La ripartenza

A marzo le elezioni non ci sono solo in Italia, ma anche in Russia  dove, a sostegno di Putin, è nato un movimento detto Ripartenza.

Il manifesto di “Ripartenza” contiene un ultimatum: riportare i soldi offshore a casa per investimenti produttivi nell’economia oppure lasciare le posizioni di potere detenute in Russia. Il movimento popolare chiede anche il carcere per chi, illegalmente e contro gli interessi del paese, vuole continuare a mantenere o portare i soldi all’estero. Inoltre si punterebbe a correggere anche l’intero processo di privatizzazioni dell’industria di Stato fatto ai tempi di Yeltsin. (1)

Una misura abbastanza semplice che si potrebbe adottare anche in Italia, non tanto per i paradisi fiscali, quanto per le privatizzazioni già fatte e quelle in programma.

Un’altra affinità è il nome del movimento così simile all’ultima manifestazione (dopo il terremoto del 2012) intitolata “Ricominciamo dal futuro”  di cui trovate notizia al link evidenziato.(2)


  1. https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60102
  2. https://www.scribd.com/document/109328732/Ricominciamo-dal-futuro

Elezioni 2018

Il “pilota automatico”

Mauro Poggi

Nell’Europa a trazione franco-tedesca si progettano modifiche di sistema che renderanno ancora più blindata e insindacabile la governance eurocomunitaria. Gli elementi del progetto sono rintracciabili nel non-paper di Wolfgang Schaeuble e nel documento dei 14 economisti (franco-tedeschi). L’obiettivo è quello di approntare un dispositivo di controllo sovranazionale ed extra-democratico più automatico e coercitivo di quanto non sia già l’attuale impianto.

La gestione sovranazionale delle politiche economiche nazionali – impermeabile all’impopolarità poiché accuratamente al riparo dal processo elettorale (ovvero dal processo democratico),  disporrà dunque di ulteriori e più sofisticati strumenti di ricatto nei confronti degli eventuali riottosi.

Stante il precedente greco, c’è motivo di credere che non esiterà a servirsene appena se ne presenti l’occasione; del resto la redenzione dei popoli passa attraverso ciò che qualcuno, con felice sintesi, riepilogò nella locuzione “durezza del vivere“.

Nonostante sia questo un tema cruciale per il nostro futuro, la sua assenza…

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Dalle piazze ai palazzi

Come vi siete accorti anche voi (lo si capisce dagli articoli più letti in questi giorni) non solo le decisioni, ma anche le discussioni politiche hanno preso altre strade: sicuramente quelle dei social, ma, più spesso nessuna.

Il guaio è che, con le discussioni, si è spostato anche il lavoro per quel fenomeno che gli economisti hanno prontamente definito (e, a volte, anche auspicato) “Globalizzazione”.

La globalizzazione (che non è un incidente di natura, ma il frutto di accordi internazionali sottoscritti dai governi, a partire dai Trattati UE e dal CETA) ci ha consegnato la desertificazione industriale del Paese e la terziarizzazione del lavoro. In sostanza, al posto di ingegneri, tecnici, ricercatori, operai specializzati, chimici, abbiamo tutto puntato su magazzinieri, camerieri, operatori di call center. Lavori che non richiedono particolari competenze e, dunque, rendono i lavoratori facilmente sostituibili, con altri lavoratori più “moderati” o, addirittura, robot. La sinistra – con un tradimento ideologico e culturale che la sta facendo sparire da tutta Europa – ha dimenticato i lavoratori, sostituendolo con i “consumatori”. I consumatori sono tanto più soddisfatti quanto meno pagano beni e servizi. Il problema è che questo risultato si ottiene solo abbassando più che proporzionalmente i salari, e ciascun consumatore è anche e anzi prima un lavoratore. (1)

Per questo siamo stati chiamati a votare per un referendum che cambiasse la costituzione  e per questo veniamo oggi chiamati a votare.

Teniamolo presente e consideriamola un’occasione per parlare con i candidati che, in questo mese, si presentano nelle piazze.


