Indietro tutta

Secondo un esame PISA condotto in tutto il mondo nel 2015 su 540000 studenti, gli Stati Uniti hanno visto un calo di 11 punti nel punteggio medio in matematica (scesi da 28.mi a 35.mi), pur rimanendo relativamente piatti nella letteratura e nelle scienze. Quale Paese è in cima? Singapore, seguito da Hong Kong, Macao, Taiwan, Giappone, Cina, Corea, Svizzera, Estonia e Canada, completando i primi 10 posti in matematica (qui). Oltre a questi fatti, sull’alfabetizzazione globale, i BRICS hanno aumentato gli investimenti nella ricerca, “I Paesi BRICS Cina, India e Brasile rappresentano gran parte del drammatico aumento degli investimenti nella ricerca scientifica e delle pubblicazioni scientifiche. Dal 2002, la spesa globale per la ricerca scientifica è aumentata del 45 per cento, con più di 1000 miliardi di dollari. Dal 2002 al 2007, Cina, India e Brasile hanno più che raddoppiato la spesa per la ricerca scientifica, aumentando la quota collettiva di spesa nella ricerca globale dal 17 al 24 per cento. La pianificazione dello sviluppo della Cina ha preso di mira un certo numero di campi scientifici ed industrie connesse, come energia pulita, trasporto verde e terre rare. Dal 1999, la spesa della Cina per la ricerca scientifica è cresciuta del 20 per cento ogni anno fino a più di 100 miliardi di dollari. Entro il 2020, la Cina prevede di investire il 2,5 per cento del PIL nella ricerca scientifica…” e questo 10 anni fa.
Ciò dovrebbe sfatare l’idea che la Cina faccia parte del detto “problema-reazione-soluzione” praticato dai governanti occidentali. Allo stesso modo, il programma economico “One Road One Belt” guidato dalla Cina non ha lo scopo di realizzare e ampliare le proprie ambizioni imperiali, ma fornire una via alternativa all’umanità, dove tutti traggano vantaggio dai nostri lavori collettivi, risultati scientifici e risorse planetarie. La politica cinese ‘One Belt/One Road’ è aperta a tutti i popoli.
Alla fine, saranno le nostre intenzione collettiva e forza di volontà che in ultima analisi decideranno dove questo pianeta vada realmente. E tocca solo a noi decidere se agire insieme o affermare la sovranità dell’individuo.

https://aurorasito.wordpress.com/2017/04/14/loro-dei-brics-spinge-lo-stato-profondo-degli-usa-alla-disperazione/

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5 pensieri su “Indietro tutta

  1. Non credo nemmeno un attimo che noi italiani siamo corrotti per natura. E’ così evidente il motivo: noi siamo corrotti dalle nostre istituzioni. In un tal proliferare di leggi scritte (Roma, nel millennio dalla cacciata di re Tarquinio fino a Romolo Augustolo, emanò circa 500 leggi scritte), non solo ci si deve barcamenare per sfuggirle, ma esse han finito per cancellare nelle coscienze le leggi non scritte, quelle che vengono altrove difese dal senso comune di dignità, vergogna di violarle, ritegno, magari carità di patria; dall’amore – poniamo – per Dante Alighieri e Leopardi. Io vorrei che i profughi fossero integrati fino a fare dei loro figli nelle nostre scuole degli amanti di Dante, dei lettori di Leopardi, degli appassionati di Ariosto, dei latinisti da premio.

    Ma naturalmente abbiamo mai visto un politico amante di Dante? Un attore capace di pronunciare Leopardi senza accento? Siamo i primi a non aver rispetto delle istituzioni che ci appartengono, della civiltà che abbiamo formato – e che indusse i contemporanei di Shakespeare di riempire la lingua sassone, originariamente un abbaiare canino di monosillabi (dark, far) di polisillabi italiani (distant, obscure) come registro alto, spirituale.

    L’ultima istituzione veramente importante, la Chiesa, ha abbandonato il latino, la liturgia e il suo rigore per le stracche messe sbattute lì. Dove si può appigliare, ormai, una esigenza fatta agli immigrati, che ci rispettino come cristiani, italiani, depositari della lingua di Tasso e Manzoni? Siamo noi i primi ad odiali. Temo tanto che il terrorista islamico nerovestito che mi taglierà la gola, alzando la bandiera del Profeta, mi apostroferà così: “Varvaianne, pe’ tte è furnita!” (in napoletano nel testo).

    http://www.maurizioblondet.it/sul-sindaco-londra-cosi-ben-integrato/

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  2. In Italia è ancora consistente la ricchezza da consumare, sia internamente che cedendola alla Germania quale paese dominante dell’Unione Europea; perciò ci vorranno anni prima del crollo vero e proprio; ma il crollo a livelli africani è inevitabile, stanti i due fattori suddetti, cioè il mantenimento dello Stato unitario e la permanenza nell’euro e sotto l’egemonia tedesca.
    Vi sono ulteriori fattori di declino, quali la perdita della capacità formativa della scuola e il degrado del tessuto sociale dovuto soprattutto all’impoverimento generale, alla massiccia invasione di pessima qualità, all’invecchiamento della popolazione.
    http://marcodellaluna.info/sito/2017/04/19/italia-declino-inevitabile/

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