Carlo Tassi in pinacoteca

inaugurazione di una personale – domenica 19 dicembre alle 17:00 – del pittore bondenese Carlo Tassi.

La mostra “Il cammino dell’arte di Carlo Tassi”, presso la Pinacoteca Civica “G. Cattabriga”, è a cura dell’assessorato alla Cultura del Bondeno in collaborazione con Associazione Bondeno Cultura. E’ la prima personale a Bondeno dopo ben 4 lustri.

Carlo Tassi, nato nel 1933 a Bondeno, dove vive e lavora, è figlio del pittore e restauratore Gaetano. L’arte la respira fin dall’inizio nell’aria di casa. Compie i suoi studi presso l’Istituto d’arte Dosso Dossi a Ferrara e, successivamente, all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ha come docenti Pompilio Mandelli e Virgilio Guidi.
È la scultura che inizialmente lo interessa quasi quanto la pittura, ambito in cui riscuote i suoi primi successi. Ancora studente di Accademia, nel 1956, viene premiato a Ferrara nel Concorso di pittura sulla Resistenza. Come pittore qualche anno prima aveva partecipato ad una collettiva organizzata dal “Filò” nel Ridotto del Teatro Comunale.
La plastica però ha per lui una magia particolare. Il movimento delle forme lo affascina: è la vita che scorre sotto la superficie dell’epidermide delle persone così come sotto le scorze degli alberi. L’occhio e la mano disegnano percorsi che si aprono e si chiudono per riaprirsi di nuovo in un pulsare continuo.
La matita sulla carta va alla ricerca di forme-movimenti dalla partitura quasi musicale, fatta di suoni e silenzi. Nel suo studio ci sono ancora, ben ordinati dalla moglie, grandi quantità di disegni, studi, bozzetti. Qui troviamo veramente gli incunaboli della sua operatività di artista. È un corpus di grafica di alta qualità, quasi totalmente sconosciuto al grande pubblico. Da solo potrebbe essere oggetto di una esposizione.
Maria Censi nella mostra del 1996 giustamente ha riservato una sezione alla grafica, anche se è la grafica dei primi anni di attività quella che meglio permette di indagare il discrimine tra pittura e scultura entro cui l’artista, come su un palcoscenico, sembra giocare il suo ruolo di protagonista fatto di “entrate” e di “uscite”.
Il tempo incide, prepotente, nella vita di tutti e di tutte le cose così anche dell’arte, ma c’è sempre un fluire libero della coscienza dell’artista e dell’uomo che permette di riconoscersi nelle differenze e nei cambiamenti che intervengono nel passare dei giorni.
È certo che il visitatore nelle tre sedi espositive troverà delle costanti e delle variabili. Sono leggibili nelle opere esposte che, pur avendo lo stesso tema, rivelano un divario cronologico evidente. Eppure sotto le differenze è sempre rinvenibile un’idea originaria tanto forte da non essere mai scalfita dal tempo.
Il concetto di umanità che Tassi riformula nelle narrazioni della sua pittura appartiene a questo nucleo fondante che permette di non negarsi mai al colloquio con l’altro. Vi è, nella sua arte, un rispetto della persona, di tutte le persone che fa cogliere il senso dell’umana partecipazione alle vicende di tutti. Soltanto nell’accettazione dell’appartenenza ad un comune destino abbiamo l’azzeramento delle differenze. È proprio l’aspetto “creaturale” il punto di snodo fondante per cogliere l’essenza della sua arte. La figura del Cristo, le figure umane, gli alberi. Questo è il mondo cui Tassi si ispira e che da sempre gli parla
All’inizio ci sono dunque le istanze della pittura e della scultura che reclamano un loro svolgimento espressivo e Tassi, da par suo, realizza quadri e sculture per molto tempo con uguale impegno e determinazione.
Nessuno nasce già formato e la formazione di un artista è cosa complessa. Spesso messa sotto silenzio dallo stesso autore che non condivide più le opere fatte alla “maniera di” in cui inizialmente si riconosceva. A leggere e confrontare i testi critici scritti sul nostro autore si assiste ad una colta, lunga lista di autori di riferimento. Al di là di questi autori citati resta l’idea di Carlo Tassi di essere libero cittadino di un mondo padano, completamente rivolto ad una relazione empatica con gli altri, capace sempre di riconoscere la poesia nelle cose fatte di terra argillosa, cose apparentemente impoetiche, ma fatte di lavoro, sudore, fatica e amore.
Ben presto, dagli anni di Guidizzolo, nasce una “maniera nera” che diventa la sua cifra stilistica caratterizzante. La scultura rilascia alla pittura quel tanto di materia plastica, di cui è padrona, e che serve ora per fare ispessire i supporti sui cui la pittura possa posarsi sgranandosi, rivelando la luce imprigionata dei pigmenti.

