Il risveglio dei popoli

Col solito più che ventennale ritardo, la gente comincia a capirlo…

6 pensieri su “Il risveglio dei popoli

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  2. Per questo è essenziale, se c’è un governo (invece dei grillini occupati a leccarsi le ferite e a pensare alle vendette contro l’alleato), mettere becco nella nomina del governatore della BCE che sostituirà Mario Draghi. Perché già stanno decidendo far loro Berlino e Parigi, senza consultarci.

    Da quel che appare, stanno spartendosi le due cariche importanti. Macron vuole un francese alla presidenza; la Merkel vuole un governatore tedesco (o di un paese satellite) a capo della BCE. La Frankfurter AllGEmeine Zeitung ( FAZ) sta già cantando le lodi dei Jens Weidmann, il governatore della Bundesbank, che ovviamente è già nel consiglio direttivo come tutti i banchieri centrali dell’euro zona.
    https://www.maurizioblondet.it/weidmann-a-capo-della-bce-ci-uccide-o-ci-conviene/

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  3. Nell’esito delle elezioni europee svoltesi in Italia, non bisogna trascurare che, oltre a Gigino Di Maio, ci sono altri due grandi sconfitti da questi risultati elettorali: Emma Bonino e Papa Bergoglio.

    Sono miseramente naufragate sulla soglia di sbarramento (4%) le ambizioni Emma Bonino, fiduciaria di George Soros ed animatrice di + Europa.Secondo la Bonino, come si era espressa in dichiarazioni prima del 26 maggio, avere degli eletti nel gruppo dell’ALDE dove aspirava ad entrare nel Parlamento europeo, rappresentava “un interesse nazionale”, confondendo la Bonino gli interessi dello speculatore George Soros (suo finanziatore ) con quelli dell’Italia.
    Al contrario le aspettative della Bonino si sono scontrate con la diffusa ripulsa della maggior parte degli italiani che non sopportano più le regole imposte dalla UE e le assurde pretese di consegnare agli oligarchi di Bruxelles la propria sovranità, tanto meno di affidare a questi loschi figuri (tipo Junker e Moscovoci), l’amministrazione dello Stato Italiano e l’apertura di tutte le frontiere per farsi “africanizzare” come vorrebbe la Bonino e il suo drappello di mondialisti ossessionati dalle frontiere aperte.
    La Bonino premiata da George Soros

    Il messaggio degli italiani è stato chiaro ed univoco: vattene a casa e curati, ne hai bisogno.

    Papa Bergoglio

    L’altro grande sconfitto di questa tornata europea possiamo considerare Papa Bergoglio, il vero leader della sinistra globalista, visto che quest’ultimo, ha preso posizioni sempre a favore dell’europeismo e delle migrazioni incontrollate. Bergoglio non ha perso occasione di sostenere di dover accogliere tutti i clandestini ed ha sempre attaccato il ministro dell’Interno rifiutando di incontrarlo fino a che non avesse cambiato politica.
    Anche questa volta “solo una sana e inconsapevole libidine ha salvato gli italiani dallo stress e dall’azione cattolica”, ovvero di mettersi a seguire i precetti del Papa gesuita Bergoglio e delle sue ossessioni mondialiste per la nuova “Religione Universale”.

    Questo dovrebbe far riflettere i papisti filo Bergoglio che sostiene posizioni incompatibili con la funzione e con la storia millenaria della Chiesa. Di conseguenza i fischi indirizzati al papa Bergoglio a Milano sono stati una riprova della ripulsa di buona parte della popolazione cattolica nei confronti di questo personaggio vestito di bianco che, dal suo scranno papale, fa politica e si intromette nelle questioni dello Stato italiano. Sembra che gli italiani non accettino le ingerenze del Papa gesuita e della sua visione sorosiana delle migrazioni.

    Gli italiani hanno dato il loro voto esattamente a quelle forze che si sono opposte alle migrazioni ed in particolare a quelle posizioni prese dal Papa Bergoglio. Questi dovrà farsene una ragione.

    Si potrà lasciare adesso ai grandi opinionisti, quelli a contratto dei media, il compito di commentare i risultati delle elezioni italiane per il Parlamento europeo ma rimane il fatto incontrovertibile del successo delle forze sovraniste, con la Lega sovranista di Salvini che è cresciuta di 7. 451 milioni di voti, in buona parte anche Fratelli d’Italia della Meloni, cresciuta di 717.000 mila voti. Nello stesso tempo il PD, partito filo UE e filo migrazioni è sceso di 6.029 milioni di voti e Forza Italia di Berlusconi (ambigua e opportunista) scesa di 2 milioni dopo che Berlusconi ha proposto Mario Draghi come nuovo premier.

