UE#8

La Svezia è il paese “più avanzato” in Europa: la dissidenza dal “Pensiero Unico” in Svezia non è ammessa e presto questa intolleranza verso chi dissente dai concetti base del mondialismo e della società multiculturale, sarà istituzionalizzata con la proposta della Commissione Europea di istituire un reato europeo, valido in ogni stato, per chiunque osi denigrare altri gruppi etnici, una versione peggiorativa della legge Mancino già presente anche in Italia, la legge che attualmente punisce “….. l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali”. Si tratterà di punire anche chi voglia pubblicare statistiche che possano dimostrare l’inclinazione a delinquere di determinati gruppi etnici (ad es. i Rom, i Sinti), ovvero la tendenza a sottomettere ed esercitare violenza sulle donne (ad esempio gli islamici sunniti), ecc.. La repressione è in arrivo per i reati d’opinione, nell’Unione Europea, come era largamente previsto, si preannuncia prossima e colpirà in forma risolutiva coloro che dissentiranno dal “Pensiero Unico”. Si sta avverando la profezia del vecchio dissidente russo, Vladimir Bukovsky, il quale aveva detto: “…..L’Unione Europea, questo nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena seppellito (l’URSS) «Chi governava l’Urss? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro. Chi governa l’UE? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro». » «L’Urss aveva i gulag. L’UE», aggiungeva Bukovsky, «non ha dei gulag che si vedono, non c’è una persecuzione tangibile. Ma nonostante l’ideologia della sinistra (mondialista) di oggi sia “soft”, l’effetto è lo stesso: ci sono i gulag intellettuali. Gli oppositori sono completamente isolati e marchiati come degli intoccabili sociali. Sono messi a tacere, gli si impedisce di pubblicare, di fare carriera universitaria ecc. Questo è il loro modo di trattare con i dissidenti».
http://www.controinformazione.info/il-fallimento-del-multiculturalismo-e-lesempio-della-svezia/

Referendum confermativo: una consultazione senza quorum

Il concetto moderno di referendum è, secondo il vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli, quello di un appello, autorizzato e regolato dalla legge, al corpo elettorale perché si pronunci su singole questioni o più particolarmente, sulla struttura essenziale dello Stato o del governo, in quest’ultimo caso con significato riconducibile a plebiscito.
Il termine deriva dal latino, nello specifico dal gerundio del verbo refero (refers, retuli, relatum, referre) che tra i suoi numerosi significati annovera anche quelli di riferire, riportare, rispondere.
Il termine quorum, anch’esso di chiara provenienza latina, deriva dalla frase “quorum maxima pars” e sta a significare il numero legale, la maggioranza, istituti ancora oggi fondamentali negli organi e nelle decisioni collegiali.
Nel referendum confermativo, detto anche costituzionale o sospensivo, si prescinde dal quorum, ossia si procede al conteggio dei voti validamente espressi indipendentemente se abbia partecipato o meno alla consultazione la maggioranza degli aventi diritto, a differenza pertanto da quanto avviene nel referendum abrogativo.
Attraverso il referendum abrogativo si decide se abrogare o meno una legge mentre con il referendum confermativo il popolo decide se confermare o meno una legge di riforma costituzionale già approvata dal Parlamento, ma senza la maggioranza qualificata dei due terzi.
Si procede ad un referendum confermativo di una legge costituzionale nel caso in cui entro tre  mesi dalla pubblicazione della legge stessa, ne facciano richiesta un quinto dei membri di una camera, oppure 500.000 elettori oppure cinque consigli regionali. La votazione ha luogo in una domenica compresa fra il 50° e il 70° giorno successivo all’indizione del referendum stesso.

Così dice il sito del ministero dell’interno: http://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/elezioni/app_notizia_22182.html

Si vota domenica 4 dicembre e Chi andrà a votare dovrà esprimere il suo voto sbarrando il (se è favorevole alla riforma costituzionale), o No (se intende bocciare il ddl Boschi).

Migranti

Cercando di lasciar perdere i (falsi) moralismi e le reazioni emotive, diamo un’occhiata alla legislazione in materia estraendola principalmente dall’articolo  del giornalista Stefano Liberti,  riportato da “L’Internazionale.