La mostra avrà contemporaneamente alla Pinacoteca Civica e altre due sedi espositive: a Cento presso il Palazzo del Governatore, a Ferrara presso la Galleria del Carbone.

Massimo Sgarbi

Signori Longobardi in mostra

Longobardi e Romani

Per tutti i due secoli del loro dominio in Italia i Longobardi, pur con alterna fortuna ed al fine con esito  fallimentare, perseguirono ostinatamente, con la guerra e la diplomazia, il tentativo di formare un regno nell’intera penisola, ove erano giunti dalle pianure pannoniche nel 569, determinati a rimanervi in modo definitivo. Fin dall’inizio la conquista della parte orientale della pianura padana a sud del Po e dell’alto Adriatico, la Romania, si rivelò tuttavia impresa assai difficile che riuscì, e pure parzialmente, solo ad Astolfo nel 751 ormai verso la fine del regno. I territori dell’Esarcato e della Pentapoli, con il fondamentale caposaldo di Ravenna capitale dell’Italia bizantina, rappresentavano infatti la chiave per il controllo dell’Adriatico e garantivano l’accesso terrestre a Roma e  Napoli, separando nettamente la Langobardia Maior dai ducati meridionali. È quindi naturale che già nei primissimi tempi dell’invasione i Longobardi si fossero spinti per quanto possibile in profondità, nel cuore dell’Emilia-Romagna,  conquistando Parma, Reggio e Modena ed attestandosi con piccoli insediamenti di carattere militare sulla linea del Panaro e del Secchia.

Dopo appena vent’anni dovettero tuttavia ritirarsi di fronte alla decisa offensiva bizantina del 590 che riconquistò Modena e Reggio, territori che torneranno definitivamente in mano longobarda solo nel 643 con le campagne militari di Rotari e la battaglia del fiume Scultenna (Panaro), che permisero di fissare nuovamente lungo i due fiumi, per oltre cent’anni, la frontiera dall’Appennino al Po. Il ricco e ben organizzato ager mutinensis, che fino alla seconda metà del VI secolo aveva comunque mantenuto, sia pur con larghe smagliature, la rete del popolamento romano, fu dunque teatro, nel giro di pochi decenni di una grave crisi che trasformò la fisionomia del territorio tardoantico, riducendo drasticamente il numero degli abitati e favorendo la nascita degli insediamenti accentrati.
A tale collasso, che inaugurò un nuovo mondo, non furono certo estranee le disastrose alluvioni, ben documentate dalle fonti scritte e dall’evidenza archeologica, che interessarono, attorno all’anno 589 durante il regno di Autari, un’amplissima zona della Padania.

La necropoli di Spilamberto

In questo difficile contesto, circa tra gli anni 570 e 590, si colloca la vicenda dei primi Longobardi di Spilamberto che possiamo oggi raccontare, almeno in parte, grazie alla scoperta nel 2003 della loro necropoli presso il Panaro. Sulla riva dell’antico Scultenna essi vissero e morirono quindici secoli fa, all’alba del Medioevo. Della piccola colonia di guerrieri con le loro famiglie – certamente non isolata e comandata a sorvegliare un tratto dell’incerta frontiera e forse un guado o un traghetto – non conosciamo le case ma solo il cimitero, una trentina di tombe in nuda terra (appena tre di maschi armati), distinte in gruppi parentali che attestano lo stanziamento di un clan gentilizio (fara) durato non più di una generazione. Soltanto le pratiche funerarie e i reperti delle sepolture, semplice, con le armi individuali (spada, lancia e scudo) che connotavano nella tradizione germanica l’uomo libero e combattente, accompagnate dai relativi cinturoni, guarniti in ferro e bronzo e da poche altre cose: coltelli, punte di freccia e acciarini.

