Costanzo Preve

“Il mantenimento illimitato di un antifascismo cerimoniale in assenza completa di fascismo è la peste ideologica peggiore del paesaggio culturale italiano, peggio del berlusconismo, eccetera. Mi rendo perfettamente conto di stare dicendo qualcosa di inaccettabile per l’italiano di sinistra medio, pio e politicamente corretto, ma in un caso di gravità come questo non sono possibili mezze misure: l’antifascismo in assenza completa, evidente e conclamata di fascismo è la peggiore peste ideologica dell’Italia di oggi. [ … ] L’antifascismo in assenza completa di fascismo è in realtà un meccanismo ideologico pestifero per impedire la valutazione dei fatti attuali. La costituzione italiana è stata distrutta per sempre nel 1999 con i bombardamenti sulla Jugoslavia, e da allora l’Italia è senza costituzione, e lo resterà finché i responsabili politici di allora non saranno condannati a morte per alto tradimento (parlo letteralmente pesando le parole), con eventuale benevola commutazione della condanna a morte a lavori forzati a vita. Eppure, questi crimini passano sotto silenzio, perché si continuano ad interpretare gli eventi di oggi in base ad una distinzione completamente finita nel 1945. [ … ] Inoltre, l’antifascismo in assenza completa di fascismo permette il “gioco dei faccioni”, per cui nella casella vuota chiamata “fascismo” è sempre possibile mettere figurine di fascisti sempre nuovi (Almirante, De Gasperi, Scelba, Fanfani, Craxi, le Brigate Rosse, Berlusconi, eccetera). Con l’arrivo dell’americanismo (gli USA, la potenza antifascista che ci ha liberati), della religione olocaustica (il fascismo antisemita e sterminista delle leggi razziali), ed infine la teologia dei diritti umani (e cioè Ahmadinejad fascista, Mugabe fascista, Milosevic fascista, eccetera) la continuazione dell’antifascismo in assenza completa di fascismo è destinata a fiorire gloriosamente”.

Costanzo Preve

estratto da: http://pauperclass.myblog.it/2015/03/07/antifascismo-il-controllo-euro-atlantico-della-piazza-eugenio-orso/

Su Costanzo Preve (recentemente scomparso):  http://www.lospiffero.com/cronache-marxiane/%09in-memoria-di-preve-13657.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Costanzo_Preve

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3 pensieri su “Costanzo Preve

  1. A proposito di chi non vuol vedere, già da alcuni giorni gira sul web una notizia clamorosa che tuttavia per i media mainstream è talmente una non notizia da rinunciare a darla se non per le vie traverse dei blog. Lo stesso prestigioso settimanale che ha fatto la rivelazione, vale a dire L’Obs, nuovo nome pop con cui è stato ribattezzato da poco più di tre mesi il Nouvel Observateur non la spara, ma la tiene nella pancia di un lunga articolessa che ricapitola fatti e misteri dell’ attentato al Charlie Hebdò. Per farla breve Said Kouachi, uno dei due fratelli che hanno seminato strage nella redazione del foglio satirico, l’uomo che ha freddato un poliziotto, era in realtà semicieco: una malattia agli occhi gli impediva di vedere a un metro di distanza senza gli occhiali e proprio per questo gli era stata negata la patente di guida o era in difficoltà anche nei più semplici lavori manuali.
    https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/03/09/oui-je-suis-orbo/
    Per tutta risposta Hollande ha esteso il reato di negazionismo (che prevede fino a tre anni di carcere) a tutti coloro che diffondono versioni di una notizia difformi da quelle ufficiali .
    http://t.co/kXHntvTGjp
    Da noi Renzi si avvia a produrre il “suo” telegiornale; sempre più ci avviciniamo a Orwell: « Chi controlla il passato controlla il futuro.
    Chi controlla il presente controlla il passato. »

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  2. L’italiota contemporaneo, in tutta la sua insipienza, è l’ultima frontiera della manipolazione antropologica, della picchiata culturale, dell’azione involutiva di slot, talk-show e cibo-spazzatura. E’ il trionfo dell’eugenetica al contrario. La cosa più sorprendente è che non è stato necessario rompersi le balle come i nazisti, con il programma Aktion T4, le cavie, i laboratori. Un vero miracolo involutivo, realizzato utilizzando spregiudicatamente i media, il lavoro precario e i programmi televisivi per la massa, a dir poco generalisti. Un po’ di droga, di ludopatia, di pacifismo per pecorelle, di junk food a basso valore nutritivo e il gioco è fatto. Il semi-uomo nuovo di zecca, sotto-umano e incredibilmente docile, è pronto e scodellato. Persino il disturbatissimo Nietzsche, secondo il quale la schiavitù dei sotto-uomini era lecita al servizio dell’Übermensch (superuomo), ne sarebbe sbalordito.
    http://pauperclass.myblog.it/2015/03/20/indietro-tutta-italioti-popolo-merda-eugenio-orso/

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  3. Prendendo atto di questa realtà (perché è metodologicamente corretto fare sempre i conti con la realtà), l’obiettivo non è più dare vita a una formazione politica che non sia né destra né sinistra, ma che sia contemporaneamente destra e sinistra. Una “destra” che sia anche “sinistra” e una “sinistra” che sia anche “destra”. Potremmo identificarla in un programma “di sinistra” dal lato economico-sociale e “di destra” nella definizione dei valori.

    “Di sinistra” sarebbe una concezione di politica economica rivolta a perseguire il massimo possibile di parità di opportunità, riducendo le differenze di reddito e sottintendendo sempre l’uguaglianza fra tutti gli esseri umani per quanto riguarda la dignità della persona; una concezione che privilegia l’interesse del collettivo, della comunità, rispetto ai diritti individuali; una concezione che si apre alle varie culture ma respinge l’omologazione imperial-colonialista.

    “Di destra” sarebbe la scala dei valori: la difesa della famiglia come agenzia educativa fondamentale; dell’autorità dello Stato innanzitutto come comunità organizzata che premia il merito e punisce la colpa; della religione nella sua funzione di coesione sociale, riconosciuta anche da chi non sia credente; la riproposizione di concetti quali l’onore (personale, familiare e nazionale), la responsabilità personale in rapporto ai vari ruoli che si devono assumere nel contesto familiare, sociale e lavorativo, il riconoscimento del merito pur nell’ammissione della fondamentale uguaglianza di dignità personale, il recupero delle radici pur nell’accettazione di un diverso che non stravolga le tradizioni della comunità.

    Formazioni politiche orientate in questo senso, sono già in embrione. Vengono comunemente etichettate col termine vagamente ironico e spregiativo di rossobrunismo. Si scontrano negli eterni steccati del fascismo e dell’antifascismo, particolarmente duri da rimuovere proprio nell’Italia ancora ferma alle brigate nere e ai partigiani. Da questa Italia vecchia, scettica, delusa e stanca, rincoglionita da decenni di consumismo ebete, non possiamo aspettarci che possa essere quello che è stata diverse volte nella storia, un’avanguardia che apre vie nuove per l’Europa e di conseguenza per il mondo. Oggi possiamo solo sperare che le novità sopra delineate si affermino a livello continentale in modo che possiamo recepirle e adattarle alla nostra realtà.

    Recentemente è nato il PCE (Partito Comunitarista Europeo). Sarà un’altra creatura destinata a breve vita o potrà crescere? Restare a guardare criticando è atteggiamento fin troppo facile e fin troppo diffuso. Offrire un contributo di idee perché il germoglio diventi pianta robusta, sarebbe già una doverosa assunzione di responsabilità.
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=50696

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