C’era una volta la Siria

C’era una volta la Siria, paese che godeva di una relativa pace, di un relativo benessere, di una ragionevole convivenza tra le minoranze, della possibilità di mangiare, curarsi, muoversi, lavorare, studiare, viaggiare, pregare. Un paese senza debiti e senza emigrazione. Il tutto grazie anche a un uomo forte, Bashar al-Assad, che aveva imposto il pugno di ferro sull’islamismo radicale. Oggi la Siria è un paese distrutto e affamato, con 400.000 morti e milioni di sfollati.

In mezzo c’è stata la guerra dell’islamismo radicale contro l’ordine e contro il benessere. Nel remoto inizio ci furono manifestazioni per avere “più democrazia” (come se uno Stato a maggioranza islamica potesse davvero avere una democrazia). Ma la regìa occidentalista (quel mix dove USA, Francia e Gran Bretagna collaborano con paesi dittatoriali della Penisola Arabica) aveva già concepito l’apparizione dei “ribelli moderati” in armi, che cominciarono subito a uccidere e distruggere. Moderati a uso mediatico, islamisti radicali nella realtà.

In Siria gli stanchi sceneggiatori occidentalisti ci ripropongono le solite cose usate per la Libia: il dittatore contro il suo popolo, bombardamenti di ospedali, generici orrori attribuiti ad Assad. E quando la popolazione festeggia la liberazione di Aleppo da parte dell’esercito di Assad, ecco che non sanno più cosa dire e ci propinano la bambina senza famiglia che corre tra le macerie (hashtag #Save_Aleppo). Poco importa che l’immagine sia tratta da un video del 2014 di una cantante libanese. Arriva poi l’attacco “chimico” da 70 morti, ridicolo sia rispetto ai morti totali della guerra di Siria, sia rispetto alla realtà di un vero attacco chimico. Ma ovviamente la responsabilità di Assad è “certa” e Trump tira i missili. Solerte si accoda il nostro Alfano dicendo che la reazione è “proporzionata”: affermazione basata sul nulla, visto che anche Alfano dipende solo da informazioni digitali.

Avendo poi cessato l’uso della logica, per lui l’unica cosa certa è che “Assad se ne deve andare”. Perché mai? Forse la Siria creata da Assad era peggiore della Siria creata da questo orrendo conglomerato di occidentalismo e islamismo?

Nel 2011 un ministro libico commentava: «Una commissione ONU che fosse venuta a vedere cosa stava davvero accadendo il Libia vi sarebbe costata meno del lancio di un solo missile». Vale anche per la Siria.

Ma, perbacco, perché muoversi, studiare, indagare? E’ così comodo stare in poltrona, dipendere da “informazioni digitali”, e ripetere le cose che gli stanchi sceneggiatori hollywoodiani ci dicono di credere.

«La presidenza siriana sostiene che quanto fatto dall’America è un atto irresponsabile che riflette una cecità politica e militare frutto di una frenetica campagna di propaganda.» (Asma, moglie di Assad, cittadina britannica, su Instagram). «Se Asma continuerà a difendere le azioni del regime di Assad, il peso della responsabilità del governo britannico sarà quello di privarla della sua cittadinanza per garantire che le sue azioni non provochino gravi danni agli interessi del Regno Unito» (lettera di deputati britannici al Ministero dell’Interno).

Buffo vero? Una persona dice la verità, e i “democratici” britannici le vogliono togliere la cittadinanza.  Però almeno adesso sappiamo che il Regno Unito in Siria ha degli “interessi”. Quali saranno mai?  Credo che si possano sintetizzare così: «Un paese che non si indebita fa rabbia agli usurai». La finanza  internazionale vuole sempre degli “Stati mendicanti” che hanno bisogno dei loro soldi. Uno Stato che riesce a farcela da solo prima o poi finisce male. Non so se è una regola generale, di certo è accaduto in Libia e in Siria.

L’articolo è tratto dalla rubrica “Taglio Laser” che Giovanni Maria Lazzaretti tiene su “La Voce di Reggio”.

