Fronte russo

Tra un po’ avremo finito di occuparci delle nostre meschinità quotidiane: la vulgata ufficiale (accettata anche da Roberta Pinotti, ministro della difesa, e Federica Mogherini, affari esteri e politica di sicurezza al Consiglio Europeo) è che dobbiamo collaborare  (e come membri NATO siamo obbligati a farlo) a mettere l’Ucraina in condizione di difendersi dalla aggressione russa.

http://www.lemonde.fr/europe/article/2015/02/05/joe-biden-c-est-a-l-ukraine-et-a-elle-seule-de-decider-de-sa-politique-etrangere-et-de-securite_4569953_3214.html

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115503&typeb=0

http://www.deagostinigeografia.it/wing/schedapaese.jsp?idpaese=181#

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12 pensieri su “Fronte russo

  1. Ultim’ora. Il presidente francese Hollande e la cancelliera tedesca Merkel hanno annunciato che oggi stesso saranno a Kiev e Mosca con una nuova proposta nel tentativo di disinnscare la crisi in Ucraina e il pericolo di una escalation militare. “Di fronte all’inasprirsi delle violenze, negli ultimi giorni, la cancelliera e il presidente – si legge in una nota del portavoce del governo tedesco Steffen Seibert – rafforzano i loro sforzi, in atto da mesi, per una conciliazione pacifica del conflitto nell’Est dell’Ucraina, dice una nota congiunta diffusa dai due Paesi. “Adesso siamo in presenza di una guerra, e di una guerra che può essere totale”: lo ha detto il presidente francese, Francois Hollande, parlando all’Eliseo della sua missione a sorpresa con la cancelliera Angela Merkel questo pomeriggio a Kiev. “Con la cancelliera – ha proseguito Hollande – abbiamo deciso di prendere questa iniziativa, di andare a Kiev. Con l’obiettivo non di parlare, ma di trovare un testo che vada bene a tutte le parti”.
    http://contropiano.org/internazionale/item/28953-missione-a-sorpresa-di-hollande-e-merkel-per-scongiurare-l-escalation-in-ucraina

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  2. La complessità della quarta guerra mondiale, non deriva soltanto dallo sviluppo parallelo dei conflitti, quello socioeconomico-culturale contro le classi subalterne in occidente e quello armato, suddiviso in molti episodi bellici e di distruzione, contro i paesi riottosi per “normalizzarli” eliminando effettivi e potenziali avversari. Soprattutto non si deve pensare, “ottimisticamente”, che la guerra in corso finirà con il raggiungimento di alcuni obiettivi strategici, come l’isolamento della Russia e/o collasso del regime di Putin, la fine di Assad in Siria, il ridimensionamento dell’Iran, il mantenimento del dollaro come valuta di riserva. Si tratta di un conflitto con caratteristiche asimmetriche, combattuto su più livelli: azioni terroristiche, flussi di mercenari e armi, penetrazione preventiva di organizzazioni non governative compiacenti, sostegno politico e finanziario a opposizioni interne per destabilizzare, “rivoluzioni colorate” come antefatto. Un conflitto unico, benché scomponibile in parti nelle analisi, di grande valenza strategica e di natura culturale, combattuto senza quartiere, e senza delle vere tregue, con tutte le armi a disposizione, nell’evidente squilibro di forze che esiste a vantaggio dei globalisti occidentali. Lo scopo ultimo è la sottomissione, alle dinamiche neocapitalistico-finanziarie e agli interessi privati della classe dominante deterritorializzata, di tutto il pianeta.
    http://pauperclass.myblog.it/2014/08/25/la-complessita-della-quarta-guerra-mondiale-eugenio-orso/

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  3. E mentre vari esponenti dell’establishment statunitense insistono sulla necessità e sull’urgenza di inviare armi ai governativi ucraini, il ministro della Difesa tedesco, Ursula van der Leyen, ha definito quello proposto da Washington «un passo sbagliato».
    Intanto tra le ipotesi in ballo c’è anche quella di uno schieramento di un contingente di caschi blu dell’Onu in Donbass. Secondo un portavoce del ministero degli Esteri russo sarà uno degli argomenti di discussione durante l’incontro di oggi tra Putin, Merkel e Hollande. E da Donetsk, uno dei negoziatori delle repubbliche popolari ha sostenuto che i ribelli non si opporrebbero.
    http://contropiano.org/internazionale/item/28976-la-nato-vuole-lo-scontro-militare-con-mosca-l-ue-in-allarme

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  4. Brutto segno!

