L'invenzione del Rinascimento

I MERCOLEDÌ DI S. CRISTINA  INCONTRI CON L’ARTE – 2013

PIETRO BEMBO E L’INVENZIONE DEL RINASCIMENTO
Ragioni e progetto di una mostra

mercoledì 20 febbraio 2013, ore 17
Aula Magna di S. Cristina, p.tta G.Morandi 2, Bologna

ingresso libero

Prosegue la rassegna “I Mercoledì di S. Cristina – incontri con l’arte 2013” organizzata dal Dipartimento delle Arti (DARvipem) dell’Università di Bologna. Le conferenze si svolgono nell’Aula Magna del Complesso di S. Cristina in piazzetta G. Morandi, 2 a Bologna, ad ingresso libero.

mercoledì  20 febbraio 2013, ore 17
PIETRO BEMBO E L’INVENZIONE DEL RINASCIMENTO. Ragioni e progetto di una mostra conferenza di Davide Gasparotto (direttore della Galleria Estense di Modena); introduce Andrea Bacchi  (DARvipem).

Presentazione del progetto e delle motivazioni alla base della mostra “Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento” in corso fino al 19 maggio 2013 a Padova, nel Palazzo del Monte di Pietà (in piazza Duomo, 14. Info:www.mostrabembo.it). Dopo cinque secoli tornano a Padova i capolavori della collezione che l’intellettuale veneto, poi divenuto cardinale, aveva riunito nella propria casa, ancora esistente nell’attuale via Altinate. La mostra, curata da Guido Beltramini, Davide Gasparotto e Adolfo Tura, incude opere da Mategna a Raffaello, da Giovanni Bellini a Tiziano, che Bembo collezionò o che vide creare, spesso contribuendo alla loro ideazione. Pietro Bembo è una figura poliedrica del Cinquecento, fu poeta, storiografo della Repubblica Veneta e letterato che influenzò in modo determinante la letteratura rinascimentale.

Spiega il curatore dell’incontro:”Perché organizzare una mostra d’arte intorno alla figura di un letterato? Se questo è Pietro Bembo (Venezia, 1470 – Roma, 1547) ci sono almeno due motivazioni fondamentali: da un lato Bembo mise insieme a Padova una collezione d’arte che pur non potendo rivaleggiare in quantità e sfarzo con altre illustri raccolte del tempo, s’impose come un modello agli occhi dei contemporanei; dall’altra egli manifestò un’acuta consapevolezza che l’operazione di unificazione linguistica cui egli aspirava in campo letterario si stava in quello stesso momento attuando sul terreno dell’arte figurativa. Sono gli artisti della Roma di Leone X i primi a raggiungere, anticipando i letterati, il traguardo di una lingua dell’arte che ha la forza di imporsi in maniera autorevole come un modello comune in tutta la Penisola e poco dopo in tutta Europa. Nel proemio al terzo libro delle Prose della volgar lingua (1525) Bembo manifesta chiaramente questa consapevolezza, individuando senza esitazione i due campioni di questa rivoluzione linguistica in Raffaello e Michelangelo. La ricostruzione della collezione, i rapporti di Bembo con gli artisti (da Bellini a Raffaello a Tiziano), la svolta cruciale della “maniera moderna” sono il fulcro attorno a cui si è organizzato il progetto della mostra.”

Davide Gasparotto, nato a Bassano del Grappa nel 1965, ha lavorato per molti anni alla Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Parma e Piacenza, e attualmente è direttore della Galleria Estense di Modena. Pur occupandosi attivamente di tutela territoriale (Il Collegio Alberoni di Piacenza. Guida alle collezioni, Milano 2003; La Maestà del Duomo di Piacenza. Il restauro, Piacenza 2004), non ha mai cessato di coltivare i suoi primari interessi di ricerca, che vertono in modo particolare sulla scultura, la glittica, la medaglistica e in generale le arti decorative del Rinascimento italiano (Valerio Belli Vicentino, con H. Burns e M. Collareta, Vicenza 2000; Giambologna, Roma 2005; Bonacolsi l’Antico, con Filippo Trevisani, Milano 2008). Fra 2011 e 2012 è stato Andrew W. Mellon Fellow presso il Metropolitan Museum of Art di New York.

per informazioni al pubblico: dott.ssa Elena Cocchi tel. 051.20972 74 – elena.cocchi@unibo.it
Dipartimento delle Arti – Complesso di Santa Cristina tel. 051.20972 60 – http://www.dar.unibo.it

Prossimo appuntamento della rassegna “I mercoledì di S. Cristina”: mercoledì 6 marzo, ore 17
L’iconologia di Cesare Ripa e l’allegoria del Cinquecento
conferenza di Sonia Maffei (Università di Bergamo); introduce Sonia Cavicchioli (DARvipem)

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