Mostra fotografica

Un altro tempo un altro luogo – mostra di Gian Franco Ganzaroli – poeta visuale
Ganzaroli “La nuova mostra fotografica di Gianfranco Ganzaroli, verte su sentieri nascosti, nuovi territori, non ancora esplorati, o forse esplorati talmente tanto da non sembrare neppure che possano portare da qualche parte.”Un altro tempo” questo, dove le lancette non si rincorrono, ma si fermano, riprendono, e perché no, vanno all’indietro, in un presente/passato/futuro, ancora da definire nel suo essere..” (…)
testo tratto dalla presentazione di M. Ganzaroli

“F-One Images, poeta visuale dell’anima: così anche stavolta ci prende per mano e ci conduce in ‘Un altro tempo, un altro luogo’. Qui la poesia si sviluppa in un racconto, una storia trasmessa attraverso immagini un pò surreali, talvolta in un’atmosfera onirica, caratteristiche dello stile che gli è proprio ma che qui danno rilievo alla sua natura di cantastorie.” (…)
testo tratto dalla recensione di A. Vannini

Ingresso gratuito

Dal 2 al 30 novembre
(martedì – sabato 9-13 e martedì – mercoledì e giovedì 15-18:30)
Biblioteca Comunale Bassani – Via Grosoli 42 (Barco) Ferrara

Eternit A

Eternit A

Eternit A Davide Barbierato, Martin Bertagnolli, Luca Forlani, Alessandro Falco, Rosita Gentili, Luigi Mosca, Alessandro Passerini, Giulia Pesarìn, Giacomo Stefani, Massimo Volponi.

Migliarino (FE)

data inizio
05 ottobre 2013
data fine
05 Ottobre 2015

sede
http://premiopaolaocchi.wordpress.com/eternit-a

indirizzo
http://premiopaolaocchi.wordpress.com/eternit-a
Migliarino (FE)

vernissage
05/10/2013

orari
dalle 0.00 alle 24.00.

biglietti
ingresso libero

a cura di
Alessandro Passerini, Elisa Mucchi.

05 ottobre 2013 – 05 Ottobre 2015

Foto di Davide Barbierato, Martin Bertagnolli, Luca Forlani, Alessandro Falco, Rosita Gentili, Luigi Mosca, Alessandro Passerini, Giulia Pesarìn, Giacomo Stefani, Massimo Volponi.

La difficoltà maggiore della prevenzione è il riconoscere le cause della malattia.
Eternit A è un contenitore composto da diversi progetti fotografici che permettono di vedere e riconoscere tali cause, e sensibilizzare sulla prevenzione.
Diversi linguaggi e punti di vista che aiutano a comprendere chi sia questo ‘killer silenzioso’ e la sua assoluta imparzialità nello scegliere le vittime.

In occasione della 9^ Giornata del Contemporaneo promossa dall’AMACI e in contemporanea con il Festival di Internazionale che ogni anno si tiene nella città di Ferrara, vengono presentai on line tutti i 10 progetti finora pervenuti, presto esposti in diverse location nazionali.

Il progetto fa parte di un’azione di sensibilizzazione sul problema amianto portato avanti da più di 3 anni dal comune di Migliarino (FE), veicolato da diverse iniziative culturali (come gli ormai noti concorsi di letteratura e pittura) intitolate alla concittadina Paola Occhi, esempio di valore umano e civico, vittima dell’amianto.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:

tel: +39 329 8791299
info@passeart.it
http://premiopaolaocchi.wordpress.com

MOSTRA FOTOGRAFICA
“Eternit A”
Davide Barbierato, Martin Bertagnolli, Luca Forlani, Alessandro Falco, Rosita Gentili, Luigi Mosca, Alessandro Passerini, Giulia Pesarìn, Giacomo Stefani, Massimo Volponi.

