Libertà

“A questo punto ci troviamo dinanzi a una domanda inquietante: vogliamo noi agire veramente in base alle nostre conoscenze? La maggioranza della popolazione ritiene davvero che valga la pena di prendersi qualche fastidio allo scopo di arrestare e se possibile rovesciare la corsa al controllo totalitario di tutto? Negli Stati Uniti, e l’America è l’immagine profetica di quel che sarà fra pochi anni il resto del mondo urbano-industriale, recenti indagini sull’opinione pubblica hanno dimostrato che la maggioranza dei giovani sotto i venti anni, cioè gli elettori di domani, non hanno alcuna fiducia negli istituti democratici, non hanno nulla da obiettare alla censura delle opinioni eterodosse, non credono che sia possibile il governo del popolo, e accetterebbero tranquillamente, purché la loro vita continui secondo il modello a cui sono abituati, un governo dall’alto, d’una oligarchia di esperti di vario genere. Ci rattrista, ma non ci sorprende, il fatto che tanti giovani e ben nutriti spettatori della televisione, nella più potente democrazia del mondo, siano in modo così totale indifferenti all’idea di autogoverno e così piattamente disinteressati alla libertà di pensiero e al diritto di opposizione. “Libero come un uccello” diciamo noi e invidiamo quelle creature alate che si possono muovere a piacimento nelle tre dimensioni. Ahimè, ci siamo scordata la sorte del tacchino. Quando un uccello impara a ingozzarsi a sufficienza senza essere costretto a usare le ali, rinuncia al privilegio del volo e se ne resta a terra, in eterno. Qualcosa di simile vale anche per gli uomini. Date all’uomo pane abbondante e regolare tre volte al giorno, e in parecchi casi egli sarà contentissimo di vivere di pane solo, o almeno di solo pane e circensi. “Alla fine”, dice il Grande Inquisitore nella parabola di Dostoevskij, “alla fine essi deporranno la libertà ai nostri piedi e ci diranno: ‘Fateci vostri schiavi, ma dateci da mangiare’.”E quando Aljoscia Karamazov chiede a suo fratello, che racconta la storia, se c’era ironia nelle parole del Grande Inquisitore, Ivan risponde: “Per nulla! Egli segna a merito suo e della sua Chiesa l’aver vinto la libertà, e così l’aver fatti felici gli uomini”. Sì, felici gli uomini, “perché nulla” continua l’Inquisitore “è mai stato più insopportabile agli uomini o alla società umana della libertà”.
(…)
Gli antichi dittatori caddero perché non sapevano dare ai loro soggetti sufficiente pane e circensi, miracoli e misteri. E non possedevano un sistema veramente efficace per la manipolazione dei cervelli. In passato liberi pensatori e rivoluzionari furono spesso i prodotti della educazione più ortodossa e più osservante. Un fatto che non ci deve sorprendere perché i metodi usati da quell’educazione erano e sono quanto mai inefficaci. Ma sotto un dittatore scientifico l’educazione funzionerà davvero e di conseguenza la maggior parte degli uomini e delle donne cresceranno nell’amore della servitù e mai sogneranno la rivoluzione. Non si vede per quale motivo dovrebbe mai crollare una dittatura integralmente scientifica.”
Aldous Huxley

(Ritorno al mondo nuovo, 1958)

https://byebyeunclesam.wordpress.com/2016/09/10/la-prigione-dalle-mura-invisibili/

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6 pensieri su “Libertà

  1. La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”. Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Perché questa assurda tragedia sia potuta accadere, prima di tutto è stato necessario sottrarre ai membri di questa classe ogni consapevolezza del proprio sfruttamento e della propria alienazione.
    Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una classe totalmente asservita, ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo.
    Ignorano quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi. Accettano senza fiatare la vita pietosa che è stata decisa per loro. La rinuncia e la rassegnazione sono le cause della loro disgrazia.

    Questo è il brutto sogno degli schiavi moderni che non chiedono, in definitiva, che di lasciarsi andare nella danza macabra del sistema dell’alienazione.