Nel 2011 il numero dei cosiddetti sbarchi è stato definito “eccezionale”: la rivoluzione in Tunisia prima, la guerra in Libia poi, avevano fatto lievitare gli arrivi fino alla cifra mai toccata prima di 63mila persone.

Questo aveva spinto il governo di allora – alla presidenza del consiglio Silvio Berlusconi, al ministero dell’interno Roberto Maroni – a decretare la cosiddetta emergenza Nordafrica e approntare un sistema d’accoglienza straordinario, in cui accanto a quello “ordinario” si dava mandato alle prefetture di identificare palestre, alberghi, palasport e luoghi di vario genere da adibire a strutture per i migranti arrivati via mare.

In tutta la penisola si è sviluppato un sistema diffuso di centri, con cooperative, associazioni, soggetti vari già operanti nel terzo settore oppure del tutto improvvisati che hanno risposto all’appello, accogliendo migranti a fronte di una retta media di 45 euro al giorno. L’emergenza è stata chiusa per decreto il 28 febbraio 2013 dal ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri, durante il governo presieduto da Mario Monti. I migranti che ancora erano dentro le strutture sono stati invitati ad andar via, con una buonuscita di 500 euro. Arrivederci e grazie.

Sono passati tre anni dall’inizio dell’“emergenza Nordafrica” e oggi siamo al punto di partenza. Nell’ultimo anno – complici la guerra in Siria e la situazione drammatica sul terreno in Libia – i flussi via mare sono ricominciati. Dall’inizio del 2014 a oggi, in Italia sono arrivati 160mila immigrati, la maggior parte soccorsa dai mezzi navali dell’operazione Mare nostrum, inaugurata il 18 ottobre 2013 dal governo italiano dopo la morte di circa 600 migranti in due naufragi al largo di Lampedusa e chiusa ufficialmente il 1 novembre scorso.

Di quelli che sono arrivati, molti si sono dispersi in giro per l’Europa, anche grazie a un’applicazione permissiva da parte del governo italiano dell’obbligo di identificarli mediante le impronte digitali perché la convenzione di Dublino prevede che il “rifugiato” debba rimanere nel paese di primo approdo.

http://www.viewsoftheworld.net/

Ma per gli altri si è approntato un sistema del tutto analogo a quello del 2011 con tre tipi di centri : i Cas, parcheggi in cui il migrante vive in una dimensione d’indeterminatezza e di servizi scarsi o inesistenti. I Cara, luoghi in cui i richiedenti asilo dovrebbero stare fino a 35 giorni in attesa che la loro pratica sia esaminata dalla commissione territoriale competente e dove invece rimangono in media tra i 9 e i 12 mesi. E i centri dello Sprar : delle 61.238 persone attualmente in accoglienza, più della metà (32.335) sono nei Cas, 10.206 nei Cara e 18.697 in strutture afferenti allo Sprar.

35 euro per ospite sono corrisposti agli enti gestori di tutti i centri (al migrante ne toccano 2,5). Per le strutture con grande capienza e pochi servizi, come i Cara e buona parte dei Cas, si tratta di un’opportunità di business non indifferente: il centro di Mineo, che ha ufficialmente duemila posti ma che arriva a ospitare anche quattromila persone, frutta a chi lo gestisce tra i 70mila e i 140mila euro al giorno. Il contratto di assegnazione, recentemente confermato, prevede una spesa di 97,9 milioni di euro per tre anni, da corrispondere all’ente gestore, un consorzio di aziende e cooperative che vanta forti legami con la politica siciliana, tanto a destra che a sinistra.

Quali sono le cifre che ruotano intorno all’accoglienza? “Tra i 700 e gli 800 milioni all’anno”, afferma Morcone. Di questi, una porzione minima arriva dall’Unione europea, attraverso il Fondo asilo, migrazione e integrazione (Fami), che destina all’Italia per il periodo 2014-2020 poco più di 320 milioni di euro, ossia circa 45 milioni l’anno. Il resto lo mette il governo centrale.

