Alfredo Protti a palazzo d'Accursio

Alfredo Protti, La maschietta, 1920
Il percorso espositivo, articolato negli spazi di Sala d’Ercole, Manica Lunga e Sala Farnese fino al 4 febbraio 2013, ripercorre la straordinaria produzione pittorica di Alfredo Protti (1882-1949) attraverso una selezione di circa 70 capolavori dedicati alla figura femminile
orario: dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 18.30 (chiusura 25 dicembre 2012, 1 gennaio 2013) dal 19 dicembre al 4 febbraio 2013

Alfredo Protti è uno dei pittori più noti e amati di quella Bologna novecentesca che lo storico dell’arte Ludovico Ragghianti definì «cruciale» per la straordinaria concentrazione di artisti che contribuirono a modernizzare l’arte e la società italiane. Nato nello stesso anno di Umberto Boccioni e Gino Severini, e otto anni prima di Giorgio Morandi, Protti seguì una carriera artistica autonoma rispetto alle correnti più radicali dell’avanguardia futurista e metafisica; tuttavia la sua pittura, di respiro europeo, contribuì profondamente alla formazione dell’identità moderna di Bologna.
Allievo di Domenico Ferri e compagno dei pittori Athos Cesarini e Ugo Valeri, Protti partecipò alla «frangia scapigliata» bolognese e in seguito, insieme a Carlo Corsi, Guglielmo Pizzirani, Garzia Fioresi e Giovanni Romagnoli, alla cosiddetta «Secessione bolognese» che tentava di rinnovare il linguaggio visivo allora in voga, ancora basato su modelli ottocenteschi, aggiornandolo sul nuovo gusto internazionale. La sua poetica, ispirata all’intimità della vita domestica, si nutrì delle esperienze formali più diverse e moderne, come quelle di Sargent, Whistler, Klimt, Renoir, Matisse.

il novecento sensuale

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  1. Bologna – dal 22 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013
    Jean Louis Lagnel – Un Presepe di Marc Giloux

    MUSEO CIVICO MEDIEVALE

    Via Alessandro Manzoni 4 (40121)
    +39 051203916 , +39 051232312 (fax), +39 051203930
    museiarteantica@comune.bologna.it
    http://www.comune.bologna.it

    Jean Louis Lagnel è l’inventore dei cosiddetti “santons” o “santoun”, statuette d’argilla tuttora caratteristiche dei presepi provenzali. Prima dei santons le statuine dei presepi erano in gesso o in legno; la malleabilità dell’argilla permise a Lagnel di riprodurre i personaggi che popolavano il suo vicinato e che esercitavano i diversi mestieri artigiani. Con questo omaggio alla tradizione, rivisitata in chiave concettuale, Marc Giloux stabilisce un legame tra il presepe ospitato dal Musée de l’OHM e quelli in mostra al Museo Davia Bargellini. Allo stesso tempo, gli stereotipi dei personaggi di Lagnel sono attualizzati nello stereotipo dominante del tempo presente: dello stesso Lagnel, figura unica di questo radicale presepe il cui sapore antico risuona di lontano, non resta da vedere altro che il nome.

    fonte:exibart.com

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