Facili previsioni

Oggi Napolitano è in visita alle zone del terremoto e il sindaco di Bondeno, uno dei comuni interessati dal sisma era a Bologna a presentare alcune richieste di cui abbiamo dato notizia ieri in un altro articolo.

Ammesso che si possa considerare conclusa la fase sismica e si possa cominciare a pensare alla ricostruzione, tutti si chiedono cosa succederà e, in particolare. di quali aiuti il privato cittadino potrà disporre di quelli raccolti pro-terremotati.

Se dobbiamo trarre auspici dal passato,  l’Aquila  (6 aprile 2009) insegna: gli abitanti vivono in C.A.S.E. (Complessi Anti-Sismici Ecocompatibili)

Per il centro storico, ancora chiuso, il governo Monti propone che venga modificata la destinazione d’uso degli edifici,  consentendo ampie ristrutturazioni ai proprietari , mantenendo la facciata.

Solo che, nel frattempo i proprietari non sono più quelli che ci abitavano (e dopo tre anni vorrei vedere!) ma multinazionali che, dietro una quinta cinematografica, faranno i soliti supermercati o edilizia residenziale di lusso; presumibilmente con i soldi destinati alla ricostruzione.

I cittadini possono sempre chiedere mutui alle banche, alle quali sono già affluiti i soldi delle sottoscrizioni, così da potersi indebitare a tassi particolarmente vantaggiosi.

Per fortuna, finora, la nostra città non sembra aver subito grossi danni (non abbiamo una zona “rossa” , come i comuni limitrofi)  e poi abbiamo già provveduto in proprio a distruggere sistematicamente ogni contenitore culturale.

A voler fare davvero gli interessi dei terremotati, era meglio spedire la propria offerta a mezzo vaglia, pescando a caso dall’elenco telefonico!

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0 pensieri su “Facili previsioni

  1. MEGLIO SOLI…
    Dalle ultime chiacchiere dei TG la “scienza” sembra più un conflitto tra maghi (divisi tra apocalittici e integrati); sulle capacità previsionali dei geologi cfr. http://bondeno.blogspot.it/2012/06/previsioni-e-realta.html
    Purtroppo in mezzo ci stiamo noi con delle esigenze di vita quotidiana molto elementari da risolvere: alcuni sfollati chiedevano con urgenza bagni chimici, che sembrano essere centellinati dalla protezione civile.
    Quelli che hanno la fortuna di essere ancora nelle loro case (che, se hanno resistito ad un sisma di 6.1, norme o non norme, devono essere state costruite con criterio) chiedono solo di poter tornare alla normalità.

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  2. Tornare alla normalità? E la condizione postmoderna di ansia coatta, che ti toglie dalle tasche anche gli ultimi risparmi e ti costringe a lavorare fino all’ultimo respiro? Marameo…

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  3. Io abito in un’area terremotata, fortunatamente meno terremotata di altre gravemente colpite e, come dicevi tu, le priorità delle persone oggi sono in questi termini:
    – chi ha la casa agibile, ancora non ha il coraggio di entrare, quindi le famiglie vivono nella casa al mare, in roulotte o camper nel giardino, oppure in tenda, per chi ancora non soffoca dal caldo, qualcuno dorme sull’altalena da giardino, altri hanno sostituito le tende con una casetta-ripostiglio di legno, dove almeno mettere rete e materasso
    – chi non ha la casa agibile, quindi come sopra, ma oltre a questo ha la priorità di trovare una sistemazione per l’inverno, con tutte queste problematiche: 1. nel giardino di casa non possono costruire, per disponibilità di metratura o per motivi di sicurezza 2. la tenda o la casetta degli attrezzi non permetterà di passare l’inverno
    e aggiungiamo:
    3. gli allevatori hanno gli animali all’aria aperta 4. gli agricoltori tra un po’ avranno i raccolti e non avranno un riparo dove depositarli temporaneamente 5. gli imprenditori non hanno né azienda né uffici, quindi, per chi non ha disponibilità finanziaria immediata, blocco totale
    6. il comune non rilascia autorizzazioni a costruire, fino a quando non ci sono le certificazioni tecniche sugli immobili 7. non ci sono ancora procedure burocratiche per accedere ai finanziamenti promessi 8. si fatica a trovare i demolitori delle abitazioni
    9. non ci sono terreni edificabili dove localizzare le famiglie con i contratti di diritto di superficie per un breve periodo di tempo
    Francesca Fabbris

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  4. Non appena i “prenditori” avranno dettato le procedure, gli amministratori (coi loro tempi) le recepiranno e i sudditi dovranno, come sempre, fare buon viso a cattiva sorte.

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