Bondeno non dimentica

che alle 4 e 30 la radio dava la scossa a 6.1 Richter, poi scesi a 5.9;

che fortunatamente non ci sono state interruzioni dell’energia elettrica, ma solo un black-out di alcuni cellulari;

che Sky aveva destinato un canale all’evento per tenere informate le popolazioni;

che i contributi degli italiani sono stati solleciti e copiosi;

che l’opera dei volontari ha permesso l’immediatezza dell’intervento;

che di questi interventi la popolazione locale è stata poco o nulla informata.

Altre notizie le trovate nel quaderno di bondeno.com qui allegato

Terremoto 2012 by araba fenice

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4 pensieri su “Bondeno non dimentica

  1. Tra le possibili cause del terremoto alcune fonti hanno citato le attività estrattive (c’è stato anche un rapporto della regione in proposito), ma questo non ha impedito di recente alla regione Emilia Romagna di dare di nuovo il via libera .
    Al provvedimento si è opposto l’ex-sindaco di Bondeno Alan Fabbri, di recente eletto capogruppo di Lega Nord in consiglio regionale.

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  2. Quelli di voi che hanno memoria, ricorderanno che per il 19-20 maggio era programmata la notte europea dei musei che fu annullata PRIMA del terremoto per timore di attentati terroristici!
    A proposito, quest’anno è fissata per il 16-17, speriamo bene…

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  3. lunedì 18 maggio ore 17 – presso Biblioteca Ariostea di Ferrara
    CHIAVI DI LETTURA – OPINIONI A CONFRONTO SULL’ATTUALITÀ
    RI-SCOSSA – Ferrara a tre anni dal terremoto fra ricostruzione e ripensamenti
    A cura di Sergio Gessi
    A tre anni dal sisma che ha squassato le nostre vite, ci interroghiamo sul presente e il futuro della città. Stanno arrivando i finanziamenti per il ripristino degli edifici pubblici danneggiati e l’occasione è propizia a cittadini e amministratori per valutare le linee di intervento in funzione di ciò che Ferrara vorrà essere nei prossimi anni: spazi e luoghi, laddove è possibile, non vanno semplicemente ripristinati, ma concepiti e plasmati in coerenza con un progetto di sviluppo organico.
    Con l’ausilio di esperti faremo la radiografia dello stato del patrimonio artistico e architettonico, valuteremo le oscillazioni dei flussi turistici e sentiremo il racconto di chi ancora è costretto a vivere fuori casa.
    In collaborazione con il quotidiano online Ferraraitalia – L’informazione verticale

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  4. Lui è l’ex sindaco leghista di Bondeno, uno dei Comuni martoriati dal sisma 2012. Oggi è consigliere regionale, e oggi Alan Fabbri scrive una lettera al presidente della Regione Emilia-Romagna.
    ROCCA POSSENTE DI STELLATA DI BONDENO (FERRARA), NELLA GOLENA DEL FIUME PO. RESA INAGIBILE DAL TERREMOTO DELL’EMILIA DEL MAGGIO 2012.

    ROCCA POSSENTE DI STELLATA DI BONDENO (FERRARA), NELLA GOLENA DEL FIUME PO. RESA INAGIBILE DAL TERREMOTO DELL’EMILIA DEL MAGGIO 2012.

    “Egregio Presidente Bonaccini,
    A tre anni dal sisma rimane la solida certezza di un popolo che, nonostante le enormi difficoltà, ce l’ha fatta, ce l’ha fatta a rialzarsi, con le proprie forze e con il peso di sfide che gravano ancora come macigni sulle spalle dei cittadini. Rimangono le ferite, laceranti e purtroppo non più rimarginabili, di 27 morti, di vergogne di Stato come quella che ha colpito la famiglia Cavicchi, ‘risarcita’ di meno di 2mila euro per la morte del figlio Nicola.
    Quei 20-29 maggio 2012 hanno fatto la storia della nostra terra, l’hanno segnata profondamente. A quelle scosse la risposta umana è stata stupefacente: la gente d’Emilia ha mostrato un coraggio unico, tutto il Paese ha manifestato la sua solidarietà a questo popolo ferito, imprenditori hanno delocalizzato all’aperto, operai hanno lavorato sotto tendoni pur di non perdere le commesse, molti sindaci e amministratori locali hanno vissuto fianco a fianco degli sfollati per mesi. La risposta al dolore è stata il coraggio. Questa è la storia della nostra terra, ferita nel suo cuore produttivo, che ogni anno regala al Paese il 2 per cento del Pil e che annualmente versa allo Stato, a ‘perdere’, il gettito di 15 miliardi di tasse, che mai torna indietro.

    Ebbene, dopo il sisma – il primo sisma industriale della storia d’Italia, per incidenza dei danni alle imprese – di quei 15 miliardi di credito che annualmente vantiamo nei confronti di Roma avremmo avuto enorme bisogno.
    Leggi tutto su http://www.sulpanaro.net/2015/05/ricostruzione-dallo-stato-beffa-ai-terremotati-denuncia-fabbri/

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