I pianeti della fortuna

Gli antenati dei moderni oroscopi Centro Documentazione Mondo Agricolo Ferrarese

Dal 30 aprile al 16 maggio 2013

MAF – Via Imperiale, 263 – S. Bartolomeo in Bosco

Una piccola ma curiosa mostra documentaria che propone una selezione di modesti foglietti multicolori che prendono il nome dalle credenze astrologiche legate al movimento dei pianeti e finalizzate a prevedere il destino di un individuo. I “Pianeti” riportavano alcune predizioni sul futuro (salute, fortuna, lavoro, amore ecc.), illustrate da vignette molto semplici; venivano offerti ai passanti in cambio di un piccolo obolo da girovaghi che, a volte, rendevano più efficace lo scambio utilizzando anche pappagalli dai colori più o meno sgargianti (consegnavano i foglietti prendendoli con il becco da un’apposita cassettina) oppure scimmiette curiosamente vestite e addestrate.

I “Pianeti della Fortuna”, in un certo senso, possono considerarsi gli “avi” degli odierni oroscopi. Le predizioni potevano essere di carattere generale oppure rivolte a generi, età e condizioni diverse: “bambini”, “bambine”, “giovanotti”, “signorine”, “donne”, “uomini”, “maritate”, “maritati” ecc.
La documentazione proposta è stata selezionata da una collezione privata composta di oltre 500 “Pianeti”, dati alle stampe tra Otto e Novecento.

Molti di questi “Pianeti” presentano immagini e testi degli anni ’30 e ’40 del ‘900, con i numeri da giocare al lotto, aggiornati nel dopoguerra con l’aggiunta di “una” colonna della schedina del Totocalcio

Orari

Dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12 e nei giorni festivi dalle 15 alle 18

Giorni di chiusura

  • Lunedì

Tariffe

Ingresso gratuito

Cammina cammina…

Cammina cammina… Fiabe d’Europa in figurina, a cura di Hamelin, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, vuole offrire allo spettatore una panoramica su come la fiaba europea sia stata rappresentata in figurina.

Forma di racconto sintetica, che procede più per accostamento di visioni che per connessione logica, la fiaba si presta ad essere raffigurata in un numero esiguo di immagini, o anche in una sola. Sorta di concentrato visivo, la figurina, ora rassicurante, ora terrifica, illustra solo alcune scene chiave del racconto. Ma il numero imponente di figurine e materiali affini in mostra (più di 300), tutti conservati in museo, dà conto minuziosamente dei racconti provenienti da Paesi diversi – la Germania dei fratelli Grimm, la Francia di Perrault, la Danimarca di Andersen – permettendo di riconoscere nella fiaba una delle radici su cui si è costruita la cultura europea, in un processo di scambi, trasformazioni, affermazioni identitarie.

Questa indagine si situa all’interno del progetto elaborato da Emilia Romagna Teatro Fondazione Il ratto d’Europa, una kermesse teatrale che propone alla città di Modena un’avvincente inchiesta intorno alle possibili origini dell’identità del Vecchio Continente, scoprendo le specificità culturali, sociali, economiche e politiche che scaturiscono dalla vita comunitaria. Il titolo ‘Cammina cammina…’ quindi, non è solo un omaggio alle ripetizioni tipiche della struttura narrativa fiabesca, ma un reale percorso che mette in luce i fondamenti archetipici che si sono poi diffusi, passo passo, da un Paese all’altro, dando forma ad un vocabolario comune.

L’intento primario della mostra consiste nello svelamento di nuclei di contenuto complessi, spesso sottovalutati, identificando la fiaba come narrazione esclusiva per l’infanzia, cosa che non era in origine. Anzi, le fiabe erano molto apprezzate dagli adulti, che le raccontavano davanti al focolare o durante i lavori manuali e che le amavano perché ponevano interrogativi sul rapporto tra caso e destino, sul contrasto sulle condizioni di vita e sulla possibilità di modificarle. In altre parole, sul senso del vivere umano.