Un esempio da seguire

People who watch things happen

People who watch things happen
Simona Paleari

Pegognaga (MN)

presso
Centro CUlturale Livia Bottardi Milani
Piazza Vittorio Veneto 14
Pegognaga (MN)

vernissage
venerdì 21 giugno ore 18.00

orari
martedì 14.30-18.30
venerdì 14.30-18.30; 20.30-22.30
mercoledì e giovedì su appuntamento

biglietti
ingresso libero

a cura di
Benedetta Alfieri

21 Giugno – 31 Luglio 2013

Foto di Simona Paleari

La fotografia contemporanea arriva a Pegognaga

Cinque mostre personali programmate fino all’inverno 2013-14
per illustrare le RICERCHE PREGRESSE dei FOTOGRAFI coinvolti nella campagna fotografica
del FONDO ARCHITETTURA RAZIONALISTA, progetto DOMInUS

People who watch things happen è la prima di cinque mostre personali di fotografia che si susseguiranno fino al prossimo inverno all’interno del Centro Culturale Livia Bottardi Milani di Pegognaga. Le mostre, curate da Benedetta Alfieri, direttore scientifico del progetto Costituzione e la promozione del Fondo architettura razionalista – azione inserita nel Progetto DOMInUS, Distretto Culturale promosso e realizzato da Fondazione Cariplo e gestito da Consorzio Oltrepò Mantovano -, presentano al pubblico le ricerche pregresse degli autori coinvolti nella campagna fotografica di documentazione e interpretazione delle architetture razionaliste nell’Oltrepò mantovano.
La prima mostra, People who watch things happen di Simona Paleari, che verrà inaugurata il prossimo 21 giugno e resterà visitabile fino a tutto il 31 luglio 2013, presenta una ricerca fotografica durata due anni che coinvolge la piena contemporaneità in un dialogo serrato tra ritratti e fotografie di paesaggio, persone e luoghi, dimensione pubblica e privata, luoghi e non luoghi che finiscono per creare un racconto suggestivo di una condizione esistenziale fortemente influenzata da televisione, cinema, internet.
In mostra anche il premiato video Costellazioni.

La mostra personale di Simona Paleari è accompagnata dal primo numero dei Quaderni del Centro Culturale, una collana che intende raccogliere le proposte più interessanti di ogni stagione culturale del Centro di Pegognaga. Una selezione di fotografie del progetto è accompagnata da un’intervista all’autrice.

“La fotografia approda a Pegognaga grazie al Fondo architettura razionalista”, ha dichiarato Vanni Marchetti, Assessore alla Cultura, “la mostra personale di Simona Paleari è l’occasione per dar conto dell’attenzione che il Centro Culturale Livia Bottardi Milani, attraverso l’Assessorato, intende dare anche alle arti visive e alla fotografia contemporanea in particolare.”

Murder is my business

Reggio Emilia, Palazzo Magnani
Dal 3 Maggio al 14 Luglio 2013

A Palazzo Magnani uno dei Maestri della fotografia americana
Oltre 100 rari esemplari delle immagini più famose
e rappresentative del genio Weegee

Comunicato Stampa

Omicidi della malavita, tragici incidenti stradali, devastanti incendi di caseggiati popolari sono i principali soggetti degli scatti in bianco e nero illuminati dal flash del fotografo Weegee (1899-1968) nella sua attività di fotoreporter freelance a metà degli anni ’30.

Dal 3 Maggio al 14 Luglio 2011, Palazzo Magnani di Reggio Emilia ospita la mostra WEEGEE. Murder Is My Business. L’importante appuntamento espositivo, curato da Brian Wallis, Chief Curator dell’ICP, è realizzato – nell’ambito dell’VIII edizione di Fotografia Europea – dalla Fondazione Palazzo Magnani, GAmm Giunti e International Center of Photography (ICP) di New York.