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Cortometraggi alla Bassani

Un territorio rivisto – due cortometraggi
isola_bianca_ferrara_terra_acqua Mercoledì 15 maggio, ore 15, presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale Bassani
Proiezione di:
Altri sguardi Progetto coordinato da Natasha Czertok e Marinella Rescigno
La barca Progetto coordinato da Roberta Scanavini e Natasha Czertok
due documentari realizzati tra Barco e Pontelagoscuro (Ferrara)
Intervengono:
– Paola Boldrini, Circoscrizione 3
– Lia Bazzanini, Istituto comprensivo n. 6
– Tania Gamberini, Cooperativa Il Germoglio
– I protagonisti dei documentari
Guarda la Locandina locandina 14 maggio.doc

Comune di Ferrara
Circoscrizione 3
Istituto comprensivo n. 6
Associazione Urbanica
Cooperativa Il germoglio
Servizio Biblioteche e Archivi
Biblioteca Comunale Bassani

Attualità dei '60

E’ il mese di marzo del 1965 quando al Salone di Ginevra, nello stand Fiat, sotto i riflettori brilla la Fiat «850 Spider». La nuova Spider di casa Fiat, realizzata in collaborazione con la «Carrozzeria Bertone», lasciò sorpreso il pubblico che riconobbe in quel frontale il frutto della precedente sperimentazione fatta dalla Bertone con la Corvair “Testudo” inoltre i fari erano gli stessi della ben più blasonata Lamborghini «Miura». La fiancata, alleggerita dalla forma a diedro accompagnava la linea della Spider verso la coda piatta e tronca, nella cui parte posteriore erano alloggiati i due fanali, anch’essi uguali a quelli della Lamborghini «Miura», ed una finta griglia d’areazione color alluminio. I paraurti a lama senza bulloni a vista, i pulsanti per l’apertura delle porte e le cerniere del cofano posteriore realizzate in metallo cromato, contribuirono a dare alla linea della spider un aspetto pulito e filante, degno di una vera sportiva.

da http://www.fiat850spider.it/start.htm

A riprova della validità nel tempo delle soluzioni innovative di allora è che molti appassionati hanno acquistato o conservato con cura il modello e si ritrovano periodicamente in raduni:

Il raduno di Maggio 2013 tra Umbria e Toscana

Definiti tutti i dettagli del prossimo raduno di primavera del Club che si terrà, dal 16 al 19 Maggio 2013, tra Toscana e Umbria, base del raduno sarà l’Hotel Ismaele di Chiusi (SI) che ospiterà i partecipanti .

Siberia, alle radici dello sciamanismo

Dal 3 al 9 Aprile 2013

in collaborazione con il dipartimento di sciamanismo dell’Università della Buriazia
e in compagnia di Selene Calloni Williams

Visiteremo luoghi meravigliosi per i paesaggi naturali che offrono e potremo conoscere gli sciamani più autentici che ancora oggi trasmettono inalterate le conoscenze degli sciamani delle origini. Secondo il grande studioso Mircea Eliade la Siberia è il luogo dove lo sciamanesimo, in senso stretto, è nato.

Così scrive Selene Calloni Williams a proposito del viaggio:

Amici, quello che segue é un viaggio intensissimo che cambierà le nostre vite. Non incominciate a chiedermi quanto costa perché non lo so, i conti sono l’ultima cosa che facciamo qui a Voyagesillumination. Questa volta devo proprio scegliere i partecipanti con attenzione perciò, per favore, se volete venire contattateci per tempo, vi diremo molte cose per scoraggiarvi e, se alla fine, vorrete ancora venire, allora ve lo sarete proprio meritato. Vi voglio bene e credo nel futuro del pianeta!
Selene.

Ps. Gli sciamani dell’Hakasia hanno bisogno di sapere nomi e date di nascita dei partecipanti con molto anticipo per preparare riti e pratiche sciamaniche.

