Cammina cammina…

Cammina cammina… Fiabe d’Europa in figurina, a cura di Hamelin, realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, vuole offrire allo spettatore una panoramica su come la fiaba europea sia stata rappresentata in figurina.

Forma di racconto sintetica, che procede più per accostamento di visioni che per connessione logica, la fiaba si presta ad essere raffigurata in un numero esiguo di immagini, o anche in una sola. Sorta di concentrato visivo, la figurina, ora rassicurante, ora terrifica, illustra solo alcune scene chiave del racconto. Ma il numero imponente di figurine e materiali affini in mostra (più di 300), tutti conservati in museo, dà conto minuziosamente dei racconti provenienti da Paesi diversi – la Germania dei fratelli Grimm, la Francia di Perrault, la Danimarca di Andersen – permettendo di riconoscere nella fiaba una delle radici su cui si è costruita la cultura europea, in un processo di scambi, trasformazioni, affermazioni identitarie.

Questa indagine si situa all’interno del progetto elaborato da Emilia Romagna Teatro Fondazione Il ratto d’Europa, una kermesse teatrale che propone alla città di Modena un’avvincente inchiesta intorno alle possibili origini dell’identità del Vecchio Continente, scoprendo le specificità culturali, sociali, economiche e politiche che scaturiscono dalla vita comunitaria. Il titolo ‘Cammina cammina…’ quindi, non è solo un omaggio alle ripetizioni tipiche della struttura narrativa fiabesca, ma un reale percorso che mette in luce i fondamenti archetipici che si sono poi diffusi, passo passo, da un Paese all’altro, dando forma ad un vocabolario comune.

L’intento primario della mostra consiste nello svelamento di nuclei di contenuto complessi, spesso sottovalutati, identificando la fiaba come narrazione esclusiva per l’infanzia, cosa che non era in origine. Anzi, le fiabe erano molto apprezzate dagli adulti, che le raccontavano davanti al focolare o durante i lavori manuali e che le amavano perché ponevano interrogativi sul rapporto tra caso e destino, sul contrasto sulle condizioni di vita e sulla possibilità di modificarle. In altre parole, sul senso del vivere umano.

Il percorso di mostra si snoda attraverso sezioni tematiche. Si comincia con ‘Il racconto’, il vero strumento di diffusione della fiaba che è circolata per secoli di bocca in bocca prima di essere fissata in forma scritta. Si continua con ‘I luoghi’, spazi dalla natura fortemente simbolici che proiettano nella concretezza della topografia le tappe dell’esistenza e le emozioni di chi li attraversa. ‘Le cose’, invece, si fanno emblema del difficile rapporto tra uomo e mondo esterno – lo specchio, il fuso e l’arcolaio, le scarpe e la corona – e dell’illusione di poter avere davvero il controllo del futuro. ‘Il destino’, fortuna e sciagura per l’uomo, delinea le mappe esistenziali degli uomini, senza negare mai, però, la necessità della scelta. Infine, ‘Le riletture’: una sezione dedicata al fiabesco, ossia l”ombra lunga’ della fiaba, in cui Cappuccetto Rosso intraprende strade nuove, in una successione di rifacimenti e parodie.

Ogni tema trova concreta dimostrazione nei materiali esposti, tra cui calendarietti da barbiere, cartoline, giornalini per ragazzi, fogli Epinal, figurine pop-up e numerosi album interamente dedicati alle fiabe, veri e propri libri illustrati, come quelli – preziosi e bellissimi – realizzati dalla ditta di cioccolato Stollwerck. Una menzione meritano le figurine Bon Marché: più grandi del comune, illustrate come trionfi di dettagli e colori, rappresentano un esempio felicissimo di sintesi iconografica.

Non solo: video e filmati dimostrano come la fiaba sia capace di contaminare altri spazi dell’immaginario. Scene di film come Psycho o Matrix sono figlie della costante capacità delle fiabe di produrre significati, mentre la pubblicità rinnova i racconti di fate plasmandoli alle esigenze dell’attualità.

Il catalogo, a cura di Hamelin e edito da Franco Cosimo Panini, riproduce tutte le immagini in mostra e tesse una fitta trama di spunti per interpretare non ingenuamente i nuclei tematici delle fiabe. Ogni sezione, che riflette la suddivisione di mostra, prevede alcuni suggerimenti bibliografici relativi a fiabe note e meno note, emblematiche del tema trattato e i cosiddetti ‘prolungamenti’, opere che non sono fiabe, ma ne hanno in qualche modo ereditato caratteristiche, temi, personaggi, significati.

Nella sala del Museo è possibile inoltre leggere e ascoltare fiabe note e meno note nell’Angolo del cantastorie, spazio dedicato a grandi e piccoli per riscoprire il fascino dei racconti di fate.

Come per altre mostre in passato, anche per questa, l’Istituto Superiore d’Arte A. Venturi di Modena collabora attivamente con il Museo: Quel che resta. Installazioni e divagazioni sulle fiabe è il risultato del lavoro artistico e interpretativo sulle figurine realizzato dai giovani creativi della Classe 4C – Corso di Grafica, con il coordinamento di Antonella Battilani.

Ingresso gratuito

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Un pensiero su “Cammina cammina…

  1. INVITO AL CONCERTO W LA PRIMAVERA!
    Parole e musica per un lieto benvenuto alla bella stagione (?)
    Al flauto, Marilena Fioresi
    Brevi intermezzi letterari a cura di Angela Poli, Sezione Ragazzi della Biblioteca Ariostea.
    Marilena Fioresi, giovane promettente flautista, allieva del professor Luciano Ravagnani del Conservatorio ‘G. Frescobaldi’ di Ferrara, eseguirà una fantasia musicale, dai più grandi compositori, ispirata ai colori e ai primi tepori primaverili.(sic)
    A cura di Angela Poli e Morena Mestieri.
    Lunedì 18 marzo ore 17 presso Teatro anatomico della Biblioteca Ariostea, Via Scienze 17, Ferrara

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