Il lavoro come valore

//www.youtube-nocookie.com/v/nv1G3hWN8Ys?version=3&hl=it_IT&rel=0Era uno dei principali obiettivi sin dall’inizio e ci sono arrivati, forse un po’ in ritardo rispetto ai tempi che si erano prefissati, ma ci sono arrivati. Chi ha capito il progetto dell’Unione Europea sa che le riforme del mercato del lavoro rappresentano lo strumento per ampliare la massa dei precari disposti a tutto e che, seppure con salari bassi e privi di risparmi, saranno costretti a comprare quei servizi essenziali (sanità, acqua, educazione, ecc.) che nel frattempo verranno privatizzati.

Leggi tutto: http://www.retemmt.it/component/k2/item/313-senza-lavoro-sei-disperato-ma-non-pensare-che-sarai-tanto-allegro-al-lavoro

Quelli che il mercato

In risposta a quelli che il mercato:

Ma i primi pionieri hanno fatto davvero una pessima fine. Loro coltivavano, seminavano, innaffiavano e poi arrivavano “i regrediti” che vivevano ancora con la mentalità passiva dei raccoglitori, li prendevano a randellate sulla testa, li uccidevano, si mangiavano quello che c’era e poi andavano a caccia di un altro “mercato”.
Come fanno i colossi finanziari.
Sono nate quindi le prime consorterie di sapienti per salvaguardarsi dai prepotenti.
E’ nata, per l’appunto “la Politica” ovvero una regolamentazione di simili alla pari (tutti coltivatori attivi) il cui fine consisteva nel darsi una serie di norme e consuetudini per difendersi dagli attacchi dei raccoglitori regrediti nel nome del benessere comune.
E hanno inventato la Legge.
Ogni gruppo, poi tribù, clan, consorzio, etnia, popolo, nazione, stato, si è dato le proprie.
Ed è nata la civiltà.
Ciò che ci divide dai primitivi.

L’Italia, in questo momento, è considerata la nazione nel mondo occidentale più primitiva e regredita che esiste. Così ci considerano, così ci vivono, così ci percepiscono.
Quella in cui l’iper-liberismo si è affermato nella sua forma più sfrenata.
Paradossalmente è, allo stesso tempo, la nazione che ha in assoluto il maggior numero di vincoli, divieti, sbarramenti, ostacoli, il che consente agli iper-liberisti di protestare chiedendo maggiore libertà. Ma è un trucco da baraccone.
I lacci lacciuoli e proibizioni sono una invenzione degli iper-liberisti perchè tutto ciò è funzionale al Sistema.
Servono per noi cittadini, animali primitivi di serie B.
Sono fondamentali per il sistema liberista attuale.
Consentono uno sbarramento d’accesso che mantiene intatta l’oligarchia del privilegio all’interno della quale vige, invece, una enorme dinamica, una gigantesca libertà priva di ogni regola, che consente il successo non dei più meritevoli e capaci, bensì del più prepotente e violento…

Il berlusconismo/piddismo è la colonna della nazione che si è manifestato originariamente come un sistema teso ad abbassare sempre di più il livello culturale, in modo tale da far scattare un livello di domanda primitiva alla quale il sistema ha sempre immediatamente risposto con un’offerta di basso livello. Così facendo, la nazione è regredita antropologicamente, e ha iniziato a manifestare delle domande primitive, di bassissimo livello. I  detentori del potere son stati felici di rispondere con una offerta pronta per loro.
Il paese non cambia se non cambiano le domande. E’ un’illusione.