GUARDA LA FOTO GALLERY

Programma

Giorno 1  – 03 Aprile

Arrivo ad Аbacan – capitale della Repubblica d’Hacassia 09.35 (circa). Colazione al bar, presentazioni. Tour della città con visita al Museo Nazionale di Storia dell’Hacassia. Pranzo al café Escursione in bus alla valle dei re, visita del grande tumulo di Salbicschi (75 км da Abacan). Rito di purificazione con sciamana di alto lignaggio Сагалакова Ефросинья Ефимовна. Rito della tessitura chalama. Trasferta alla base turistica «Corte Principesca» (80 км) per il pernottamento. Cena di benvenuto con degustazione di vini e bevande. Cucina Hacassica. Danza etnica Hacassica “Spiriti Izyha”. Colloqui personali, consultazioni con sciamani di lignaggio ereditario.

Giorno 2 – 04 Aprile
Colazione. Trasferta al museo Anhacovschii-riserva «Улуг-Хуртуях-Тас». Escursione all’unico museo del monolite in Russia. Rito sciamanico per soluzioni problemi d’infertilità femminile e revisione della situazione familiare. Sistemazione  in Iurta Hacassica. Adorazione del Хуртуях-Тас e cerimonia del tè. Ritorno ad Abacan (120 км). Trasferta a Sciuscenscoie (85 км). Alloggio nel complesso etno-culturale «Nuovо Villaggio». Cena.
Bagno russo opzionale (prezzo non incluso).

Giorno 3 – 05 Aprile
Colazione contadina tradizionale con zuppa d’avena, frittelle e tè d’erbe siberiane. Escursione al museo storico ed etnografico e alla riserva di Sciuscenscoie. Escursione nel nuovo borgo. Pranzo. Trasferta alla città di Chisil (350 км). Alloggio all’albergo «Odughen» con camere doppie e bagno in camera. Pratiche sciamaniche con Selene Calloni Williams. Cena.

Giorno 4 – 06 Aprile
Colazione. Giro turistico della città in bus con visita all’obelisco che marca il centro dell’Asia, museo nazionale Aldan–Maadir (60 eroi) della Repubblica di Tuva, esposizione «Сокровища Аржаана», tempio buddista «Цеченлинг», «Барабана Желаний». Pranzo. Incontro con scienziato, storico, orientalista sciamano e dottore di scienze storiche e di scrittura popolare della Repubblica di Tuva, Монгушу Бораховичу Кенин-Лопсану. Visita al negozio di souvenir. Cena alla iurta-ristorante con degustazione cucina tradizionale tuviana. Concerto di canto tuviano.

Giorno 5 – 07 Aprile
Colazione. Escursione alla fonte sacra. Rito con sciamani tuvici Дивии Долааны Каадыр-ооловны e Хомушку Виктора Какаевича. Rito di purificazione. Consultazione e trattamento individuale con gli sciamani. Ritorno a Kisil. Visita clinica sciamanica di Kisil «Адыг-Ээрен» e «Дунгур». Divinazione del хуваанак (divinazione coi ciottoli) con lo sciamano Сарыг-оол Сары Каадыр-ооловны. Dialogo con sciamani tuvici. Cena.

Giorno 6 – 08 Aprile
Colazione. Visita centro cultura е mestieri tradizionali. Lezione di canto tradizionale. Il canto sciamanico. Pranzo. Trasferta ad Abacan. (450 км). Alloggio all’albergo Amzac. Cena.

Giorno 7 – 09 Aprile
Colazione. Trasferta all’aeroporto di Abacan. Volo delle 12.15 per Mosca (arrivo all’aeroporto Sceremetievo).

http://www.voyagesillumination.com/2012/10/dal-29-marzo-al-10-aprile-2012-siberia-alle-radici-dello-sciamanismo/

