Centro polifunzionale

Sono convinto che Lorenzo (Berlato n.d.r.) abbia colto nel segno quando cita Spazio29 come predestinato. Del resto le pubbliche e plateali lusinghe apparse sui giornali in questi giorni per bocca di due assessori di primo piano appaiono come il viatico di una consacrazione prossima al ruolo di gestore del contenitore polifunzionale. Dal momento che nessuno, a partire da chi ne avrebbe il compito per il ruolo che ricopre politicamente, si adopera per mettere in luce le gigantesche ombre di questa sedicente associazione (tanto per dire: sarebbe bello vederne un bilancio analitico, avere una validazione qualificata delle attività che svolge, della gente che ci lavora, della qualità dei servizi che offre…), sarebbe quantomeno interessante ovviare a una delle due motivazioni che questa (altrettanto sedicente) amministrazione porterà per giustificare la scelta di Spazio29. Sappiamo tutti bene che se non si potrà dire “abbiamo affidato il centro polifunzionale a loro perché sono i migliori” (perché sarebbe da dimostrare) , esiste sempre la seconda opzione: “sono gli unici che si sono fatti avanti per gestirlo”, come è stato maldestramente già fatto. Ergo: mettiamo insieme una proposta da far pervenire in modo che non possano consentire giochini di palazzo?

Enrico Marchetti

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Almanacco

Affinché le tenebre prevalgano è sufficiente che tutti chiudano gli occhi.

Abbiamo aggiornato gli editoriali di bondeno.com con quelli del 2015: li trovate al link seguente in PDF, stampabili e scaricabili.

https://www.scribd.com/doc/67999785/editoriali

Ne estraiamo un pensiero di stagione:

Che non possiamo continuare ad andare a Cento per una semplice medicazione lo dice anche l’ex-sindaco Davide Verri:
http://albo-pretorio-bondeno.blogspot.com/2012/10/ospedale-borselli-le-perplessita-di.html
Peccato che i cittadini preferiscano continuare il loro assordante silenzio, forse perché hanno la bocca piena, sempre troppo occupati a mangiare.

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3 Responses to “Almanacco”

  1. Allora anche in Europa non ci sarà posto per chi dissente e le misure estreme, che le Autorità prenderanno per il “nostro bene” ,saranno applicate a chi dissente o a chi giustifica i terroristi, a chi critica l’immigrazione, il multiculturalismo, le coppie gay, a chi contesta l’unica religione ammessa ed i concetti base del Pensiero Unico. Prepariamoci per il mondo che verrà, quelli delle librerie che bruciano sono i primi bagliori del prossimo futuro che ci predispone l’Unione Europea.
    http://www.controinformazione.info/quando-i-padroni-del-pensiero-unico-danno-ordine-di-bruciare-le-librerie/

    #1426
  2. La locomotiva e il binario morto by araba fenice

    La pubblicazione (che trovate al link sopra, scaricabile e stampabile gratuitamente) comprende gli articoli più letti di bondeno,com; a questi si è aggiunto di recente l’articolo riguardante la vicenda del pastificio (nell’area ex-zuccherificio) con 421 letture.

    https://www.dropbox.com/s/zxb5u4l0oqarvjh/memorabilia2015.pdf?dl=0

    Qui potete scaricare l’e-book di Memorabilia : selezione di vecchi articoli di bondeno.com, ancora attuali

    #1427
  3. “la crisi dell’individuo osservata da Theodor Adorno già nello scorso secolo, non solo non si è risolta positivamente, ma è sfociata nell’individualizzazione riduttiva e dissolutiva del neocapitalismo, che ha fatto tabula rasa dei residui comunitaristici e delle solidarietà reciproche. Ciò si vede con chiarezza in Italia, dove una maggioranza “silenziosa”, rimbecillita se non zombificata, non è più capace di difendere se stessa e il proprio futuro” (1)

    Quindi anche a Bondeno, dove con questo giornale non siamo riusciti a coinvolgere nessuno, non resta che prenderne atto e sospendere le pubblicazioni.
    Tanti auguri!

    1) http://www.controinformazione.info/finita-lindignazione-non-resta-che-limpotenza/

Ma allora chi comanda il mondo?

Comanda la ‘mafia globale’6 come la chiamava il Generale-Maggiore dell’esercito sovietico Kostantin Pavlovich Petrov. Penso che questa definizione sia più precisa di altri tentativi come military-industrial complex o élites finanziarie7. La definizione del Generale Maggiore Petrov coglie qualcosa che sfugge alle altre più asettiche definizioni, è il carattere criminale di questi gruppi di potere. Penso si possa parlare di carattere criminale senza entrare nello specifico guardando al risultato del loro operato. La ricchezza continua a concentrarsi nelle mani di meno persone al punto che il rapporto di gennaio dell’Oxfam ci informa che ormai le 80 persone più ricche del mondo detengono la stessa ricchezza dei 3,5 miliardi di persone più povere e perché già nel 2016 l’1% dei più ricchi avranno più che il restante 99% della popolazione8. Questa concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi è stata studiata da James B. Glattfelder, che ha applicato metodi di analisi propri della fisica per studiare l’interconnessione di sistemi complessi dell’economia globale9 con risultati inquietanti. Il fatto che l’organizzazione di troppi settori della nostra società assomigli sempre più a un’azienda dovrebbe portarci a riflettere visto che le aziende non sono strutture democratiche bensì rigidamente gerarchiche.
Nella premessa del suo ultimo libro Noam Chomsky ci ricorda un episodio che ci racconta Sant’Agostino: è la storia di un pirata catturato da Alessandro Magno, il quale gli chiese come osasse creare scompiglio per mare; il pirata rispose:

