Lo spazio elettorale e il nulla politico

Dunque per ora lo spazio che si è aperto corrisponde ampiamente al nulla, al vuoto da cui la natura rifugge, ad aspirazioni e idee che non riescono a venire da galla, sommerse come sono dai detriti del passato.

Il simplicissimus

miserie-del-tempoStiamo guardando un telefilm, anzi un episodio di quelle serie noiose serie ospedaliere dove la sanità diventa qualcosa di radicalmente diverso da ciò che è in realtà e nelle quali vedremo probabilmente in futuro lo stesso Renzi in crisi da visibilità: c’è una equipe di informatori che dopo i ballottaggi grida “lo stiamo perdendo” e tenta di rianimare un soggetto talmente morto da essere stato sconfitto persino nelle sue cittadelle clientelari: Siena, città del Monte Paschi, valga per tutte. L’accanimento terapeutico di tv e giornali, nel far pensare che un soggetto politico morto come il Pd sia in realtà ancora vivo, seppure malconcio, deriva dal fatto che la razza padrona locale aveva individuato nella creatura di Veltroni l’attore ideale per una fuoriuscita alla chetichella dalla socialdemocrazia e l’approdo verso l’eurismo mercatista mentre ora si ritrova con niente in mano e con una grande incertezza dopo l’esperienza col cialtrone di Rignano.

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3 pensieri su “Lo spazio elettorale e il nulla politico

  1. SOLO NEGLI USA?
    L’aspetto affascinante e distintivo del sistema totalitario de facto statunitense è l’illusione che il pubblico creda di essere “libero”, la più grande notizia falsa di tutte. Tale compiacente accettazione della “libertà” come “fatto” apparente è forse il fattore chiave del perpetuarsi del sistema capitalista statunitense ed occidentale. Pochi sospettano che in realtà non siano altro che prigionieri, schiavi, sudditi in un serraglio di falsità o falsa coscienza, condizione oppressiva della loro vita. La prova di ciò è il modo in cui chi racconta fatti viene ignorato e censurato dai media mainstream statunitensi. Un sistema totalitario indottrinato non può sopportare dissenso o critica.
    http://aurorasito.altervista.org/?p=1191

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  2. La lontananza dal mondo reale, l’abbraccio incondizionato e dogmatico al multiculturalismo, l’accettazione acritica delle leggi del libero mercato, hanno inesorabilmente scavato la fossa all’area politica peggiore vista negli ultimi decenni.

    Convinzione di essere dalla parte giusta, sempre e comunque, incapacità di vedere come il tessuto socio-economico dell’Italia stesse cambiando, odio manifesto per ogni istanza popolare, sono le caratteristiche che accomunano i vertici e la base del Partito Democratico.

    Hanno dovuto ingoiare la formazione di un governo identitario/populista, e sin da subito hanno iniziato a nicchiare, cercando di gettare zizzania tra il partito di Di Maio e quello di Salvini.

    Nemici di ogni cambiamento, responsabili di decenni di svendita ed umiliazione della sovranità nazionale.

    Ora il Pd e la sinistra tutta sono passati dalla disfatta elettorale alla definitiva liquidazione.

    Antonio Terrenzio in https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60702

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  3. Non so quanti di voi (spero tanti) se ne stiano rendendo conto, ma oggi, grazie al governo di Giuseppe Conte, populista, brutto sporco e cattivo, i temi sul tappeto della politica italiana sono la lotta alla tratta di esseri umani, le pensioni, il reddito di cittadinanza, i vaccini, la lotta al gioco d’azzardo, il contrasto al precariato, la rivisitazione dei progetti concernenti le grandi opere, la legittima difesa, l’eliminazione delle sanzioni alla Russia e perfino i dazi. Mentre fino ad un mese fa gli unici temi sul tappeto erano sempre è soltanto lo ius soli, i matrimoni gay e l’antifascismo in mancanza di fascismo….

    Solo un indovino potrebbe sapere per quanto tempo Conte riuscirà a restare in sella, nonostante gli attacchi continui portati con livore dai grandi poteri. Quali e quante delle proposte contenute ne progetto di governo riusciranno a vedere la luce e quali saranno i tempi necessari perché questo avvenga.
    Marco Cedolin in https://ilcorrosivo.blogspot.com/2018/06/benvenuto-populismo.html

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