    L’oppressione si modernizza estendendo ovunque forme di mistificazione che consentono di occultare la nostra condizione di schiavi.
    Mostrare la realtà così com’è veramente, e non come viene presentata dal potere, costituisce la sovversione più autentica.
    Solo la verità è rivoluzionaria.
    Chiara Lyn Monticelli Russo

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  2. Tutto dipende dalla nostra capacità e volontà di reazione, ma di certo si va già preparando il terreno e qui e là brillano le pepite del nuovo ordine: sulla rivista francese Atlantico, il cui titolo dice già tutto sul suo integralismo liberista, si legge che la maggioranza delle persone ( sondaggio ovviamente ordinato e dunque di per sé privo di credibilità) approva il prolungamento dello stato d’urgenza. Dopotutto si dice non tocca la vita quotidiana e nemmeno ” attenta alla libertà di stampa ; se c’è un controllo dei media questa è un altra cosa”. A volte invidio gli idioti capaci di pensare che qualcosa sia tutt’altra cosa a patto che glielo suggerisca il potere.
    https://ilsimplicissimus2.com/2016/09/13/orwell-gioca-in-borsa/

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  3. L’uomo sembra dunque diventato cieco non alle sue capacità, ma alle sue incapacità, non a ciò che può fare, ma a ciò che non può o può non fare.

    Di qui discende altresì il definitivo confondersi, nel nostro tempo, dei mestieri e delle vocazioni, delle identità professionali e dei ruoli sociali, ciascuno dei quali è affidato all’interpretazione di comparse, la cui sfrontatezza è direttamente proporzionale alla provvisorietà e all’incertezza della loro recita. L’idea che ciascuno possa fare o essere indistintamente qualsiasi cosa, il sospetto che il medico che mi esamina potrebbe essere l’operatore telefonico di un call center commerciale, o che il ministro della P.I. possa essere una porno-diva, e che perfino il carnefice che mi uccide sia in realtà, come nel Processo di Kafka, un cantante, non sono che il riflesso della consapevolezza che tutti si stanno piegando a quella radicale “flessibilità” che è oggi la prima qualità che il mercato del lavoro richiede.
    http://www.uncommons.it/village/elogio-dellimpotenza-569

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    • Il Ministero della Pubblica (di)Istruzione ha siglato il programma con 16 organizzazioni, tra cui la McDonald, il colosso americano del fast food: a disposizione 10mila percorsi per gli studenti delle superiori. Scelta in linea con il Jobs Act. Il piano di formazione scuola- lavoro ideato dal Governo Renzi inizia con un percorso previsto per gli studenti che si recheranno a fare un tirocinio di formazione presso i ristoranti della catena americana dei McDonald’s. Un piano che prevede l’alternanza scuola lavoro, ideato dal Ministero della Pubblica Istruzione, che lasciate alle spalle le critiche sul colosso americano, ha deciso di mandare i ragazzi italiani ad imparare a lavorare nei ristoranti di tutt’Italia con la “M” gialla. McDonald’s ha assicurato 10mila percorsi in 500 locali su tutto il territorio nazionale, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.
      http://www.controinformazione.info/il-piano-del-lavorogiovani-del-governo-renzi-tutti-camerieri-ai-mcdonald/

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  4. Ciò ha portato al malcelato concetto propagandistico secondo cui le culture che ritengono la sovranità superiore al globalismo sono in qualche modo calderoni ribollenti di potenziale malvagità. Oggi, con l’affermarsi dei movimenti anti-globalisti, la tesi portata avanti dal mainstream è che i “populisti” (conservatori) sono una classe spregevole e ignorante, e sono elementi pericolosi che minacciano “la pace e la prosperità” provenienti dalle sapienti mani globaliste. In altre parole, veniamo trattati come bambini che imbrattano con la vernice a mano la preziosa tela della Monna Lisa. Ancora una volta, Carrol Quigley promuove ( o predice) questa propaganda con decenni di anticipo, quando discute la necessità di “rimanere all’interno del sistema” per cambiarlo, anziché combattere contro di esso:

    “Per esempio, ho parlato della classe medio-bassa come della spina dorsale del fascismo del futuro. Penso che questo possa accadere. I membri del partito Nazista in Germania venivano per lo più da questa classe. Penso che i movimenti di centro-destra di questo paese stanno generalmente in questo gruppo” Carroll Quigley, da “Dissenso: ne abbiamo bisogno?”
    http://vocidallestero.it/2016/10/29/lagenda-nera-che-si-cela-dietro-la-globalizzazione-e-le-frontiere-aperte/

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