La maledizione dell’attualità

Ho ripubblicato di recente un articolo sullo scritto mazziniano “I doveri dell’uomo” del 1860 che sembra scritto oggi tanto attuali sono le critiche; poi sono venuti i giornali a denunciare questa o quella stortura e i settimanali, nel secondo dopoguerra, a raccontarci tutto quello che non andava nell’Italia e nel mondo (e a raccogliere pubblicità).

Eppure siamo ancora qui a lamentarci (almeno alcuni) delle stesse cose di sempre; a questo punto bisognerebbe domandarsi cosa c’è di sbagliato in questo sistema. Uno spunto lo abbiamo trovato nel testo seguente: http://www.libero-pensiero.net/lindignazione-la-denuncia-la-protesta-sono-ormai-obsolete-paradossalmente-funzionali-al-sistema/

E’ diventato per giunta pericoloso, per diversi motivi. Primo: si diventa, a propria insaputa, dei pubblicitari a sostegno del sistema marcio; perché, se ci si indigna, vuol dire che si pensa che avrebbe potuto essere diverso. Secondo: l’indignazione basata su questo assunto irrealistico venato di speranza mista a illusione è l’anticamera dell’impotenza che introduce ai salotti del cinismo, dell’indifferenza, dell’anti-politica o della depressione, e nei casi estremi spinge al suicidio perché non si intravedono vie di fuga né soluzioni.

Idem per ciò che riguarda la protesta, totalmente inutile: esiste soltanto per aumentare il numero dei consensi nei siti e nelle pagine facebook di cosiddetta contro-informazione. Anche questa è dannosissima per la salute, a lungo andare.

Per non parlare dell’ossessiva bulimia quotidiana di “informazioni” che poi tali non sono. Soltanto una esigua, davvero minima, percentuale delle informazioni diffuse in Italia possono aspirare al rango di notizia.

Se poi a questo aggiungete la strabordante maggioranza di notizie riguardanti sport, moda, gossip che ci sommergono e di cui discute l’Italia nei bar, al mercato e sotto gli ombrelloni, si capisce l’irrilevanza di blog come il nostro che hanno anche il torto di non essere a fini di lucro!

C’è rimedio? Sempre Mazzini lo indicava nel binomio “Pensiero e azione” e indicava nell’associazionismo (non nel volontariato) un percorso da seguire: http://www.bondeno.com/2010/02/01/associazionismo-e-volontariato/

Come detto all’inizio, è vero che l’opera è rimasta incompiuta: è stata fatta l’Italia, ma non gli italiani, ma solo perché in questi 150 anni ci siamo lasciati distrarre dall’attualità ;-)

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8 Responses to “La maledizione dell’attualità”

  1. L’attualità come strategia distraente dai veri problemi è efficacemente usata dal PD che propone ogni giorno ai suoi militanti (attraverso i social network e i suoi organi di informazione) un tema di cui discutere, ad esempio i matrimoni gay, così si dimenticano delle nefaste conseguenze del job act e delle altre “riforme” di Renzi.

    #1298
  2. E con questo abbiamo superato tranquillamente i livelli dell’indignazione: https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/08/07/rai-ritratto-di-cialtroni-in-un-interno/

    #1300
  3. PP

    Giustissimo gridare:basta! Basta anche indignarsi, tanto non serve a nulla. Piuttosto:” Parliamone, e dibattiamo sulle potenziali e possibili forme di aggregazione che vadano oltre la denuncia e la protesta. Non c’è più nulla di cui informare. Niente più da denunciare.”

    #1301
  4. Coerentemente con quanto affermato nel post, ogni tanto rileggo vecchi articoli che sembrano scritti oggi:
    “Le cose importanti sono quelle di cui parla Tremonti, perché l’attacco più distruttivo contro la società viene oggi dal gruppo dirigente europeo, dalle scelte criminali che la classe finanziaria sta imponendo a un ceto politico privo di qualsiasi autonomia. L’Europa ha smesso di sentirsi depositaria di una (sia pur sbiadita) civiltà sociale, o erede della civiltà umanistica. Basta con queste fantasie, dice con chiarezza il cinismo europeo contemporaneo, preparando la grande regressione. L’umanesimo che per cinque secoli ha guidato la civiltà europea, almeno in linea di principio, è oggi riconosciuto come un ostacolo al pieno dispiegamento dell’ipercapitalismo globale competitivo”.
    Franco Berardi Bifo
    http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=7432
    L’articolo è del 9 settembre 2010; in una cosa però l’autore sbaglia (per partito preso, naturalmente):”Sembra che dovremo scegliere tra la mafia, i nazi-nordisti in camicia verde, o un nuovo polo clerico-fascista”.
    Ovviamente non sapeva immaginare che l’artefice del misfatto sarebbe stato proprio il PD

    #1302
  5. Parole sacrosante!
    La valanga di informazioni-non informazioni che ci sommerge e crea una cortina fumogena per non fare vedere nulla.
    Al posto dell’informazione un dichiaratoio (con chiaro riferimento al mattatoio)e la gente beve e ripete a macchinetta parole di una realtà virtuale che nessuno vede.

    Fabio Smolari

    #1304
  6. Per chi si vuole rifugiare nel passato (ma sempre per capire meglio il presente e possibilmente cambiarlo), consigliamo il nostro blog sugli anni sessanta: https://anni60storia.wordpress.com/

    #1306
  7. I più maligni credono che Tsipras stia giocando al gioco che proprio Samaras fece contro l’ex premier socialista Papandreu: il rifiuto di ogni tipo di accordo per le misure di risanamento dei conti mantenendo una linea dura contro l’austerità, per poi tornare ad un’inevitabile negoziato con la Troika dopo la vittoria alle elezioni.
    https://terzapaginainfo.wordpress.com/2014/12/13/nella-grecia-il-nostro-futuro/
    questo lo scrivevamo il 13 dicembre 2014

    #1311
  8. In sostanza l’Unione Europea dichiara ufficialmente di avere messo sotto commissariamento politico le informazioni — diffuse nel territorio europeo — riguardanti la Federazione Russa. Una decisione che, da un lato, va a confliggere con uno dei principi cardine delle democrazie liberali ovvero l’indipendenza assoluta degli organi di informazione rispetto al potere politico e che dall’altro lato è un paradosso degno di un universo orwelliano: per contrastare la presunta propaganda russa si procede ad istituire un team — dipendente da istituzioni politiche — incaricato di studiare una efficace propaganda antirussa.
    Giuseppe Masala in https://zeroconsensus.wordpress.com/2015/08/29/nasce-il-grande-fratello-europeo/

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