Ben più ricchi e complessi sono invece i corredi delle numerose tombe femminili, che testimoniano l’assimilazione non recente di costumi e gusti bizantini, ma anche la comunanza culturale con altre nazioni barbariche. Alcuni di essi associano infatti agli oggetti della vita quotidiana (ceramiche da mensa di tradizione pannonica decorate a stampiglia, pettini in osso e coltellini) e rari gioielli tipici del costume longobardo (una fibula a S in bronzo dorato e pietre dure), pezzi ricercati e preziosi, la cui presenza in questo piccolo avamposto potrebbe derivare sia da scambi e doni con le popolazioni d’oltre frontiera, che da prede di recenti saccheggi o dal retaggio familiare. Fra questi materiali “esotici”, perlopiù concentrati nelle due sepolture di maggior rango, spiccano i recipienti in bronzo fuso, un cucchiaio in argento con iscrizione augurale, una pesante lucerna in bronzo, una fibula – pendente discoidale di tipo tardoromano in argento dorato con cammeo antico e perle di fiume – un magnifico corno in vetro per bere, proprio della tradizione germanica ed un eccezionale sgabello pieghevole in ferro fucinato coperto di fittissime agemine, oggetto di cui si conservano in tutta Europa ben pochi esemplari d’epoca altomedievale. Il lignaggio di queste donne, e quindi delle loro famiglie, era ulteriormente esaltato dalla deposizione in fosse separate, accanto alle sepolture, dei corpi di tre robusti poneys di razza nordica, forse discendenti dei cavalli che accompagnarono, secoli prima, i Longobardi nella loro prima migrazione dalla Scandinavia alla Germania settentrionale. Tale costume, originato nell’Europa occidentale tra III e V secolo, si diffuse successivamente nei territori ad Est del Reno fra le popolazioni dei Franchi orientali, Alemanni, Longobardi e Turingi.

Per la sua integrità e per la varietà culturale dei reperti, la necropoli sul Panaro costituisce senz’altro la testimonianza più consistente e rappresentativa del primo insediamento longobardo nel Modenese; un ritrovamento che fa di Spilamberto un luogo nodale per la storia della inquieta frontiera fra Langobardia e Romania.

La mostra

Al fine di far conoscere l’importanza della scoperta – che ormai già conta qualche anno ma della quale è appena iniziato lo studio – il Comune di Spilamberto e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, con la collaborazione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, hanno pertanto realizzato una mostra che certo non esaurisce il potenziale informativo del ritrovamento. Con la ricomposizione delle sepolture più significative ed una larga selezione di reperti, corredate da un ampio apparato didascalico reso più suggestivo dalla grafica ricostruttiva, si è scelto di proporre ipotesi e temi di riflessione per successivi approfondimenti, che andranno condotti nell’ambito della ricostruzione della storia altomedievale del modenese e dell’Emilia-Romagna.


Spazio Eventi L. Famigli – Viale Rimembranze, 19

Ingresso gratuito

Orari di apertura e visite guidate

venerdì 18.30 – 22
(visite guidate a pagamento ore 20 e 21. Durata della visita 45′. Adulti € 5 – gratuita per under 18 e over 65)

sabato e domenica, festivi e prefestivi 10 – 12.30/15 – 18.30
(visite guidate a pagamento ore 10.30, 11.30, 16.30, 17.30. Durata della visita 45′. Adulti € 5 – gratuita per under 18 e over 65)

24, 31 dicembre, 1 gennaio chiuso

In giorni e orari diversi da quelli di apertura, visite guidate a pagamento
per gruppi min. 10, max 30 persone (Durata della visita 45′. Costo della guida € 80 a cui occorre aggiungere il costo del biglietto Adulti € 5 – gratuita per under 18 e over 65)
Info: AR/S Archeosistemi