Una storia di altri tempi

di Carlo Bertani

Ora che abbiamo chiarito la Geografia dei luoghi, dobbiamo fare anche un salto nel tempo per incontrare Bernardo P. (taceremo il cognome per non irritare qualche vivente) all’inizio del secolo. Il Novecento, ovviamente.
Bernardo si sente stretto in quel luogo gelido: lavorare tutta la vita nei boschi a fare il taglialegna? Oppure a rimestare corteccia di castagno nelle vasche della fabbrica di tannino? No, Bernardo ha coraggio ed inventiva: S. Giustina gli va stretta, l’America è là che aspetta ed un giorno s’imbarca da Genova su un “vapore”.
Una storia banale, come tante, all’apparenza: se non esistessero i cercametalli e le vicende nascoste nei meandri della terra.
Bernardo giunge in una New York in fermento: si costruisce di tutto, dalle case ai grattacieli, dalle gallerie ai ponti e non gli è difficile trovare un posto come manovale.
Così, lavora duramente nei cantieri con tanti altri italiani e mette da parte, come un certosino, le paghe settimanali perché Bernardo vuole tornare: al paese ha lasciato la fidanzata e, si sa, le fidanzate non aspettano troppo, rischiando di divenire zitelle nell’attesa di un evento lontano.
Un giorno come un altro trova un pezzo di giornale e riesce a capire che è in atto la più folle corsa del secolo: tutti vanno nel Klondike, su al nord, in Canada, perché lassù pare che l’Oro spunti come i funghi sotto i castagni e la gente si riempie le tasche.
Ci pensa, ci medita poi – tanto un lavoro da manovale si trova sempre, avrà concluso – parte.
Le giornate in treno sono lunghe e fredde: bisogna fare in fretta prima che l’Estate cali, che il gelo del Polo s’impadronisca delle foreste. E dell’Oro.
Giunge a Dawson una mattina di chissà quale anno e subito parte per le immense foreste dove, i fiumi che le attraversano, nascondono il sogno, l’incubo, la speranza.
Non sappiamo quanto tempo vagò per le foreste, ma Bernardo va “a correggere la fortuna” – come molti anni dopo un altro ligure, De André, avrebbe messo in bocca ad un viados brasiliano in Princesa, storie d’emigranti anche quelle – con determinazione, con coraggio, con convinzione. E trova, finalmente.
Cosa trovò e, soprattutto, quanto trovò è un segreto custodito ancora oggi dai nipoti: ma trovò qualcosa di consistente, al punto da convincerlo a tornare a New York e ad imbarcarsi nuovamente per l’Italia. Majin (Maria o Marina, in ligure) mica aspetta per sempre.
Tornato che fu, una notizia lo colse: l’arciprete di Albisola aveva messo all’incanto una collina, proprio dove sto posando i piedi oggi.
Albisola, all’epoca, era un grande, immenso orto che sfamava le popolazioni ben oltre Savona, fino a Genova con fagioli e zucchette, pomodori e peperoni d’Estate spinaci e cavoli d’Inverno, fave e piselli in Primavera, insalate tutto l’anno: “turismo” era un termine addirittura sconosciuto nella lingua dell’epoca. Al più, “viaggiatore”.
Le donne imbarcavano su delle specie di gondole (per remare da sole) le ceste di verdura e così attraversavano il breve braccio di mare che le divideva da Savona: la galleria l’avrebbe portata il fascismo. Gli uomini seguivano identici percorsi con la carbonella, per alimentare le cucine della città borghese oppure legna, vino e grano.
Ancora in tempi recenti (vale a dire a memoria degli attuali vecchi) veniva “U Biundin” (Il Biondino) dapprima con un cavallo e poi con un rombante e puzzolente autocarro da Genova, riempiva sacchi e ceste di fagiolini, fagioli, zucchette e le profumatissime pesche d’Albisola per il famoso mercato orientale di Genova (quello dove furono registrate le voci dei mercanti, al temine della canzone “Creuza de mä”).
Avere della terra, all’epoca, significava ricchezza: nessuno, allora, pensava alla speculazione edilizia semplicemente perché non esisteva.
