Nascita di una biblioteca

In occasione della inaugurazione della sala 2000 ristrutturata dopo il terremoto (domani 3 aprile 2014 alle 21), ripubblichiamo l’articolo seguente:

Vedendo, in questi giorni il Centro 2000 , tutto impacchettato per i lavori in corso,  mi è tornata alla mente la vicenda della nascita della biblioteca, al suo interno, nei primi anni ’70 del secolo scorso.

Non che a Bondeno non ci fosse anche prima; io stesso ricordo che, da bambino, nei primi anni ’50, venivo accompagnato da mio nonno al secondo piano del Comune, dove un solerte Euno Borsatti, la domenica mattina gestiva il prestito librario.

Poi non ne ho saputo più nulla finché (appunto nei ’70) l’allora assessore alla cultura Maurizio Aleotti decise di trasferire quanto rimasto in qualche magazzino polveroso, nell’ala sinistra del 2000 (la destra era occupata da tempo dal Bar “del popolo”).

Ricordo ancora la catasta di libri ammassati sul pavimento, in attesa di essere sistemati su scaffali metallici decisamente spartani dalla neo-bibliotecaria Tiziana Melloni, impiegata comunale destinata alla bisogna.

Una sorta di bando informale fu fatto circolare tra i giovani di allora e si costituì, attorno alla biblioteca, un centro culturale di cui feci parte anch’io, assieme a Romano Gallerani, Gino Agnelli , Giuliana Castellari, e i giovani Osti, Parmeggiani,Querciali, Bergamini, Bolognesi gravitanti attorno al bar.

Ovviamente il primo compito fu rimpinguare la dotazione libraria con opere più recenti e dare inizio di nuovo al prestito; ben presto però, con la indispensabile collaborazione dell’assessorato, sfruttando la sala 2000, si fecero presentazioni di libri, cineforum a 16mm e altri in collaborazione con l’adiacente cinema Argentina, serate di ascolto musicale, tornei di scacchi e, last but not least, la stagione teatrale (al teatro Orfeo), con una media di 600 abbonati le prime stagioni.

Se si pensa che, nello stesso periodo, Paolo Malagodi, dava vita, in Borgo Paioli, al C.S.A, dove convergevano, con attività similari i giovani della parrocchia, con cui collaborammo, c’è da stupirsi per la quantità e qualità di offerta culturale di quel tempo a Bondeno.

Alla fine di quegli anni, probabilmente per un mutamento degli equilibri politici , il Comune assunse direttamente la gestione della biblioteca; si affacciavano gli anni del riflusso e tutto rientrò nella normalità.

Paolo Giatti

P.S. Mi scuso preventivamente per eventuali errori od omissioni, ma l’articolo è frutto della memoria e non di una ricerca documentaria, come forse la materia richiederebbe.

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