Almanacco

Affinché le tenebre prevalgano è sufficiente che tutti chiudano gli occhi.

Abbiamo aggiornato gli editoriali di bondeno.com con quelli del 2015: li trovate al link seguente in PDF, stampabili e scaricabili.

https://www.scribd.com/doc/67999785/editoriali

Ne estraiamo un pensiero di stagione:

Che non possiamo continuare ad andare a Cento per una semplice medicazione lo dice anche l’ex-sindaco Davide Verri:
http://albo-pretorio-bondeno.blogspot.com/2012/10/ospedale-borselli-le-perplessita-di.html
Peccato che i cittadini preferiscano continuare il loro assordante silenzio, forse perché hanno la bocca piena, sempre troppo occupati a mangiare.

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3 Responses to “Almanacco”

  1. Allora anche in Europa non ci sarà posto per chi dissente e le misure estreme, che le Autorità prenderanno per il “nostro bene” ,saranno applicate a chi dissente o a chi giustifica i terroristi, a chi critica l’immigrazione, il multiculturalismo, le coppie gay, a chi contesta l’unica religione ammessa ed i concetti base del Pensiero Unico. Prepariamoci per il mondo che verrà, quelli delle librerie che bruciano sono i primi bagliori del prossimo futuro che ci predispone l’Unione Europea.
    http://www.controinformazione.info/quando-i-padroni-del-pensiero-unico-danno-ordine-di-bruciare-le-librerie/

    #1426
  2. La locomotiva e il binario morto by araba fenice

    La pubblicazione (che trovate al link sopra, scaricabile e stampabile gratuitamente) comprende gli articoli più letti di bondeno,com; a questi si è aggiunto di recente l’articolo riguardante la vicenda del pastificio (nell’area ex-zuccherificio) con 421 letture.

    https://www.dropbox.com/s/zxb5u4l0oqarvjh/memorabilia2015.pdf?dl=0

    Qui potete scaricare l’e-book di Memorabilia : selezione di vecchi articoli di bondeno.com, ancora attuali

    #1427
  3. “la crisi dell’individuo osservata da Theodor Adorno già nello scorso secolo, non solo non si è risolta positivamente, ma è sfociata nell’individualizzazione riduttiva e dissolutiva del neocapitalismo, che ha fatto tabula rasa dei residui comunitaristici e delle solidarietà reciproche. Ciò si vede con chiarezza in Italia, dove una maggioranza “silenziosa”, rimbecillita se non zombificata, non è più capace di difendere se stessa e il proprio futuro” (1)

    Quindi anche a Bondeno, dove con questo giornale non siamo riusciti a coinvolgere nessuno, non resta che prenderne atto e sospendere le pubblicazioni.
    Tanti auguri!

    1) http://www.controinformazione.info/finita-lindignazione-non-resta-che-limpotenza/

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Un pensiero su “Almanacco

  1. Colui che aveva spiegato molto bene il reale significato del termine “globalizzazione” fu l’economista nordamericano John K. Galbraith, ex consigliere dei presidenti Rooswelt e di Kennedy. Galbraith ebbe a dire: “Globalizzazione è un termine che noi, gli americani, abbiamo inventato per dissimulare la nostra politica di conquista economica in altri paesi e per rendere rispettabili i movimenti speculativi del grande capitale” (1997, John K. Galbraith ). Galbraith, che aveva il dono di parlare chiaro, ad una precisa domanda dell’intervistatore, se risultasse vero che i paesi ricchi (grazie alla globalizzazione) riescono ad arricchirsi ancora di più a spese dei paesi poveri, rispose : “il vantaggio della globalizzazione per i paesi sviluppati e per le grandi corporations (multinazionali) è ben consolidato ed è il risultato della politica internazionale degli USA. Il problema della Casa Bianca e e della politica USA è l’assunzione del concetto che qualsiasi cosa sia positiva e vantaggiosa per le corporations debba essere considerata buona e vantaggiosa per tutti i paesi. Vedi: Business Journal Questo spiega ad esempio l’insistenza con cui attualmente gli USA cercano di imporre in modo surrettizio i loro trattati come il TTIP in Europa con il pretesto della “liberalizzazione dei mercati”. Ne discende che la Globalizzazione è di fatto la strategia dell’imperialismo USA nella sua fase finale di decadenza e rappresenta la forma moderna di dominio del grande capitale sovranazionale. Nel tentativo costante di imporre il suo dominio mondiale, l’impero americano utilizza, fino alla sua massima esasperazione ed in modo sempre più subdolo, la propria forza politica, economica e militare, non più soltanto con i suoi strumenti di potere economico e finanziario come il Tesoro, il Pentagono, la Goldman Sachs, ma anche ricorrendo all’utilizzo degli organismi internazionali di cui dispone il controllo, come il WTO, il FMI, la Banca Mondiale, il BIS (BIS – Bank for International Settlements), l’OMC Organizzazione del Commerico mondiale), la BRD, le agenzie di rating ( Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch), ecc.. La globalizzazione consente agli USA di imporre un percorso di costruzione di un nuovo ordine mondiale (NWO), voluto dalla stessa elite finanziaria che è la proprietaria e beneficiaria del processo di globalizzazione, caratterizzato dalla progressiva scomparsa degli Stati nazionali, sostituiti nel loro potere decisionale da organismi sovranazionali che hanno il compito di regolamentare i vari ambiti del sistema economico, finanziario, di assicurare un sistema decisionale che sia sottratto ai singoli Governi o Parlamenti, che assicuri il controllo degli interessi delle grandi corporations finanziarie e industriali. Gli ideologi del sistema globale, mondialista, sono i neocons nordamericani, esponenti del conservatorismo della elite statunitense, gli stessi che hanno elaborato le teorie neo liberiste, il monetarismo e la liberalizzazione dei mercati, imposti come veri e propri dogmi. I paesi che fanno resistenza a questo nuovo ordine mondiale, quelli che non vogliono assoggettarsi al dominio degli organismi sovranazionali, vengono presto investiti da una offensiva che, in alcuni casi tende al rovesciamento dei governi, tramite le tecniche di sobillazione interna, rese possibili dal completo controllo dei principali media e delle ONG mascherate da finalità “umanitarie”. Si tratta in questi casi di “rivoluzioni colorate” o di “primavere arabe” per creare destabilizzazione e rovesciamento di governi. Quando questo obiettivo non sia facilmente raggiungibile con questi mezzi, si ricorre all’intervento militare diretto o indiretto, mascherato da finalità di “restaurazione della democrazia”, difesa di “dirittti umani” o altri pretesti, normalmente preceduti da una fase di demonizzazione dei governi e dei presidenti dei paesi ostili (Milosevic in Serbia, Saddam Hussein in Iraq, Gheddafi in Libia, Bashar al-Assad in Siria, ecc.). Tutti paesi che rifiutavano la globalizzazione e le direttive economiche delle banche e corporations USA e per questo considerati “stati canaglia”.
    http://www.controinformazione.info/la-globalizzazione-ed-il-nuovo-ordine-mondiale/

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