la straordinaria residenza che d’Annunzio allestì sulle rive del lago di Garda.

L’8 novembre, infine, presso Santa Maria della Vita si potrà assistere alla conferenza-spettacolo Non so che agitazione va correndo: d’Annunzio e il vortice del Compianto, dedicata al gruppo scultoreo del Compianto del Cristo morto, a cura della professoressa Paola Goretti dell’Accademia di Bologna e di Raffaella Morselli dell’università degli Studi di Teramo.

Gli eventi bolognesi si svilupperanno dunque in tutto il capoluogo emiliano, significativamente legato a d’Annunzio che proprio qui ebbe tra l’altro la sua “iniziazione”. Durante una sosta a Bologna in compagnia del padre, giovanissimo vide infatti nella vetrina della libreria Zanichelli (oggi Libreria Coop) il volume Odi barbare di Giosuè Carducci. L’impressione che ricavò dalla lettura fu enorme, al punto che elesse Carducci maestro di poesia e di etica. Alla morte del poeta, gli dedicò un’Ode, il cui manoscritto sarà esposto a Bologna per la prima volta, e decise di accoglierne l’eredità letteraria e morale, assumendone l’epiteto di Vate nazionale.

Anche alcune importanti aziende hanno voluto unirsi significativamente alle celebrazioni. In particolare vanno ricordati Eberhard, la storica casa di orologi svizzera, che per la mostra di Palazzo Saraceni ha prestato un orologio della nuova collezione dedicata a Nuvolari. Il gioiello verrà esposto a completamento della vetrina dedicata al rapporto tra il Vate e il pilota, insieme ai cimeli provenienti dal Museo Nuvolari di Mantova, tra cui la scatola dell’orologio Eberhard storicamente appartenuto a Nuvolari e la mitica Targa Florio del 1932.

Alla mostra verrà esposto anche il manoscritto con cui d’Annunzio celebrava la dolcezza del “liquore delle virtudi”, prestato per l’occasione da Montenegro.

La mostra sarà infine l’occasione per presentare al pubblico il modellino dello SVA, l’aereo con cui d’Annunzio effettuò il Volo su Vienna, oggi custodito presso l’Auditorium del Vittoriale: la miniatura è stata realizzata da Italeri, azienda emiliana leader mondiale nel modellismo, con una confezione speciale dedicata ai 150 anni in cui sono raffigurati d’Annunzio con Palli sullo SVA e la foto ufficiale della squadriglia prima della partenza. In occasione delle celebrazioni bolognesi il modellino verrà distribuito dalle tre testate del Quotidiano Nazionale.

Festa della storia a Bologna

Il programma di lunedì 21 ottobre:

MATTINA

Ore 9.00-13.30

BOLOGNA, Cappella Farnese, Palazzo d’Accursio, P.zza Maggiore, 4

Camminando sulla storia: la piccola Cassia, convegno. Interventi di: Elisabeth Robinsons, Mario Cerè, Rita Burgio, Le strade di principi e guerrieri etruschi e romani ad ovest di Bologna, Beatrice Borghi, Camminando sulla storia. Un patrimonio di arte e di fede sulle vie dei pellegrini, Domenico Cerami, Imago, incanto, tracce. Itinerari d’arte tra Lavino e Samoggia, Aurelia Casagrande, Gli atti dei vicari e dei capitani: un patrimonio ancora inesplorato, Paola Foschi, Rocche e castelli sul confine medievale fra Bologna e Modena, Emanuela Rondoni, I paesaggi della piccola Cassia lungo il confine Bolognese-Modenese, Silvia Rubini, La strada longobarda: percorsi di valorizzazione dell’antico tracciato e di promozione turistica e culturale per il nuovo comune della Valsamoggia. In occasione del Convegno sarà presentato il volume “Camminando sulla storia: la piccola Cassia”, a cura di B. Borghi e D. Cerami, Minerva edizioni 2013. Promosso dall’Associazione “Amici dei portici” nell’ambito del progetto “Piccola Cassia”.