Non sappiamo come Bernardo tradusse la pepita in denaro: immaginiamo lunghe trattative con gli orafi dell’epoca, obiezioni sulla purezza del materiale, contro-obiezioni con offerte subito proposte ad un altro orafo (così il primo veniva a saperlo) finché la trattativa ebbe buon fine e Bernardo incassò il denaro.
Quanto?
Non lo sappiamo, perché la famiglia custodisce gelosamente il segreto: quanto pesava la pepita?
L’unica risposta veritiera è che la pepita “pesava” quanto la collina che osservate nell’immagine: anzi, l’assenza del grandangolo la penalizza un po’, perché s’estende ancora verso destra. Non dobbiamo, però, fare valutazioni col metro odierno: all’epoca, era terreno agricolo e basta.
Passarono gli anni e nacquero i figli, tanti: sulla collina si coltivava ogni metro quadrato e, da Novembre in poi, si spremevano le olive e si faceva l’olio con il procedimento antico, vale a dire macina a pietra e torchio. Mica viti senza fine e centrifughe, come oggi.
Man mano che i figli crescevano e si sposavano si costruiva una casa: tutto fatto in famiglia, ovviamente, perché il legname veniva dai boschi di S. Giustina, la sabbia e le pietre dal fiume.
Poi venne la guerra che sfoltì un poco il gruppo dei fratelli: Russia ed Albania vollero il loro tributo di sangue e Bernardo questa volta pagò per la Patria, per il Duce e per il Re ed Imperatore, di un Impero che si dissolveva come neve al sole sotto i colpi delle armate britanniche.
Tutto finì e, sulla collina, si contarono i sopravvissuti e si ridistribuirono le case, prima di farne altre: uno dei figli volle tentare l’avventura paterna – questa volta in Argentina – ma non ebbe egual fortuna: finito nel turbine dell’instabilità politica argentina del dopoguerra, tornò con la coda fra le gambe dal padre senza un soldo, con una moglie dai tratti indios ed una vagonata di figli che parlavano spagnolo.
Majin, negli ultimi anni di vita, quando Bernardo se n’era già andato, osservava la collina coi suoi figli nelle loro case che s’industriavano nell’Italia del “miracolo economico”: chi scelse di lavorare come muratore, andava per sei mesi all’estero poi tornava e raccontava storie incredibili di tigri ed elefanti. Portava alla moglie una scatoletta di legno di sandalo e questa ricambiava: quando il marito ripartiva, il pancione era già bello tondo.
Chi invece s’inventò le attività più strane: uno, addirittura, varò una piccola fabbrica di varechina. Poi il solito: muratori, idraulici, falegnami…quindi i figli crebbero ed i genitori se n’andarono anch’essi…ed oggi chi fa un mestiere sopravvive, chi ha scelto una laurea ha dovuto emigrare. Se è stato fortunatissimo Genova, solo fortunato Milano o Torino…per gli altri…Colonia, Dusseldorf, Parigi…l’Oro della collina torna ad espandersi per il mondo.
Bernardo viene appena ricordato dai nipoti, i pronipoti non sanno più che faccia avesse se non quella della foto sulla lapide, al cimitero, e di Majin si ricorda una frase che è lo stereotipo delle madri italiane. Guardava la collina, Bernardo e poi, pensando ai figli, sospirava: «Mia, Bernardu, se i tegnimmu come i sun» (Sai, Bernardo, ce li teniamo come sono).
La collina, per ora, ha resistito all’attacco dei banchieri: si difende con l’auto-produzione come solo il popolo italiano sa fare, usando i soldi di stipendi e pensioni solo per pagare le mille gabelle che li taglieggiano. Intanto, si contano i chili d’olio ed i quintali di patate, come un tempo: roba vera, che ti fa vivere, non fuffa.
Questa storia è dedicata ai vecchi politici, perché si vergognino d’aver sodomizzato gente del genere ed ai nuovi, quelli di Grillo – che imparino qualcosa – prima di pensare subito alla notorietà ed ai talk-show.

