Invito alla lettura

Biblioteca Ariostea, Via Scienze, Ferrara

Martedì 9 ore 17 –

Franchino Falsetti – GIOVANNI PASCOLI: IL CANTORE DEL “FANCIULLINO”, LA FIAMMELLA CHE SCALDA LA VITA”
Il musicologo e critico d’arte Franchino Falsetti non propone percorsi di nostalgia scolastica né valutazioni di circostanza o di tipo celebrativo, ma un approfondimento per evidenziare alcuni aspetti, di indubbia attualità, sulle scelte stilistiche e sui diversi tipi di linguaggio sperimentati e adottati da Giovanni Pascoli, così come vennero illuministicamente trattati nel magistrale saggio di Gianfranco Contini (1955), che resero la sua poetica prima impressionista e poi simbolista. Un linguaggio, quello del Poeta, sostanzialmente moderno, dove prevale la precisa scelta di usare la parola non in senso aulico e astratto, ma in senso realistico, caricandola di significati e di simboli. Altro aspetto rilevante per comprendere la personalità di Pascoli sono gli scritti di prosa e i discorsi: ne esce un inedito profilo di uomo e di letterato. Sensibile protagonista del suo tempo, ha partecipato a molte vicende e manifestazioni per l’affermazione dei diritti umani, per consolidare i sentimenti più puri del senso di “amor patrio” e dell’italianità. Quella stessa che entusiasmava il giovane Marinetti e al Pascoli faceva pronunciare il suo ultimo famoso discorso “ La grande proletaria si è mossa”. (Franchino Falsetti)

Mercoledì 10 ore 17 – Seduta Accademica

Paolo Sturla Avogadri – TEMPLARI E ADELARDI: LA CONFERMA DEL LEGAME
Il relatore, attento ricercatore di storia, archeologia e araldica, da oltre un trentennio si occupa degli antichi Ordini militari, in particolare dei Templari. E riguardo a questi, “i Soldati di Cristo”, insospettito dalla carenza di documentazione . da quasi fosse una “damnatio memoriae” – situazione assurda proprio nel territorio ferrarese da sempre dominio della Santa Sede, e dalle non poche ed illogiche incongruenze riscontrate, ha azzardato in articoli e convegni sui Templari alcune ipotesi riguardanti principalmente la famiglia Adelardi. Supposizioni che, di primo acchito, potranno essere sembrate fantasiose, ma col ritrovamento del tutto fortuito di un antico rogito notarile della fine del sec. XIV da parte di un qualificato storico ferrarese, si sono rivelate azzeccate.
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara
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