Le fotografie esposte, intensamente drammatiche, a volte sensazionalistiche, di crimini e fatti di cronaca di New York, gettano le basi di quello che verrà poi definito giornalismo da tabloid. Per un intenso decennio dal 1935 al 1946, Weegee è stata forse la figura che ha dimostrato in modo incessante la maggiore inventiva nel panorama della fotografia americana. Il suo nome divenne letteralmente leggenda, tanto che il regista Stanley Kubrick (a cui Palazzo Magnani ha dedicato una mostra fotografica nel 2011) arrivò ad affermare, riferendosi ai primi anni della sua carriera – quando film come Il bacio dell’assassino oppure Rapina a mano armata rispecchiavano suggestivamente il clima delle metropoli americane – che una delle fonti della sua ispirazione era proprio il fotografo Weegee. Kubrick lo volle infatti come consulente per le riprese nel 1958 del film Il dottor Stranamore.
Prendendo il titolo della mostra che Weegee curò per se stesso alla Photo League nel 1941, Murder is My Business (L’omicidio è il mio lavoro), esposta a Palazzo Magnani, intende gettare luce sulla violenza e il caos urbano, soggetti al centro della prima produzione artistica del fotografo. Come fotoreporter freelance in un’epoca in cui New York contava almeno otto quotidiani e le agenzie di stampa iniziavano allora a gestire immagini fotografiche, Weegee si trovò davanti la sfida di catturare immagini uniche di eventi che facessero notizia per poi distribuirle velocemente. Lavorava quasi esclusivamente di notte, partendo dal suo minuscolo appartamento di fronte alla Centrale di Polizia non appena la sua radio – sintonizzata sulle frequenze della polizia – lo informava di un nuovo crimine. Arrivando spesso prima delle stesse Forze dell’Ordine, Weegee ispezionava con attenzione ogni scena per trovare l’angolazione migliore. Gli omicidi, sosteneva, erano i più facili da fotografare perché i soggetti non si muovevano mai e non si agitavano.

La mostra, curata da Brian Wallis, Chief Curator dell’ICP, presenta rari esemplari delle immagini più famose e rappresentative di Weegee – oltre 100 fotografie originali, tratte per lo più dall’esauriente archivio di Weegee presso l’ICP composto da 20.000 stampe, oltre a quotidiani, riviste e film dell’epoca – e considera i suoi primi lavori nel contesto della loro presentazione originaria – su testate giornalistiche e in mostre storiche – oltre ai suoi libri e ai suoi film. Presenta inoltre ricostruzioni parziali dello studio di Weegee e della sua mostra presso la Photo League. Per approfondire ulteriori dettagli relativi alle immagini e agli oggetti presenti, alcuni touch-screen a disposizione del visitatore.

Weegee (Arthur Fellig 1899 – 1968) – La carriera in ascesa di Weegee come fotografo negli anni ’30 coincise con il periodo culminante della Murder Inc., la gang ebrea di Brownsville che forniva sicari a pagamento al Syndacate, l’associazione newyorkese di boss della malavita per lo più italiani. Con l’ondata di provvedimenti governativi e legali che investì la città tra il 1935 e il 1941, ci fu un’escalation del numero di omicidi di gangster da quattro soldi e potenziali informatori.
Il fotografo spesso lavorava a fianco della polizia, ma aveva anche stretto amicizia con criminali di alto livello come Bugsy Siegel, Lucky Luciano e Legs Diamond. Weegee si definiva il “fotografo personale della Murder Inc.” e sosteneva di essersi occupato di 5.000 omicidi, un numero forse esagerato, ma di poco. Sottolineando la vera natura della sua attività, Weegee mostrava con orgoglio la matrice dell’assegno ricevuto dalla rivista LIFE, che lo aveva pagato 35 dollari per due omicidi.
Vendendo le sue fotografie a una serie di giornali di New York negli anni ’30, e in seguito lavorando come collaboratore freelance per il quotidiano PM, che ebbe vita breve (1940-48), Weegee stabilì un approccio altamente soggettivo sia alle fotografie che ai testi, molto diverso da quello che veniva adottato dalla maggior parte dei quotidiani e dalle riviste illustrate dell’epoca. Attraverso altri canali di distribuzione, Weegee scrisse molto (compresa la sua opera autobiografica Naked City pubblicata nel 1946) e organizzò le proprie mostre alla Photo League, l’importante associazione fotografica che promuoveva fotografie politicamente impegnate, in particolare delle classi operaie. Nel 1941, Weegee allestì due mostre consecutive alla sede centrale della League. Questa visibilità contribuì ad affermare la sua crescente reputazione come fotoreporter, che iniziò ad apporre sulle sue stampe la dicitura “Weegee il famoso”. Il diffuso apprezzamento dello stile intenso della sua fotografia, che non disdegnava soggetti provenienti dalle classe più basse e racconti intrisi di umanità, portò all’acquisizione dei suoi lavori da parte del Museum of Modern Art e la sua inclusione in due mostre collettive nel museo stesso, nel 1943 e nel 1945.
“Weegee è stato spesso liquidato come fotografo ingenuo, ma in realtà è stato uno dei fotoreporter più originali e intraprendenti degli anni ’30 e ’40. Le sue foto migliori associano umorismo, audacia e punti di vista sorprendentemente originali, in particolare se si considerano le foto giornalistiche e documentaristiche dell’epoca. Prediligeva approcci e soggetti spudoratamente da tabloid e di basso livello culturale, ma le sue fotografie di New York negli anni della Depressione devono essere prese in maggiore considerazione, alla pari del lavoro di altri documentaristi fondamentali degli anni ’30, quali Dorothea Lange, Robert Capa, Walker Evans e Berenice Abbott”, dice Wallis di lui.