«Poiché io lo faccio con una piccola nave, mi chiamano malfattore; mentre tu, che lo fai con una grande flotta, sei chiamato imperatore».

di Ludovico Nobile

estratto da http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=117927&typeb=0

Un po' di logica

Sinceramente non capisco: siamo pronti a plaudire all’autodeterminazione dei popoli (siano essi Greci, Ucraini,  Siriani, primavere arabe e via dicendo) e sono più di trent’anni che il nostro parlamento cede la sovranità dell’Italia a colpi di trattati.

Anche adesso si stanno svolgendo a Bruxelles le trattative segrete sul Ttip e sul Tisa:  “Tisa e Ttip costituiscono il più compiuto attacco portato avanti in questi anni ai diritti del lavoro, ai beni comuni e ai servizi pubblici, ai diritti sociali e ambientali, oltre a determinare il definitivo passaggio dallo stato di diritto allo stato di mercato, con la fine della democrazia e della sovranità popolare”.

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115654&typeb=0

La vita continua

Stamattina, nel consueto giro d’orizzonte dei blog che seguo, ho trovato un articolo che mi aspettavo http://albo-pretorio-bondeno.blogspot.it/2015/01/finisce-qui.html in cui il Dr. Aleotti annuncia la chiusura del suo blog su Bondeno sostanzialmente perché la popolazione è attonita, apatica incapace di reagire, assuefatta all’indignazione indotta da tanti maestri, più o meno cattivi, che dalle televisioni, radio, social-network e blog, come questo, li incita alla denuncia del malaffare e alla scoperta delle “cose che non si sanno”.

Sono gli stessi motivi per cui nel 2013 avevo pensato la stessa cosa e avevo aperto terzapagina.info , poi l’imminenza delle elezioni politiche e la speranza che cambiasse qualcosa mi aveva fatto riprendere.

E’ successo invece che anche i candidati non eletti sono spariti subito dopo le elezioni a testimonianza che ormai la politica è “soltanto far carriera” e la gente (abituata dal calcio) preferisce fare il tifo piuttosto che scendere in campo.

Come dice Paolo Barnard (citato anche da Aleotti): Ciò che manca è la consapevolezza del cittadino medio e la volontà di mettere in atto piccolissimi cambiamenti … e anche questo è abbastanza palese…
Comunque se vogliamo farci male da soli, possiamo fare finta di niente per il resto della vita e lasciare che siano gli altri a risolvere i nostri problemi  …

a loro vantaggio ovviamente, intanto che noi rincorriamo le briciole che lasciano generosamente cadere.

Stretta la soglia larga la via, dite la vostra che ho detto la mia.

Contro il pensiero unico

pslbookQuesto volume, curato dal prof. Paolo Palazzi, è la ripubblicazione del primo volume, quello di macroeconomia, delle dispense di Economia politica relative alle lezioni svolte dal professor Paolo Sylos Labini (1920-2005) negli anni ’70 presso la Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università La Sapienza di Roma. La stesura di queste lezioni ha subito diversi mutamenti nel corso degli anni: quella qui pubblicata è la versione del 1979.
Nel curare questa ripubblicazione si è cercato il più possibile di rispettare la versione originale arricchendola di presentazioni grafiche, attualizzando alcuni dati, semplificando e omogeneizzando formule e grafici.
Perché ripubblicare queste dispense? Moltissimi studenti nel corso degli anni hanno studiato su queste le dispense e attraverso questo studio sono stati messi in grado di comprendere gli aspetti principali dei fenomeni economici. Alcuni allievi di Paolo Sylos Labini sono stati a loro volta docenti di economia che hanno cercato di trasmettere l’insegnamento ricevuto.
Cosa distingue queste dispense dalle centinaia di testi di base di economia che circolano nelle scuole e nelle università? Sicuramente l’impostazione teorica che risulta critica rispetto all’impostazione attualmente ancora dominante nei più diffusi testi di economia. La seguente frase può sintetizzare bene la concezione della scienza economica secondo Paolo Sylos Labini: “Una delle differenze fondamentali fra scienze sociali e scienze naturali è che i fatti che le prime mirano a spiegare sono storici, ossia mutano non solo quantitativamente, ma anche qualitativamente e in modo irreversibile nel tempo storico. In altri termini, mentre nelle scienze naturali la realtà è generalmente immutabile, in campo economico la realtà varia col passare del tempo.”
L’obiettivo principale è quindi quello di mostrare come negli anni settanta fosse possibile studiare l’economia in un modo molto diverso da come si fa attualmente in quasi tutte le università del mondo. La base teorica e le indicazioni di questo volume, ad avviso del curatore, se fossero state patrimonio delle nostre classi dirigenti avrebbero facilitato la comprensione della crisi economica in cui ci troviamo e avrebbero potuto dare maggiori strumenti in grado di affrontarla.