Eventi alla Bassani

20 novembre ore 16

Grand tour. Passeggiate virtuali nei più bei giardini storici italiani – Ville e giardini storici di Roma
Livia(…) abbiamo deciso di prolungare le nostre passeggiate virtuali per giardini assieme a Monty Don (straordinario e accattivante esperto di giardini e documentarista della BBC) e alla nostra bravissima paesaggista Giovanna Mattioli.
Questa volta potremo visitare – assieme alle nostre due guide – i più bei giardini storici italiani del Sud, del Centro e del Nord. Sarà un’occasione per prendere o riprendere visione del nostro patrimonio storico e paesaggistico attraverso gli occhi attenti e curiosi di un inglese, considerato uno dei conoscitori e divulgatori di storia dei giardini più profondi e appassionati del mondo.
(Testo tratto dalla Circolare ai soci)
Grand tour: passeggiate virtuali nei più bei giardini storici italiani. Ville e giardini storici di Roma
Martedì 20 novembre 2012, ore 16
Auditorium Biblioteca Comunale Bassani
via Grosoli 42 – Piazza Emilia 1 (Barco) Ferrara
Le proiezioni saranno introdotte e commentate da Giovanna Mattioli, che curerà anche la stesura delle schede con le principali notizie sui giardini storici
Ferrara Garden Club
Comune di Ferrara
Servizio Biblioteche e Archivi
Biblioteca Comunale Bassani

» 17 ottobre – 20 novembre
Il terremoto d’Emilia – Fotografie di Jimmy Michele Valieri
CristoUn terremoto di magnitudo (Ml) 5.9 è avvenuto alle ore 04:03 italiane del giorno 20 maggio 2012. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nel distretto sismico: Pianura Padana emiliana. I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Coordinate epicentro 44.89°N, 11.23°E – Profondità 6.3 km. I comuni più vicini all’epicentro sono al confine tra le province di Modena (Finale Emilia), Ferrara, Rovigo e Mantova.
(tratto dalle pagine web: http://www.ingv.it).
La mostra Il terremoto d’Emilia propone 17 scatti realizzati a Sant’Agostino, Finale Emilia e San Felice sul Panaro nei giorni successivi al sisma del 20 maggio 2012.
Ho iniziato a fotografare nel 2003 come fotoamatore autodidatta, con l’uso esclusivo della tradizionale pellicola. La fotografia mi permette di documentare il quotidiano senza alterare l’immagine, una cronaca attenta dei gesti “familiari”. La mia ricerca analizza con delicata crudezza la vita di tutti i giorni in tutte le sue sfumature, i riti rurali di un vicino passato e della natura, attraverso i volti carpiti a persone sconosciute o intime. (Testo tratto dal sito dell’autore)
La mostra è visitabile negli orari di apertura della Biblioteca Bassani
via Grosoli 42 (Barco) Ferrara, martedì – sabato (9-13) e martedì mercoledì e giovedì 15-18:30
Immagine riprodotta: Il recupero del Cristo nella Chiesa di Buonacompra, 2012 ©Michele Valieri
Comune di Ferrara
Servizio Biblioteche e Archivi
Biblioteca Comunale Bassani

» 21 novembre ore 17
Ora del racconto – Storie per la pancia e per il cuore
TeodoroBird feeding: arriva l’inverno!
Diamo da mangiare ai nostri piccoli amici: realizziamo una Torta Babbalù con semi e margarina.
Mostra di mangiatoie per uccelli realizzate con materiali di recupero. Il materiale occorrente è disponibile in loco.
L’esposizione è aperta a tutti; l’attività di laboratorio necessita di prenotazione da comunicare entro mercoledì 14 novembre.
Attività a cura di
CEAS – Centro Idea – Assessorato Ambiente Comune di Ferrara
in collaborazione con Ragruppamento Provinciale Guardie Ecologiche Volontarie Ferrara
Informazioni: Sala Ragazzi, Biblioteca Comunale Bassani – via Grosoli 42 (Barco) Ferrara

Comune di Ferrara
Assessorato Ambiente
CEAS
Centro Idea
Raggruppamento provinciale Guardie Ecologiche Volontarie (Ferrara)
Servizio Biblioteche e Archivi
Biblioteca Comunale Bassani