    Ecco il 77° Battaglione: l’esercito britannico sta mobilitando 1500 ‘Facebook Warriors’ per diffondere la disinformazione Tornerà in vita una delle più discusse unità delle forze speciali inglesi della seconda guerra mondiale.
    L’esercito britannico farà rivivere una delle più controverse unità delle forze speciali della seconda guerra mondiale, i Chindits, sotto forma di una nuova generazione di “guerrieri di Facebook” che scateneranno complesse e segrete campagne sovversive di (dis)informazione.

    Michael Krieger in http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115594&typeb=0

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  5. “Combatteremo la Russia fino all’ultimo ucraino”, non è più solo lo slogan virtuale di Washington, ma un dato di fatto. A volte i comandanti ucraini mentono apertamente ai soldati sull’obiettivo della missione[..]Un quotidiano ucraino ha scritto che la 4ª mobilitazione, l’ultima, ha visto l’80 per cento dei coscritti rifiutarsi di andare a combattere.
    Per contro la Novorussia ha proclamato la mobilitazione generale. Sarà su base volontaria, tuttavia i responsabili si aspettano un afflusso di 100mila uomini e potrebbe non essere solo propaganda.
    Se non interverranno altri fatti, cioè un intervento diretto o indiretto massiccio della Nato o nuovi negoziati di pace, ciò che si può quindi prevedere è che la NAF nel 2015 conquisti Odessa e Mariupol, dando così continuità territoriale alla Crimea e tagliando fuori Kiev dall’accesso al mare. A quel punto si fermerà. Non andrà ad assediare Kiev, ma attenderà la mediazione internazionale. Se ci sarà. E si può anche prevedere che Mosca a quel punto avrà parecchie difficoltà a rifiutare per la seconda volta la richiesta dei territori controllati dalla NAF di essere annessi alla Russia.
    http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115644&typeb=0

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  6. Secondo il Pentagono l’European Consolidation Initiative sarà completata entro il 2022 e comporterà anche un lieve aumento del numero dei militari Usa in Italia, Germania e Spagna. Nello specifico, il piano prevede di trasferire in Italia il 606th Air Control Squadron dell’US Air Force, uno squadrone di 300 uomini specializzato nella sorveglianza aerea, sino ad oggi ospitato a Spangdahlem (Germania). Uomini e mezzi giungeranno nella base aerea di Aviano (Pordenone), dove nel 2013 è stata disattivata un’unità similare dell’aeronautica statunitense (il 603rd Air Control Squadron). Il Pentagono sta pure valutando l’ipotesi di dislocare stabilmente ad Aviano, a partire del 2025, un gruppo di volo dotato dei nuovi cacciabombardieri a capacità nucleare Joint Strike Fighter F-35. Sempre in Italia, l’esercito Usa prevede di ridimensionare il Centro ospedaliero militare di Vicenza (Vicenza Health Center), disattivare transitoriamente parte del deposito di stoccaggio munizioni esistente tra Pisa e Livorno e dismettere alcune infrastrutture minori ospitate a Camp Darby (Livorno). L’US Army sarebbe intenzionata infine ad abbandonare le Sea Pines Recreational Facilities, il grande centro ricreativo utilizzato dal personale militare e civile di Camp Darby, ammodernato appena sei anni fa. Nel 2013 l’US Army aveva disattivato a Camp Ederle (Vicenza) il 464th Military Police Platoon e a Livorno il 511th Military Police Platoon.
    http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115683&typeb=0