  1. https://terzapaginainfo.wordpress.com/2018/01/31/vocabolario-della-neolingua-g-come-globalizzazione/#comment-2180

L’Economist consiglia l’Armageddon

E’ sempre più evidente che le oligarchie anglosassoni la cui ricchezza deriva dalle rendite di posizione sono ormai disposte a giocarsi il tutto per tutto,

Il simplicissimus

maxresdefaultPoco più di un secolo e mezzo fa Marx definì l’ Economist come “l’organo europeo dell’aristocrazia finanziaria” e questa funzione non solo non è venuta meno, ma anzi è divenuta ancora più centrale ed evidente nella contemporaneità oligarchica: dunque non è soltanto una curiosità se il settimanale ha dedicato il suo ultimo numero alla “prossima guerra e alla crescente minaccia di conflitto tra le grandi potenze”.  La tesi che viene illustrata è tutta all’interno di quell’ anglostupidigia formata da un insieme agitato, ma non mescolato di ipocrisia, ottusità ideologica e imperialismo inossidabile:  “Negli ultimi 25 anni, la guerra è costata troppe vite. Eppure, mentre infuriavano le lotte civili e religiose in Siria, Africa centrale, Afghanistan e Iraq, uno scontro devastante tra le grandi potenze mondiali è rimasto pressoché inimmaginabile. Ma questo è venuto meno … si sono prodotti cambiamenti forti e di lungo periodo nella geopolitica, mentre la proliferazione di nuove tecnologie…

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Effetto Seneca

Quasi tutte le contese politiche, fino a tempi recenti, si sono basate su un principio scoperto per primo da Harold Hotelling negli anni ’20 (si chiama Hotelling-Downs model): chi controlla il centro, vince (funziona così anche in economia e con gli scacchi).

Ma c’è un problema con questo modello: funziona solo quando esiste un centro-politico.  Come ho spiegato su un precedente post,  questo non è più vero: oggi esistono due centri-politici ed il modo per vincere le elezioni è occuparne uno dei due, come ha perfettamente compreso Donald Trump. Hillary Clinton non l’ha capito e la sua sconfitta è stata inevitabile.

Una volta che si è capito che la questa distribuzione ha due cime, diventa chiaro il motivo per cui demonizzare l’uomo che ne comanda una non funziona: più viene demonizzato da sinistra, più viene visto come un eroe da destra. Questa è una cosa che Donald Trump capisce perfettamente, ma che evidentemente non capiscono i Dem.

E ora, cosa sta per succedere? In un  precedente post, ho sostenuto che la polarizzazione politica è una reazione necessaria nelle società in tempo di carestia. Qui posso aggiungere che Berlusconi e Trump sono i sintomi di transizione di una gigantesca fase politica appena iniziata.

Le origini di ciò che stiamo vedendo risalgono al 18° secolo, quando i combustibili fossili – il carbone all’epoca – generarono una rapida espansione economica. La risposta politica alla prosperità appena acquisita fu la rivoluzione francese, che diede vita al movimento politico che chiamiamo “sinistra”. La Rivoluzione francese introdusse il concetto di diritti umani e, tradizionalmente, la sinistra ha sempre enfatizzato i diritti, mentre la destra ha enfatizzato i doveri.

Avere diritti è meglio che avere doveri, ma il problema è che i diritti umani hanno un costo e che questo costo è stato pagato, finora, dai combustibili fossili. Ora che i combustibili fossili stanno per finire, chi dovrà pagare questi costi?

Su questo punto, la sinistra non ha niente da proporre, se non vuote promesse e la gente sta cominciando a capirlo. Questo è il motivo per cui la destra politica sta riprendendo fiato in tutto il mondo. È una transizione di una fase politica che ci sta allontanando dal nostro familiare mondo fossile e ci sta catapultando verso un mondo diverso.

Le transizioni da una fase all’altra normalmente sono brusche e spesso violente (parte del concetto del “Effetto Seneca“). Sicuramente, la rivoluzione francese fu violenta e improvvisa e sarebbe un miracolo se tutti i problemi che dovremo affrontare in futuro dovessero essere gestiti da leader come Berlusconi, Trump o dai loro eredi. Verbalmente sono aggressivi ma, finora, non lo sono abbastanza in termini fisici. Fanno parte della transizione, ma non sono loro che la stanno causando e la transizione non finirà con loro.

Dove  ci porterà questa transizione  non è possibile saperlo. Ciò che possiamo dire è che una persona che ha solo diritti ma non doveri è un mostro mentre una persona che ha solo doveri e nessun diritto è uno schiavo. Nessuna delle due condizioni è allettante e, alla fine, troveremo un compromesso e ci accontenteremo di una via di mezzo. Ma ci vorrà del tempo.

Ugo Bardi*

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=60075