Ancora elezioni?

Se a qualcuno fosse sfuggito, noi Emiliano-romagnoli il 23 novembre abbiamo le elezioni regionali: http://www.regione.emilia-romagna.it/elezioni

Il tempo per imparare qualcosa dalle recentissime europee e comunali dovremmo averlo avuto; ad ogni modo altrove è successo qualcosa di significativo:

Su 212 milioni di elettori aventi diritto, si sono recati alle urne soltanto 81 milioni, pari al 36,8%. In alcuni stati la percentuale è scesa addirittura al 18%.
I primi sondaggi ci rivelano che di quei 81 milioni il 55% è ricco o molto ricco.
I dati ci spiegano che per il 75% di quei votanti, che vincano i democratici o i repubblicani è irrilevante perché il loro valore primario non è la salute della comunità bensì il danaro.
Il 76% dei giovani dai 16 ai 30 anni non è andato a votare.
La giovanissima America ha definitivamente mandato in pensione la democrazia parlamentare rappresentativa: questo è il primo segnale forte.
I cinque colossi finanziari della nazione hanno investito circa 4 miliardi di euro per finanziare i candidati, su entrambi i fronti. Anche negli stati dove hanno vinto i democratici, le persone elette sono tutte al servizio della finanza, che lo sappiano o meno.

fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2014/11/si-avvicina-la-resa-dei-conti-che.html

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8 pensieri su “Ancora elezioni?

  1. Nelle sue corrispondenze per La Vanguardia sulla “rivoluzione dell’anima” degli indignados, il reporter Andy Robinson ha osservato che “l’iconica piazza centrale di Madrid, Puerta del Sol, ha visto uno strano incontro tra Medioevo e era digitale” […] perché le proteste del xxi secolo somigliano, per alcuni versi, a quelle medioevali. A quel tempo le persone non scendevano in piazza con l’ambizione di rovesciare il re o di sostituirlo con un altro a loro più gradito; manifestavano per obbligare il sovrano a fare qualcosa in loro favore, o per impedirgli di far loro del male.

    Le proteste non hanno inciso sulle politiche dei governi; piuttosto, hanno cambiato il modo in cui questi comunicano ciò che fanno. […]

    le proteste lasciano l’iniziativa politica nelle mani delle stesse élite contro le quali si scagliano: sta a queste distillare selettivamente il messaggio della piazza e trarne le conseguenze, elaborando una risposta alla crisi.[…]

    https://www.aspeninstitute.it/document/aspenia-65-la-protesta-globale-di-ivan-krastev

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  2. Guidato da un giovane accademico coi capelli raccolti a coda di cavallo, Pablo Iglesias, il partito Podemos ha capitalizzato sugli scandali per la corruzione, la fatica delle riforme e il crescente disincanto verso l’elite politica. Il partito ha finora utilizzato la raccolta fondi online per sostenere le proprie campagne, e ha ottenuto un buon risultato nelle elezioni per il Parlamento Europeo in maggio, vincendo cinque seggi.[..]
    Il 36-enne Iglesias ha promesso di ridurre i salari dei politici e di mantenere pubblici e gratuiti il sistema sanitario e quello scolastico. Si è costruito un forte profilo pubblico ed ha 710.000 follower su Twitter. Il suo profilo sul sito del social network dichiara, in Spagnolo: “È tempo di cambiare. Certo, Possiamo!”

    http://vocidallestero.blogspot.it/2014/11/perche-un-accademico-con-la-coda-di.html

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  3. Niente da fare, invece, per la lista degli ex grillini “Liberi cittadini”, fondata da espulsi eccellenti come Giovanni Favia e Federica Salsi, che sostiene il candidato Maurizio Mazzanti. Il suo ricorso, presentato al fine di poter correre anche a Ferrara, è stato respinto. La formazione dei dissidenti grillini potrà essere votata a Bologna, Parma, Forlì-Cesena, Rimini e Modena.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/28/regionali-emilia-romagna-2014-liste-ammesse-per-i-candidati/1177360/
    Nota storica – Scrivevamo alla vigilia delle politiche 2013 ( che videro il M5S come primo partito): Sembra che la novità di queste ultime ore, a detta dei commentatori, sia la ascesa, nei sondaggi, del movimento 5 stelle, per il quale alcuni citano la Jacquerie.
    A dire il vero il paragone più affine mi sembra quello col poujadismo, ma, a giudicare da quello che è successo ad entrambi, pur vittoriosi al momento, non credo che i partiti tradizionali debbano preoccuparsi.
    Anzitutto l’elettorato non sa nulla di chi non è passato per la TV, poi la debolezza dei movimenti (si pensi solo alla Lega dell’inizio della seconda repubblica): si sono rivelati sempre incapaci di gestire la politica, in quanto privi del tradizionale apparato e in tutto dipendenti dal capo carismatico, che non può essere dappertutto a gestire situazioni che il semplice militante non è assolutamente in grado di fronteggiare.
    See more at: http://www.bondeno.com/2013/02/17/in-difesa-del-voto

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  4. Per la sovranità popolare – in vista delle elezioni regionali umbre del 2015

    Viviamo ormai in un paese, dove non può più essere pronunciata la parola democrazia: dal 2011 abbiamo infatti subito l’imposizione di ben 3 governi NON ELETTI, i quali, anziché agire per il Bene comune, hanno perpetrato e stanno perpetrando la distruzione dello Stato sociale e della Costituzione, ciò ad esclusivo beneficio dell’oligarchia finanziaria europea ed internazionale.
    L’attuale situazione del Paese, caratterizzata da un vero e proprio stato di Dittatura, richiede che i cittadini indignati per il triste stato di cose, quelli che hanno compreso la necessità di una svolta radicale e chi ha già intrapreso un processo d’innovazione culturale e politica sugli stili di vita, si attivino concretamente per contrastare tale situazione e garantire un futuro alle nuove generazioni.

