La strada è segnata

Fra un sorriso tirato e l’altro, i pasdaran dell’UE ci speravano. “Questi inglesi scherzano, ma non usciranno davvero, faranno una cosa morbida”, dicevano. Invece Theresa May oggi ha gelato tutti, dichiarando ufficialmente quale sarà la linea del suo governo. Non sarà una semplice Brexit, ma una Hard Brexit, cioè l’uscita sarà totale, anche e soprattutto dal mercato unico. Cercando, da vecchia tradizione anglosassone, di abbandonare tutti i vincoli per conservare qualche (decisivo) vantaggio.

La decisione sarà sottoposta al parlamento britannico, ma la strada sembra segnata.
Molti si chiedono quale sia la motivazione di questa accelerata, ma è evidente che le dichiarazioni di Trump contro l’Unione Europea e a favore di un accordo economico privilegiato con il Regno Unito hanno colto nel segno.

In particolare, il premier britannico ha impostato 12 punti di azione:

  1. Garanzie sul passaggio dalle leggi europee a quelle britanniche.
  2. Stop alla giurisdizione della Corte di giustizia europea
  3. Rafforzare i legami tra Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, che verranno coinvolti nella Brexit.
  4. Nessuna barriera con la Repubblica d’Irlanda, che al momento rappresenta l’unico confine via terra.
  5. Controllo dell’immigrazione anche dall’Europa.
  6. Garanzie ai cittadini Ue nel Regno Unito
  7. Mantenimento dei diritti dei lavoratori durante il processo di uscita
  8. Uscita dal mercato unico e eventualmente accordo di libero scambio con l’Ue.
  9. Libertà di commercio con tutti i paesi del mondo senza imposizioni dall’Ue.
  10. Accordi con l’Ue per la ricerca.
  11. Condivisione dell’intelligence per la lotta al terrorismo.
  12. Uscita entro due anni.

Il dodecalogo della May non fa sconti a nessuno e, comunque, mantiene (più di) un piede all’interno dell’Unione Europea (sostanzialmente, però e mai formalmente come da lunga tradizione britannica) cercando di conservare qualcuno dei vantaggi commerciali e strategici. Adesso la palla passa nel campo di Bruxelles. La trattativa è iniziata.

@barbadilloit

 

Annunci

6 pensieri su “La strada è segnata

  1. Fare eleggere oggi un italiano ad un ruolo pubblico in EU che sia praticamente senza potere è una tattica franco-tedesca per tenere legata Roma alla costruzione europea in via di disfacimento ed in totale conflitto di interessi con i nostri interessi nazionali. E visto che solo l’Italia è in grado di dare il vero colpo di grazia all’EU (visto il suo peso specifico in termini di GDP, ricchezza, debito e manifattura), beh, tanto vale giocarsi la carta di darle apparenza di importanza europea senza darle potere. Che non sia mai che un giorno gli italiani debbano votare di fatto per uscire dall’Europa della moneta unica, meglio cercare di sviarli con dettagli mediatici come l’avere la presidenza di un ente quasi inutile e che non decide, appunto il Parlamento Europeo che presiederà Tajani.
    http://linkis.com/scenarieconomici.it/tHxUV

    Mi piace

  2. Si era partiti nell’inizio di questo secolo con il vento in poppa della Globalizzazione come fenomeno che sembrava inarrestabile e duraturo. Veniva descritta questa come una trasformazione positiva per il popoli, apportatrice di progresso e di benessere per tutti, con l’abbattimento prossimo dei confini, delle barriere e con il superamento della logica degli Stati Nazionali. Molta gente credeva ingenuamente che tutto questo fosse un fenomeno spontaneo ed ineluttabile, come lo descrivevano i media, in Italia gli opinionisti di regime e gli intellettuali del “progresso permanente”, dai Saviano ai Severgnini. La sinistra ex marxista era balzata lesta sul carro del globalismo come una necessità ed aveva fatto di questa la sua bandiera, tacciando di “retrogradi” e “populisti” tutti coloro che osavano metterne in dubbio gli aspetti positivi e decantati del fenomeno. “Guai ad un ritorno ai vecchi nazionalismi! Bisogna abbattere gli steccati, i muri e costruire ponti”. Bisogna accogliere masse di migranti provenienti da culture estranee come “risorse” per la società italiana. Lo dicevano in Italia l’ex presidente Napolitano, adesso lo dice anche Mattarella, ce lo raccontava Renzi dalle TV, lo affermava la Boldrini, lo scriveva Scalfari e lo dichiarava persino il Papa Francesco. Come si poteva non credergli? Nonostante tutta la campagna mediatica degli apologeti della UE e della globalizzazione, nel tempo si è accresciuta la ripulsa di buona parte dei popoli al globalismo forzato che tanto piace ai detentori del grande capitale. La gente ha fiutato l’inganno. Sono cresciuti esponenzialmente i partiti e movimenti nazionalisti in tutta Europa. Poi sono arrivati il Brexit, negli USA è stato eletto un anti globalista come Trump, in Italia ha vinto il fronte del NO al referendum contro le riforme globaliste volute da Renzi e dalla Boschi. Non è però cambiato niente in Italia: con la massima sfrontatezza la classe politica della sinistra mondialista ed i suoi fiancheggiatori ci raccontano che non è il momento di andare alle elezioni, che non c’è una legge elttorale, che i tempi non sono maturi, che bisogna assecondare l’Europa, ecc… Non hanno però calcolato che il vento della Storia potrebbe spazzare via d’un colpo i truffatori della UE e della Globalizzazione. Fonte: Hispan Tv Traduzione e nota: Luciano Lago
    http://www.controinformazione.info/leuropa-trema-di-paura-davanti-al-cambio-di-paradigma/

    Mi piace

  3. L’Europa dei mercanti anseatici, se questo è ciò che sottende la sigla “UE”, non c’interessa: ha già dato abbastanza prove fallimentari di se stessa: ora, è il tempo di richiudere le frontiere, di lasciar “lavorare” i dazi doganali e le limitazioni alla circolazione dei capitali, che ci hanno regalato – quelli sì! – cinquant’anni di pace e di prosperità, dal 1945 in poi.
    L’Europa dei mercanti anseatici non c’appartiene, non è per noi: latini e luterani possono convivere, ma ciascuno a casa propria. A meno che qualcuno, per appoggiare Berlino, non sventoli ancora lo spauracchio, le vecchie bandiere di una guerra europea senza nessun senso, che soltanto delle menti malate possono concepire, un babau per allocchi.
    http://carlobertani.blogspot.com/2017/01/terre-di-faglia.html

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...