Zolfo, carbone e zanzare

24 gennaio ore 17

Presentazione volume – Zolfo carbone e zanzare
VerdiniIl 24 gennaio, alle ore 17, presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale Giorgio Bassani – via Grosoli 42 (Barco) Ferrara, presentazione del volume: Lilith Verdini, Zolfo carbone e zanzare Migrazioni fra luoghi e culture. Il caso Cabernardi negli anni Cinquanta
Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche
Intervengono: Roberto Roda e Gian Paolo Borghi
Questo libro parla di migrazioni. Movimenti di marchigiani, uomini, donne, famiglie, che si spostano da una regione all’altra del nostro continente e del nostro paese. Basterebbe già questo per renderlo sicuramente attuale nel momento in cui il tema delle migrazioni – quelle degli altri – irrompe quotidianamente nel dibattito sociale e politico alimentando speranze, dubbi, paure. Le Marche sono state, fino ad un passato non troppo lontano, terra di emigrazione ed è proprio la memoria di questa dura esperienza di fatica e solidarietà che fa oggi della nostra regione un luogo di accoglienza in grado di confrontarsi con la cultura degli altri senza preclusioni e intolleranze.
Il protagonista principale di questo lavoro di ricerca, a ben guardare, è il lavoro come elemento attorno al quale si plasmano i valori fondamentali della dignità e della libertà dell’uomo. Rivive in queste pagine la storia dei minatori di Cabernardi costretti a una dura migrazione che li porta dai giacimenti di zolfo della nostra regione, agli impianti chimici di Pontelagoscuro e agli abissi carboniferi del Belgio. L’analisi sociologica indaga il modo in cui questo movimento di uomini ha inciso sulla formazione delle coscienze, sui passaggi di generazione, sul rapporto con la terra d’origine. Chi guarda con rispetto alla centralità del lavoro rilegge con una certa emozione la cronaca della strenua lotta portata avanti dai minatori per evitare la chiusura degli impianti marchigiani e la successiva dolorosa esperienza che li vede merce di scambio fra governi che barattano gli uomini con il carbone. Una storia di fatica, di sofferenze, ma anche di grande dignità: il lavoro dei marchigiani diventa filo conduttore e collante di una esperienza di vita in cui la memoria si intreccia con la solidarietà e i valori propri della gente marchigiana si collocano in una dimensione nazionale ed europea. E quando, oggi, parliamo di Europa, non dobbiamo dimenticare che alla costruzione della nuova identità continentale, prima ancora di tutti gli altri, hanno contribuito i lavoratori – e fra questi tanti marchigiani – che hanno portato ovunque il segno dell’intelligenza e della creatività.
L’autrice: Lilith Verdini vive ad Arcevia. Laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Bologna, coltiva i suoi interessi culturali nell’ambito della storia locale e della geografia umana. Questa ricerca è la sua prima opera. Sul tema dell’emigrazione ha realizzato anche due cortometraggi: La vita era stretta un bel po’ (2007) e La maestra del Cantarino (2008).
Testi tratti dalle pagine web: http://www.emigrazione.it/

Comune di Ferrara
Servizio Biblioteche e Archivi
Centro di Documentazione Storica
Biblioteca Comunale Bassani

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