» 21 e 24 novembre
Impara a giocare – Corsi di scacchi
ScacchiIl mercoledì pomeriggio, per ragazzi della scuola media e il sabato mattina, per principianti della scuola elementare, sono iniziate le lezioni del Corso di scacchi
Dove?
Mercoledì: patio della biblioteca, area antistante il giardino
Sabato: sala ragazzi
Biblioteca Comunale Bassani – via G. Grosoli – Piazza Emilia (Barco) Ferrara
Quando?
Autunno-Inverno
Maestro di Scacchi: Mauro Catozzi
Patrocinio: Circolo Scacchistico Estense

Comune di Ferrara
Servizio Biblioteche e Archivi
Biblioteca Comunale Bassani

» 22 Novembre ore 16:15
Cibo per la pancia e cibo per il cuore – Tre seminari
MelaCibo per la pancia e cibo per il cuore è il titolo di un breve ciclo di tre seminari previsto in autunno:
Giovedì 27 Settembre
Giovedì 25 Ottobre
Giovedì 22 Novembre
Conferenze ad ingresso libero
dalle 16:15 alle 18:30
I relatori, la neuropsichiatra infantile Dina Benetti (ER) e tre psicologi (Andrea Cardi, Vissia Zanobi, Federica Zappaterra), hanno scelto acquolina in bocca come parola chiave.
L’ obiettivo sarà di sensibilizzare la popolazione ad alcune problematiche inerenti l’alimentazione ed i diversi aspetti psicologici correlati.
Verranno messe sotto la lente d’ingrandimento le varie fasi del ciclo vitale: prima l’età evolutiva, poi a seguire quella adulta con particolare riferimento alla donna e la terza età.”
Auditorium Biblioteca Comunale Bassani
via G. Grosoli 42
44122 Ferrara

Provincia di Ferrara
Comune di Ferrara
Servizio Biblioteche e Archivi
Biblioteca Comunale Bassani

» 24 novembre – 22 dicembre
Impara l’arte – La ceramica
Stefania_StocchiEsposizione delle opere di Stefania Stocchi.
Nata a Ferrara, sin dall’infanzia ha coltivato la passione per il disegno e l’attività artistica manuale, scegliendo di frequentare la scuola superiore presso l’Istituto d’Arte Dosso Dossi (Ferrara). Ha acquisito il Diploma di specializzazione di Maestra D’Arte nel 1985 come decoratrice plastica. Lavorando presso alcune botteghe artistiche ferraresi ha conseguito una lunga e proficua esperienza nell’arte di modellare la creta. Dal 1995 si rende “indipendente” cominciando a realizzare e presentare le sue opere nelle fiere e sale per la valorizzazione dell’artigianato locale.
Apre una bottega d’arte come artigiana dal dicembre 2005 fino al luglio 2007 a Pontelagoscuro (Fe).
Mostre personali presso la Sala “Nemesio Orsatti” di Pontelagoscuro (Fe) nel 1999 e maggio 2004.
Espone ceramiche artistiche con Ferrara Arte presso il Palazzo dei Diamanti nel 2007.
Comune di Ferrara
Servizio Biblioteche e Archivi
Biblioteca Comunale Bassani

» 27 novembre ore 17
Incontrando poesia – Reading e consegna dell’antologia ai partecipanti
Reading poetico a cura degli allievi con epilogo in musica e consegna dell’antologia dei testi ai partecipanti
Martedì 27 novembre alle ore 17
Auditorium Biblioteca Comunale Bassani
via G. Grosoli 42 – Piazza Emilia 1 (Barco) Ferrara
Saluto della Presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi
Proposta calendario attività per l’inverno 2013
Comune di Ferrara
Gruppo Scrittori Ferraresi
Servizio Biblioteche e Archivi
Biblioteca Comunale Bassani
Biblioteca Comunale Bassani
via Giovanni Grosoli, 42 – 44122 Ferrara
tel. 0532 797414 – fax 0532 797417
mail: info.bassani@comune.fe.it

Orari
lunedì chiuso
mattino: dal martedì al sabato 9-13
pomeriggio: dal martedì al giovedì 15-18:30