John Philips

FOTOGRAFO


phillips fotografo 190

Inaugura sabato 27 novembre, presso il Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona, la grande mostra fotografica dedicata a John Phillips, uno dei più importanti fotoreporter del XX secolo.
L’eposizione presenta le fotografie realizzate da Phillips dalla fine degli anni trenta sino ai primi anni sessanta, con particolare attenzione agli scatti che compongono la rassegna dedicata al manicomio di San Giacomo di Verona, datati 1959 ed esposti per la prima volta in questa occasione.
Lo sguardo attento, partecipe e al contempo delicato di Phillips è scevro da ogni sospetto di denuncia o giudizio di valore, in favore di una volontà documentaristica nei confronti delle condizioni di vita e degli stati d’animo dei ricoverati.
L’esposizione si articola lungo 50 vintage e 25 inediti, scelti tra i negativi e stampati per l’occasione.
Il catalogo, che contiene i contributi critici di Vittorino Andreoli, Luciano Bonuzzi, Renato Fianco, Walter Guadagnini e Carole Tansella, è ad oggi la più aggiornata monografia in italiano dedicata al grande fotografo.

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Scheda del volume

LA MOSTRA
John Phillips
Fotografo

Verona
Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri

Cortile del Tribunale (Piazza Viviani)

Dal 28 novembre 2010 al
30 gennaio 2011

Orari
Da martedì a domenica:
10.00-19.00

Chiuso: lunedì

Tutte le domeniche, alle ore 16.00, visita guidata gratuita

Biglietti:

Intero: 5 euro

Ridotto: 3 euro

Da 8 a 14 anni: 1 euro

Infoline:

tel: +39 045 8013732
+39 045 80007490

www.comune.verona.it/
scaviscaligeri/

Università a Cento

L’Università degli Studi Guglielmo Marconi – Telematica ha aperto una nuova sede a Cento, in cui si potrà disporre di tutti i servizi di informazione, assistenza, segreteria e verifica degli apprendimenti.
L’offerta formativa ampia e articolata prevede nell’ambito delle sei Facoltà: Economia, Giurisprudenza, Lettere, Scienze della Formazione, Scienze Politiche, Scienze e Tecnologia Applicate, Corsi di Laurea, Corsi di Laurea Magistrale, Dottorati di Ricerca, Scuola di Specializzazione, Master di I e II livello, Corsi di Perfezionamento, Corsi di Alta Formazione, Corsi di aggiornamento professionale.

Maggiori informazioni
Recapiti sede di Cento:
Via Ugo Bassi, 58 – Palazzo Scarselli (Biblioteca Civica Patrimonio Studi)
E-mail: cento@unimarconi.it
Tel. 051 683 21 20
Fax 051 683 22 06

Sito: www.unimarconi.it
Web-tv: www.marconichannel.tv

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Venerdì 17 dicembre 2010
Galleria D’Arte Moderna Aroldo Bonzagni, ore 17.30
Inaugurazione della personale “Il cammino dell’arte di Carlo Tassi”
A cura di Gianni Cerioli e Paolo Volta
maggiori informazioni

Sabato 18 Dicembre 2010
Sala del Consiglio – Comune di Cento, ore 10.00
Commemorazione per il Maestro Ottavio Mazzonis di Pralafrera
A seguire, alle ore 11, inaugurazione del Museo d’arte religiosa sacra e contemporanea intitolato a Maria Censi (presso l’Auditorium S. Lorenzo) e della mostra, organizzata al suo interno, di bozzetti per la pala d’altare raffigurante S. Michele Arcangelo da porre nella Cappella della Rocca.
commemorazione di Ottavio Mazzonis di Pralafrera: maggiori informazioni
mostra dei bozzetti di S. Michele Arcangelo: maggiori informazioni

Pinacoteca Civica “Il Guercino”, ore 17.00
“Guercino e l’iconografia di S. Giovanni Battista”
Per l’iniziativa “Palazzi di pietra e memorie di carta”. Visita guidata gratuita in Pinacoteca Civica tra alcune opere pittoriche di Guercino e i piccoli capolavori scultorei ospitati nella mostra “Cibus Viatorum. Tabrenacoli da viatico tra XVI e XX secolo”
Prenotazione obbligatoria presso l’Uffcio Informaturismo.
maggiori informazioni

Domenica 19 Dicembre 2010
Biblioteca Civica Patrimonio Studi, ore 15.30
Teatro Distracci presenta: “Cappuccetto Rosso e il lupo di mare”
Per l’iniziativa “Natale in Biblioteca”. Prenotazione obbligatoria presso la Biblioteca o al numero 051 6843141
maggiori informazioni