L’archivio di Weegee è stato donato all’ICP nel 1993 da Wilma Wilcox, la sua compagna per molti anni. L’ICP_L’International Center of Photography (ICP) è stato fondato nel 1974 da Cornell Capa (1918-2008) come Istituzione dedicata alla fotografia che abbia un ruolo centrale e vitale nella cultura contemporanea nel suo riflettere e influenzare i cambiamenti sociali. Per mezzo del nostro museo, della scuola e dei programmi mirati alla comunità, valorizziamo la capacità della fotografia di aprire nuove opportunità all’espressione personale ed estetica, di trasformare la cultura di massa e di evolversi continuamente per includere nuove tecnologie. L’ICP ha presentato più di 500 mostre, portando al pubblico le opere di oltre 3.000 fotografi e altri artisti con mostre personali e collettive, e ha fornito migliaia di corsi e workshop che hanno arricchito decine di migliaia di studenti.

La Mostra è stata realizzata dall’International Center of Photography di New York, grazie al sostegno dell’ICP Exhibitions Committee, la David Berg Foundation, un donatore anonimo, e fondi pubblici dal Dipartimento Cultura della città di New York in associazione con il City Council.
I contenuti interattivi sono stati prodotti da Documentary Arts in collaborazione con Octothorp Studio.
Con la partecipazione della Provincia di Reggio Emilia, Fondazione Pietro Manodori, Camera di Commercio di Reggio Emilia e con il contributo di Landi Renzo spa, CCPL Reggio Emilia, Schiatti Class; media partner: Radio LatteMiele e IBS Italcuscinetti.

Ufficio Stampa nazionale_Studio ESSECI, Sergio Campagnolo
Tel. 049.663499 info@studioesseci.net

Ufficio Stampa Fondazione Palazzo Magnani_ Federica Franceschini
Tel. 0522.444408 f.franceschini@palazzomagnani.it
http://www.palazzomagnani.it

Vedere la notte

VEDERE LA NOTTE / workshop con Andrea Abati

dalla serie “I luoghi del mutamento”, Andrea Abati

Usare la fotografia per vedere nel buio della notte: è questo l’intento del workshop con Andrea Abati in programma per il weekend dell’8 e 9 giugno.
Il fotografo condurrà i partecipanti ad esplorare il tema della fotografia notturna, dal punto di vista tecnico e pratico: ad una prima parte teorica in cui si prenderanno in analisi la percezione dei colori, del buio e delle luci, seguirà una fase sperimentale in notturna, in cui i partecipanti andranno a osservare e prevedere i risultati fotografici, tenendo conto della differenza tra visione / percezione e “realtà fotografica”.

