Non tutti i punti formano un disegno

A chi non ha tempo per dedicarsi alla ricerca certosina delle notizie, cioè al 99, 9 periodico della popolazione, la grande informazione dedica tuttavia uno spazio di riflessione per evitare che qualcuno senta la mancanza di un pensiero più libero, meno condizionato dal potere e così abbiano grandi affreschi di sociologismi domenicali come quello dipinto da Vattimo sul Fatto: il filosofo si chiede e se per caso questi attacchino per noia o perché sono esclusi.

Il fatto è che con questi pensamenti trascina il gregge dei dubbiosi nel recinto delle pensose banalità, purché ci si allontani dagli arcani imperii, da politiche e geopolitiche contraddittorie e artificiali che le elites mettono in piedi per radicare il loro potere, per depistare le opinioni pubbliche occidentali orientandole alla guerra santa e alla distruzione della democrazia reale per meglio rapinarle di diritti e di futuro.

estratto da https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/11/23/ou-je-suis-testa-di/

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6 Responses to “Non tutti i punti formano un disegno”

  1. L’aria che si respira è quella di un conflitto di vaste proporzioni, che lambirà anche il vecchio continente, futuro campo di battaglia fra la coalizione del male, che si vale dei mercenari ucraini come di quelli jihadisti sunniti, e la Russia che resiste e combatte quasi da sola, anche per la nostra salvezza.

    http://pauperclass.myblog.it/2015/11/25/il-regime-turco-erdogan-la-nato-la-jihad-eugenio-orso/

    #1400
  2. Adesso però mi chiedo se non sia stato eccessivamente complottista a cercare di comprendere gli eventi e dar loro un senso. Forse sì, dopotutto l’unico vero complotto è il “magna e tasi” della grande informazione che fa la sua guerra al cervello.
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/11/27/dalla-siria-alla-guerra-al-cervello/

    #1401
  3. Per fortuna che la Francia ospita il summit sul clima. Del resto una vastissima zona attorno al luogo dell’incontro è stata completamente interdetta e blindata per emarginare qualunque manifestazione. Insomma si ha la sensazione per non dire l’evidenza che ogni protesta sociale e ogni posizione critica venga ormai assimilata al terrorismo.
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/11/29/la-francia-sospende-i-diritti-delluomo/

    #1402
  4. Clima, migranti, Europa, terrorismo, guerre, corruzione, ambiente, economia: tutti questi problemi (finora trattati separatamente) stanno convergendo , in questo periodo, a formare proprio quel disegno di cui finora si è taciuto (accusando di complottismo e domani di terrorismo chi ne parlava).
    https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_complotto_del_Nuovo_ordine_mondiale

    #1403
  5. Questa strategia è stata enunciata in maniera esemplare da George Friedman, il fondatore del centro di analisi strategiche Stratfor, nel discorso che ha tenuto presso il Council on Foreign Relations il 4 febbraio 2015. “Per gli Stati Uniti – ha sottolineato Friedman – la paura primordiale è il capitale tedesco, la tecnologia tedesca, unita con le risorse naturali russe e la manodopera russa: è la sola combinazione che ha fatto paura agli USA per secoli […]. La nostra incognita è la Germania. Che cosa farà? Non lo sa nemmeno lei. Gigante economico e nano politico, come sempre nella storia. […]. Soltanto l’integrazione Germania-Russia può minacciarci, non lo permetteremo mai”.
    Paolo Sensini in http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=52706

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