Sabato 18 e Domenica 19 Dicembre 2010
Castello della Rocca, Cento
Natale nel borgo del Castello
Esposizione e vendita di decorazioni natalizie, addobbi floreali, articoli da regalo, presepi artigianali, giocattoli, gioielleria, gastronomia e molto altro.
maggiori informazioni

Martedì 21 dicembre 2010
Biblioteca Civica Patrimonio Studi, ore 17.30
Marco Bertarini presenta: “Aspettando il Natale”
Per l’iniziativa “Natale in Biblioteca”. Prenotazione obbligatoria presso la Biblioteca o al numero 051 6843141
maggiori informazioni

Ristorante “Vino e…” – Cento, dalle ore 20.15
“Merry Christmas to you”
Concerto con The Original Chicago Gospel Sisters. A cura di Assessorato alla Cultura del Comune di Cento, Associazione Cento Jazz Club e Ristolounge “Vino e… “
maggiori informazioni

Fino al 23 Gennaio 2011
Casumaro (Fe)
Natale a Casumaro
Tanti eventi per grandi e piccoli, per tutto il mese di Dicembre 2010 e Gennaio 2011.
maggiori informazioni


Gianni Cestari a Pieve di Cento

Presentazione del libro relativo alla mostra

Cosa
  • INCONTRI
  • Mostre d’arte
Quando 19/12/2010
da 12:30 pm al 02:00 pm
Dove Sala del Consiglio Comunale
Persona di riferimento cultura@comune.pievedicento.bo.it
Recapito telefonico per contatti 051 6862 620
Aggiungi l’evento al calendario vCal
iCal

Nell’ambito degli eventi legati alla mostra “NUOVI MONDI Gianni Cestari dialoga con Vincenzo Maria Coronelli”

presso la Sala del Consiglio Comunale si terrà, domenica 19 dicembre alle ore 11:30, la presentazione del libro omonimo:

NUOVI MONDI Gianni Cestari dialoga con Vincenzo Maria Coronelli

a cura della Prof.ssa Maria Gioia Tavoni e del Prof. Mario Anselmi

… scarica l’invito!>>

Notizie specifiche sulla mostra le trovate in un precedente articolo di bondeno.com: http://www.bondeno.com/2010/09/15/gianni-cestari-reinterpreta-coronelli/

Appuntamenti finalesi

ANDREA MINGARDI SCRITTORE A FINALE EMILIA
Famoso cantautore, Andrea Mingardi è a Finale Emilia domenica 19 dicembre alle ore 21.00 presso la Baia ( locale che ha riaperto di recente con Music-Restaurant-Bar) per presentare il suo libro Un biglietto per l’aldilà. Titolo provocatorio in piena sintonia con il personaggio e l’artista. Il relatore è Luciano Manzolini (del famoso duo Gemelli Riggeri), conduce e presenta la serata Marco Mezzetti. Lo storico locale finalese ha riaperto di recente e ha riservato uno spazio per incontri musicali e culturali. L’ingresso è gratuito; per prenotazione tavoli tel. 0535.92781.
IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA: CONVEGNO DEL CALVI
L’Isituto “I.Calvi”, che ha festeggiato quest’anno il 50° di fondazione, organizza un convegno sul tema IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA, Lunedì 20 dicembre 2010 dalle 9.00 alle 13.00 presso il Teatro Comunale di San Felice. Nel conso del convegno si parlerà di agroalimentare e formazione a Modena e nell’Area Nord. Partecipano Elena Malaguti, assessore provinciale istruzione e Cultura, Maurizio Gianaroli presidente Coldiretti di Modena; Giuseppe Bellini di Confagricoltura, Giogio Siena dirigente del Calvi, Claudio Losi presidente Collegio Periti Agrari di Modena. Intervengono poi Emilio Sabattini, presidente della Provincia di Modena e l’On. Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo che interverrà su “Il futuro della PAC dopo il 2013”. Conduce Claudio Ferri, giornalista di TRC. Per info: www .iis-calvi.it – info @itacalci.com.