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  7. Ultima tragica invenzione dei servizi segreti americani (e di certe “organizzazioni non governative” che svolgono una funzione parallela) è stato il colpo-di-Stato antidemocratico in Ukraina. Un colpo-di-Stato – si badi bene – organizzato contro un Presidente eletto democraticamente (dopo aver sconfitto nelle urne il candidato filoamericano) e che veniva poi abbattuto da una brutale sollevazione armata. Una sollevazione che i media “occidentali” hanno gabellato come la spontanea rivolta di un popolo che anelava ad entrare nell’Unione Europea; ma che invece, molto più prosaicamente, sarebbe stata organizzata e finanziata dagli americani, con una cifra da capogiro – secondo le rivelazioni dell’ex agente della CIA Scott Rickard – pari a 5 miliardi di dollari.
    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=50356

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  8. http://www.nuovatlantide.org/sembra-che-quella-triste-profezia-si-stia-avverando/
    Joseph Brodsky predisse amaramente nel 1994, quando l’Ucraina dichiarò la sua indipendenza dalla Russia, che nell’ora della loro morte gli Ucraini ‘liberati’ avrebbero invocato i poeti Russi.
    Sembra che quella triste profezia si stia avverando.
    P.S. Nello stesso articolo trovate un ampio resoconto sugli accordi di Minsk, mai rispettati.

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  9. Fronte europeo.
    In secondo luogo qual è il fine di Washington di dire agli Europei “Fate quello che voglio o vi trascino in un disastro militare apocalittico contro la Russia”? Ovvero, cosa vogliono?
    Secondo me il fine è di obbligare gli Europei entro la camicia di forza della Nato militare e della Nato economica, cioè gli accordi Ttip, e subordinare la politica finanziaria e monetaria europea direttamente agli Stati Uniti.
    http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115847&typeb=0

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  10. Si è concluso il vertice di Minsk convocato per scongiurare l’escalation di guerra in Ucraina. I quattro capi di stato, Putin, Poroshenko, Merkel e Hollande erano stati costretti a tornare a riunirsi per arrivare a capo del piano di pace per l’Ucraina. Nell’incertezza che circonda l’esito delle trattative, pare che un cessate il fuoco nell’Est del Paese possa partire da sabato 14 febbraio Al quartetto dovrebbe aggiungersi oggi anche Heidi Tagliavini, rappresentante dell’Osce nel gruppo di contatto (Mosca, Kiev, Osce, separatisti). Dovrebbe essere infatti l’Osce a coordinare l’eventuale forza di interposizione da schierare tra Kiev e le Repubbliche della Novorossja.
    http://contropiano.org/internazionale/item/29117-minsk-raggiunto-accordo-sul-cessate-il-fuoco-per-ora
    Rimane da capire dove l’OSCE andrà a prendere i militari da schierare…

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  11. Che la soluzione sia lontana, lontanissima, e che la tregua in vigore sia solo un fuoco di paglia sembrano confermarlo due notizie dell’ultim’ora. La prima è che l’ex presidente della Georgia Mikheil Saakashvili è stato nominato consigliere del presidente ucraino Petro Poroshenko per il processo di riforme del Paese. Saakashvili, 47 anni, sarà a capo del Consiglio consultivo internazionale per le riforme con l’obiettivo di indicare a Kiev le riforme da avviare, rafforzando così il controllo della Nato e del Fondo Monetario su un paese economicamente già allo sbando.
    Occorre ricordare che Saakashvili arrivò al potere in Georgia nel 2003, dopo la cosiddetta “Rivoluzione delle Rose” che aveva provocato la destituzione del presidente Eduard Shevardnadze. Autore di una provocazione militare contro la Russia che nell’estate del 2008 costò al suo paese una dura sconfitta, è attualmente sottoposto a procedimento penale in patria per corruzione e per aver ordinato il pestaggio di un avversario politico. Non proprio il curriculum ottimale per un eroe della lotta alla corruzione…ma sicuramente sì per una marionetta di Washington e da sempre fautore dell’espansione della Nato ad est.
    Come se non bastasse, da fonti di stampa si apprende che l’Unione Europea ha deciso di non sospendere l’applicazione di nuove misure sanzionatorie contro la Russia come invece promesso in caso di raggiungimento di un cessate il fuoco in Donbass.
    http://contropiano.org/internazionale/item/29187-nuove-sanzioni-ue-alla-russia-saakashvili-nato-consigliere-di-poroshenko

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