Centro Maria Regina della Pace

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“Il Pallone è rotondo! Il Razzismo è quadrato”
Dissertazioni, testimonianze ed esperienze sulla Giornata della Memoria:
Dallo Scudetto ad Auschwitz – Vita e morte di Arpad Weisz: allenatore ebreo di origine ungherese
Interventi di:
Stefano Salmi, docente e ricercatore universitario di Storia contemporanea – Università de Coimbra in Portogallo.
Presidente e fondatore del Club Intemazionale Bologna F,C intitolato ad Arpad Weisz.
Luciano Brigoli, collezionista e storico ufficiale dei Bologna F,C. Autore della storia dei club rossoblù sul sito www.percorsodellamemoriarossoblu.it.
Ha curato l’allestimento, di mostre e l’organizzazione di eventi.
Stefano Dalloli membro del consiglio direttivo e responsabile sito ufficiale dei Centro Bologna Clubs. co-ideatore e
Co-responsabile del progetto “Percorso della Memoria Rossoblu”.

Bondeno, 28 gennaio 2014

Via Vittime dell’11 settembre (dietro al supermercato Famila)

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Finalista Campiello

Venerdì 10 maggio ore 17 – INCONTRO CON L’AUTORE

Francesca Melandri – PIÙ ALTO DEL MARE (Edizioni Rizzoli, 2012)
Finalista Premio Campiello 2012
Dialogano con l’autrice Guido Barbujani e Paolo Veronesi
Isola dell’Asinara, fine anni Settanta. Luisa, che sale sulla nave per far visita a un marito pluriomicida, è agitata, ma solo perché non ha mai visto il mare. Paolo invece quando torna sull’Isola, quel profumo salmastro gli riporta alla mente le estati al mare con il figlio piccolo. Ma c’è una cosa che i due personaggi hanno in comune: sono soli nel dolore, in un Paese che non può permettersi pietà pubblica per gente come loro. Con questo romanzo Francesca Melandri continua la sua ricerca tra gli interstizi della storia, raccontandoci anni che pesano anche se li vogliamo lontani, inattuali. Il suo sguardo recupera le vite dei parenti dei colpevoli, vittime a loro volta ma condannate a non essere degne di compassione.
Francesca Melandri, nata a Roma, ha al suo attivo una lunga carriera di sceneggiatrice e di documentarista. Nel 2010 ha scritto “Eva dorme” (romanzo dell’anno per la rivista “Elle”), che è stato pubblicato dai principali editori europei tra cui, in Francia, da Gallimard. Con“Più alto del mare” ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio nazionale Rapallo-Carige, il premio Isola d’Elba-Raffaello Brignetti, il premio Stresa 2012.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Paul Auster

Mercoledì 17 aprile ore 16,30 – LA COMPAGNIA DEL LIBRO

LUCI DELLA GRANDE MELA – New York e l’America attraverso gli occhi di Paul Auster
A cura di Alberto Amorelli e Silvia Lambertini
Letture di Elisa Orlandini e Matteo Pazzi
La Compagnia del Libro torna a occuparsi del monografico: dopo l’omaggio al grande narratore nostrano Antonio Tabucchi del mese scorso, Alberto Amorelli e Silvia Lambertini spostano il loro obiettivo su New York e su uno dei suoi più illustri “figli”, lo scrittore contemporaneo Paul Auster, famoso anche per le sceneggiature di film come “Smoke, Blue in the Face” e “Lulu on the Bridge”. In esame la sua produzione dedicata alla Grande Mela, dalla “Trilogia di New York” a “Le Follie di Brooklyn”, si potrà ammirare la chiara e intrigante prosa di Auster nel raccontare la città dal suo cuore e le anime che la abitano.
In collaborazione con Associazione Culturale Gruppo del Tasso di Ferrara
****PILLOLE DI SCRITTURA CREATIVA*****
Nel corso del pomeriggio lo scrittore e docente di scrittura creativa Alberto Amorelli, prendendo spunto dalle opere di Paul Auster, illustrerà ai presenti alcuni suggerimenti per perfezionare le proprie tecniche narrative.

Cultura e potere

Martedì 16 aprile ore 17 – LIBRI IN SCENA

Alberto Castelli e Andrea Gatti – PRENDERE POSIZIONE: IL DOVERE DEL GENIO
RIFLESSIONI SU ARTE E POTERE
In occasione dello spettacolo “La torre d’avorio”, di Ronald Harwood, al Teatro Comunale di Ferrara dal 18 al 21 aprile
L’incontro è volto a definire il rapporto, da sempre controverso e problematico, fra cultura e potere, e ai modi in cui quel rapporto è andato mutando nel corso del Novecento, a partire dagli eventi descritti nell’opera di Ronald Harwood “La torre d’avorio” (1995): la denazificazione tedesca ad opera degli Stati Uniti nell’immediato dopoguerra fino ai giorni nostri.
Alberto Castelli e Andrea Gatti, dell’Università di Ferrara, si occuperanno degli aspetti più problematici della questione, cercando di definirne in particolare le implicazioni storiche e culturali, e interrogandosi più in generale sulle responsabilità individuali e sociali dell’intellettuale.
A cura di Associazione Amici della Biblioteca Ariostea in collaborazione con Fondazione Teatro Comunale di Ferrara