Il percorso di mostra si snoda attraverso sezioni tematiche. Si comincia con ‘Il racconto’, il vero strumento di diffusione della fiaba che è circolata per secoli di bocca in bocca prima di essere fissata in forma scritta. Si continua con ‘I luoghi’, spazi dalla natura fortemente simbolici che proiettano nella concretezza della topografia le tappe dell’esistenza e le emozioni di chi li attraversa. ‘Le cose’, invece, si fanno emblema del difficile rapporto tra uomo e mondo esterno – lo specchio, il fuso e l’arcolaio, le scarpe e la corona – e dell’illusione di poter avere davvero il controllo del futuro. ‘Il destino’, fortuna e sciagura per l’uomo, delinea le mappe esistenziali degli uomini, senza negare mai, però, la necessità della scelta. Infine, ‘Le riletture’: una sezione dedicata al fiabesco, ossia l”ombra lunga’ della fiaba, in cui Cappuccetto Rosso intraprende strade nuove, in una successione di rifacimenti e parodie.

Ogni tema trova concreta dimostrazione nei materiali esposti, tra cui calendarietti da barbiere, cartoline, giornalini per ragazzi, fogli Epinal, figurine pop-up e numerosi album interamente dedicati alle fiabe, veri e propri libri illustrati, come quelli – preziosi e bellissimi – realizzati dalla ditta di cioccolato Stollwerck. Una menzione meritano le figurine Bon Marché: più grandi del comune, illustrate come trionfi di dettagli e colori, rappresentano un esempio felicissimo di sintesi iconografica.

Non solo: video e filmati dimostrano come la fiaba sia capace di contaminare altri spazi dell’immaginario. Scene di film come Psycho o Matrix sono figlie della costante capacità delle fiabe di produrre significati, mentre la pubblicità rinnova i racconti di fate plasmandoli alle esigenze dell’attualità.

Il catalogo, a cura di Hamelin e edito da Franco Cosimo Panini, riproduce tutte le immagini in mostra e tesse una fitta trama di spunti per interpretare non ingenuamente i nuclei tematici delle fiabe. Ogni sezione, che riflette la suddivisione di mostra, prevede alcuni suggerimenti bibliografici relativi a fiabe note e meno note, emblematiche del tema trattato e i cosiddetti ‘prolungamenti’, opere che non sono fiabe, ma ne hanno in qualche modo ereditato caratteristiche, temi, personaggi, significati.

Nella sala del Museo è possibile inoltre leggere e ascoltare fiabe note e meno note nell’Angolo del cantastorie, spazio dedicato a grandi e piccoli per riscoprire il fascino dei racconti di fate.

Come per altre mostre in passato, anche per questa, l’Istituto Superiore d’Arte A. Venturi di Modena collabora attivamente con il Museo: Quel che resta. Installazioni e divagazioni sulle fiabe è il risultato del lavoro artistico e interpretativo sulle figurine realizzato dai giovani creativi della Classe 4C – Corso di Grafica, con il coordinamento di Antonella Battilani.

Ingresso gratuito

Foto-racconti

Giovedì 7 marzo ore 17,30 Sala Ariosto
INAUGURAZIONE MOSTRA: RIFLESSIONI SULL’IMMAGINARIO Storie, immagini e libri

