Comunità

Le strade sono sempre più colme di un assordante silenzio, interrotto solo dal rumore di qualche televisore, baby-sitter e governante insieme per gente trincerata in casa e isolata dal resto del mondo. Non esiste più l’abitudine della passeggiata in piazza, della convivialità e del ritrovarsi insieme; non esistono più i tanti negozi davanti ai quali soffermarsi, triturati nei vortice della grande distribuzione, o della sconsolante abitudine ad acquistare fuori dal paese; tante attività, anche storiche, hanno chiuso i battenti e altre sono sul punto di farlo, senza essere rimpiazzate. Il paese, così, sta gradualmente trasformandosi in un demoralizzante dormitorio, che sembra risvegliarsi solo in alcune occasioni in cui si cerca di rinverdire, senza riuscirci, momenti non solo felici e indimenticabili della vita di Finale, ma anche di un certo spessore culturale e comunitario. Mai un’iniziativa pubblica, mai una proposta ad hoc degna delle nostre migliori memorie. Solo, occasionalmente, qualche sprazzo di luce dovuto all’indefesso sforzo e alla strenua determinazione di volontari incalliti. Non esistono più in paese luoghi di aggregazione deputati e adatti ad una vita di socialità e di ritrovo, depauperato improvvidamente anche di quel “tendone”, un po’ scomodo e bruttino a dire il vero, che tuttavia svolgeva il suo ruolo primario e fondamentale, consentire cioè ai Finalesi di godere di una qualche forma di spettacolo senza dover andare nei paesi limitrofi, tutti attrezzati al riguardo; o di utilizzare la struttura per incontri o eventi di vario genere. Che fare allora? lo credo sia necessario che i cittadini tutti si risveglino da questo torpore e attivino le loro indiscusse qualità – fantasia, concretezza, impegno, determinazione-che, unite ad un maggiore coinvolgimento dei giovani, possano infondere nuova linfa alla rinascita del paese. Ma ancor più fermamente credo che serva la convinta e caparbia volontà di chi si è assunto l’onere e l’onore di governare la nostra cittadina per uscire da questo sconveniente stallo, che dura ormai da troppo tempo e che da troppo tempo avvilisce e mortifica il nostro Finale!

Isa Guidetti in Piazza Verdi, marzo 2018

3 pensieri su “Comunità

  1. ..Non si può dire che qualcuno dall’alto delle leggi spirituali (le quali impongono che in un modo o nell’altro le pecore vengano avvertite della fine che andranno a fare) ….non suggerisca al gregge la verità.
    Eppure il gregge distratto non la legge
    Ecco che le intenzioni sdoganate ma non intercettate dal popolo rivelano una generazione incredula, adultera, malvagia, spietata ed essenzialmente materialista che è condannata a morire …è sempre la stessa storia da secoli, ciclica, con punte di mistificazione più o meno alte e collaborazionisti sempre proni a tradire il bene comune.

    Il cambiamento in atto è evidente dappertutto, ma la cecità dell’uomo non gli permette di rendersi conto di tornare “volontariamente” a soffrire e far soffrire; è tanta l’ansia di essere migliore, di avere di più, di avere successo, di avere potere e sentirsi superiore agli altri, che non riesce a guardarsi intorno e vedere la sofferenza che ha causato al pianeta e ai suoi simili.

    “Immagina cara Giusy che per prendere la Bastiglia morirono 171 persone del popolo. Solo 7 prigionieri ospiti della prigione furono liberati (2 politici e 5 delinquenti comuni)….il popolo pagò un prezzo altissimo e ogni organo popolare istituito si trasformò presto (in nome della Rivoluzione) in una persecuzione sanguinaria contro i nemici della rivoluzione (solo Robespierre ne fece giustiziare 50mila)…per ritrovarsi nuovamente l’alta borghesia (con diritto di voto in quanto possidente) a dirigere e amministrare le sorti della povera gente….gente però che non aveva voluto vedere il fine ultimo di un’ ennesima restaurazione del potere piramidale traslato dalla monarchia all’industria e alla finanza.
    La storia continua ancora oggi e la servitù volontaria dei popoli ignoranti e rabbiosi è eclatante.
    Finché non ci sarà una classe dirigente in grado di “educare” al discernimento e al socialismo ideale (visto che quello reale ha fatto solo il gioco dei potentati post rivoluzione francese) non si andrà che in bocca al DRAGO.

    Finché le persone non si eleveranno spiritualmente dovranno soffrire e essere truffate, tradite e sfruttate. Alzare la testa vuol dire guardare in alto…proprio lì dove l’immaginario porta dritto al male per combatterlo e andare OLTRE. Si deve sempre ripartire dai confini che sono in fondo come le radici…puoi scavalcarli e puoi allontanarti da loro..ma il tuo cuore, le tue abitudini, il tuo dialetto, il tuo uomo, la tua donna, la tua famiglia circoleranno con il tuo sangue
    Il rispetto per le diversità nasce dalla consapevolezza di esserne parte

    C’è ancora tanta strada da fare!
    Si parte!

    A.Rossi https://www.facebook.com/anna.rossi.ar/posts/1669242766490106

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