POMERIGGIO

Ore 15.00

BOLOGNA, Soprintendenza archivistica per l’Emilia-Romagna, Sala di Enea       Strada Maggiore, 51

Cittadinanza femminile plurale. Gli archivi dell’UDI per una storia del welfare in Emilia-Romagna. Presentazione del progetto promosso dalla Rete Archivi UDI Emilia-Romagna con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna.
Interventi di: Massimo Mezzetti; Micaela Gavioli, La Rete Archivi UDI Emilia-Romagna; Eloisa Betti, UDI e welfare in prospettiva storica (1945-1982); Elisa Giovanetti e Vittorina Maestroni, Presentazione del progetto e dei suoi risultati; Linda Giuva, Maria Lucia Xerri, Mirella Maria Plazzi.

Ore 15.30

BOLOGNA, Cappella Farnese, Palazzo d’Accursio, P.zza Maggiore, 4

Amare la politica. Ieri, oggi e domani?, convegno. Interventi di: Valerio Romitelli, Aldo Giannuli, Steven Forti, Diego Melegari; Isabella Fabbri e Patrizia Zani, scrittrici ed autrici del libro “Anita e le altre. Amore e poli- tica ai tempi del Risorgimento” (Bologna, 2011). Con la partecipazione di Mario Martone e Alessio Lega. Seguirà serata con proiezioni di frammenti di film del passato commen- tate da un esperto ed intervallate da una serie di canzoni della tradi- zione popolare italiana ed internazionale legate alla questione della passione politica del Novecento. Per info: http://www.festadellastoria.it

Ore 16.30

BOLOGNA, Centro italiano di documentazione sulla Cooperazione e l’Economia Sociale, Via Mentana, 2

Per una storia del lavoro a Bologna: le fonti fotografiche, conferenza. Gli archivi fotografici dei due enti promotori saranno presentati come strumento per lo studio della storia del lavoro a Bologna e sarà realizzata una proiezione video di una selezione di documenti. A cura di Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e Associazione Paolo Pedrelli-Archivio Storico Sindacale di Bologna.

Ore 17.00

BOLOGNA, Archivio di Stato, Aula didattica, Vicolo Spirito Santo, 2

“La storia delle storie di Bologna”. Ciclo di cinque conferenze a cura di Armando Antonelli, promosso dall’Archivio di Stato di Bologna in collaborazione con l’Associazione “Il Chiostro dei Celestini. Amici dell’Archivio di Stato di Bologna”.
2. Scritture di Matteo Griffoni. Tra cronaca cittadina, memorie di sé e della famiglia. Conferenza di Rossella Rinaldi.

Ore 17.15

BOLOGNA, Biblioteca Salaborsa, Piazza Nettuno, 3
Visita guidata agli scavi archeologici sotto la “piazza coperta” di Salaborsa a cura di Roberto Ravaioli. Un viaggio attraverso due millenni di storia della città: dalla Felsina villanoviana alla Bononia romana, dalle case-torri medievali al viridarium del cardinal legato, dall’orto botanico di Aldrovandi alla costruzione del grande padiglione della Salaborsa alla fine dell’800. Prenotazione obbligatoria (max. 25 persone) al 051-2194426 attivo dalle ore 9.00 alle ore 13.00 dal lunedì al venerdì.

Ore 18.00

BOLOGNA, Libreria Ambasciatori, Via degli Orefici, 19

Le strade storiche della terra di mezzo tra Modena e Bologna,presentazione del volume “Camminando sulla storia: la piccola Cassia, a cura di B. Borghi e D. Cerami (Minerva edizioni 2013).
Interventi di Alberto Bettini, Luca Giannotti, Vinicio Ruggeri.Incontro sul camminare e il recupero di vecchie vie al camminare.Coordina Sara Roversi. A seguire sarà possibile degustare alcuni prodotti e piatti tipici della Valsamoggia. Promosso dall’Associazione “Amici dei portici” nell’ambito del progetto “Piccola Cassia”.

SERA

Ore 21.00

BOLOGNA, Chiesa di Santa Caterina, Strada Maggiore, 2

Itinerari di musica corale, rassegna musicale a cura dell’Associazione Emiliano Romagnola Cori (AERCO). Partecipano i complessi: Coro Arcanto di Bologna diretto dalla Prof.ssa Giovanna Giovannini (brani di musica sacra d’autore e popolari) e Spirituals Ensemble diretto dalla M°. Roberta Sacchetti (brani religiosi tratti dalla tradizione negro-americana).

Gli altri eventi fino al 27 ottobre