Scontro di "civiltà"

Da Barack Obama al Colosseo di Roma ai tifosi del Feyenoord a piazza di Spagna fino al turismo toscano di Katy Perry. Questo è il vero scontro di civiltà. Decadentismo, ignoranza e barbarie arrivano dal mondo anglo-americano mica da quello islamico.

“I nemici è sicuro sono dentro di noi com’è possibile restare ciechi per così lungo tempo”. Franco Battiato

“È straordinario, incredibile. È più grande di alcuni stadi di baseball dei nostri giorni”, disse un anno fa, in visita al Colosseo di Roma, il capo della Casa Bianca Barack Obama. In queste dichiarazioni c’è tutto il provincialismo – nella sua accezione negativa – dello spirito americano. Due mila anni di storia paragonati ad uno sport moderno ignorato dal resto del mondo.

La storia si ripete, per due volte. Prima a Piazza di Spagna, la settimana scorsa, con i tifosi del Feyenoord che “hanno scambiato – citando Vittorio Sgarbi – la Barcaccia di Bernini per un cassonetto dove buttare palloncini, scatole bottiglie di birra”.  Mentre giornali e televisioni guardavano al Mediterraneo riportando la cinematografia dell’Isis, la beffa è arrivata da Occidente. Nel gesto degli olandesi si legge il carattere vandalico tipicamente anglo-americano di fabbricazione televisiva e consumistica. Non solo inciviltà, vandalismo e ignoranza. Nella messinscena romana c’è il culto della violenza (scontri con la polizia), il consumo di stupefacenti (in questo caso la birra), l’uso di un linguaggio facinoroso (cori e insulti), l’apologia della cultura ghettizzata (hooliganismo).

È la modernità che avanza impietosa. Con Barack Obama, con i tifosi del Feyenoord e per ultimo con Katy Perry, che in questi giorni si è recata in Toscana per turismo, scambiando il patrimonio artistico italiano per il Super Bowl statunitense. Su Instagram la cantante-attrice, ha pubblicato una serie di foto dissacranti: prima ha mimato una prestazione sessuale con la Torre di Pisa, poi ha sfottuto la Venere di Botticelli agli Uffizi di Firenze, infine, ha deriso il David di Michelangelo.

Eccole le nuove icone pop con milioni di followers. Temiamo l’Isis perché il terrorismo dello Star System ha colonizzato il nostro immaginario. Ma lo scontro di civiltà esiste, e non è quello indicato dall’ideologo neoconservatore Samuel Huntington. Il conflitto è all’interno del mondo occidentale. Il nemico dell’Occidente è l’Occidente stesso.

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Articolo originale di Sebastiano Caputo in http://www.lintellettualedissidente.it/editoriale/fitna-occidentale/

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7 pensieri su “Scontro di "civiltà"

  1. Ok..
    Però questi assolutismi sono poco utili al portare alla luce ciò che è importante.
    Obama è americano, è inutile pensare che a lui venga in mente Proust mentre guarda il Colosseo.
    Kate Perry è una ragazzina, e i ragazzini, famosi o meno, scherzano anche con le opere d’arte.
    I tifosi del Feyenoord sono dei deficienti, a andrebbe seriamente studiata una legge per mettere al bando i deficienti di tutto il mondo.
    Detto questo, non vedo una matrice comune in questi atteggiamenti, vedo però una matrice comune nel non essere in grado di affrontare le orde barbariche fin dai tempi della Roma imperiale.
    Forse dovremmo riflettere un po’ anche su questo.
    Se c’è una cosa che quelli dell’Isis non si fanno fare è essere presi per il culo dagli occidentali.
    Hanno metodi e ragioni integraliste, e assurde anche, ma da questo punto di vista dubito che quegli stronzi che hanno devastato l’opera di Bernini sarebbero in grado di torcere un solo granello di sabbia nei territori che occupano i jihadisti.