Andrea Abati conduce da anni una ricerca fotografica basata sulla lettura del paesaggio urbano, sia esso periferia industriale o natura modificata dalla mano dell’uomo. Sin dagli anni ’80 realizza immagini di ambientazione notturna, in cui le luci artificiali del luogo tendono a creare paesaggi irreali, quasi alienanti. Ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive in Italia, Francia, Austria, Belgio, Germania, USA, Canada.

Per informazioni e prenotazioni
Tel. 059 224418
formazione@fondazionefotografia.org

AHLAM SHIBLI / artist talk

Domenica 2 giugno alle ore 17 è in programma l’incontro con Ahlam Shibli, una delle tre protagoniste della mostra Three True Stories.
Nel suo lavoro l’artista palestinese rivela, attraverso un rigoroso approccio documentario, le difficoltà quotidiane del suo popolo, affrontando in particolare i delicati temi della guerra e della morte.
L’artist talk si svolgerà nella Sala Grande dell’Ex Ospedale Sant’Agostino e sarà ad ingresso libero.

MASTER / proseguono le iscrizioni

Proseguono le selezioni per il Master di Alta Formazione sull’Immagine Contemporanea.
Ci sarà tempo fino al 19 luglio per iscriversi al nuovo biennio. Tante le facilitazioni per gli studenti provenienti dalle Accademie di Belle Arti e dalle scuole di fotografia.
Consulta la pagina del sito web per avere maggiori informazioni.

SALVIAMO IL BUSTO DEL BERNINI

È in corso una campagna internazionale di raccolta fondi per dotare il busto di Francesco I d’Este – capolavoro del Bernini ed opera simbolo della Galleria Estense di Modena – di un supporto antisismico.
Visita il sito www.foritaly.org per maggiori informazioni e contribuire attivamente al progetto.

MUSEI DA GUSTARE / IX edizione

Nei primi tre week end di giugno torna la grande iniziativa culturale modenese Musei da Gustare, giunta alla sua nona edizione.
Anche Fondazione Fotografia Modena partecipa all’evento: sabato 8 giugno Paola De Pietri presenta il suo ultimo libro To Face e per tutto il week end l’ingresso alle mostre Three True Stories e Il Cantiere della Cultura sarà gratutito.

Bruno Vidoni, fotografo Centese

Venerdì 24 maggio ore 16,30 – IL PRESENTE REMOTO 2013

SANTI, GUERRIERI E BIPLANI – Gli immaginari di Bruno Vidoni, un trickster dell’arte e della fotografia italiana
Presentazione della monografia di  Bruno Vidoni: le inattendibilità del vero, a cura di Roberto Roda e Maria Teresa Alberti, Editoriale Sometti
Le mendaci provocazioni fotografiche e pittoriche dell’artista centese morto prematuramente nel 2001, vengono finalmente raccolte organicamente in un volume prodotto dal Comune di Cento con la collaborazione scientifica del Centro Etnografico del Comune di Ferrara
A cura di Roberto Roda, Centro di Documentazione Storica del Comune di Ferrara

Di Roberto Roda, ricordiamo la recente pubblicazione: “I cavalieri e le vaporiere dell’apocalisse”

Workshop di fotografia

Gerry Johansson

Dopo il grande successo della prima mostra italiana esposta al SiFest 2012, il fotografo svedese Gerry Johansson torna in Italia per una campagna fotografica e due workshop nell’ambito del progetto Adriatic Coast to Coast

Workshop 2.1: SAVIGNANO SUL RUBICONE
11 – 15 giugno 2013
Territorio Rubicone Costa: San Mauro Pascoli, Savignano Mare, Gatteo a Mare, Cesenatico

Workshop 2.2: RAVENNA
15 – 18 giugno 2013
Territorio costiero ravennate: Cervia, Milano Marittima, Ravenna

Adriatic Coast to Coast è un progetto di lettura dei territori litoranei che si affacciano sul mare Adriatico.

I due workshop condotti da Gerry Johansson, così come il precedente seguito da Guido Guidi, s’inseriscono nel contesto più ampio di un progetto europeo che coinvolge realtà territoriali straniere (Slovenia, Croazia, Bosnia-Herzegovina, Albania, Grecia) e regioni italiane che si affacciano sull’Adriatico (Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Puglia).
L’estensione della costa romagnola e la varietà degli aspetti da indagare hanno suggerito il programma di un laboratorio condiviso tra le città di Savignano e Ravenna. Nello spirito di un naturale confronto tra luoghi il progetto mira alla costruzione di un archivio di immagini ad ampia scala.

