Crescono le rapine in casa

Nell’ultimo anno tra i denunciati a piede libero gli stranieri sono il 54,2% (8.627 persone), tra gli arrestati il 62% (4.112: +31,4% solo nell’ultimo anno), tra i detenuti il 42,3% (1.493). Si svaligia sempre e comunque: di notte e di giorno, da soli o organizzati in bande, spesso sfidando gli ignari inquilini mentre si trovano in casa. Parallelamente all’aumento dei furti, infatti, a disturbare i sonni tranquilli degli italiani è la crescita di un altro reato ancora più allarmante: le rapine in abitazione, con violenza o minaccia ai proprietari. Nel 2013 sono state 3.619, con una crescita vertiginosa nel decennio (+195,4%) e un incremento del 3,7% solo nell’ultimo anno. A differenza dei furti in abitazione, le rapine sono commesse principalmente al Sud (1.380 nel 2013, pari al 38,1% del totale). Nella graduatoria provinciale in base all’incidenza di questo reato rispetto alla popolazione residente, al primo posto si trova Trapani (14,4 rapine in abitazione ogni 100.000 abitanti), seguito da Asti (14,1 ogni 100.000) e Palermo (13,8 ogni 100.000).

Dati Censis estratto da http://www.lastampa.it/2015/02/21/italia/cronache/furti-svaligiata-unabitazione-ogni-due-minuti-raddoppiate-le-denunce-record-nel-nordovest-VDjMjvZWhPq1rPJsTmddhL/pagina.html

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2 pensieri su “Crescono le rapine in casa

  1. Sì è vero, dire che gli stranieri sono il 54% vuol dire che gli italiani sono il restante 46%; ma è anche vero che la percentuale di stranieri sul totale della popolazione italiana è l’8,1%

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  2. Pubblicato su FB e immediatamente sparito:
    Una signora moldava è stata regolarmente assunta e stipendiata presso la casa di mio padre, gravemente malato, in qualità di badante, per alcuni mesi del 2014. Improvvisamente, adducendo gravi motivi di salute del coniuge, mai appurati, si è assentata dal lavoro ed è tornata (pare) in Moldavia, senza dare più notizie di sé e senza che fosse più possibile contattarla in alcun modo. MI sono visto costretto a licenziarla, pagandole i 15 gg di preavviso, le ferie non godute e l’indennità di licenziamento.
    Mio padre nel frattempo è deceduto, ed ho scoperto a distanza di 5/6 mesi che la signora risulta ancora residente presso la casa dei miei genitori, che mia madre è obbligata a pagare la quota dei servizi CMV (nettezza urbana) come se fosse ancora presente in casa, a meno che non si possa dimostrare che la ex-badante ha preso altra residenza. Da controlli e ricerche effettuate ho saputo da INPS Ferrara che le viene versata regolarmente la indennità di disoccupazione su un c.c. in Italia, ma le sue conoscenti moldave mi hanno assicurato che vive in Moldavia, ove si è resa irreperibile.
    Oltre a segnalare questo fatto inaccettabile all’INPS di Modena, ho pensato di condividere questa vicenda coi lettori per una riflessione: questi lavoratori/trici stranieri hanno dallo stato l’autorizzazione a manipolare le famiglie per cui lavorano, sfruttare al massimo tutte le opzioni che magari ad altri lavoratori italiani non sono consentite, e prendersi pure beffa di noi. Sino a quando?
    Carlo Polastri
    P.S.hai capito che “itaglia” che ci ritroviamo? loro, le badanti, sanno che fatti tre mesi di lavoro possono usufruire di questo meccanismo, si fanno licenziare, percepiscono un grosso sussidio di disoccupazione (all’INPS mi hanno detto testualmente: “non glielo dico, ma prende di più di quello che era il suo stipendio quando lavorava da lei!!!”

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