Verdi contro Wagner

Mercoledì 20 marzo ore 17 – LA SCUOLA DELL’ASCOLTO I EDIZIONE

Franchino Falsetti – VERDI CONTRO WAGNER
Nel duecentesimo anniversario della nascita  di Wagner(1813-2013)
La possibilità di ricordare figure di grande spicco del teatro dell’opera e del melodramma dell’Ottocento come Giuseppe Verdi e Richard Wagner rappresenta, in effetti, una ghiotta occasione per ri-vedere molte delle affermazioni e critiche che ne hanno caratterizzato le loro personalità, come il grado di innovazione apportato nell’ambito delle rispettive creatività e produzioni musicali.
Giuseppe Verdi ha saputo usare la musica per renderci partecipi dell’eterno universo dei sentimenti e delle vicende umane in opere immortali tratte dalla grande letteratura europea (da Shakespeare a Dumas) con le sue “grandi arie” come le definiva Rossini. I canti corali di Verdi divennero immediatamente i “mass-media” per il popolo italiano fomentando una nuova e travolgente passione patriottica.
Richard Wagner fonda la “musica assoluta”, la ricerca instancabile della musica: forma comunicativa e forza trascendentale, priva di testo, come anima totalizzante nei preludi e negli interludi. L’invenzione, non esclusiva, del leit-motiv assume una funzione metaforica, non solo per un continuo “contatto” con l’intreccio delle narrazioni, quasi di richiamo metafisico. È da sottolineare inoltre che Wagner nella sua “Tetralogia” ha realizzato una complessa produzione dialettica drammaturgica d’incontro tra nessi simbolici e culturali dell’antica tradizione germanica tra leggende e storia del popolo tedesco. (Franchino Falsetti, musicologo e critico d’arte)
A cura di Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

Allegorie cinquecentesche

L’ICONOLOGIA DI CESARE RIPA
E L’ALLEGORIA DEL CINQUECENTO
conferenza di Sonia Maffei; introduce Sonia Cavicchioli

mercoledì 6 marzo  2013, ore 17
Aula Magna di S. Cristina, p.tta G.Morandi 2, Bologna

ingresso libero

Prosegue la rassegna “I Mercoledì di S. Cristina – incontri con l’arte 2013” organizzata dal Dipartimento delle Arti (DARvipem) dell’Università di Bologna. Le conferenze si svolgono nell’Aula Magna del Complesso di S. Cristina in piazzetta G. Morandi, 2 a Bologna, ad ingresso libero.

mercoledì  6 marzo  2013, ore 17
L’Iconologia di Cesare Ripa e l’allegoria del Cinquecento conferenza di Sonia Maffei (Università di Bergamo); introduce Sonia Cavicchioli (Dipartimento delle Arti – Università di Bologna).

L’Iconologia di Cesare Ripa, edita per la prima volta nel 1593, offre il più vasto repertorio delle immagini allegoriche adottate dalle arti figurative. La grande fortuna di quest’opera consacra il successo e l’interesse moderno per il mondo dei simboli e delle immagini che, unite alla parola dei letterati, diventano a tutti gli effetti un nuovo linguaggio. Prodotto corale di un’epoca, l’opera rappresenta l’insieme stratificato e composito di fonti diverse nello spirito enciclopedico che aveva preso campo in tutta Europa a partire dal Cinquecento. Il suo successo europeo contribuisce alla creazione di un linguaggio figurativo allegorico omogeneo e universale, che progressivamente diventa il punto di riferimento di artisti di epoche e paesi diversi. Tuttavia Ripa non è interessato al fatto artistico nella sua tecnica e  materialità, quello che gli interessa è il rapporto mentale tra idee e figure e il potere comunicativo straordinario delle immagini, capaci di offrire un’alternativa universale e espressiva alla parola.
Può essere interessante oggi rianalizzare quest’opera che, con il suo atteggiamento protosemiotico, ha saputo attraversare lingue e culture diverse, e con incredibile longevità sa ispirare ancora l’arte contemporanea. Le incisioni sono la forza dell’opera di Ripa, l’hanno resa per tre secoli manuale per gli artisti e gli eruditi di tutta Europa.

SONIA MAFFEI
È professore associato di Storia della critica d’arte presso l’Università di Bergamo dove si occupa di letteratura artistica del Cinquecento con particolare attenzione al lessico delle arti e alle fonti del linguaggio figurativo allegorico e simbolico. Si è formata all’Università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore dove ha curato progetti di informatica applicata ai beni culturali. Ha pubblicato, tra l’altro: Luciano di Samosata. Descrizioni di opere d’arte, Torino 1994; La fama di Laocoonte nei testi del Cinquecento, in S. Settis, Laocoonte, Fama e stile, Roma 1999; Le radici antiche dei simboli. Studi sull’Iconologia di Cesare Ripa e i suoi rapporti con l’Antico, Napoli 2009; e curato il volume A.F. Doni, Le Nuove Pitture del Doni Fiorentino, Napoli 2007.

per informazioni al pubblico: dott.ssa Elena Cocchi tel. 051.20972 74 – elena.cocchi@unibo.it
Dipartimento delle Arti – Complesso di Santa Cristina tel. 051.20972 60 – http://www.dar.unibo.it

Prossimo appuntamento della rassegna “I mercoledì di S. Cristina”: mercoledì 20 marzo, ore 17
Aldèbaran; dialogo fra culture artistiche
conferenza di Sergio Marinelli (Università di Venezia); introduce Marinella Pigozzi (DARvipem)