Per scaricare il programma del workshop, “clicca qui”

Per scaricare il flayer del workshop, “clicca qui”

IL WORKSHOP
Il progetto Adriatic Coast to Coast organizza due workshop successivi pensati in aree geografi che contigue, entrambe appartenenti alla fascia litoranea della regione Emilia-Romagna. All’interno delle zone costiere saranno individuati, quali luoghi di riferimento e spazi di relazione, i paesaggi antropizzati, i nuclei urbani e periurbani, le estensioni rurali e i parchi naturali. L’attenzione dei fotografi sarà rivolta all’analisi dell’ambito costiero nord-sud compreso tra la città di Ravenna e la località turistica di San Mauro Pascoli. Verso est il limite del campo d’indagine sarà costituito dalla naturale linea di costa, verso l’interno, ad ovest, dal tracciato della strada SS16 Adriatica.

IL PROGRAMMA
I workshop sono finalizzati a promuovere la cultura fotografica in Italia e si rivolgono ai giovani fotografi interessati a sviluppare un’esperienza sul campo. Il programma di lavoro si svilupperà in quattro giornate nel corso delle quali i partecipanti , in un confronto costante con Gerry Johansson e con i curatori del progetto, giungeranno alla composizione di una personale sequenza fotografica. Una selezione delle immagini realizzate dai partecipanti nella campagna fotografica Adriatic Coast to Coast arricchiranno il patrimonio dell’archivio fotografico di “Savignano Immagini” e del Comune di Ravenna.
Le immagini saranno raccolte in una pubblicazione ed esposte in una mostra nella prossima edizione del SIFest Savignano Immagini Festival, Savignano sul Rubicone, 13 – 14 – 15 Sett embre 2013.

WORKSHOP 01
TERRITORIO RUBICONE COSTA: SAN MAURO PASCOLI, SAVIGNANO MARE, GATTEO MARE E CESENATICO

Savignano sul Rubicone
11 – 15 giugno 2013

Vecchia Pescheria, Corso Vendemini, 51 – Savignano sul Rubicone (FC)

martedì 11 giugno
14.00 Ritrovo e registrazione partecipanti
14.30 Presentazione workshop e campagne fotografi che realizzate nel 2013
15.30-19.00 Lettura portfolio e discussione

mercoledì 12 giugno
8.00-13.00 Campagna fotografica
14.30-16.00 Discussione e confronto
16.00-19.00 Campagna fotografica

giovedì 13 giugno
8.00-13.00 Campagna fotografica
14.30-16.00 Discussione e confronto
16.00-19.00 Campagna fotografica

venerdì 14 giugno
8.00-13.00 Campagna fotografica
14.30-16.00 Discussione e confronto
16.00-18.00 Campagna fotografica
21.00 Conferenza pubblica Gerry Johansson

sabato 15 giugno
9.00-12.30 Discussione e confronto
Conclusione workshop
Pranzo collettivo

WORKSHOP 02
TERRITORIO COSTIERO RAVENNATE: CERVIA, MILANO MARITTIMA, RAVENNA

Ravenna,
15 – 18 giugno 2013

(Sede da stabilire)

sabato 15 giugno
16.30 Ritrovo e registrazione partecipanti
17.00 Presentazione workshop
18.00-19.30 Lettura portfolio e discussione

domenica 16 giugno
8.00-13.00 Campagna fotografica
14.30-16.00 Lettura portfolio e discussione
16.00-19.00 Campagna fotografica

lunedì 17 giugno
8.00-13.00 Campagna fotografica
14.30-16.00 Lettura portfolio e discussione
16.00-18.00 Campagna fotografica
21.00 Conferenza pubblica Gerry Johansson

martedì 18 giugno
8.00-13.00 Campagna fotografica
14.30-16.00 Lettura portfolio e discussione
16.00-19.00 Conclusione workshop

