Il nemico dei popoli

A vedere quella lista di importazioni, ci si chiede che cosa produca, oggi, il lavoratore americano industriale. Ma già, la memoria corre a Wall Street, le colossali GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) che rendono centinaia di miliardi ai loro padroni giovani e geniali, il dominio incontrastato dell’industria dello spettacolo (Disney, Netflix): l’America vive del suo patrimonio “culturale” e immateriale, che scambia con il lavoro operaio del mondo, essenzialmente dell’Asia che ha sviluppato con la propria de-industrializzazione. Il “terziario avanzato”, che può infischiarsene dei milioni di senzatetto che muoiono di oppiacei, perché la finanza non ha più bisogno di loro. Una economia da rentiers, sotto le forme apparentemente avanzate.

Cosa succederà adesso, come si configurerà la distruzione di Bretton Wood II, lo spiega Bertez: “Nel vecchio sistema, il riciclaggio dei capitali mondiali creati dagli eccedenti degli uni e dai deficit degli altri, si è tradotto in una massa immensa di denaro in cerca di impiego. Ciò ha fatto abbassare i tassi d’interesse e incitato le banche a creare veicoli sempre più sofisticati e pericolosi, la cui complessità serve appunto a mascherare il rischio”: il rischio che qualcuno, debole, in fondo alla piramide, non riesca più a servire il suo debito, facendo crollare tutto.

E’ quel che abbiamo visto avvenire alla Grecia e quel che le hanno fatto i banditi.

Perché non deve emergere la verità: tutto il vecchio sistema ha fatto calare i “premi di rischio” e i “premi di durata” sui debiti, una finzione che dura finché dura l’inondazione di dollari creati dal nulla per colmare i deficit Usa. (1)

Infatti se fino a pochi anni fa sul pianeta ed in Italia era vivo lo scontro tra il capitalismo finanziario ed il capitalismo produttivo, oggi quello scontro è risolto con il trionfo del primo. In Italia la chiusura o la svendita di quasi tutta l’industria di stato, il ridimensionamento dei grandi gruppi industriali e la crisi della piccola e media impresa sono le testimonianze evidenti di questo “trionfo”, per cui le forze in campo si sono ridotte ad una sola. Tutto questo sul piano politico trova riscontro nel progressivo identificarsi delle forze partito: il centro-destra ed il centro-sinistra non si differenziano più su nulla, anzi, alleati nei governi Monti e Letta e consociati in quelli Renzi e Gentiloni, hanno condotto l’Italia in un baratro da cui sarà difficile uscire. Sono sempre più asserviti al potere finanziario vincente e continuano imperterriti a spartirsi le percentuali di appalti e prebende. Per fortuna da tale appiattimento sta germogliando una sorda e massiccia protesta popolare che sta cercando un suo naturale sbocco. Uno sbocco che deve essere di impegno civile e politico. Ne è prova l’attuale governo Conte. Ma quale consapevolezza hanno il governo e le forze che lo sostengono dello scontro in atto? Sono consapevoli che il nemico dei popoli, e quindi anche del popolo italiano, è il liberismo e che tutte le componenti che lo hanno fatto assurgere ad unica ideologia imperante vanno combattute e debellate? Hanno chiara la visione di una prospettiva politica nuova e diversa dove l’economia è solo uno strumento che deve essere al servizio dei popoli e non viceversa, come avviene oggi? E che lo strumento di controllo e mediazione è rappresentato proprio dalla politica? (2)


  1. https://www.maurizioblondet.it/gli-effetti-della-cura-trump-sul-sistema-mondiale-altra-deflazione/
  2. https://www.controinformazione.info/costruire-un-progetto-alternativo/

4 pensieri su “Il nemico dei popoli

  1. L’Impero Romano fu il primo grande impero veramente multietnico della Storia: rispettavano tradizioni, usi e costumi, ma chiedevano il pieno rispetto delle leggi.
    Nel primo secolo dell’Impero, a difendere le frontiere – dal Portogallo all’Armenia, dalla Germania all’Africa – erano in servizio 250.000 effettivi. Pochi? Tanti? Fate voi: l’attuale Esercito Italiano – che non ha certo da difendere quelle estensioni ed è un esercito tecnologico – ha in servizio (escludendo i Carabinieri) circa 190.000 effettivi.
    Come facevano i Romani?

    Semplicemente, di quei 250.000 uomini solo la metà erano cittadini romani, mentre l’altra metà era composta da ausiliari (ossia ex barbari “romanizzati”), che ricevevano una paga pari a circa 2/3 rispetto ad un legionario romano ed erano schierati, in battaglia, in prima linea.
    Qual era la “spinta” per farli marciare e rimanere nei ranghi a fronte del nemico? La promessa della cittadinanza romana, dopo anni ed anni di servizio.
    La cosa funzionò sempre e, se cercate la causa della fine dell’Impero, cercatela pure da altre parti: nella gestione finanziaria, nella corruzione, negli errori strategici compiuti da uomini che non erano più un Tiberio, un Vespasiano, un Traiano od un Marco Aurelio.
    E, adesso, torniamo all’oggi.

    Che ne facciamo di quel mezzo milione d’immigrati?
    Non mi raccontate storielle che se li prenderà l’Europa o che saranno rimpatriati: dai, su, siamo uomini e non caporali, non stiamo a credere alle promesse elettorali. Appena aperta la trattativa, la Tunisia ha subito chiuso i battenti e, attenzione, finora era stata l’unica a riprendersi qualcuno.
    http://carlobertani.blogspot.com/2018/09/economia-o-finanza.html

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  2. I golpisti. Dal governare contro il Popolo, al governo senza Popolo

    di Paolo Borgognone – 21/09/2018

    I golpisti. Dal governare contro il Popolo, al governo senza Popolo

    Fonte: Paolo Borgognone

    A “Otto e Mezzo”, nel solito monologo a 4 tra altrettanti giornalisti che la pensano allo stesso modo su tutto (ossia, W la Ue!, Abbasso Salvini!, Abbasso Orban!, Abbasso i populisti!, le coordinate della trasmissione sono, più o meno, sempre queste), un allucinato Giampaolo Pansa ha evocato l’ipotesi del “golpe militare” di Esercito, Carabinieri e Polizia per “liberare” il Paese dal governo Salvini-Di Maio. Modello cileno per Pansa?
    https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=61011

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