CAPPUCCETTO ROSSO CONTRO BARBABLÙ – Mostra fotografica di Emiliano Rinaldi e Luna Malaguti
Nell’ambito del ciclo di incontri IL PRESENTE REMOTO 2013
Negli ultimi anni, il Cinema e l’Arte Contemporanea hanno riacceso i riflettori sulle fiabe. “Biancaneve”, e “Cappuccetto rosso” hanno invaso nuovamente gli schermi cinematografici e persino la fotografia d’autore ha mostrato rinnovati interessi fiabeschi, come dimostrano le sperimentazioni di due importanti autrici italiane: Debora Vrizzi e Valentina Vannicola. Nell’ottica di una sperimentazione artistica e narrativa capace di calare nella realtà contemporanea le vicende fiabesche di Cappuccetto Rosso e Barbablù si sono mossi anche Emiliano Rinaldi e Luna Malaguti, che propongono due interessanti foto-racconti incentrati sui personaggi che Perrault trasse per primo dalla cultura popolare. Costantemente rielaborate e aggiornate secondo il gusto del tempo, le versioni delle fiabe oggi più comunemente note e indirizzate all’infanzia sono estremamente diverse da quelle raccontate nelle società tradizionali e dalle prime fissate su carta a partire dal XVII secolo.
Emiliano Rinaldi e Luna Malaguti tornano per i loro racconti fotografici alle origini, riscoprono che Cappuccetto rosso può essere letta come la personificazione del passaggio dall’infanzia verso il mondo adulto con la perdità dell’innocenza e che Barbablù non ha un lieto fine. Il tema della violenza verso le donne contenuto in entrambe le fiabe, ci dicono Emiliano e Luna, sono sempre attuali e possono essere aggiornati al presente, aiutandoci a riflettere sul nostro mondo contemporaneo.
I fotoracconti sono completati da una sintetica esposizione di libri di saggistica dedicati allo studio e all’interpretazione delle fiabe.
Gli autori: Luna Malaguti, modenese, ed Emiliano Rinaldi, ferrarese, sono entrambi redattori della rivista “Mumble”. Nel corso del 2012 hanno pubblicato sul sito web della rivista tre interessanti saggi sulle fiabe “Occasionalmente vissero felici e contenti”, “Le fiabe e la violenza sulle donne”, “Fiabe, robotica ed emancipazione femminile”. Emiliano Rinaldi si occupa anche di fotografia come autore e ha firmato esposizioni di rilievo. Luna Malaguti coautrice dello script delle storie messe in scena da questa mostra, interpreta nelle foto sia Cappuccetto Rosso sia la moglie di Barbablù. Nella vita si occupa professionalmente di traduzioni, in lingua (inglese e francese) per l’editoria.
A cura di Roberto Roda, Centro di Documentazione Storica del Comune di Ferrara
In esposizione in Sala Ariosto sino al 13 aprile

Iconologia

Marcoledì 20 febbraio ore 17 – INVITO ALLA LETTURA

Cesare Ripa – ICONOLOGIA (Edizioni Einaudi, 2012)
A cura di Sonia Maffei (Università di Bergamo)
Interverranno Patrizia Castelli e Paola Zanardi (Università di Ferrara)
L’Iconologia del Ripa offre il più vasto repertorio di immagini allegoriche adottate nelle arti figurative. La grande fortuna di quest’opera – cinque edizioni vivente l’Autore, diciotto postume seicentesche, quindici settecentesche – sancisce la rinascita moderna dell’interesse per il mondo dei simboli e delle immagini che, unite alla parola dei letterati, diventano a tutti gli effetti un nuovo linguaggio. Impostata alfabeticamente, vive di quello spirito enciclopedico che aveva preso campo in tutta Europa tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Sonia Maffei è tornata al Ripa, all’edizione del 1603 (la prima illustrata) che viene qui riprodotta con le immagini delle xilografie originali. Ne studia le fonti, il metodo compositivo, il rapporto con le citazioni classiche ed evidenzia l’atteggiamento proto-semiotico dell’Autore grazie al quale, la sua opera ha forse saputo attraversare lingue e culture tanto diverse.
Sonia Maffei insegna Storia della Critica d’Arte all’Università di Bergamo. Fra le sue pubblicazioni, “Le radici antiche dei simboli. Studi sull’Iconologia di Cesare Ripa e i suoi rapporti con l’Antico”. Ha inoltre curato i volumi di Luciano di Samosata “Descrizioni di opere d’arte”; Paolo Giovio “Scritti d’arte: lessico ed ecfrasi”; Anton Francesco Doni “Le Nuove Pitture del Doni Fiorentino”.

Libri preziosi in Ariostea

Francesca Mellone – LA CITTÀ DALLE CENTO MERAVIGLIE di Filippo De Pisis, nell’edizione acquerellata dall’Autore
La conferenza consiste nella presentazione del romanzo autobiografico di Filippo De Pisis “La città delle cento meraviglie”, secondo l’edizione acquerellata dallo stesso Autore, che ne fece dono alla Biblioteca Comunale Ariostea nel 1923, prima di partire per Roma. L’appuntamento vuole offrire l’occasione per collocare l’opera entro un contesto ad alta densità culturale e che ha registrato la compresenza a Ferrara di personalità come Giorgio De Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, interpreti e fautori di quella temperie artistica conosciuta con il nome di “Metafisica”.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea
Giovedì 17 gennaio ore 17 – TESTO E CONTESTO Libri preziosi in Ariostea