GIOVEDI’ 16 DICEMBRE
dalle ore 18,00 Aspettando il Natale Nido Aquilone di Massa Finalese

ore 21.00 Teatro Sociale
SOUVENIR DE NOEL, Concerto di Natale a cura di Souvenir d’Italie e tanti ospiti per l’AMO

VENERDI’ 17 DICEMBRE
dalle ore 8 alle ore 13, presso la Biblioteca Ileana Ardizzoni
Read Parade: Bizzarra rassegna di brani di letteratura da gustare e votare, come in un Festival. Iniziativa rivolta agli studenti delle scuole medie, a cura della Piccola Compagnia dell’Airone

Ore 20,30 – Sala Consiliare
Elena Benassi, giornalista di TRC presenta: L’ATTESA DISATTESA di Criselda, al secolo Cristiana Casarini
Saluto del Sindaco di Finale Emilia Cav. Raimondo Soragni. Intervista di Francesco Dondi, giornalista de “La Gazzetta di Modena” Odilla Gallerani, giornalista di “Piazza Verdi”. Intervalli musicali di Alberto Guasti e Claudio Catozzi. Letture di Artinsieme. Seguirà rinfresco a cura del Gruppo “Cuciniamo con amore

ore 20.30, Teatro Sociale
Saggio natalizio della Scuola Statale dell’Infanzia “Don Milani” di Massa Finalese

SABATO 18 DICEMBRE
Ore 10.30, Casa Protetta Finale Emilia
Concerto di flauti a cura degli alunni della Scuola Media di Finale Emilia

Ore 15.00 –  Duomo
CELEBRAZIONI DEL NATALE

dalle ore 15.00 – Centro Nuoto
SAGGIO DI NUOTO per bambini dai 5 ai 14 anni a cura della Polivalente Futura

Dalle ore 16 alle ore 19 Ex Discoteca Jeans Club – Giardini Pubblici
ASPETTANDO BABBO NATALE IN DISCO Ingresso libero per tutti i bambini
A cura del Gruppo “Aggiungi un posto a tavola” e della Parrocchia di Finale Emilia

Ore 17.30  – Teatro Sociale
“NATALEINSIEME 2010. Dedicato a Pia”
a cura della Scuola dell’Infanzia S. Cuore di Finale Emilia

ore 17,00 – Sala Espositiva, via C. Battisti
ICONE di Ermes Avanzi
Inaugurazione della mostra a cura del Club delle Arti
Orari di apertura al pubblico: 19, 24, 26 e 31 dicembre dalle ore 11.00 alle ore 12.30 e dalle ore 17.00 alle ore 18.30

DOMENICA 19 DICEMBRE
dalle ore 8:00 alle ore 13:00 – P.zza Garibaldi
Mercato straordinario ambulante
Mercatini di Natale

Ore 11.00, Piazza Verdi
I ragazzi del Catechismo offrono gli auguri alla cittadinanza

Ore 15.00  Animazione natalizia e prelibatezze dalla cucina del Cantacucco
LE RENNE DI BABBO NATALE … a cura de Lo Cantacucco

Ore 16.30 – Biblioteca Comunale
Le storie segrete di Babbo Natale
Raccontano Alessandra Baschieri, Debora Walker e Gianluca Magnani
Per bambini e bambine dai 4 agli 8 anni. Incontro gratuito e aperto al pubblico.
Info: Biblioteca Comunale piazza Garibaldi 17 – tel, 0535.788331.

Ore 17.00 – Teatro Verdi
Un magico Natale
Spettacolo della Scuola Materna Parrocchiale Sacro Cuore – Massa Finalese

Ore 17.30  – Teatro Sociale
“NATALEINSIEME 2010. Dedicato a Pia”
a cura della Scuola dell’Infanzia S. Cuore di Finale Emilia

ore 21.00 – Sala La Meridiana – Massa Finalese
ORCHESTRA ALIDA FERRARESE
Iniziativa promossa da  Bocciofila Massese,  Circolo Arci 91 e Gruppo Volontari Quartiere Carrobbio

LUNEDI’ 20 DICEMBRE
Ore 21.00, Teatro Sociale
CHRISTMAS HOPE Libero adattamento del Canto di Natale di Dickens
A cura della Parrocchia di Finale Emilia

