Meglio fuori

E udite udite il seguito: “Ciò significa lottare contro la bruciante ingiustizia del fatto che se siete nato povero, morirete in media nove anni prima degli altri. Se siete nero, sarete trattato dal sistema penale  più duramente che se siete bianco. Se siete un ragazzo bianco della classe operaia,  avete meno possibilità di chiunque nel paese di andare all’università. Se siete in una scuola di Stato, avete minori possibilità di entrare nelle migliori professioni che se foste stato istruito dalla scuola privata. Se  siete donna, guadagnerete meno di un uomo. Se  avete problemi mentali, non avrete abbastanza aiuto. Se siete giovane, troverete più difficile che mai avere la vostra casa”.

Sono frasi – dice giustamente Sapir – che avrebbe non potuto, ma dovuto dire il capo dei Laboristi  Jeremy Corbin. Il quale invece ha fatto una triste e conformista prapoganda per il “Remain” – restiamo sotto Merkel e Juncker, proletari! – a dispetto del fatto che il 70% delle circoscrizioni che avevano eletto un deputato laburista (cioè i suoi elettori) ha votato “Brexit”.  Le aree che hanno subito la deindustrializzazione  han capito meglio della dirigenza. Theresa May deve  aver  tenuto ben conto anche di questo dato sociale e politico.

L'ideologia non è più quella.
L’ideologia non è più quella.

Ma attenzione: quando  la signora elenca le “brucianti ingiustizie”, non  sta dicendo che  cercherà di rimediarvi per spirito assistenziale o buonismo francescano; quel che denuncia sono  le inefficienze del sistema ultra-liberista  e globalizzatore.  Troppe aree  e settori  produttivi, troppe risorse  umane, restano “non sfruttate” e ciò non consente di profittare appieno delle “opportunità offerte  dal Brexit”.

Londra: la nuova Thatcher sta seppellendo la vecchia. Cambia il paradigma?

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3 pensieri su “Meglio fuori

  1. Davanti alla prolungata resistenza degli schiavi, gli Spartani decisero di disimpegnare le truppe dall’assedio e negoziare con gli Iloti che stipularono un accordo non disonorevole: i ribelli, uomini, donne e bambini, lasciarono il Peloponneso, promettendo di non farvi ritorno pena la morte o la schiavitù. Scortati dagli Ateniesi, che rivaleggiavano con Sparta, gli Iloti si trasferirono in Etolia dove fondarono la città di Naupatto, oggi nota come Lepanto, realizzando il sogno leggendario di una città fatta dagli schiavi per gli schiavi, simile al luogo mitologico citato da Ecateo di Mileto in cui ogni uomo poteva diventare libero soltanto portandovi una pietra.
    http://gabriellagiudici.it/la-ribellione-del-monte-itome/

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  2. Stanno lasciando la VM Motori di Cento al suo inesorabile declino

    La cassa integrazione viene usata a singhiozzo ormai da anni, per tamponare una inesorabile crisi dei prodotti – lo dice il deputato Vittorio Ferraresi del M5S – dovuta all’assenza di politiche industriali che sostengano il futuro dello stabilimento.

    Senza progetti, idee, ricerca, investimenti non c’è futuro industriale. FCA ha abbandonato Cento. Anche per il mese di ottobre è già stata prevista la cassa integrazione, con la più che plausibile ipotesi che si rinnoverà per tutto il 2016 ed il 2017.

    Chi non è in cassa parla di uno stabilimento mezzo vuoto, dove sono più i dipendenti di ditte esterne impegnate nei lavori antisismici (pagati dalla Regione) che i colleghi al lavoro.

    Stanno smantellando il Reparto progettazione, che era il fiore all’occhiello dello stabilimento centese, quello che nel passato vi ha dato lustro permettendo di realizzare i tanti innovativi modelli di motori venduti in tutto il mondo. Molti ingegneri saranno probabilmente costretti ad andarsene, demotivati, e presto se ne andranno i dirigenti storici del reparto Ricerca e Sviluppo, quelli che hanno creato l’eccellenza VM.

    Questo è il desolante quadro che mi viene disegnato da chi vive la fabbrica, e questo non è accettabile per chiunque abbia a cuore il territorio e soprattutto le persone che lo abitano; un territorio che ne uscirebbe pesantemente penalizzato ed impoverito per mancanza di investimenti.

    La FCA ha acquistato una eccellenza, l’ha spremuta ed ora l’abbandona lasciandola prosciugata di idee e progetti, nel peggiore, ma frequente, modo tipico di una multinazionale senza alcun scrupolo per i dipendenti: 1.400 persone alle quali si nega la certezza di un futuro occupazionale.

    Il Governo, che a marzo ho interrogato in merito, continua a concedere cassa integrazione senza nulla volere in cambio, rispondendo pilatescamente e lapidario: “monitoreremo la situazione”.

    Il ruolo della Regione è rappresentato dai risultati, la situazione, da anni, non ha alcuna cambiamento di rotta, nonostante le promesse e gli impegni presi per rilanciare l’azienda, le pressioni su Marchionne sono inconsistenti; cosa faccia il nuovo sindaco, ancora non sappiamo.

    La mia disponibilità, come nel passato – conclude Ferraresi – c’è e ci sarà, a fianco dei lavoratori che vorranno mobilitarsi per il loro diritto al lavoro, così come per il territorio e l’imprenditoria centese, che rischia di uscirne impoverita per sempre della sua storia.

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