Il pensiero unico in economia

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4 pensieri su “Il pensiero unico in economia

  1. Prevengo le obiezioni degli “accademici” a Ioppolo (recentemente scomparso): secondo voi questi 30 anni di liberismo (e il peggio dei trattati deve ancora venire) hanno migliorato le condizioni economiche del popolo italiano?

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  2. La crisi è l’accelerazione di un disegno che sta nella mente dei tecnocrati liberisti da vent’anni. La crisi serve a modellare l’Europa secondo una ideologia liberista. Quando la crisi finirà saremo in un altro mondo. Un mondo che nasconderà le disuguaglianze sociali sotto la parola “meritocrazia”, che avrà ridotto i diritti al minimo essenziale e avrà come unico obiettivo virtuoso l’accumulazione delle ricchezze senza distribuzione. Quello che i miei amici decrescisti sognano, ossia la “decrescita felice” si realizzerà ma non nel modo che pensano. Una parte degli europei sarà più povera, consumerà meno, tornerà indietro. Una piccola parte invece crescerà di più, consumerà di più, sarà più ricca.
    http://irradiazioni.wordpress.com/2012/02/02/non-ci-vogliono-monotoni-ci-vogliono-schiavi

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  3. di Zeroconsensus.

    L’agenzia di rating americana Moody’s taglia il rating della Russia da Baa1 a Baa2 (rating di non investimento – speculativo).
    Per la CIA (Central Intelligence Agency) il rapporto debito/Pil della Federazione Russa al 2011 era pari all’8,7% e per il Sole 24 Ore al 2013 è stimato al 10%.
    Gli USA hanno un rapporto Debito/Pil, al 2013, pari al 107% e se sommiamo i debiti degli stati, delle contee e delle municipalità si arriva al 125% sempre al 2013.
    Il rating di Moody’s per il debito USA è Aaa (“Prime”- Massima sicurezza del capitale).

    Ogni commento è superfluo.

    Fonte: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=760306097351114&id=753544514693939&fref=nf

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  4. Tra i cardini della visione mainstream : “abbiamo tutti un pezzo di debito pubblico da ripagare” o, particolarmente idiota: ” la credibilità richiede un impegno continuo per la riduzione del debito pubblico, che è il peso maggiore che le nuove generazioni devono sopportare, pagando un caro prezzo per gli errori del passato”

    Contro questi deliri distruttivi, una semplice realtà contabile, centrale nella MMT:

    il passivo del settore pubblico (il debito pubblico) è il corrispettivo dell’attivo del settore privato. Per cui ridurre il debito pubblico significa ridurre lo stock di attivi del settore privato. Impoverire i privati.

    E fortunatamente la Ragioneria di Stato dà ragione alla MMT.

    http://econommt.com/2014/10/18/la-ragioneria-di-stato-conferma-la-mmt-ha-ragione-renzi-scrive-idiozie/

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