Non chiamatemi capo

venerdì 16 marzo alle ore 15.30

presso lo Studio Filosofico Domenicano di Bologna

Nella suggestiva cornice dello Studio Filosofico Domenicano (Piazza San Francesco, 13– Bologna)

venerdì 16 marzo alle ore 15.30, cinque leader – Giovanni Bertuzzi, O.P. Preside; Federico Ferri, Direttore d’orchestra; Roberto Iovine, Primario; Paolo Mazzi, Generale e Daniele Ravaglia, Direttore Generale – racconteranno in quale modo esercitano la leadership nel proprio ambito e ambiente di lavoro, con particolare riferimento alle relazioni interpersonali e ai processi decisionali.

Non chiamatemi capo è l’appuntamento conclusivo del ciclo “Parole in Forma”, i

seminari dell’anno accademico 2011-2012 a cura di Ratio Operandi, ente che si occupa di alta formazione alla cultura della persona, dell’impresa e della tecnica.

Il seminario della durata di 4 ore circa (termina verso le 19.45), rappresenta

un’occasione coinvolgente e stimolante, che offre la possibilità di ascoltare,

interrogare e confrontarsi ed è dunque rivolto a tutti.

Intervengono al seminario: Giovanni Bertozzi O.P, sacerdote domenicano dell’ordine dei frati predicatori, ha la licenza in teologia e il dottorato in filosofia è Docente di filosofia, antropologia, epistemologia, logica formale e materiale, logica simbolica, etica;

il Direttore d’orchestra Federico Ferri, fondatore di due orchestre da camera e ideatore di progetti artistici tesi a recuperare e valorizzare musiche dimenticate;

Roberto Iovine,lLaureato in Medicina e Chirurgia è attualmente Direttore della Unità Operativa di Medicina Riabilitativa dell’ospedale S.Giovanni in Persiceto (Asl di Bologna);

Paolo Mazzi, Generale B.A., Capo Reparto Preparazione alle Operazioni

Comando Operazione Aeree C.S.A. Poggio Renatico di Ferrara;

Daniele Ravaglia, Direttore Generale di Emil Banca dal 1990, confermato nell’incarico nel 2008, dopo la fusione con Credibo.

Info: 051. 238164

http://www.studiofilosofico.it

http://www.ratiooperandi.it

Per le iscrizioni scrivere a sfd@nuovaera.eu

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0 pensieri su “Non chiamatemi capo

  1. Gli italiani sono sostanzialmente un popolo gregario, abituati a lavorare duramente come somari, pensano (non senza qualche ragione storica) che capi si diventa a)per nascita b) per imbroglio c) per fortuna; mai per competenza.
    Questo spiega il poco entusiasmo per qualsiasi tipo di formazione (scolastica o extra-scolastica), cui si lega anche il fenomeno noto come “fuga dei talenti”.

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