    Siamo ormai tutti consapevoli dell’urgenza e dell’emergenza legate alla situazione che stiamo vivendo e tutti abbiamo ormai preso coscienza della necessità di porre un argine a questa situazione!
    I diversi movimenti di opposizione a questa oligarchia, oltre ad essere frammentati, si dimostrano del tutto inadeguati davanti alle sfide che il Paese ha di fronte. Il “divide et impera” è la strategia subdola utilizzata da chi sta al potere che, mentre distrae l’elettore-cittadino, lascia ampio spazio di manovra e di interesse privato alla corrotta classe politica e dirigente.
    Pensiamo sia giunto il momento di mettere da parte ogni particolarsimo ed ogni personalismo per unire, sulla base di una piattaforma condivisa ed entro la cornice dei valori costituzionali, tutti coloro che hanno compreso la situazione e che già autonomamente portano avanti la battaglia di opposizione a questo sistema malvagio.
    Proponiamo quindi un incontro finalizzato a formare un’alleanza delle esperienze associative e dei singoli cittadini che, avendo a cuore il Bene comune e la sovranità popolare, vogliono la liberazione del Paese dalla dittatura eurocratica della finanza internazionale, che ritengono quindi necessario cacciare i suoi rappresentanti politici dai governi nazionali, regionali e locali.
    E poiché questa battaglia di liberazione passa necessariamente attraverso i territori e la politica locale, già dalle prossime elezioni regionali dobbiamo, tutti insieme, dare un forte segnale di cambiamento in tutti quei territori, come l’Umbria, nei quali i cittadini saranno chiamati al voto.
    Tutti i cittadini umbri che condividono questo spirito sono quindi invitati all’incontro che si terrà domenica 23 novembre 2014 alle ore 15.00 presso il Bar Ristorante Hotel Asso di Coppe S.S.E45 KM 73,400 06053 Deruta (PG).
    Fonte Facebook

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  5. Come sosteneva Pablo Iglesias in una intervista televisiva (42% di share, superiore alla finale dei mondiali di calcio di quattro anni fa quando la Spagna vinse) rispondendo alla domanda capziosa “ma lei si considera un democratico alla guida di un partito democratico?” ha risposto: “Prima di tutto il nostro è un movimento e non un partito, è orizzontale ed è strutturalmente posizionato in termini liquidi; stiamo formando un’adeguata classe dirigente e siamo pragmatici. Il termine “democratico” è obsoleto e retorico. La democrazia in Europa è finita. Non esiste più. Noi viviamo nella post-democrazia. Siamo dentro una realtà radicalizzata dove esistono due fazioni: da una parte una oligarchia sempre più ristretta e sempre più ricca, dall’altra l’intero corpus sociale. Non esiste più lo scontro capitale-lavoro. E’ anche ridicola la dizione destra-sinistra. C’è un unico tavolo che va aperto: quello tra l’oligarchia e i rappresentanti dei ceti sociali che producono e lavorano, o che vorrebbero farlo visto che in Spagna la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 50%. Il problema consiste nella re-distribuzione delle ricchezze, non nei dati del PIL”.
    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2014/11/che-fa-leuropa-che-succede-in-giro-per.html
    E noi abbiamo i 5 stelle, che, pur avendo vinto le elezioni nel 2013, non hanno saputo far altro che cincischiare!

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  6. La vecchia ‘democrazia senza popolo’ ( come l’ha definita Rodotà ) ha lasciato il posto alla dittatura europea finanziaria e mentre con la ‘vecchia’ dopo le elezioni si chiedeva al popolo di rimanere in silenzio per attuare le manovre, con la nuova dittatura non sono più necessarie nemmeno le elezioni perché obsolete ( Monti, Letta, Renzi insegnano). Il popolo è chiamato a sopportare, in silenzio possibilmente, ogni umiliazione imposta come unico e giustificato sacrificio al bene finanziario ed economico. (di pochi n.d.r)
    http://www.appelloalpopolo.it/?p=12462

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  7. L’Italia, infatti, è oggi l’unica nazione d’occidente che ha oggettivamente abolito il parlamento, destituendolo di ogni funzione e seguita a produrre governi non eletti la cui funzione e identità è garantita dall’alto. La Legge e le votazioni a maggioranza sono caratteristiche della democrazia, che in Italia pare abolita. I nuovi gestori dell’esecutivo appaiono (sono) normali attori, interpreti di ordini e non rappresentano più nè blocchi sociali nè partiti.
    Siamo di fronte ad un esperimento politico.
    La nostra nazione ha ormai incorporato l’idea della democrazia finita e considera normale il fatto che il governo venga gestito e diretto da persone o personalità che nessuno ha mai eletto, che non sono il prodotto di specifici e dichiarati interessi, che non sono nè bandiere nè portavoci di classi determinate. Monti è stato nominato senatore a vita durante la notte, in fretta e furia, perchè si era agli inizi di questa fase ed era necessario salvare ancora la faccia. Letta jr. era, in pratica, uno di passaggio -al suo posto avrebbero potuto metterci chiunque altro, sarebbe stato uguale- e Matteo Renzi è una persona che in parlamento non c’era mai stata, che nessuno ha mai votato in nessuna consultazione elettorale se non nella provincia Toscana e che ha assunto il controllo del partito più importante della nazione sostenendo che non sarebbe mai andato a presiedere il governo se non fosse stato eletto dal popolo in regolari elezioni politiche generali.
    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2014/12/la-grande-menzogna-lultima-fase-del.html

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