MARTEDI’ 21 DICEMBRE
ore 20.30  – Teatro Sociale
Spettacolo teatrale a cura delle Scuola Media ” C. Frassoni” di Finale Emilia

MERCOLEDI’ 22 DICEMBRE
Ore 10,00 Aspettando l’arrivo di Babbo Natale
Nido “Grillo Parlante” e Spazio Bimbi “Filo di Arianna” di Finale Emilia

Ore 10.30, Scuola dell’infanzia, Casumaro
Babbo Natale alla scuola dell’infanzia – a cura e con omaggio del Gruppo Carnevale “Gatto Nero”

Ore 20.30, Teatro Sociale
DANZA IL NATALE Spettacolo di danza eseguito dalle allieve della Scuola di danza Tersicore di Finale Emilia. Ingresso gratuito

Beirut notturna

NOTTURNO LIBANESE Una Beirut al nero nei 43 scatti del libro d’esordio del giovane fotografo Giulio Rimondi. “Parlare, raccontare Beirut non è semplice senza cadere in luoghi comuni. Quello che mi piace delle foto di Giulio è sicuramente quella ‘statica vitalità’ che ne traspare”. Renato Miracco, critico “Una Beirut notturna, senza puttane, senza neon rutilanti, senza festa, neanche finta, neanche recitata, abitata da uomini e donne soli. Il nero che dilaga diventa piuttosto un silenzio”. Ferdinando Scianna, fotografo Bologna, 10 Novembre 2010_ Nella stazione deserta, alle 4 del mattino, una famiglia aspetta un bus per la Turchia. Un guardiano notturno accende un’altra sigaretta. Una mendicante araba siede davanti alla moschea. Le immagini di Beirut Nocturne sono immerse in un nero dilagante, accompagnate solamente dai versi dell’anziano poeta libanese Christian Ghazi, che con i suoi testi ha incorniciato il lavoro del fotografo. Atmosfere intime, solitudini e il ricordo tormentoso della guerra, nessuna traccia della Beirut famosa del divertimento, della ricchezza e del sesso, ma una città notturna e silenziosa in cui emergono, illuminate per un attimo, persone e scene di vita marginali. Il libro, realizzato nell’autunno 2009 e nella primavera 2010, nasce dalla collaborazione e dall’amicizia tra il reporter ventiseienne e l’anziano poeta libanese, che con quest’opera hanno cercato di instaurare un legame unico tra immagine e testo, creando una nuova forma di “didascalia poetica” in cui i versi si mescolano alla grana densa delle fotografie, tutte realizzate in bianco e nero, scandendo i temi e le sezioni del libro. Il progetto Beirut Nocturne, con introduzione a cura di Renato Miracco e presentazione di Ferdinando Scianna, verrà pubblicato in volume da Charta e distribuito internazionalmente a partire da gennaio 2011. Gli scatti che compongono il libro Beirut Nocturne daranno vita ad una serie di mostre in gallerie d’arte e spazi pubblici tra Milano, Parigi, New York, Washington e Beirut. La prima esposizione è prevista per marzo 2011 presso la Galèrie Lucie Weill & Seligmann di Parigi, mentre l’ultima è prevista per settembre 2011 negli spazi della celebre Leica Gallery di Broadway a New York. Nel progetto è coinvolto anche l’Istituto Italiano di Cultura di Beirut che curerà la presentazione del libro nella capitale libanese, metre la mostra è prevista per luglio 2011 presso il rinomato Espace Kettaneh Kunigk di Beirut, in collaborazione con Galerie Tanit di Monaco di Baviera. In italia Beirut Nocturne è affidato alla Galleria MC2 di Milano ma verrà presentato, in anteprima assoluta, giovedì 16 Dicembre alla libreria Feltrinelli di Bologna e venerdì 17 Dicembre allo Spazio LaBo’ di Bologna. In quest’occasione, accanto ad una performance sonora in bilico fra tradizione classica araba e registrazioni noise della notte libanese (Mirco Mungari e Faysal Bibi), verranno proiettati video d’artista realizzati da Giulio Rimondi in collaborazione con Memoria Films di Beirut. Per info: Giulio Rimondi 339 6325375 // http://www.giuliorimondi.com // beirut.nocturne@gmail.com Francesca (Press) 334 9218056 marra.francesca@gmail.com