    Gli italiani dei tecno burocrati della UE e dei mondialisti ne hanno avuto già abbastanza con Mario Monti e la sua compagnia di giro. Il risultato delle elezioni europee sta lì a dimostrarlo.
    Luciano Lago
    https://www.controinformazione.info/la-disfatta-dei-mondialisti/

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  4. I partiti creduti sovranisti non sono realmente sovranisti anche perché non hanno messo in luce il problema della posizione appunto subalterna dell’Italia rispetto agli interessi di altri paesi dell’UE, non hanno proposto una soluzione realistica a questa condizione che ci condanna alla sistematica e progressiva spoliazione e deindustrializzazione e africanizzazione. Si sono limitati a dire che avranno più forza nel parlamento europeo, mentre in ogni caso i vari partiti “sovranisti” europei sono e rimangono una minoranza in quel parlamento, (per l’Italia poi hanno scelto di non presentarsi neppure N.d.R)
    http://marcodellaluna.info/sito/2019/05/27/il-banco-vince-le-elezioni-europee/

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  5. in Germania e nei Paesi che fanno parte del suo sistema economico, nei luoghi insomma dove l’Eu e l’euro sono stati un sofisticato sistema di sfruttamento degli altri partner, ha prevalso lo status quo anche grazie all’operazione Greta che ha fatto levitare i Verdi oltre l’immaginabile perché su di essi si è riversata molta parte della protesta interna. Infine, ad eccezione dell’Ungheria anche negli ex Paesi dell’est, sia pure a volte con qualche perdita ha prevalso l’euro conservazione, visto che la Ue con le sue delocalizzazioni ha portato notevoli vantaggi senza però gli svantaggi della moneta unica.

    La Gran Bretagna è il Paese dove il messaggio è stato più chiaro: ha stravinto Farrage, i conservatori sono stati puniti per il loro traccheggiare sulla Brexit e anche il Labour che da un iniziale appoggio all’abbandono della Ue si è via via avvicinato al “remain”, ha subito un duro scacco. In Francia Macron e gli europeisti sono stati battuti dalla Le Pen così come una sinistra che non ha trovato la forza di ribellarsi all’ordo europeismo, nonostante i moniti di Melenchon. Anche qui i verdi hanno raccolto una insperata ricca messe di voti che presumibilmente accoderanno al potere, per quel che vale, nel parlamentino di Strasburgo. In Italia infine ha stravinto Salvini che ha cancellato i Cinque stelle, vittime di una gruppo dirigente così poco avvertito da aver man mano cancellato il proprio spirito critico nei confronti della costruzione continentale non si sa per far piacere a chi. A questo punto è perfettamente lecito supporre che tra gli elettori e il gruppo dirigente ci sia ormai una frattura incolmabile. Nel dramma senza fine della Grecia gli elettori non hanno trovato altro che far vincere i conservatori pur di bocciare Tsipras.
    https://ilsimplicissimus2.com/2019/05/27/tutto-come-prima-niente-come-prima/

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  6. Il rifiuto del Parlamento di rispettare il risultato del referendum del 2016 è stato la rovina di entrambi i partiti tradizionali, come confermato alle elezioni locali due settimane fa, quando il partito Tory ha perso oltre 1.300 consiglieri — la loro più grande sconfitta negli ultimi decenni — e il Labour ne ha persi 82. Le elezioni locali sono generalmente combattute e vinte su questioni locali, ma non quest’anno. Quest’anno, nonostante gli sforzi dei partiti conservatori e laburisti di minimizzarne l’importanza, per gli elettori la questione cruciale è stata la Brexit, e gli elettori disillusi hanno colto l’occasione per punire entrambi i partiti principali per la loro mancanza di progressi nell’arresto della Brexit (elettori pro-Remain) o nella sua applicazione (pro-Leave).

    Mentre i Liberaldemocratici e il Partito verde, entrambi su una piattaforma anti-Brexit e impegnati a tenere un secondo referendum, hanno ottenuto un aumento significativo nei voti, affermando che questo ha dimostrato che il popolo britannico aveva cambiato idea sulla Brexit e ora desiderava rimanere — in verità non è altro che un pio desiderio. I secondi maggiori successi sono stati fatti dai numerosi partiti indipendenti (un aumento di 612 consiglieri) molti dei quali erano in lizza per la prima volta, e diversi su piattaforme pro-Brexit. L’affluenza alle urne (35,9%) è stata addirittura inferiore rispetto a quanto avviene tradizionalmente per le elezioni locali, con molti elettori che hanno deciso di rimanere a casa. Migliaia hanno espresso la loro rabbia sui social media, molti giurando di non votare mai più per nessuno. Sebbene il Brexit Party non abbia partecipato alle elezioni, migliaia di elettori hanno colto l’occasione per annullare la propria scheda elettorale scrivendo “Brexit Party” o semplicemente “Brexit” in segno di protesta.
    Amanda Hunter in http://appelloalpopolo.it/?p=51536

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