Che cosa fare, quindi?
Prendere atto che cercheranno di abbassare sempre di più l’offerta per appiattire sempre di più la domanda.
Dopodichè cominciare dal basso (per il momento non abbiamo altra scelta) ad alzare il livello, iniziando una nuova e più evoluta modalità di “offerta” nella vita quotidiana, iniziando dagli scalini più bassi, cominciando a occuparsi sempre di meno di “loro”, a guardare sempre di meno i loro prodotti televisivi e quindi parlarne sempre di meno, non leggere più i loro quotidiani e cominciare, invece, a diffondere un livello più alto di offerta esistenziale nello scambio tra persone, per spingere verso un innalzamento del livello della domanda. Costruire e inventare un nuovo modello di solidarietà e diffondere una nuova cultura della cittadinanza, istigando e pungolando la gente a leggere libri, a conoscere, per far sì che si alzi il livello della domanda in attesa dell’implosione inevitabile di questo sistema marcio che scricchiola ogni giorno di più e sta crollando.

liberamente estratto da: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/11/il-clan-degli-invisibili-una.html

Qui a bondeno.com ci abbiamo provato per 10 anni, ma nessuno si è fatto sentire: redazione@bondeno.com

Promozione associazionismo

A Ferrara il 6 dicembre alle 15 presso il Jazz Club di Via Rampari di Belfiore

24 novembre h.10 Hotel Europa Bologna

Analisi degli aspetti e della disciplina giuridico/amministrativa delle associazioni culturali di promozione sociale

Avv. Guido Martinelli: Confronto tra le norme vigenti per le associazioni culturali e quelle per le sportive: similitudini e differenze. La disciplina fiscale dei ricavi di una associazione culturale;

Avv. Carmen Musuraca: I certificati di agibilità teatrale e la gestione inps ex Enpals;

Avv. Ernesto Russo: Volontariato e attività retribuita: disciplina fiscale, assicurativa e previdenziale.

In collaborazione con Studio Legale Associato Martinelli Rogolino.

Sala Parigi Hotel Europa – Via Boldrini 11 – Bologna

28 novembre h.17 Circolo A. Saffi Forlì

Analisi degli aspetti e della disciplina giuridico/amministrativa delle associazioni culturali di promozione sociale

Avv. Ernesto Russo

Confronto tra le norme vigenti per le associazioni culturali e quelle per le sportive: similitudini e differenze.                                                                                           La disciplina fiscale dei ricavi di una associazione culturale.                                                                                                   Volontariato e attività retribuita: disciplina fiscale, assicurativa e previdenziale.

Circolo A. Saffi c/o Sala Cento del Cinema Saffi D’Essai Multisala – Viale dell’Appennino 480 Forlì

6 dicembre h. 15 Jazz Club Ferrara

Project management applicato ai progetti culturali e di spettacolo

Il Project Management come metodologia adeguata alla gestione di progetti culturali in ambito istituzionale e aziendale.

Presentazione della Matrice di Projecet Management, dei gruppi di processi (ideazione, pianificazione, realizzazione e chiusura), delle aree di conoscenza, dei processi fondamentali e di quelli secondari.

Presentazione di alcuni progetti sviluppati da Cronopios (www.cronopios.it) con questa metodologia.

Il Jazz Club Ferrara si racconta… Il Jazz club (www.jazzclubferrara.com) inizia la sua attività nel 1977 e da allora non ha subito alcuna interruzione. Dal 1999 il Jazz Club, opera nella prestigiosa sede del Torrione San Giovanni (splendido bastione rinascimentale parte del complesso della cinta muraria della città ) all’interno del quale, grazie al contributo del Comune di Ferrara, della Regione Emilia Romagna e di una fitta schiera di partners, i soci possono fruire di circa cento concerti annuali dai primi di ottobre a fine aprile. Una esperienza da raccontare come esempio di buona gestione di una associazione culturale/musicale.

Jazz Club Ferrara – Torrione di San Giovanni Via Rampari di Belfiore Ferrara

GLI INCONTRI SONO GRATUITI E APERTI ALLA CITTADINANZA.

Per info: www.endas.net – endas.er@endas.net – 051/4210963 – su Facebook Endas Emilia Romagna

Wikipedia in pericolo di estinzione

“Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.

Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.

Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.

Purtroppo, la valutazione della “lesività” di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l’introduzione di una “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti”.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011

Inutile dire che la stessa sorte è riservata a tutti i blogger e periodici di informazione in rete, che non sono sempre raggiungibili entro 48 ore, visto che nessuno di noi è retribuito per il lavoro che fa.

Quindi non ci resta che parlare del tempo, sperando che nessun meteorologo si offenda.