    Augusto Verri

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  2. Edicola di Ferrara. Coppia di anziani con rivista in mano. In copertina opera di Boldini esposta presso il Castello Estense…
    Marito: “Zert che na volta a ghiera di artista fenomenai…”
    Moglie: ” mo mama! Guarda lì che roba. Ma cusa posla custar adess, na…CURNIS achsi’!?!?”
    ….la CURNIS ??
    Testimonianza autentica raccolta da Lauro Casoni

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  3. Fotografie più che eloquenti. Certo che non ci si può stupire di quanto accade, se gli studi umanistici e artistici vengono sempre più ridimensionati praticamente in ogni paese del mondo, essendo considerati non necessari per competere sul mercato globale. La cultura umanistica sta uscendo dalle scuole, dal cuore e dalle menti della gente, impoverendo tutti, a cominciare dalle nostre democrazie. PP

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  4. In effetti….siamo sull’agghiacciante!
    Per carità, nessuno dice che la storia e la cultura debbano essere sempre e solo sacralizzate né ci si aspettano cose particolarmente intelligenti da parte delle star del pop né condotte da gentlmen in viaggio culturale da parte degli hooligans…
    però è innegabile che da più parti, dall’alto e dal basso, da destra e da sinistra arrivino segnali inequivocabili di come l’Occidente stia culturalmente implodendo.
    L’ignoranza è sdoganata e sbandierata fieramente, i fuck-off proliferano in ogni salsa,
    bene, avanti così!
    Fabio Smolari

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  5. PP: Credo che abbia ragione Augusto quando afferma che la ragazzina ha voluto solo fare la spiritosa per avere un po’ di pubblicità. Niente di paragonabile purtroppo ai baffi alla Gioconda nel famoso ready – made di Duchamp (L.H.O.O.Q. Elle a chaud au cul) . Un gesto canzonatorio, non certo nei confronti di Leonardo, bensì di coloro che, per conformismo, dicevano che la Gioconda era bella, senza comprenderne il valore artistico. Anche l’arte contemporanea spesso usa lo sberleffo per dissacrare o per condannare il potere. Vedasi il dito medio di Cattelan di fronte al Palazzo della Borsa di Milano, tanto per fare un esempio. Tutto questo per dire che Kate Perry sarà pure spiritosa come piace ai giovani d’oggi, ma non è certo un’artista. Quanto a Obama, forse non è preoccupante il fatto che non abbia letto la Recherche , bensì che un capo di stato del suo livello non conosca la storia di Roma e i suoi monumenti. I tifosi , invece, sono semplicemente dei deficienti.

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  6. Prima di diventare monumento, il Colosseo era un grande impianto di intrattenimento popolare, quindi il commento di Obama non mi sembra affatto fuori luogo (mi piacerebbe sapere che cos’altro ha detto). Il resto è cretineria americana (che abbonda: lo dice anche la radio nazionale americana, o National Public Radio) o nord-europea (magari i cretini fossero confinati a un solo posto nel mondo!). C’è da chiedersi com’è possibile che siano tanto potenti. Ma già lo diceva Orwell: “L’ignoranza è forza”. E alludeva, nel suo noto “1984”, non all’Unione Sovietica, né alla Germania, ma a una possibilissima dittatura atlantica anglo-americana (“Oceania”, magari addirittura socialista, come i suoi compagni di partito). E la ragione per cui si sta smantellando l’educazione umanistica nelle scuole è perché, sotto sotto, il presupposto è quello: l’ignoranza è forza.

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  7. Antropologia economica
    Purtroppo agli “economisti” sfugge troppo spesso un concetto antropologico basilare: pur sapendo che il differenziale d’inflazione è alla base di qualsiasi squilibrio macroeconomico tendono ad ignorare crassamente, o per mero interesse personale, che essa è da sempre maggiore (endemica) nei Paesi più caldi che richiedono meno lavoro per la sopravvivenza. Le popolazioni di queste zone, nei secoli, non hanno mai avuto bisogno di “conservare” per i periodi freddi (cosiddetti di “magra”) e tendono a consumare tutto e subito proprio perché la stagione temperata (cosiddetta di “grassa”) non ha soluzione di continuità.
    Questi sono i comportamenti di massa che generano in questi luoghi un’inflazione fortemente superiore ai cosiddetti “paesi freddi”.
    Non potrà mai esserci omogeneità tra le due “specie” umane che potranno anche essere tenute insieme con la forza, ma solo per brevi periodi, sino a quando non si raggiungerà il naturale punto di rottura.
    Anche l’individualismo è maggiore nelle aree temperate proprio perché si ha meno bisogno dell’estraneo per la sopravvivenza stessa e nondimeno è anche alla base dell’indolenza e del non consociativismo che hanno portato sempre loro alla sottomissione da parte straniera.
    http://www.appelloalpopolo.it/?p=13277

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