GERRY JOHANSSON
1945 – Vive a Höganäs in Svezia dal 1969. Si forma come grafico alla Scuola di Design e Artigianato di Göteborg in Svezia. Insieme a Yngve Neglin, Jan Olsheden e Werner Noll fonda nel 1972 la casa editrice Fyra Förläggare AB che lascerà per lavorare come fotografo indipendente. Nel 1995 pubblica “Amerikabilder”.
Fotografa su commissione per i progetto “Japan Today” nell’isola di Shikoku (1999) e “Dronning Maud Land” in Antartide, le immagini saranno esposte al Museum of Modern Art di Stoccolma nel 2003. Riceve una borsa di studio dall’Istituto Svedese per fotografare Tokyo nell’inverno del 2004. Il progetto “Deutschland” (Mack, 2012), esposto in anteprima internazionale alla 21a edizione del SIFEST 2012, chiude la trilogia iniziata con “America” (1998) e “Sverige” (2005). Altre recenti pubblicazioni come “Ulan Bator” (Steidl, 2009), “Pontiac” (Mack, 2011) e il recentissimo “Hatabriken/Luckenwalde” (Johansson & Jansson, 2012) lo consacrano in ambito internazionale come uno dei più importanti fotografi contemporanei.
È rappresentato da GunGallery di Stoccolma.
www.gerryjohansson.com


INFORMAZIONI

La quota d’iscrizione a ciascun workshop è di €uro 190,00 (€uro 350,00 per la partecipazione ad entrambi i workshop di Savignano sul Rubicone e Ravenna).
I workshop saranno avviati al raggiungimento del numero minimo di iscritti.

Gli iscritti saranno selezionati sulla base dei loro curriculum e portfolio fotografici da inviare a: produzione@savignanoimmagini.it
entro il venerdì 24 maggio 2013.

Il portfolio in formato pdf deve contenere un massimo di n. 15 fotografi e e non oltre due pagine di testo di presentazione di un progetto + CV. I file vanno spediti in formato zip, non superiore a 5MB.

L’iscrizione verrà confermata tramite email entro lunedì 27 maggio 2013.

Il workshop sarà tenuto in lingua inglese con la presenza di un traduttore.

Nel corso delle giornate del workshop Gerry Johansson sarà disponibile per visionare i portfolio e i progetti editoriali dei partecipanti.

Ogni partecipante dovrà provvedere alla propria attrezzatura di lavoro: computer, macchina fotografica, rullini, ecc.
Sarà disponibile un servizio di sviluppo di lastre 4×5 pollici, pellicole 120 e 35 mm.

La scelta di utilizzare fotocamere analogiche potrà comportare dei ritardi sui tempi di verifica dei lavori, in relazione alla disponibilità del laboratorio di sviluppo.

Per confermare la propria partecipazione si richiede il versamento entro mercoledì 29 maggio 2013 di undeposito cauzionale di €uro 50,00 da eseguire mediante bonifico bancario intestato a:
ISTITUZIONE CULTURA SAVIGNANO
C.SO VENDEMINI, 67
47039 SAVIGNANO SUL RUBICONE (FC)

Estremi bancari:
Banca: CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA -TESORERIA
Iban: IT 74 V 06270 13199 T20990000709.

Causale: “Anticipo partecipazione workshop Gerry Johansson, Savignano sul Rubicone (o a Ravenna) giugno 2013”

Il saldo di euro 140,00 sarà versato contestualmente all’iscrizione presso la segreteria del workshop a Savignano sul Rubicone (e a Ravenna).

Il depositò cauzionale sarà restituito nel caso in cui non sia raggiunto il numero minimo degli iscritti.

SEGRETERIA
ICS Istituzione Cultura Savignano
Palazzo Vendemini, biblioteca comunale
Riferimentio: Giuseppe Pazzaglia
Corso Vendemini, 67
47039 Savignano sul Rubicone (FC)
Tel. 0541/944017, fax 0541/942194
email: produzione@savignanoimmagini.it